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Oggi vogliamo dimostrare l’effetto tossico di questo clima da acuzie membrile, mostrando un emendamento, tra i tanti discutibili, presentato da un consigliere di maggioranza.
Il testo è questo.
Cosa prevede? Prevede che i dirigenti regionali del Centro di programmazione vadano in un ruolo unico a esaurimento e vengano retribuiti secondo quanto previsto da una legge di 60 anni fa e che (…)

È accaduto e sta accadendo anche in questi giorni. Qui abbiamo raccontato, per la prima volta e da soli, l’evidenza dei vaccini dirottati dai fragili ai conoscenti dei conosciuti. Era il 29 marzo. I dati che abbiamo pubblicato sono ‘puliti’, non generici. Il 1 aprile ne ha parlato per l’Italia, riprendendo i dati generali nazionali elaborati dalla Fondazione Gimbe, la trasmissione Piazza Pulita. Ieri la questione è stata riepilogata da Sardiniapost. Oggi, il caso è sulla prima pagina del quotidiano Domani. Oggi il caso è ripreso nell’intervista al generale Figliuolo sul Corriere della Sera. La Rai Sardegna, questa povera ridotta delle ripetizioni del già noto, non ne parla. I giornali tacciono.
La verità non si afferma perché detta; perché si affermi deve dirla qualcuno che rassicuri sul fatto che dirla non provochi troppi danni, quindi, per dirla, si deve attendere che a dirla sia il potere (…)

Il gesto del Papa è importante, ma sarebbe stato più importante che Becciu avesse potuto prendere visione delle carte che lo accusano, avesse potuto avere la possibilità di comparire di fronte a un tribunale a porte aperte, avesse avuto un luogo di appello rispetto alla misura cautelare che ha subito, avesse potuto distinguere le sue responsabilità colpose da quelle dolose che gli vengono attribuite (…)

Opposizione per accomodazione

C’è il negoziato per armeggiamento diffuso con il governo regionale.
Clamorosa la relazione Pd-Psd’Az a Nuoro, benedetta dallo spolverino leggiadro di Tidu (commissario della Provincia, Pd) e dall’invidiata compostezza tricologica di Mula (capogruppo Psd’Az in Consiglio regionale). Bisogna dire che questa coabitazione, che niente ha a che vedere con il matrimonio tradizionale sardo, che avveniva extra ecclesiam, assomiglia molto di più alle ostentate relazioni adulterine dei potenti cantate da tanti romanzi di fine Ottocento (…) Per chi volesse leggerlo, ce n’è uno intitolato “L’amante a tavola” del noto autore giapponese Fakosu Kazzu ki Miparet (…)

Mattarella e la coerenza di Dante

Dante fu coerente, sì, ma con se stesso, caratteristica non apprezzata sul suolo italico, dove invece prevalgono i settarismi, i gruppettarismi, l’obbligo di scegliere una parte per sempre e qualunque cosa faccia. Dante, invece, abbandonò la compagnìa scempia dei guelfi bianchi, ma rinnegò anche tutti gli ideologemi politici del suo maestro Brunetto Latini. Oggi, un commentatore de Il Ratto Quotidiano lo definirebbe un “voltagabbana” (…)

«La selezione della classe politica avviene, quando la classe politica è debole, in funzione anche della non ostilità verso certi settori. Fa impressione l’omertà, la distrazione che non è casuale, non è un tic nervoso, è una precisa scelta». (…)
Sembra di essere dentro uno dei romanzi di Sciascia, immersi in uno di quelli dove la mafia sceglie un punto debole della mentalità comune (l’adulterio, il vino, il sesso, la follia, il rinnovamento a tutti i costi) per nascondersi meglio e nascondere i suoi alleati (…)

L’interpretazione autentica è un istituto giuridico di confine tra diritto, filologia e ermeneutica. È un luogo della cultura, non della bardana. La sensazione che in molti hanno avuto è che questa Giunta abbia tentato di usarla come tubercolosi delle leggi vigenti, come batterio corrosivo interno delle leggi avvertite come troppo regolatorie o semplicemente regolatorie (…)

Il califfo Letta

Se Letta avesse avuto realmente a cuore la svolta femminile del suo partito, avrebbe dovuto dire, a chi gli offriva la segreteria: «No, non è il mio momento. È il momento di una donna». Magari sarebbe stata la volta della Serracchiani o della Madia, e invece no.
Le donne, dopo.
È come se Letta avesse varato l’abolizione della Lex Salica per i feudi, ma non per il trono (…)