Politica

Capitalizzazione di Abbanoa

AcquaIeri, la Giunta regionale ha deliberato di proseguire nel processo di capitalizzazione della società Abbanoa deciso a suo tempo dal Consiglio regionale e notificato all’Unione Europea. Verranno dunque versati gli 83 milioni di euro delle tranches 2013-2014. La delibera è stata accompagnata:

  • dai report sulla gestione elaborati dalla Gestione commissariale ex Ato;
  • dai report sulla situazione finanziaria elaborati dalla Sfirs;
  • dai pareri di legittimità delle direzioni generali dei Lavori Pubblici e del Distretto Idrografico;
  • dal parere dell’Avvocato dello Stato.

La Giunta prosegue in questo modo l’azione di impulso al risanamento e al rilancio della società perseguito intensamente negli ultimi tre mesi.
Peraltro, il quadro economico di Abbanoa è sensibilmente migliorato. Si ricorda in particolare:

  • la chiusura in attivo del bilancio consuntivo 2013;
  • la revisione delle tariffe;
  • l’incremento degli incassi e delle letture nel primo semestre 2014;
  • la compensazione debiti-crediti con oltre 100 comuni della Sardegna;
  • l’accordo sulla rateizzazione con i debitori principali;
  • la comunicazione delle banche della disponibilità allo stand still.

È stato nominato un nuovo Amministratore Unico da cui ci si aspetta qualità, efficienza e capacità di sviluppo.
È in corso la realizzazione del Piano di riorganizzazione elaborato dall’advisor Deloitte con la deverticalizzazione della società e la conseguente distribuzione delle deleghe e delle procure a diversi dirigenti.
Sono risultati inimmaginabili solo qualche mese fa, che dicono che la società è viva e che può essere un’occasione di crescita e di sviluppo per la Sardegna. Ci vorrà qualche anno, ma un serio rilancio è indispensabile, possibile e doveroso.

Dinanzi all’imminenza della discussione dinanzi al Tribunale di Cagliari della causa per il fallimento della Società, voluta dalle Procure della Repubblica di Nuoro e di Cagliari, la Regione dunque conferma con atti di volere capitalizzare la società, di voler garantire la continuità del servizio, di voler realizzare le migliori condizioni affinché le aziende creditrici vengano pagate, di volere sviluppare una seria politica di investimenti e di manutenzioni, di voler migliorare il rapporto con i clienti.
Con la delibera di ieri finisce l’ipocrisia di una Regione che prima ha imposto il Gestore Unico alla Sardegna, poi ha fatto finta che fosse altro da sé e non lo ha capitalizzato come aveva promesso di fare, gli ha legato le mani imponendogli tariffe tali da generare passività, non ha mai erogato le quote di finanziamento adeguate alla necessità delle manutenzioni. Nonostante tutto questo, la società è riuscita a garantire il servizio e a ridurre l’indebitamento.
La fuga dalle responsabilità è dunque finita.
Adesso, il Tribunale di Cagliari può constatare che la Regione c’è e fa la sua parte.
Per chiarezza e a ogni buon conto, la Giunta ritiene che il fallimento della società sia infondato giuridicamente, economicamente e finanziariamente. Ritiene inoltre che sia socialmente e economicamente dannoso per la Sardegna per cui ha affidato la difesa dell’interesse pubblico, che la Regione rappresenta, all’Avvocatura dello Stato.