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Ecco, dinanzi a tutto questo, i consiglieri regionali del passato, che dovrebbero arrossire per come hanno usato i fondi dei gruppi e invece tacciono impauriti come conigli, e quelli attuali, che potrebbero far sentire la loro voce almeno sul piano morale, almeno per dire che per loro, i loro mentori sono persone per bene, tacciono, tacciono per paura.
Mi chiedo cosa faranno quando la ducetta di Colle Oppio conquisterà il potere e limiterà la loro libertà. Continueranno a difendere gli alti ideali con le mutande imbrattate dalla loro paura o troveranno il coraggio di drizzare la schiena?
Un vecchio uomo politico sardo (che mi odiava ma mi rispettava) diceva che gli uomini si distinguevano in due categorie: gli uomini con i coglioni (cioè le persone con volontà e coerenza) e i coglioni (cioè le persone che si adattano a ogni circostanza come fa la pelle dei testicoli con il mutare delle temperature). Oggi a Cagliari c’è caldo.

La Guardia di Finanza ha scoperto che 526 lavoratori sardi, prevalentemente impiegati nella grande distribuzione, erano stati reclutati da cooperative, per lo più campane, con contratti farlocchi che mascheravano il nero e lo sfruttamento di queste persone. (…)Invece, egregio procuratore, i papaveri sono sempre ben difesi.
Mai un imprenditore della grande distribuzione in procura; mai un grande marchio sotto la lente di ingrandimento; mai il nuovo schiavismo indagato con cura. Mai conodtta su larga scala un’indagine sugli interinali e sulle cooperative in Sardegna.

Io conosco i condannati. Per quanto possa valere la mia opinione, cioè nulla, sono persone non per bene, di più. Sono persone buone e oneste. Ciò che più mi fa schifo è che se tutti noi che abbiamo avuto responsabilità pubbliche, facessimo sentire la nostra voce su questa indagine, condotta con una tempistica che ha consentito a taluni di essere condannati rapidamente e ad altri di veleggiare, come ha detto Franco Luigi Satta, serenamente verso la prescrizione, forse ci sarebbe stata un po’ più di giustizia. Invece proprio noi, coloro che sono stati rappresentanti del popolo e che dovremmo andarne fierissimi, ci siamo nascosti per paura e abbiamo guardato alle fucilazioni dei colleghi con l’egoismo vigliacco di chi pensa: «L’importante è che non tocchi a me» (…)

Io penso che l’opposizione si faccia così: digiunando di cose e di potere, assumendo un severo abito mentale e i conseguenti atteggiamenti.
Non capisco, ma è sicuramente un mio limite, l’ammiccamento tra maggioranza e opposizione.
Non ho capito, per esempio, perché ieri su Sardegna 1 durante un confronto sull’energia, un consigliere dell’opposizione non abbia sottolineato tutte le follie messe in atto, tutte le mancanze, tutti i fallimenti del peggiore assessore dell’Industria che la Regione ricordi, l’attuale, (….) Invece l’opposizione di Villasimius ha dimostrato di possedere cultura e ironia e ha presentato questa interrogazione che è insieme una grandissima presa per il naso verso chi pensa di mangiarsi ettari di usi civici in nome di Ferdinando il Cattolico, ma anche una dura denuncia sull’utilizzo delle risorse pubbliche per studiare a tavolino questi cavilli feudali a probabile scopo alberghiero. Leggetela, è gustosa e triste allo stesso tempo (…)

(…) a Villasimius, come nel resto della Sardegna, non ci sarebbero più usi civici.
Questa è così grossa che merita di essere citata per intero:
«Da una attenta analisi della documentazione storica reperita, è emerso come il territorio di Villasimius oggi non possa considerarsi gravato da usi civici. Tale affermazione trova riscontro non solo nella corretta lettura e interpretazione della Carta Reale del 15 marzo 1839, della legge del Regno di Sardegna n. 1192 del 1851 e delle Leggi del Regno d’Italia n.1105 del 4 gennaio 1863 e n. 2251 del 23 aprile 1865 e seguenti, che hanno espressamente abolito gli usi civici in Sardegna, ma altresì nell’atto di concessione da parte del Re di Spagna Ferdinando il Cattolico che nel 1504 concesse il Feudo di Quirra (che comprende anche l’attuale territorio diVillasimius) alla famiglia Carroz in “libero e franco allodio”» (…)

Si legge oggi sui giornali di posizioni differenziate tra consiglieri regionali del Pd sulla legge regionale sulle province. Il caso vorrebbe che a difenderla siano due onorevoli i cui collegi elettorali stiamo all’interno di una provincia nella quale il commissario che la amministra, voluto da questa amministrazione regionale di Destra, sia del Pd

Quale massoneria in Giunta?

Da quando governa la Giunta Solinas, per motivi inspiegabili, l’obbedienza di maggior successo è la seconda, con robuste presenze maschili e femminili, a quel che si può ricostruire, nella Giunta regionale. Altro luogo di successo è Nuoro, luogo di fusione istituzionale tra cattolici e massonici, perché tutto fa brodo.

Il problema è, però, che oggi sui giornali non trovate un solo nome di quelli che condussero le indagini; un solo nome dell’ufficiale di polizia giudiziaria che mise su l’impianto accusatorio; nessuna inchiesta per sapere se per quella indagine qualcuno ha ricevuto encomi e premi.
Niente.
La colpa di aver massacrato un uomo è anonima, anche per i giornali coccodrillescamente impegnati a restituire dignità e rispetto.
Non parliamo poi di un altro aspetto: ovviamente i difensori del comandante avevano fatto tutti i ricorsi possibili contro i provvedimenti interdittivi emessi dal Gip e si erano rivolti ai tribunali del riesame, tutti ovviamente respinti, perché i tribunali del riesame non leggono manco una-paginetta-una manco a pregarli. Intervengono solo di fronte a fatti macrospici (…)

Vuoi vedere che vengono mischiati con quelli bovini e ovini e quindi venduti? Accadrebbe così che, per le invidie burocratiche dell’assessorato della sanità, non si possono vendere i prosciutti sardi per mancato riconoscimento dell’avvenuta sconfitta della peste suina, ma invece si possono surrettiziamente vendere le carcasse dei maiali, mischiate a spezzatino con ovini e bovini (sempre che non raggiungano le discariche, e allora sarebbe un fatto molto più grave).
Questi sono gli effetti distorsivi (cioè far soldi dalle carcasse e non dai prodotti lavorati) di ciò che si chiama masochismo invidio-sardo (…)

Partiamo da un punto fermo: la Giunta Pigliaru ha debellato la peste suina in Sardegna. Lo ha fatto con una severa lotta al pascolo brado e con una severissima campagna di abbattimenti degli animali infetti e potenzialmente infetti.
Questa vittoria non è piaciuta alla Giunta Solinas, al punto che ancora oggi i produttori sardi di carne suina e di derivati sono costretti a subire le limitazioni previste per le regioni colpite dalla malattia (…)

Questi che seguono sono i quesiti dei sei referendum sulla Giustizia proposti dal Partito Radicale e dalla Lega. Io li voterò tutti con grande convinzione. Ovviamente il Pd sta di fronte a questi drammatici temi con il freno a mano tirato e dice che le riforme si fanno in Parlamento. Invece no, alcune riforme che hanno cambiato la storia, si sono fatte con l’istituto costituzionale del referendum ed è incredibile vedere un partito sedicente progressista così arroccato su posizioni conservatrici e corporative, così cieco verso il più grande colpo di Stato a scoppio ritardato mai realizzato in Italia. Personalmente non m’importa un fico secco che a proporre i referendum sia anche la Lega che non è certo la parte politica che apprezzo, anzi, è quella che, sempre più solo, contrasto. Con la Lega mi distinguo ogni giorno che Dio manda in terra; con i Radicali condivido tantissime cose, li apprezzo, mi sono simpatici e li ascolto alla radio tutti i giorni; non hanno mai fatto del male a nessuno e hanno regalato civiltà all’Italia; dalla magistratura di potere, dai suoi privilegi e dai suoi arbitri ho pochissime occasioni per difendermi e questa non intendo in alcun modo sprecarla (…)

C’è poi una questione non banale. Che io ricordi, il project financing a suo tempo presentato da Cellino e anche l’altra proposta presentata da un imprenditore romano non prevedevano l’apporto di neanche un euro di finanza pubblica. Oggi, rovistando tra le carte della proposta in itinere, quella dell’attuale patron del Cagliari, ho contato fino ad ora venti milioni di euro di finanza pubblica. Spero si stia scherzando. L’intero accordo di programma fallito per le case di Sant’Elia valeva 6 milioni di euro. Oggi i sardi intenderebbero regalare al patron del Cagliari venti milioni di euro per fare uno stadio, un centro commerciale e un albergo, per poi forse trovare le risorse per risanare le case popolari del quartiere? Spero non sia così perché sarebbe brutalmente ignobile e grave (…)