Non ci sto: non è colpa dei sardi. Non accetto la frittata rovesciata

23 novembre 2013 08:3312 commentiViews: 91

testatinaCome immaginavo, come era prevedibile in una Sardegna abituata da secoli a dire “Grazie” anche quando la prendono a calci nei denti, dopo soli tre giorni dal disastro, la comunicazione di regime dello Stato italiano è riuscita nel suo intento: ormai è certo. Tutto quello che è accaduto, è accaduto per colpa dei sardi. Non solo. Come ai tempi sabaudi, gli schieramenti interni della Sardegna (la Destra-italiana e la Sinistra-italiana) hanno colto l’occasione per scananrsi, usando di sponda lo Stato italiano, comodamente accomodato ad assistere alla rissa da lui stesso provocata gettando la monetina in alto per decidere a chi dei due sardi dare la colpa.
Lo avevo capito dalle prime ore che sarebbe finita così, da quando si è scaricata ogni responsabilità sui sindaci e sul passato.
Dimenticato nel nulla un’allerta meteo appena più che banale, ma spacciato come se fosse stato grave.
Dimenticato nel nulla che già da lunedì Olbia era allagata. Si veda il servizio di Luca Roich a pagina 16 della Nuova che diceva che la Protezione civile si preparava ad accogliere la piena delle successive 48 ore. Dove si è preparata? Come si è preparata? Le strade erano già allagate, ma la mattina si poteva fare qualcosa. Che cosa è stato fatto? Il giorno 18 il bollettino meteo diceva (con Olbia già allagata, ma ancora non tragicamente allagata: “Precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Sardegna con quantitativi cumulati elevati o localmente molto elevati specie sulle aree orientali e meridionali; Venti: forti o di burrasca settentrionali sulla Liguria; da sud-est su Sardegna e Sicilia”.
Dimenticato nel nulla il cappio al collo del Patto di stabilità che non prevede deroghe per gli interventi per rimediare al dissesto idrogeologico. Questo è talmente vero che il Presidente Letta appena arrivato in sardegna ha parlato di misure per allentare il Patto di stabilità. pensarci prima no? Pensare prima che era necessario far spendere per mettere a posto la città, no? Oggi con chiarezza il solo Sole 24 ore (e con minore rislato La Nuova sardegna) fa notare che dal 2011 il sindaco aveva chiesto di spendere 27 milioni di euro per mettere in sicurezza la città e il governo non ha consentito che li spendesse, lo stesso governo che, oggi, come scrive Maugeri con più libertà, dignità e indipendenza di qualsiasi giornalista sardo, aspetta di sentire i chiodi sulle casse per indignarsi e commuoversi. Cosa farà il PM che indaga, indagherà anche il Presdiente del Consiglio della Repubblica Italiana che nel 2011 se n’è fregato della richiesta del sindaco di Olbia?
Dimenticato nel nulla lo scippo di Stato sulle nostre risorse. Siamo stati costretti, unica regione in Italia a finanziare una strada statale, la Sassari-Olbia, con soldi nostri; abbiamo costruito con soldi nostri quasi tutte le strade delal Sardegna, ma con un dettaglio non marginale: i ribassi d’asta li ha privatizzati l’Anas. E adesso ci dobbiamo sentire un lunare ministro Lupi venire qui, promettere il ‘tutto a posto’ in quattro mesi (l’Aquila e Capoterra docunt) perchè, udite udite, l’Anas ha cinquanta milioni in cassa. Sono nostri quei soldi, non loro!
Giornali pieni di promesse e di passerelle ministeriali inutili (l’unico giornale che dice con chiarezza che le visite ministeriali sono inutili è il Sole 24 ore del 21 novembre, a firma Maugeri: “Martedì, dalle 15 alle 23 si sono succeduti briefing interminabili: il presidente del Consiglio Enrico Letta, il governatore Ugo Cappellacci, alti gradi delle Forze dell’Ordine. All’esterno della struttura, nel frattempo, c’erano centinaia di uomini in attesa di ordini. La solidarietà è un conto, distrarre gli apparati di sicurezza costretti a sorvegliare le alte cariche istituzionali è un altro”).

Non, non ci sto. Saremo pochi, saremo quelli che siamo, ma ci deve essere una minoranza in Sardegna che dice a questo Stato che noi sappiamo, che noi conosciamo la storia e che questa conoscenza ci dà ragione a giudicare l’Italia come uno Stato coccodrillo, che mangia e piange. Noi non diremo mai più, come Primo Levi, che per noi ogni conoscenza è riconoscenza. No. Ogni conoscenza è accusa; ogni conoscenza è giustizia; ogni conoscenza è libertà. E noi, noi sardi con gli occhi non velati dalla dipendenza psicologica, sappiamo. Noi sappiamo chi è l’Italia e questa conoscenza ci fa liberi.

12 Commenti

  • Alessandro Porcu

    Anche io NON CI STO!

  • Oltre ad aderire al “ANCHE IO NON CI STO'”, faccio notare che le norme del Piano Casa inserite nel PPS vietano la trasformazione dei seminterrati in residenza se ricadenti nelle aree considerate dal Piano stralcio di Assetto Idrogeologico a rischio elevato o a rischio molto elevato sia sotto il profilo idraulico che da frana (art. 15 bis comma 2 della Legge Regionale 04/2009 così come modificato dalla L.R. 21/2011)

  • Anche io NON CI STO, è veramente ora di basta. Facciamo lo Stato. Sardo.

  • Tra i sardi lo spettacolo peggiore, a mio avviso, in questo momento ce lo sta fornendo il Partito Democratico. Le due figure di spicco dello stesso, Renato Soru e Francesca Barracciu, infatti stanno rappresentando un quadro davvero desolante. Da una parte Soru ha colto l’occasione per riportare alla ribalta e dare una sorta di rivincita a quello che considera la sua più bella creatura: il PPR. Oltre ad aver letto tante sue dichiarazioni, ho sentito l’intervista che ha rilasciato giovedì alle 8 della sera, con le salme ancora calde, alla trasmissione Zapping 2.0 su RADIO 1. Renato Soru in questa trasmissione che intendeva analizzare il problema delle cause e delle responsabilità, lascia completamente fuori da ogni questione il comportamento e i doveri dello Stato nei nostri confronti, e altro non ha fatto se non collegare gli ultimi accadimenti sardi alla politica di Cappellacci, concentrando tutta la discussione sull’attentato della destra al suo PPR con il tentativo di sostituirlo con il PPS. Ma Soru evidentemente ignora il rapporto causa effetto. Al momento, infatti, il PPS non può essere stato la causa di un bel nulla. E non si discuteva delle conseguenze future delle determinazioni odierne di natura normativa o politico-amministrativa (che poteva venire a limite sfiorato come tema) ma era richiesta una valutazione sugli accadimenti che hanno interessato la Sardegna alla luce della gestione odierna degli stessi da parte delle istituzioni, (non ultimo lo Stato), e semmai della normativa in vigore. A questo proposito, allora, vorrei far notare al presidente Soru che tutte quelle edificazioni che a partire dal 2006 hanno ottenuto la sanatoria e oggi sono state colpite dalla calamità (e pare siano tante), poiché la sanatoria necessita della doppia conformità, (ossia la conformità rispetto ai piani in vigore al momento della edificazione abusiva, e rispetto ai piani in vigore al momento in cui viene richiesta) esse l’hanno ottenuta con in vigore il suo PPR e il suo nuovo PAI. In altre parole, quelle abitazioni rispettano i criteri di tutela dei suoi strumenti pianificatori. Allora, perché, in un momento come questo, andare in onda radio nazionale e rappresentare il solito quadro dei sardi disuniti e litigiosi, sempre pronti a darsi vicendevolmente le colpe quando questo era semmai il momento di dare un segno di unità e solidarietà, lasciando da parte le battaglie politiche personali e di parte. Questo non vuol dire che non arriverà il momento in cui si dovrà discutere di certi temi, anche scottanti, ma che Soru abbia utilizzato questa circostanza per fare politica, o meglio, propaganda politica, nell’interesse esclusivo della propria posizione personale e non della Sardegna, badando bene a non indisporre gli amici romani, a mio avviso non gli attribuisce punteggi elevati.
    Dall’altra parte il PD ha schierato la Barracciu, la candidata del centrosinistra alla Presidenza della Regione Sardegna, che in questo delicatissimo momento per i sardi ha dato prova del suo spessore politico. Infatti è stata totalmente inesistente, latitante. Ma forse è stata anche presa da altre cose, dai suoi gravosi problemi personali..

  • Pienamente d’accordo, ci sono anch’io.

  • Si, gli italiani stanno tentando di togliere ulteriore dignità al nostro popolo.
    Non so se ci stanno realmente riuscendo, almeno per ciò che ho sentito finora.
    Chi accusa i Sindaci di fare troppe sagre per propagandare il territorio e tentare di aggredire una economia asfittica ha grandi colpe e nutre profondo e recondito astio nei nostri confronti.
    Fuori dall’Italia!

  • anche io non ci sto…….

  • Gianni Benevole

    Tutti noi conosciamo “Sa Paradura”, nobile usanza di solidarietà invalsa tra pastori sardi che avendo subito, per causa di forza maggiore, la perdita del bestiame lo ricostituiscono donando un capo allo sfortunato compagno-amico-collega. In questi giorni, qualcuno, in Terra anzena, ha evidentemente inteso questo termine in tutt’altra accezione, come: ” sa paradura di se stesso”!

  • Sì, Luca, ma Olbia era allagata da sabato. Domenica mattina non c’era l’esercito o la Protezione civile a avvertire e a far sfollare. Però arriva lo Stato e la prima cosa che fa è denunciare i sindaci e le sagre e ieri anche il Presidente della Regione.

  • La colpa non è certamente dei sardi(inteso come popolo), ma non è neppure fuori dalla Sardegna.
    Ma ditemi voi in base a queste testimonianze di sardi veri, se le colpe sono di nessuno?
    – Racconto della morte del giovane di 35 anni con in braccio il figlio di 3 anni, http://video.sky.it/news/cronaca/alluvione_sardegna_il_racconto_di_un_soccorritore/v178714.vid
    é un video di Sky perchè nei media sardi queste cose non le ho trovate, sembrano vogliano nascondere le cose più tragiche.
    – Racconto di ciò che faceva un giovane sardo di buona volontà mentre le istituzioni, erano al telefono, erano fuori sede, ed altro, prima telefonate tra Prefetto e Sindaco alle 17, col Prefetto fuori sede, predispongono la macchina operativa alle 20, parole del Sindaco di Olbia
    http://www.youtube.com/watch?v=hB1QyCF2iug
    anche questo è video di oltre tirreno TV2000.
    Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma sui vertici attuali regionali della Protezione Civile ho molte perplessità, sono loro deputati ad inviare ai circa 500 operatori interessati l’avviso di allerta, e quando questo per “2 o 3 volte l’anno” è di criticità ELEVATA andrebbe ben messo in risalto, e non inviato come si fa quasi giornalmente con quelli a criticità Ordinaria e Moderata.
    Per il rispetto che dobbiamo ai sardi in generale, ma soprattutto ai Sardi che hanno perso la vita ed ai sardi che hanno perso un padre, una madre, un figlio, una nonna, un caro amico, non possiamo dire che abbiamo fatto tutto il possibile, che noi abbiamo tutti la coscienza a posto(magari il Sindaco di Monti si) ed i brutti e cattivi sono solo quelli di oltre tirreno.

  • Anche io NON CI STO

  • Gianni Maestrale

    Anch’io NON CI STO!
    … e siamo già in due.

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