Energia-essenzialità: la Sardegna manifesta, l’Italia decide

mafalda_ingiustiziedi Paolo Maninchedda
Non ci stancheremo mai di ripetere che la retorica non è un’arte di governo, è invece un’arte dell’espressione e – nei casi peggiori – della manipolazione. In Sardegna si producono simboli e bandiere a uffa sulla sovranità, ma poi non si esercita quella possibile e quindi si consuma lo spazio di credibilità dell’indipendentismo. Da tempo monitoro i comportamenti delle autorità italiane sull’energia. Il nostro interlocutore  è Terna, in prima battuta, ma anche – e non poco – l’Autorità per l’energia e il gas che – l’ho verificato personalmente – è un luogo laico, non pregiudizialmente ostile alla Sardegna né incrostato dalle antiche parentele Terna – Enel ecc.
Diciamo che mentre Terna è un colosso che occhieggia ai colossi, l’Autorità non bada alle dimensioni.
Il 14 ottobre scorso, l’Autorità per l’energia e il gas ha assunto la delibera 486 la quale è dedicata ai regimi di essenzialità.
Ricordo che oggi gli impianti di produzione della Sardegna sono tutti in regime di essenzialità, da Porto Torres a Ottana, da Ottana a Portovesme. E ricordo che senza essenzialità andrebbero per strada centinaia di persone. Lo ricordo anche ai sindacati, se sono ancora interessati e non sono troppo presi dal monitoraggio dell’andamento del greggio (lo ripeto, io sono per le piante e non per il petrolio).
Bene. Che cosa dice per la Sardegna la delibera 486? Ecco qua, l’Autorità ha deciso di:
«Dedicare alla materia degli impianti essenziali nelle macrozone Sardegna e Sicilia uno o più provvedimenti specifici, di prossima pubblicazione , al fine di considerare gli esiti di approfondimenti in corso in merito alle condizioni di essenzialità e, per quanto attiene alla macrozona Sicilia, al fine di apportare al regime 91/14 gli adattamenti idonei, tra l’altro, a tenere conto del posticipo dell’entrata in operatività dell’intervento Sorgente – Rizziconi».

In sostanza, l’Autorità sta per decidere su di noi. Forse è il caso di andare a parlarci, a spiegare, ad argomentare. E dobbiamo andarci tutti, non solo la Giunta. Tanto più che, purtroppo, siamo accomunati alla Sicilia, che però è più protetta di noi, visto che è in qualche modo – non totalmente – garantita dall’art. 23 comma 3bis del DL 91/2014.
La questione dell’essenzialità non potrà andare avanti in eterno, ma come si è detto in una delle prime delibere di Giunta, occorre badare oltre che all’equilibrio del sistema elettrico sardo (che ancora non è in equilibrio nonostante Codrangianos) anche alle strategie di conversione industriale della Regione. Ma se queste questioni non vengono declinate bene insieme e discusse con Ministero, Terna e Auorità, decideranno altri per noi e noi continueremo a fare tante manifestazioni quanti sono i nostri appuntamenti mancati con la nostra responsabilità.

0 commenti su “Energia-essenzialità: la Sardegna manifesta, l’Italia decide

  • Antonello Ledda says:

    Rispondo solo ora per problemi di ADSl.
    Voglio solo scrivere 2 cose!
    Citandoti testualmente: “Per il resto mi pare chiaro che l’essenzialità è più sostenibile se legata non solo all’equilibrio del sistema elettrico sardo ma anche a un credibile sistema industriale”
    Perfetto!! Ecco chiedo e chiediamo solo questo!!Solamente questo!
    Questa tua riflessione è la chiave di volta della vicenda.
    Una piccola semplice considerazione, che però se è applicata con una clausola economica e legale diventa un’arma di tutela dei lavoratori e della realtà industriale di Ottana Efficacissima!!
    Senza andare contro a nessuno ma obbligando tutti gli attori della vicenda alla chiarezza, all’impegno industriale, e al concretizzarsi delle promesse di rilancio.
    Basta solo questa piccola postilla tradotta però in “LEGALESE”
    Basterebbe veramente poco per dare sicurezza e far ripartire una speranza per il futuro nostro.
    Unire finalmente la CHIMICA con l’Energia..Tramite l’Essenzialità!! Semplice!.

    Inoltre mi scuso con te se ho ecceduto nei termini!!
    Sai quando la tua migliore prospettiva sono altri 2 anni di cassa integrazione (cioè pesare sulla collettività), per come la vedo io…ti saltano un po i nervi!!!Non è una scusante….ma tanto è!!
    Saluto.

  • Mai preso nessuno per cretino. Mai usati questi toni che invece tu usi con grande disinvoltura. Comunque, così va meglio. Se si parla di fatti e di circostanze è meglio. L’appello alla vergogna no, non con me. Per il resto mi pare chiaro che l’essenzialità è più sostenibile se legata non solo all’equilibrio del sistema elettrico sardo ma anche a un credibile sistema industriale. Su questo io sono stato sempre molto fermo, qualche volta in grande solitudine.

  • Antonello Ledda says:

    Lascia perdere è meglio…
    Ma ci prendi per dei cretini? Secondo te contestiamo il percorso di riavvio degli impianti e il rientro a lavoro noi operai?
    Lascia perdere!!!
    Tu sai benissimo cosa contestiamo alla politica e sindacati.
    Magari quegli impianti fossero in marcia, acquistati, revampati, ecc.
    Magari avessimo visto un incontro in Regione con tutti gli attori di questa penosa vicenda INDORAMA CLIVATI E ENI. Magari!magari!
    Esatto hai scritto una cosa giustissima bisogna passare dal dirlo al farlo è vero che non lo può fare la regione. Ma tu se vuoi puoi mettere dei paletti per vedere se tutto ciò è reale e se le volontà ci sono realmente. Allora ti ripeto quello che diciamo da sempre …..Essenzialità CERTA E SICURA PER OTTANA ENERGIA, ma solo se si riavvia la chimica, cioè OTTANA POLIMERI. Se si ferma 1 delle 2, niente Essenzialità.
    Non credo noi non vogliamo il riavvio degli impianti, chimica verde? pet?, si faccia quello che si vuole, anche tutti e due.
    Lo facciamo con questo gruppo industriale!!!!Ok benissimo!!

    Vuoi sapere cosa contestiamo? che come sempre si usa la crisi di Ottana Polimeri (e gli operai) per ottenere l’Essenzialità. Lo dico a te, ma l’ho detto anche ai Sindacati. Ci usate per l’Essenzialità? va bene ci può stare!!!Allora la otteniamo, via la cassa integrazione e si lavora tutti.

    Ci vuole così tanto per ottenere una cosa simile secondo te?
    E’ una cosa fuori dal mondo o non ti pare buon senso?

    …GRAZIE!!

  • Di cosa mi dovrei vergognare? Di avere difeso sempre un percorso di innovazione industriale? Di avere sempre difeso il sito di Ottana? Oppure chi dissente da voi deve vergognarsi? Io rimango per la chimica verde, ma questo non impedisce a nessuno di comprare gli impianti di Cagliari e di riprendere a produrre Pet. Anzi, se ci sono le condizioni di mercato per farlo, ben venga. Ora però bisogna passare dal dirlo al farlo e questo non dipende certo dalla Regione.

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