Jordi Cuixart affermò che questo processo avrebbe voluto obbligare le persone a smettere di protestare. «Non si può mai smettere di protestare. Non si deve smettere di protestare». Disse, «io rispondo a un interesse superiore, che è molto personale ed è la voce della mia coscienza. Non ho nessun pentimento perché quello che ho fatto, ritengo che doveva essere fatto. Io accetto in tutto le conseguenze di ciò che ho fatto. Esercitare la disobbedienza civile (che non può essere mai violenta) è rinnovare il vincolo con la società. Questo non può essere oggetto di un giudizio penale» (…)