Infrastrutture per la vita

IMG_1512di Paolo Maninchedda
Nell’ultima riunione dell’Autorità di Bacino, che ho l’onore (e per me è davvero un onore) di presiedere per delega del Presidente della Regione, abbiamo modificato il Titolo V delle Norme di attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico della Sardegna.
Ecco la modifica, legata all’adozione del Piano di gestione del rischio di alluvioni (altro strumento di programmazione e di prevenzione di cui vado molto fiero e che attesta l’alto livello professionale raggiunto dai tecnici del Distretto).
Come potete leggere, all’art. 43 sono stati introdotti i Contratti di fiume; si tratta di un accordo tra la Regione, gli Enti Locali e tutte le amministrazioni coinvolte nella tutela, valorizzazione e nel controllo degli assi fluviali. Si va dunque dai Comuni ai Consorzi di bonifica, da Enas ad Abbanoa, dal Savi al Corpo Forestale ecc. Qual è l’obiettivo? L’obiettivo è tutelare degli ecosistemi unici al mondo, pensando che ogni vincolo sia foriero di nuova ricchezza sostenibile ancorata a questa bellezza. Se impariamo a raccontare la nostra bellezza, se impariamo a farlo in tutte le lingue del mondo, la bellezza rende (e fa anche compagnia, riscalda l’esistenza).
Immaginiamo di prendere il Temo o il Coghinas. Nel Contratto metteremmo certamente gli interventi sugli argini, ma anche gli interventi per la sentieristica e la ciclabilità, il sostegno alle imprese che vorranno garantire i servizi di canoa o di piccola navigazione, la rete di rilevamento e allertamento del rischio e la rete escursionistica, la disciplina dei servizi di ristorazione, i grandi investimenti sui depuratori e sui potabolizzatori, i protocolli per l’uso razionale dell’acqua in agricoltura, i corsi di formazione per rendere poliglotti gli operatori ecc. ecc.
Fatto il primo contratto di fiume, sono sicuro che in molti non vedranno più nei vincoli del Pai una criticità, ma una grande opportunità. Immaginate cosa può essere un contratto di fiume sul Cedrino, o sul Posada, o sul Flumendosa. I fiumi legano naturalmente interno e costa e ci aiutano a pensare che non dobbiamo fare solo strade e ponti, ma molti sentieri, molte piste, molti depuratori, molti potabilizzatori, molte reti fognarie per liberare i borghi marini dagli sversamenti e dai pozzi neri; dobbiamo usare la tecnologia per difendere la vita che abbiamo ricevuto, senza estremizzazioni, ma con severità, cultura, passione.
Pensate se l’area del Rio Mannu diventasse una grande area ambientale urbana. Pensate se le lagune di Cagliari fossero percepite non come la periferia della città ma come i paradisi della città; pensate se dalle lagune ci abituassimo in canoa a penetrare per quel che si può nell’interno. Pensate a quanto la vita intorno a noi ci dice rispetto alla semplificazione e bellezza della nostra esistenza.
La proposta di infrastrutturazione che io farò sui Fondi di Sviluppo e Coesione comprenderà i completamenti che servono, ma avrà questa cifra dominante: infrastrutture per la vita.

0 commenti su “Infrastrutture per la vita

  • Condivido pienamente e mi complimento per la nuova impostazione delle “Norme di attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico della Sardegna”, prima di tutto la valorizzazione e messa a sistema di tutte le ricchezze archeologiche, ambientali e naturalistiche esistenti, quindi il collegamento dei fiumi,laghi e lagune con piste ciclabili e sentieri che devono raccordarsi con l’intero sistema di rete ciclabile regionale, in fase di attuazione, che a sua volta dovrebbe essere parte integrante della rete ciclabile nazionale ed internazionale.

  • Franco Cappai says:

    La strada da percorrere è ancora molto lunga, ma ci sono tutte le premesse per arrivare a raggiungere il nostro obiettivo. Grazie per il lavoro che state svolgendo con serietà e oculatezza, l’ho sempre affermato e oggi più che mai ne sono convinto, esiste per nostra fortuna anche la buona politica.
    Addananti.
    Saludos e bonas cosas
    Franco Cappai

  • Grande.
    Spero che i giovani capiscano, e sfruttino l’opportunità del progetto fiume.
    Nel 1995 organizzai la prima discesa in canoa del Cedrino, e un gruppo di ragazzi ne fu entusiasta.
    Purtroppo , si andò a cozzare contro una burocrazia che impediva tutto, meno gli scempi (abusivi) che ancora fanno corona al nostro fiume.

  • Paolo sei grande!!!) che belle parole….ricche di significati….è questo lo sviluppo sostenibile che tutti dovrebbero aiutare a realizzarsi!!! Grazie x il lavoro che state facendo e buone meritate vacanze a tutti con la promessa di rientrare dalle ferie pronti ad affrontare gli ostacoli che ci portano a realizzare questi bei progetti

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