Politica

Manipolazioni neofasciste: resistere, parlare, denunciare, esistere

simbolo-pdsdi Paolo Maninchedda
Sulla Murgia è in atto il più grande progetto di manipolazione mai messo in campo contro la Sardegna. Dimostra di non conoscere la Sardegna, e oggi sui giornali la sua ignoranza viene nascosta dietro il sì ai matrimoni gay. Parla di Agenzia delle Entrate e di Agenzia sull’Energia e nessuno scrive che copia. Balbetta sui temi strategici e i giornali sardi nascondono la debolezza della sua proposta di governo. Colleziona una serie di brutte figure e la stampa sarda e italiana le nasconde con una cortina sapiente di detto non detto. Si sottrae ai confronti e nessuno le chiede conto della paura della dialettica. I media italiani scrivono balle e nessuno le denuncia e le corregge. I media sardi tifano spudoratamente. Si chiama manipolazione. Si chiama lobby. Si chiama neofascismo: impedire la formazione libera dell’opinione pubblica e invece favorire smaccatamente una macchina propagandistica e di potere, sostenuta da ricconi annoiati che discettano sui sardi mentre stanno a contemplare il perlage dello champagne, affondati nelle poltrone di Porto Rafael o nei salotti romani e milanesi; i ricconi che guardano la Sardegna come la guardava Feltrinelli, col gusto di chi gioca a soldatini senza rischio. Pigliaru è sotto attacco da parte di due macchine propagandistiche, quelle della Murgia e di Cappellacci, che hanno radici sociali comuni: piccola borghesia parassitaria annoiata. La stessa che fece la Marcia su Roma. Pigliaru deve cambiare mentalità: siamo come negli anni Venti. C’è chi vuole lucrare potere dalla crisi e chi, come noi, deve risolvere la crisi. Ma si deve combattere con lo spirito di chi non si arrende alle manipolazioni. Non è una campagna elettorale ordinaria; bisogna resistere, competere, smascherare, fronteggiare i gruppi editoriali e di potere che stanno realizzando questo scempio di libertà. La gente sa reagire alle manipolazioni, ma deve vedere uomini liberi che sanno denunciarle.
Ieri a Borore un ottimo confronto, come al solito. Noi non lecchiamo le scarpe ai giornali e agli editori e incontriamo gente vera.
P.S. Per il Pd: toglietevi la cravatta e la puzzetta sotto il naso e combattete (lo dico anche ai professorini intorno a Pigliaru). Tornate ad essere un partito con radicamento sociale vero e chiamate la gente a resistere. Questa sufficienza da partito accademico e da burocrazia di stato vi sta provocando una pericolosa paralisi dei neuroni. Sveglia! Fuori dai salotti, tornate nelle case popolari.