La lettera sugli incrementi di costo della Sassari-Olbia

FullSizeRenderIeri ho inviato questa lettera all’Anas, al Ministero e all’Anac.

Oggetto: Contratto Istituzionale di Sviluppo per la realizzazione dell’itinerario Sassari – Olbia del 6 marzo 2013: stato di aggiornamento dei lavori.

Dall’informativa resa dal Direttore della struttura Sassari-Olbia in pari data e che vi rimetto in copia, ho appreso che:

  1.  1. a oggi, benchè risultino aggiudicati tutti gli appalti integrati, sono stati approvati solo 8 progetti esecutivi su 10;
  2.  2. i lavori relativi all’intervento del ponte sul Rio Padrongianus (11° intervento) sono terminati ma non è stato ancora chiuso il collaudo tecnico amministrativo;
  3. il ribasso d’asta medio dei 10 appalti integrati è stato del 39,86% con una forbice tra il 36,13% (lotto n. 8) ed il 42,86% (lotto n. 3) con economie pari a 126 M/€ rispetto ad un costo totale dell’intervento pari a 930 M/€;
  4. nel passaggio dal progetto a base di gara (preliminare avanzato) agli otto progetti esecutivi finora approvati, si registra un aumento medio fra l’importo dei lavori del progetto esecutivo e quello dei lavori aggiudicati pari al 8,50%;
  5. l’innalzamento di detti costi viene compensato dall’abbassamento degli Imprevisti lasciando, così, invariato il monte finanziario complessivo originario;
  6. i quadri economici dei progetti esecutivi degli otto lotti espongono:
  • Una sensibile diminuzione delle somme per la risoluzione delle Interferenze (- 46%);
  • Un aumento dei costi per acquisizione di aree ed immobili (+ 26%);
  • Un innalzamento dei costi per monitoraggio ambientale post operam (+ 171%);
  1. sempre i quadri economici degli otto progetti esecutivi registrano accantonamenti per Imprevisti del 6,33% rispetto ad un monte iniziale del 15% (il differenziale, come detto, è derivato principalmente dalla necessità di dare copertura all’aumento contrattuale registrato nel passaggio dalla fase preliminare a quella definitiva/esecutiva);
  2. ad oggi sono state presentate n. 3 varianti in corso d’opera delle quali, la prima relativa al lotto 9 è stata approvata dalla stazione appaltante in data 4/6/2014, mentre la seconda e la terza sono attualmente all’attenzione del Comitato di Attuazione e Sorveglianza del CIS per l’esame del relativo quadro economico;
  3. allo stato attuale il crono programma dei singoli lotti sconta ritardi apprezzabili che vanno dai 30 giorni del lotto 0, ai 360 giorni dei lotti 2 e 3, fino al massimo di 420 giorni di ritardo sul collaudo dell’intervento del ponte sul rio Padrongianus;
  4. il progetto del lotto 2 sta per essere approvato in tempi brevi mentre per l’appalto del lotto 4 è stata avviata la procedura di risoluzione contrattuale in danno;
  5. per l’appalto del lotto 5 è intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l’aggiudicazione della gara, ha stabilito l’inefficacia del contratto stipulato e, di conseguenza, ha disposto il subentro nell’esecuzione del contratto dell’impresa ricorrente.

Ciò premesso, si chiede di poter conoscere:

  1. le procedure attivate per il proseguimento degli appalti per la realizzazione dei lotti 4 e 5 e le relative previsioni temporali;
  2. Le difficoltà che impediscono il perfezionamento del collaudo tecnico amministrativo del Ponte sul Rio Padrongianus i cui lavori sono stati conclusi ormai da quasi due anni;
  3. Le ragioni che hanno portato all’aumento del 26% dei costi per l’acquisizione delle aree;
  4. Le giustificazioni che hanno portato all’aumento dei costi medi per i monitoraggi ambientali post operam del 171%. A tal proposito si segnala l’anomalia della situazione relativa ai monitoraggi post operam (contrattualmente a carico della stazione appaltante mentre i monitoraggi ambientali ante operam e quelli in corso di esecuzione, sono a carico delle ditte aggiudicatarie) che in alcuni lotti registrano aumenti del 811,97% (lotto 0), ovvero del 345% (lotto 8) o del 300% (lotto 7).

Il fatto che, allo stato, le poste dei quadri economici hanno comunque garantito una compensazione con gli innalzamenti dei costi, senza apportare variazioni in aumento del quadro finanziario complessivo, non deve indurre ad un affievolimento della soglia di prudenza poiché sarebbero sufficienti un paio di varianti per vanificare la scorta finanziaria derivante dagli Imprevisti e determinare la necessità di utilizzo delle economie accantonate, sottraendole, di fatto, alla loro destinazione naturale ossia all’incremento e abbellimento dell’opera pubblica.

 

L’Assessore
Paolo Maninchedda

 

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