Vuoi vedere che vinciamo

14 dicembre 2013 18:2723 commentiViews: 1303

vinceredi Paolo Maninchedda

Ieri, al teatro Massimo, abbiamo letteralmente occupato (300 persone…..boh!) uno spazio inconsueto: il foyer di un teatro dove alle 20 doveva andare in scena un galà della Croce rossa. Noi, mentre arrivava la gente, eravamo lì a parlare di indipendenza e di Stato. Per la prima volta la borghesia cagliaritana ha scoperto che gli indipendentisti sono normali, non mordono, hanno le idee chiare e saprebbero governare meglio di tanti partiti tradizionali.
Siamo stati circondati da un affetto forse immeritato (parlo per me) data la ruvidezza e la solitudine psicologica che mi affligge.
Nessuno obbligava tante persone, lavoratori, professionisti, funzionari regionali, medici, mamme e babbi con prole, sindacalisti, a stare lì in piedi per due ore.
Nessuno obbligava Gesuino Muledda a venire, faticare molto per stare seduto due ore e dopo dire che non ha senso parlare delle differenze che ci contraddistinguono per il 10% ma che era meglio parlare del 90% che ci unisce. Una lezione di umanità, di cuore e di sapienza politica.

Nessuno obbligava Paolo Mureddu e Tore Salis dei Rossomori a stare lì a ascoltare, ma lo hanno fatto, con cortesia e amicizia.
Nessuno obbligava Bustianu Cumpostu, che ha un cuore grande quanto i suoi interventi, a venire a dirci che ha una grande tentazione: quella di stare tutti insieme.
Nessuno obbligava Gavino Sale a dire, avendo a fianco Franciscu, che insieme vinciamo; non a dirlo, a urlarlo con convinzione.
Nessuno obbligava Salvatore Lai di Sardegna Pulita (ex Idv) a venire e a venire con Andrea Rubattu un nostro avversario politico a Macomer alle ultime elezioni amministrative.
Nessuno obbligava Claudia Zuncheddu a venire lì, seduta a tre metri da Gesuino Muledda e che per lo sfratto che ci ha dato il Massimo non ha potuto parlare. Le chiedo pubblicamente scusa. La prossima volta iniziamo da lei.
Ieri si registrava un clima di persone dedite a una grande causa, disinteressate alle carriere personali, festose, consapevoli della loro forza. Ieri c’era il clima di convocazione di una grande costituente.
Ieri all’orizzonte si è presentato il grande soggetto politico del futuro: una grande partito della Sardegna che si iscrive nella tradizione democratica e solidarista europea: libertà, giustizia, solidarietà, ricchezza, lavoro.
Torno a casa e penso: “Vuoi vedere che vinciamo”.

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23 Commenti

  • Riccardo, cosa posso farci? I commenti si postano esattamente come prima. Ci sono più notizie, questo sì. Non è più un blog; è qualcosa di simile a un giornale con una linea culturale esplicita.

  • currecurre68

    Mi segnalano il suo intervento; le rispondo. Io parlo di PNS da anni e da anni indico il PNS come l’unica soluzione per far uscire l’indipendentismo e la Sardegna dallo stallo politico. Lei confonde la premessa con l’oggetto e della premessa vede solo la parte negativa. Dice di conoscere le mie fonti ma si sbaglia, le mie fonti sono dirette, direttissime. Tanto dirette che, se Lei si firmasse, potrei probabilmente dimostrare che sono più vicine di Lei ai fatti in questione. Ma a me tutto questo non interessa. A me interessa solo il PNS.

  • Caro Prof.
    io nel suo nuovo magazine non mi ci racapezzo…

  • Purtroppo non ho potuto partecipare all’incontro, ma leggere nei vostri commenti tutto questo entusiasmo, è un bellissimo modo di affrontare il lunedì.
    Grazie a tutti voi!

  • Paolo, solo per il fatto di aver riunito intorno a un tavolo Gesuino, Bustianu, Gavino, Franciscu, Claudia eccetera meriteresti la laurea honoris causa in scienze della mediazione. Se riesci a far si che rinuncino a quella particolare ambizione di rappresentare ognuno il vertice di un’entità unica e irripetibile (ambizione che va sotto il nome di leaderismo), beh! allora il bacio accademico non te lo leva nessuno!

  • Currecurre68

    @AndreaNonne
    Una precisazione sul Partito dei Sardi, perchè è evidente che le sue informazioni arrivano esclusivamente da fraintendimenti di tipo mediatico. Noi del PartitodeiSardi non abbiamo i giornali dalla nostra parte, quindi ciò che realmente accade lo può sentire esclusivamente dai diretti interessati e non certo dai racconti più o meno fantasiosi dei media.
    Le primarie per noi non sono state per nulla dirimenti. Si voleva partecipare ma poi non lo abbiamo fatto, nessuno ce lo ha impedito di presentare un nostro nome. Tant’è che le relazioni sono proseguite. I problemi col CentroSinistra sono di natura morale e quindi politica, e non di tipo relazionale. I problemi col CentroSinistra nascono con la candidatura di una politica che ha problemi di natura giudiziaria e che per noi, che abbiamo stilato un Codice etico ai primi di agosto (forse non lo ha letto)sono “problemi” che non permettono compromessi di sorta. Ci siamo dati regole chiare e nette. E ad oggi non lo ha fatto nessuno. Nessun partito indipendentista, nessuna coalizione in gara. Solo buoni intenti ma sui fatti siamo gli unici a distinguerci.
    Legga i comunicati del partito, i diversi editoriali di Maninchedda e di Sedda. Inutile raccontarsi altre storie per motivi che vanno oltre la realtà, o che rispondono ad altri tipi di desideri. Il Partito dei Sardi vuole governare, non lo ha mai nascosto, ed è ciò che ripete ad ogni incontro pubblico. Non vuole fare oasi di indipendentismo, e per questo non abbiamo mai negato di voler fare alleanze chiare anche con partiti non indipendentisti che però condividono con noi 10 punti di programma. Presenzi agli incontri pubblici Andrea Nonne, così quando stilerà le sue analisi, pur rimanendo sue analisi personali, potranno essere comunque più vicine e coerenti con il percorso che stiamo facendo, che non è una passeggiata di ripieghi o rinculi quale lei sta raccontando. Ma un percorso irto di ostacoli, di rinunce anche a qualcosa di proprio pur di ritrovare l’unità tanto agognata. Con chi ha già deciso i nomi da proporre alle elezioni regionali senza prima guardare ai programmi per trovare condivisione non abbiamo nulla a che spartire. Prima i programmi e la condivisione, poi la scelta di un nome che rappresenti la miglior possibile sintesi di questo programma di Governo.
    Noi vogliamo fare lo Stato, è il nostro mantra. Non stiamo scherzando, siamo sin troppo seri. Per questo facciamo anche paura.
    L’aspettiamo ai prossimi appuntamenti

    A INNANTIS!

  • Col passare dei giorni pensavo non si riuscisse più ad arrivare in tempo. Invece questo incontro di ieri è il segno che ci si è riusciti. Como chi si pesede su ‘entu!

  • leggo questo articolo e penso…….vuoi vedere che Lei riesce a far soffiare il vento
    a innanti forza paris

  • Condivido la passionale e ragionata analisi di Andrea Nonne.

    Partito Nazionale Sardo? Io ci sono.
    Scritto da grandeovest.com il 14 Dicembre 2013 – 17:47 –

    La politica è sangue e merda” diceva Rino Formica, individuando con una schiettezza disarmante i due grandi motori dell’attività politica: passione ed interesse. Ed è con questo concetto che rispondo a chi mi fa notare che, dietro all’improvviso spirito di convergenza che sta investendo gran parte dell’indipendentismo sardo, c’è un mero calcolo di opportunità elettorale e di sopravvivenza politica. Perchè è si vero che il Pds proviene dal tentativo fallito di partecipare alle primarie del centrosinistra italiano, che Irs e Sl sono rimasti dietro le quinte in attesa di individuare le migliori opportunità e che la svolta legalitaria dei Rm fa quanto meno sorridere (il partito è nato nel 2009 per sostenere Soru, allora rinviato a giudizio, e quando nel 2010 mi opposi all’alleanza con Milia, allora candidato in appello, rischiai il linciaggio politico).Come è vero che un progetto di questo tipo andava lanciato anni fa invece di collezionare scissioni su scissioni. E soprattutto è vero e, lasciatemi aggiungere, piuttosto imbarazzante che i principali fautori di questa ritrovata unità siano Matteo Renzi e Niki Vendola che con le loro direttive hanno indirettamente lasciato a bocca asciutta quanti nell’ indipendentismo speravano in un’alleanza con Pd e Sel.
    Ma è anche vero che questo è l’indipendentismo sardo e queste sono forze che hanno contribuito molto a definirlo nel corso degli anni. Nel male ma anche nel bene se si pensa che una siffatta coalizione racchiuderebbe sia gli esponenti con la maggiore rappresentanza elettorale, sia gli autori delle più importanti innovazioni apportate recentemente al pensiero indipendentista. Innovazioni che hanno avuto il merito di rinnovare una proposta politica che rischiava di non reggere il passo con i cambiamenti dettati dall’evolversi dello scenario politico mondiale. E soprattutto è innegabile che la Sardegna ha estrema necessità di una forte alternativa alla politica unionista e chi, come me, trova che la via del Partito Nazionale Sardo doveva essere intrapresa già da tempo non può oggi a maggior ragione esimersi dal dare il proprio contributo a questa iniziativa. Non va neppure dimenticato che molti di questi leader, cui tante cose giustamente rimproveriamo, avrebbero con tutta probabilità avuto carriere politiche più profittevoli percorrendo strade diverse da quelle dell’indipendentismo.
    Parliamo anche di Progres e Psd’Az, al momento fuori dal dibattito intorno a questa alleanza. Inutile dire che il loro coinvolgimento è nell’interesse di tutti. Della coalizione, per il grande patrimonio politico che queste due forze porterebbero in dote, ma anche delle medesime che potrebbero pagare a caro prezzo l’emarginazione dal progetto. Se da un lato Progres, correndo in una coalizione condivisa con due liste civiche di chiara matrice unionista, rischia di vedere molto indebolito il proprio messaggio indipendentista, il Psd’Az, nella probabile eventualità di un’alleanza con il centrosinistra italiano, rischierebbe di trovarsi davvero a margini della politica indipendentista, specie in caso di sconfitta. Non dimentichiamo inoltre che in entrambi i partiti esistono forti pressioni a favore di un’alleanza di questo tipo, che nel caso del Psd’Az hanno prodotto addirittura una mozione, promossa dalla sezione di Oristano e poi respinta dal consiglio nazionale. Ma alla luce dei nuovi scenari queste minoranze interne possono trovare nuovi stimoli per rilanciare il loro desiderio di riunificazione dell’indipendentismo.
    continua…
    Andrea Nonne

  • Giovanni Camedda

    Troppo contento
    A innantis

  • Mauro Monaco

    Per Francesco e tutti i galluresi, e non solo.
    Paolo e Francesco presenteranno il loro libro a Olbia il prossimo venerdì 20 novembre alle 18 presso l’Officina Creativa in via Estonia. Vi attendiamo. La Gallura c’è.

  • E la Palla di Neve continua a rotolare……
    Giorgio

  • Ti aspettiamo anche ad Arzachena.

  • Paolo Murineddu

    Finalmente all’orizzonte inizia a vedersi una luce ed una speranza che porterà la sovranità del popolo sardo conta su di me per la libertà e indipendenza. Paolo pensaci tu fai da trainer

  • Bravo Paolo! La dott.ssa Zuncheddu è una persona di grande cultura, stimato medico cagliaritano di grande esperienza. Ieri al Teatro Massimo meritava di intervenire! Spero vi siano altre occasioni per vedervi uniti, tutti!

  • Ok Paolo, quel venticello di alcuni mesi fa ci ha accompagnato a quel bivio a cui volevamo arrivare, e lì siamo!
    Adesso non possiamo sbagliare, dobbiamo assolutamnete imboccare la strada che Tu, Franciscu, Gesuino, e tutti gli altri presenti, ma anche i tantissimi, che nonostante non siano ancora informati della Grandezza delle idee che sin dall’inizio, hanno animato questo grande sogno, e che nonostante ciò inconsciamente lo condividono, VOGLIONO che si imbocchi. Per cui adesso, via senza freno a mano, certamente ci saranno molte cose da fare e da mettere a punto, mal’obiettivo è ormai ben chiaro, non perdiamo altro tempo, QUESTO È IL TEMPO!!

    ps
    sa prossima olta, cadirasa e tempus po tuttusu, e pò sa borghesia e casteddu….. :)

    Nu saludu a tottusu.

  • Mi spiace non esserci stato a gettare le basi dello Stato Indipendente di Sardegna! La prossima volta nel Teatro Massimo non potremo starci!!!

  • La proposta e l’idea di Gigi Riva non mi pare da snobbare, perchè no? Perché non è un politico navigato? Pensiamo solo ai danni che hanno fatto questi politicanti navigati. Gigi Riva è un simbolo capace di aggregare ancora di più oppure sta scomodo a qualcuno? Credo quindi che il nome che sta circolando in questi giorni sia da considerare ed appoggiare, offrire al popolo la sua ultima parola. Un nome pulito che sia espressione del popolo non puo’ che essere Vincente!

  • Ci serve un candidato alla presidenza. Un candidato vero, convincente, capace e riconosciuto. Che sappia unire, che abbia cuore, fegato e cervello.
    È facile…

  • Gianni Benevole

    Andare avanti UNITI. SUBITO. La strada è quella giusta. Se non ci avessero mandati via perché il tempo a disposizione per la sala era terminato saremmo stati ancora lì. Ieri sera hanno parlato solo i fatti e l’aria che si respirava, non le chiacchiere. Mi ha fatto piacere sentire pronunciare il nome di Emilio Lussu, anche se in segno di dissenso rispetto alle idee di Segni e di Cossiga. È vero Emilio Lussu non ha mai parlato di indipendentismo, anzi lo ha sempre respinto. Certo, da allora, i tempi sono completamente cambiati, ma esempi di coraggio, forza, libertà e appartenenza sono universali, intramontabili e utili a tutte le cause.

  • Fintzas a binker!

  • Natalino Melis

    Io ho parteciapato all’incontro ….ora serve un candidato presidente ……pensaci Paolo.

  • Massimiliano

    Ieri ho seguito in piedi gli interventi , non ho sentito la stanchezza anzi piu’ si andava avanti e piu’ mi caricavo, un energia positiva , atmosfera che non sentivo da tanto tempo.

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