Adesso la coalizione della sovranità e dello sviluppo

2 gennaio 2014 08:472 commentiViews: 1126

tartarugadi Paolo Maninchedda
Il Pd ha prodotto un’accelerazione importante del sistema politico sardo.
Ha dato un messaggio chiaro: sa correggersi. È una bella differenza tutta sarda; Cappellacci supera le difficoltà giudiziarie grazie allo sciopero degli avvocati (!) mentre il Pd affronta democraticamente e dolorosamente il confronto con la questione morale e con la questione politica. Forza Italia nega e nasconde il tema della poca credibilità di una classe dirigente sorpresa ad avere pulsioni cleptomani, il Pd accetta di cambiare il gioco in un modo che tutela più il suo spazio elettorale che la sua dirigenza.
La campagna elettorale ora si svolgerà senza imbarazzi, senza zone grigie e solo sulla sfida politica di una nuova proposta di governo.
I temi veri (dall’istruzione al lavoro, all’industria, all’energia) torneranno in campo. Si dovrà parlare di ‘cose’ non di giustificazioni.
Noi non amiamo i linciaggi e siccome abbiamo anche perso, nella vita come in politica, conosciamo la dura amarezza della sconfitta. Sappiamo che sono giorni difficili per chi ha dovuto rinunciare a un percorso. Per questo motivo non parliamo di persone ma di soggetti politici.
Noi del Partito dei Sardi crediamo che sui temi della sovranità e sulla possibilità di un innovativo programma di governo si possa avviare il percorso duro attraverso cui la Sardegna può riprendersi il suo futuro. Crediamo di avere prodotto un perimetro culturale più avanzato di quello dedotto dall’eredità autonomista. Crediamo in un percorso di cambiamento della classe dirigente e delle scelte di governo. Crediamo nel confronto democratico e non nella subordinazione egemonizzante. Crediamo nella fatica del lavoro sociale e politico.
È una strada durissima. Servono competenze, solidarietà, tanta disciplina personale e collettiva, lavoro.
Oggi le forze politiche che sentono in profondità la responsabilità di assumersi completamente il ruolo di guidare la crisi e di non subirla, devono fare un patto politico fondato sull’aumento dei poteri di governo e di autodeterminazione e sullo sviluppo solidale e sostenibile.
Facciamo una grande alleanza della sovranità e dello sviluppo. Noi comunque la faremo, la stiamo già facendo.

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