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I sardi coloniali si chiedono se possono fare,
gli italiani fanno.
Dai motti della bisettrice centrale meridionale alla proposta

Posted on 4 Aprile 20144 Aprile 2014 By Paolo Maninchedda 5 commenti su I sardi coloniali si chiedono se possono fare,
gli italiani fanno.
Dai motti della bisettrice centrale meridionale alla proposta

erroriIeri ero a Roma per questioni private. Mentro ero lì in tutt’altre faccende affacendato, mi raggiunge un giornalista che starebbe facendo un’inchiesta sull’Agenzia delle Entrate Sarda e mi dice che tra i leader politici sardi la proposta è guardata con scetticismo. E va bene, dico, bisogna aver pazienza e così mi metto a spiegare. Finisco. Passano un paio d’ore e mi chiama un sindaco che, dopo avermi chiesto di finanziare una strada comunale del suo paese (e dopo aver ricevuto la solita risposta sulla mancanza di norme e di risorse per gli interventi sulla fatiscenza degli edifici pubblici e delle infrastrutture comunali)  mi dice che l’idea del Partito dei Sardi sull’Agenzia delle Entrate è un sogno.
Mosso da un leggero movimento lungo la mia bisettrice centrale meridionale (col conseguente fastidioso gonfiore che ne deriva), ho deciso di esplicitare quanto segue.
In Sardegna, le grandi teste del pensiero debole discettano sulla possibilità di fare l’Agenzia delle Entrate.
In Trentino ce l’hanno già. Questa è (art. 34) la normativa che la regola. Questo è il sito della società.
Gli italiani decidono di vivere e vivono. Alcuni sardi devono ancora decidere se vivere.

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Comments (5) on “I sardi coloniali si chiedono se possono fare,
gli italiani fanno.
Dai motti della bisettrice centrale meridionale alla proposta”

  1. Antonio ha detto:
    4 Aprile 2014 alle 22:30

    Pare che abitiamo l’isola del giardino di Tantalo. Con l’aggravante del perenne lamento. Meglio se al bar. Bisognerebbe fare uno studio sui sardi e il loro pensiero rassegnato, per capire dove nasce questo pensiero negativo che ci alberga dentro. Anche quelli che osano possono, un giorno, sentirsi alieni su questa terra. Abitiamo in una terra dove pare che l’anelito di libertà l’abbia inghiottito il mare. Una terra abitata da sardi, lungi dall’essere popolo libero. Se non facciamo in fretta, anche i libri di storia contemporanea parleranno di un popolo estintosi per carenza di un pensiero di libertà che ha impedito loro di vivere.

  2. Cosimo ha detto:
    4 Aprile 2014 alle 16:01

    Oggi se un Maori fa un pezzo con al chitarra… 20 secondi dopo, tutti lo possiamo ascoltare. Qui da noi i politici pensano di giocare a nascondino, naturalmente sperando che nessuno li vada a cercare. Non si rendono conto che tutti sappiamo degli interventi in parlamento sulla non rappresentanza della Sardegna a Bruxelles. Questi con le loro arringhe, fanno finta di essere incazzati, del disaggio dei Sardi…nei confronti di uno stato discriminatore. Al loro rientro nell’isola cosa fanno!! ma niente, non sentono il dovere di fare niente, non promuovono niente, non ascoltano nessuno, tutto tace, invece d’essere pronti, impostati, dritti… continuiamo ad essere piccoli e ci curviamo ignobili. Il grande buco nero italico continua imperterrito ad inghiottire, tutto ciò che si avvicina cosa ne faccia di tanta materia non è dato a sapersi…Ma!!! se hanno ricavato penicillina dalla muffa, qualcosa da questi ricaveranno…
    Noi da Sardi vogliamo essere ricchi… siamo ricchi… perchè bastiamo a noi stessi, l’altra forma è il parassita.

  3. Carlo Carboni ha detto:
    4 Aprile 2014 alle 12:24

    Purtroppo moltissimi sardi, (per fortuna non tutti) piace stare attaccati al “seno della propria mamma” pur rendendosi conto che il tempo dello svezzamento è passato da un pezzo.. Non hanno il coraggio di alzarsi e camminare da soli.. Non hanno autostima nel credere nella proprie capacità..
    Un po come Chi fa impresa e parte da zero per costruirsi qualcosa con le proprie forze, sa che il percorso è arduo e in salita, ma non lo spaventano le difficoltà. Cosi deve emergere il “coraggio e un pizzico di follia” per affrontare il nuovo percorso sovrano. La manna dal cielo c’è stata solo sugli scritti biblici! Perciò o acquistiamo la consapevolezza e ripeto autostima sulle nostre capacità per poter agire da padroni in casa nostra, oppure lo “staterello” Italia continuerà a non ascoltarci.
    Buon lavoro Assessore

  4. Marcu ha detto:
    4 Aprile 2014 alle 11:06

    Confido sul suo operato.

  5. Daddu caddu ha detto:
    4 Aprile 2014 alle 08:44

    Avere il coraggio di informare agli altri ci fa capire che certe persone, politici e non, sono restie all’informazione che porta positivo alla popolazione, dunque ci dovrebbe essere quel costante impegno ad avere il coraggio di innovazione e cambiamento perché si può fare! Insisti ASSESSORE!

Comments are closed.

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