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Voto Sì per difenderci

Posted on 10 Febbraio 202610 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 29 commenti su Voto Sì per difenderci

Questa è la legge di riforma della Giustizia. 
Il gesto più rivoluzionario che si possa fare di questi tempi, nei quali due dei ceti più privilegiati della società italiana, vescovi e magistrati, stanno spaventando la gente sperando di convincerla a votare No al referendum, è provare a far leggere il testo.
Vera non nova querimus!
E se c’è una cosa vera è che il principio costituzionale della terzietà del giudice in Italia è ab antiquo il meno praticato.
Il referendum è per la terzietà del giudice; invece sottanoni violacei parassitari (che del cristianesimo hanno dimenticato tutto, soprattutto la sua siderale distanza dal potere) e toghe privilegiate fanno passare che il referendum è sull’indipendenza dei PM dalla politica.
Che menzogna sfacciata!

L’indipendenza della magistratura è rispettata e garantita dalla legge di riforma.
Basta leggerla.
La magistratura inquirente è divisa da quella giudicante nei seguenti paesi europei: Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Belgio ecc.
Tutti incivili?
Tutti fascisti?
O tutti complici morali, come ha scritto recentemente un cristallino imbecille, addirittura della strage di Bologna.
O come giudicare il post del segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati che ha legato l’omicidio dell’infermiere americano Alex Pretti, da parte della polizia di confine Ice, alla riforma della giustizia?

Ciò che è rilevante, dal mio piccolo punto di vista, non è neanche la novità dei due CSM o l’estrazione a sorte dei suoi componenti.
Ciò che spaventa i magistrati è ciò che, finalmente, garantirebbe noi dalle loro perversioni culturali, metodologiche e culturali dei magistrati; ciò che li turba è l’Alta Corte Disciplinare.
Finalmente, dopo un referendum scippato sulla responsabilità civile dei magistrati, dopo migliaia di errori di giustizia e altrettante sanzioni a dir poco ridicole, si è capito che a giudicare i magistrati non possono essere i loro colleghi eletti secondo logiche politiche aberranti. Se c’è stata una violazione dello spirito della Costituzione, questa è stata avere politicizzato la magistratura in Destra, Sinistra e Centro, così da creare giudizi disciplinari che, anziché valutare il merito delle cose e dei comportamenti, hanno sempre premiato la militanza.
Il CSM ha divulgato le statistiche dei procedimenti disciplinari conclusi nel biennio 2023-2025:  199 procedimenti contro magistrati, 94 assoluzioni, 23 non doversi procedere (prevalentemente per cessata appartenenza alla magistratura) e  82 condanne. Ma andiamo nel merito delle condanne: più delle metà sono ammonizioni e censure, cioè schiaffetti sulle gote.
Qualcuno ricorda il Procuratore della Repubblica accusato di aver molestato sessualmente una collega?
È stato condannato dal severissimo CSM alla perdita di due mesi di anzianità (due mesi, si badi bene), ma assolto dall’accusa di aver violato i doveri di correttezza (e che diamine, più corretto di così?).
Qualcuno ricorda il magistrato che mise la colla nella toppa della porta del vicino, venne ripreso dalle telecamere, parlò di un equivoco, e venne punito dal Csm con un ammonimento?
Qualcuno ricorda che quando Palamara andò a parlare con Pignatone, il suo trojan improvvisamente venne disattivato e che Palamara è oggi fuori dalla magistratura con disdoro, Pignatone è in pensione?
Qualcuno ha letto la deposizione dei familiari di Borsellino dinanzi ai Pm di Caltanisetta e dinanzi alla commissione parlamentare antimafia?
Qualcuno ha letto la relazione della Commissione parlamentare antimafia sul dossieraggio su Nordio realizzato attraverso le banche dati della Direzione Nazionale Antimafia e finito sui giornali?
O qualcuno ricorda il magistrato cagliaritano che ha chiesto il sequestro delle navi alla Delcomar e addirittura l’arresto dell’amministratore delegato della società per poi chiedere l’assoluzione perché il fatto non sussiste, dopo che in dibattimento si è scoperto che il perito da lui scelto capiva veramente poco di navi, di appalti e di rotte?
O l’altro magistrato cagliaritano che per puro gusto assegnò il massimo del valore allo stipendio degli amministratori giudiziari della Delcomar, così da provocare, per la società, un costo di un milione e duecentomila euro in un anno e per i fortunati nominati un guadagno altissimo per non fare quasi nulla?
O qualcuno ricorda il magistrato del riesame che mi collocò a capo di una cupola delittuosa senza che io fossi imputato di alcunché?
O qualcuno ricorda i giudici del tribunale del riesame di Cagliari che validarono la tesi secondo la quale i lavoratori interinali che lavorino per la Pubblica Amministrazione devono fare un concorso, tesi sostenuta da un ispettore del Ministero del lavoro, poi candidata con i Progressisti (quelli specializzati in tradimenti funzionali alle candidature dei loro vertici, quelli che candidano e premiano i giornalisti più vicini alle Procure ecc. ecc.) che ha visto in processo sbugiardata la sua forzatura da una sentenza della Cassazione? Ma tu guarda! Però, lo stesso ispettore del lavoro era stato fatto agente di Polizia Giudiziaria dallo stesso Pm che voleva “incastrare” tutti sul lavoro interinale (ovviamente il Pm è stato luminosamente promosso, ma gode comunque della mia più profonda e inesauribile disistima).
O qualcuno sa che io sono stato interrogato come persona informata sui fatti da un magistrato con i piedi sul tavolo e non ho potuto dirgli in faccia cosa pensavo di lui e dei suoi modi?

Di questo hanno paura i magistrati.
Hanno paura che finalmente qualcuno li giudichi per ciò che fanno con l’enorme potere di cui sono investiti.
Adesso, per nascondere la paura della responsabilità, stanno gridando al pericolo costituzionale con modi a dir poco trumpiani, cioè con menzogne.
Cosa diceva Bannon, il comunicatore di Destra che sta a Trump come Goebbels a Hitler?
Flood the zone with shit, inonda il campo di merda. I magistrati engagé ci stanno riuscendo, ma la puzza si sente e loro sono sempre più imbrattati di menzogna e mancanza di decoro.

Magistratura, Politica, Referendum, Vetrina

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Comments (29) on “Voto Sì per difenderci”

  1. Mario Pudhu ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 12:01

    Cun sa Zustìssia (chi in Sardigna est istada in domìniu sempre cussa de ”ancu los currat sa zustìssia” istranza), gràssias a Deus no apo mai tentu nudha de ratare, solu una contravintzione a 14 o 15 annos ca no zughia su bullitinu de sas berbeghes: a babbu lu depiant àere avisadu a caserma, ma no mi at nadu nudha, e l’apo iscobertu candho fia militare, ca apo fatu su servìtziu in su “Ufficio riservato” chi retziat dae sos Distretos su Modellu D, sa fedina penale, chi acumpanzaiat su militare; in su meu b’aiat iscritu “contravvenzione” bellu totu ruju (e pro ‘iscobiare’ una cosa su modellu D de sos ‘comunistas’ fit bellu ruju meru a elencu mannu).
    Deo so de medas votatziones chi no voto prus e neunu a su Parlamentu italianu e, candho apo comintzadu, in su ségiu eletorale pro Camera e Senadu itl. comente su Presidente mi at dadu sas duas ischedas las apo fatas a cantos e bi las apo torradas: “Custu est su votu meu a su Parlamentu italianu.”
    Intrant sos Carabbineris e mi ant denuntziadu «perché strappava le schede», pariat chi mi fia assentadu inie e faghia lendhe sas ischedas e seghendhe! Ma nudha de ratare cun sa Zustìssia.
    E si est sa “separazione delle carriere” de sos magistrados, est nadu menzus e prus craru in sa leze chi faedhat de «funzione», cussa «requirente» e cussa «giudicante», distintas, e deo agato zustu a votare unu bellu SI mancari tenza parentes magistrados, e lis cherzo bene, ma no semus faghindhe “tifu”, e a votare, in custu e in àteru, no si votat “per fatto personale” (calesisiat custu) ma pro fatu, bisonzu e dovere/piaghere colletivu.
    Una cosa de sos magistrados no mi “cubbat” própriu: Proite sos magistrados no sunt suzetot a sa leze che a totu sos citadinos? Issos sunt indipendhentes de sa leze?
    Una cosa est sa Magistradura o Podere giuditziàriu, e un’àtera personalmente distinta est su magistradu, ca est una pessone! Gai comente una cosa est su Podere legislativu (Parlamentu) chi a donzi modu in demogratzia tenet sa sovranidade, e un’àtera est su deputadu o senadore personalmente coment’e citadinu; e su matessi si niat de su Podere esecutivu. Un’àteru motivu pro votare SI.
    Unu muntone de chistiones sunt invetze chistiones ideológicas o nadu in sardu “lanas”, “iscóticos”, “arreghèscias” a “mi piace” ”non mi piace”, timo custu timo cudhu, deo so cun custos deo so cun cudhos, e decisiones “a prescindere” de su motivu; o narant chi sunt modifichendhe sa Costituzione chentza bìdere o ne nàrrere ite li càmbiat e su sensu. E no faedhemus de canta zente in cosas goi no ischit «che pesci pigliare» e mancari leat su chi li daent o narant, si puru andhat a votare.
    E, in cantu sardu, deo NO so ne cun “custos” e ne cun “cudhos” e mancu de sos partidos (?) qualunque.

  2. Paolo Maninchedda ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 10:12

    Egregio Enea, la riforma del giusto processo è attesa da cinquant’anni. Una volta che la politica fa la sua parte, cioè aggredisce un nodo strutturale del sistema, la vuoi inibire in ragione della sua inattività pregressa? Non è un referndum dato dal fallimento della politica, ma dal suo esercizio, per una volta, volto a aumentare la libertà delle persone. Io non mi fido dei vescovi, veri parassiti sociali, maestri di democrazia a partire da una Chiesa che non sa manco da lontano cosa sia una democrazia (il vescovo è forse eletto dai fedeli?), che cambia le regole del processo mentre il processo è in corso (vedi il processo Becciu), che fa politica senza assumersi la responsabilità di farla. Gratteri poi, ti ricordo, fino a qualche anno fa era per il sorteggio. Ora, e solo ora, ha scoperto di essere contrario. Io riporto gli abusi di potere della magistratura perché il referendum riguarda esattamente questo argomento, mentre i magistrati stanno facendo di tutto perché nons i parli di loro ma dell Costituzione, così la storia di un quarantennale abuso di potere passa in cavalelria.

  3. Paolo Maninchedda ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 10:05

    Caro signor Alberto, il suo comemnto di ieri è stato cassato perché era solo la riproposizione reiterata del suo punto di vista. Non ho paura di nulla. Non partecipo al referendum da tifoso come fa lei. Sui sondaggi poi, ne girano anche di terribili per il No. Ognuno legge quelli che più aiutano a convincersi. Un dato è certo: la vedo dura per la Sinistra vincere con il suo elettorato spaccato, ma tutto è possibile.

  4. Alberto M. ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 09:17

    Egregio prof,
    Vedo che il mio commento di ieri non ha superato il suo controllio e lo stesso sarà per questo. Il NO è in rimonta nei sondaggi, avete paura eh ?

  5. Enea ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 09:06

    Ma dai….. pensare che questo referendum possa risolvere le storture insite al sistema giudiziario è quantomeno fantasioso. Diciamocela tutta: è un referendum dato dal fallimento della politica e come tale merita di essere rispedito al mittente. Ripeto ancora un volta che dal punto di vista tecnico è probabile che abbiano ragione entrambe le posizioni, dal punto di vista politico sono portato a fidarmi molto di più del Cardinale Zuppi e, aggiungo, del procuratore Gratteri. Sulle condanne ai responsabili di malefatte di giudici e politici è meglio stendere un velo. Maninchedda riporta quelle riguardanti “certa magistratura”, sarebbe stato più opportuno riportare anche quelle di “certa politica”.

  6. Paolo ha detto:
    11 Febbraio 2026 alle 07:48

    Egr. professore, a mio avviso il problema resta sempre lo stesso, con questa classe politica non si riesce ad andare avanti. Sia sinistra che destra non vanno a vedere l’importanza di una legge, ma vedono solamente chi presenta le leggi e da li parte la campagna di pro e contro. In questo momento il campo largo dovrebbe farsene una ragione, al governo sta la destra, ma ciò che maggiormente preoccupa e che se continuano cosi ci rimarrà per altre legislature. La sinistra, avrebbe potuto presentare suoi emendamenti sensati a suo tempo, ma pensando di non creare disguidi ai magistrati amici, ha tenuto profilo basso. Da tenere presente che molti esponenti di sinistra tempo fa avevano parlato della riforma e ora come gnorri si nascondono. Si rimpiange veramente il passato, dove una classe politica prendeva decisioni non per convenienza di partito o classi ma per il bene del paese.

  7. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 19:44

    Beh, ragionevolmete sarà come è oggi, cioè secondo criteri che impediscono alla maggioranza di votare da sola. Bada che questi meccanismi sono ormai standard nelle leggi dello Stato.

  8. Gianni Pisanu ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 18:21

    Solo per chiarire, non è in discussione rapporto numerico. Quanto all’incidenza politica, a mio avviso tutto dipende dalla modalità con cui verranno scelti i componenti dei listini dai quali verrà sorteggiata la componente laica, ovvero se in parlamento sarà richiesta la maggioranza semplice o qualificata. Non è una cosetta.
    Gianni Pisanu

  9. Enrico ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 18:15

    Articolo 111 Costituzione
    “La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
    Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.”
    Il principio di terzietá opera su un piano sostanziale e su un piano formale cioè il Giudice deve essere in concreto terzo ma deve anche apparirlo. Il rapporto di colleganza col Pm viola questo principio.
    Se la lettura della norma non dovesse bastare, rileggete l’intervista che, nel 1987, il ministro Vassalli rilasciò ad un giornalista del Financial Times. La separazione tra Giudice e Pm è l’attuazione ed il completamento dell’art. 111 Cost. I sostenitori del no votino come gli pare ma almeno che si astengono dal dire che lo fanno a tutela della Costituzione perché ridicolizzano loro stessi.

  10. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 17:34

    Eh no, Gianni, leggi bene, per due terzi i membri dei due CSM sono estratti sorte dai magistrati in servizio, per un terzo estratto a sorte da un elenco di professori universitari e di avvocati votato dal parlamento che è procedura che non altera in nulla il rapporto tra togati e laici attualmente vigente, ma lo rende meno politicamente incidente di quanto lo è oggi.

  11. Bruno S. ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 17:00

    Strano modo di ragionare: “Una persona dotata normalmente di cervello dovrebbe votare SI chiedendosi come mai qualcuno ha la bislacca idea che PM e Giudici possano appartenere alla stessa carriera.” Ci sarebbe allora da domandarsi se i padri costituenti fossero anche loro privi di cervello. Si veniva dall’esperienza del fascismo, quando la magistratura fu fortemente condizionata dal potere politico. Cito allora Calamandrei: «Il pubblico ministero, nella tradizione del nostro ordinamento, non è l’avvocato di una parte, ma è, egli stesso, magistrato: un magistrato che rappresenta l’interesse generale della legge. Per questo non lo si può sottoporre al Governo senza metterne in pericolo l’indipendenza; ed è opportuno che egli faccia parte dell’ordine giudiziario e sia soggetto alle stesse garanzie che circondano il giudice» (1947). E sulla differenza rispetto al modello accusatorio puro sosteneva che il nostro sistema non è quello anglosassone, nel quale il pubblico ministero è un “avvocato dell’accusa” in senso stretto. Qui il pubblico ministero deve sentire il dovere non solo di accusare, ma anche di ricercare la verità, e quindi di chiedere l’assoluzione quando ne ricorrano i presupposti. Per adempiere a questo compito, egli deve essere indipendente come il giudice.

  12. Gianni Pisanu ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 14:58

    Buon Giorno,
    pur con i miei limiti vorrei contribuire alla discussione sulle modifiche in Costituzione Le quote dei membri laici dei due CSM e dell’alta corte ( disciplina ) saranno si sorteggiate, ma da elenchi predisposti da “chi ha la responsabilità politica” detto da Giuffrè, cioè dalla maggioranza di governo. Addio alle maggioranze qualificate di due terzi o del 60% indispensabili in materie come questa, ma maggioranza semplice, è lo spoil system bellezza, con lo scopo di fare un solo boccone dei togati paracadutati per sorteggio. Aggiungo la modalità di procedere nei confronti della Costituzione con zero dialogo e un minimo di discussione se non di condivisione, ma con gli scarponi chiodati.
    Gianni Pisanu

  13. Antonio ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 14:24

    io voto SI perchè non voglio che il PM giudichi l’avanzamento di carriera del giudicante e viceversa. Prof. lei ha ragione non temono la separazione temono la commissione disciplinare e il sorteggio , molti politici di Sinistra sono a favore ma votano NO per fare un dispetto alla Meloni vedasi Vendola e Bettini coerenza sotto zero

  14. luca ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 14:22

    Le ragioni per votare sì sono chiarissime,per chi le vuole vedere, per chi non è schierato,per chi ha un minimo di capacità di ragionamento e per chi in questi anni ha visto lo strapotere correntizio prevalere.Sottoscrivo ciò che hai pubblicato.Caro Prof., sono sicuro che vincerà il no perché l Italia è un paese reazionario e conservatore, qui si dice che sono “ tonti”, per così dire.

  15. Stefano Locci ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 13:18

    Egregio, a leggere alcuni commenti intrisi di propaganda ideologica non saprei che altro dire se non che mi ricordano quel marito che per fare dispetto alla moglie si taglia i penduli ; masochisti allo stato puro ai quali auguro di cuore di venire a contatto con “il sistema”. Non ci vuole molto, eh. Basta, che so, che un giorno uscendo da casa si trovi la propria vettura distrutta dal solito pirata (magari guidava sotto effetto di stupefacenti e/o alcool). Vedrebbe un rapidissimo dietro front da no a si. Se poi si vogliono precisi ragguagli si può citofonare a tal Beniamino Zuncheddu . Saluti.

  16. Lorenzo ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 12:27

    Una persona dotata normalmente di cervello dovrebbe votare SI chiedendosi come mai qualcuno ha la bislacca idea che PM e Giudici possano appartenere alla stessa carriera.
    Tre quarti dei Giudici (quelli che lavorano e non fanno politica) voteranno SI, ma di nascosto, per paura.
    Quegli stessi giudici, se vincerà il SI potranno sollevare la testa. .
    E tutti staremo meglio, compreso chi adesso, oer cecità, si oppone alla riforma

  17. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 12:00

    No, Spano, il principale azionista di questa legge è il sentimento diffuso di ostilità ai certificati, reiterati e impuniti abusi di potere della magistratura. Lei vuole votare in nome delle paure? E’ legittimo. Io no.

  18. Francesco ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 11:05

    Bravo, complimenti!!. Di fronte al giudice l’accusa e la difesa devono pesare uguali ed essere equidistanti. Palamara ci ha rivelato intrighi, congiure e lotte di potere. Meglio l’ estrazione fra un numero scelto di magistrati. Non va bene lasciare le cose così. Comunque deciderà il popolo.

  19. Bruno S. ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 11:02

    Voto No per difenderci. 1) le riforme costituzionali definiscono le regole del gioco: come minimo dovrebbero essere concordate e condivise da maggioranza e opposizione. 2) quando una riforma costituzionale ha come azionista principale il Governo e va a incidere sull’equilibrio dei poteri, c’è da stare attenti, specie quando il Governo in questione abbia manifestato insofferenza nei confronti del soggetto che si va a riformare. Nel merito: 3) con due carriere e un CSM del PM separato temo che che il PM diventi più facilmente oggetto di controllo politico (indiretto o progressivo), perché il CSM requirente nasce in un sistema dove il Parlamento (organo politico) compila l’elenco da cui si sorteggiano i membri laici e la cultura di corpo del PM, separata da quella dei giudici, potrebbe evolvere verso modelli di accusa più vicini al potere esecutivo. 4) temo un progressivo slittamento del PM verso una posizione meno autonoma dal Governo (come avviene in altri ordinamenti, dove il PM dipende dal Ministero della giustizia o dall’esecutivo). 5) vedo di buon occhio che giudici e PM condividano cultura giuridica e status di “magistrati”, entrambi soggetti solo alla legge. 6) in nome della lotta al “correntismo” il Parlamento in seduta comune compila gli elenchi da cui poi si sorteggiano membri laici dei CSM, parte dei membri laici dell’Alta Corte. Dunque la selezione della “rosa” iniziale è politica; il sorteggio non elimina ma occulta la lottizzazione, che si sposta nella fase di scelta degli eleggibili. Rischio: da correntismo togato a possibile lottizzazione politico-parlamentare della platea da cui si attinge a sorte. 7) il sorteggio: io sono per una rappresentanza eletta democraticamente dai magistrati costituitisi come corpo elettorale (altrimenti: sorteggiamo anche i politici? sorteggiamo i sindaci?). 8) mi spaventa l’Alta Corte disciplinare perché vedo il rischio che l’organo disciplinare diventi particolarmente “sensibile” a orientamenti politici (tramite i membri laici) o a logiche interne di alto vertice, con connessa possibilità possibilità di utilizzo “selettivo” dell’azione disciplinare come forma di pressione sui magistrati più esposti (es. indagini di grande impatto politico). 9) infine: trovo scorretto citare casi di singoli magistrati che hanno fatto errori più o meno gravi per buttarsi in una riforma improvvida che rischia di fornire elementi di controllo a una destra che ha chiari modelli istituzionali e culturali (Trump e Orban).

  20. KGB ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 10:28

    ho letto ma non è una rivoluzione.. l’avesse proposta Vassalli allora per me era diverso .. voleva la separazione delle carriere … ma non una legge così come questa

  21. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 10:09

    Kgb, siamo alle solite. Tu non leggi neanche la legge, la dichiari di destra perché fatta da un governo di Destra. Io non riesco a ragionare in questo modo.

  22. KGB ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 10:06

    Professore , credo di aver detto che una riforma è necessaria.. ma non questa così.. perché e’ sbagliata .. io non ho colori .. né bandiere da portare .. ma un pensiero che non è di destra .. questa è una riforma di destra e chi ha fatto la costituzione ,non era di destra .. ho detto anche che dall’altra parte politicamente non c’è tanto di meglio ..ma occorrono riforme vere e serie e non di parte per il bene di tutti .. perché in tutte queste storture della giustizia , occorre ricordare che chi non ha soldi per difendersi e’ spacciato in principio ..

  23. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 09:52

    Kgb, il tuo modo di pensare e di agire speiga perché in Italia non si faranno mai riforme importanti di sistema. Tu vuoi un Paese e un governo monocolore, il tuo.

  24. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 09:51

    Caro amico ogliastrino, leggo e rileggo la legge e non trovo alcun attentato alla Costituzione. Politicamente non sono un sostenitore né della Meloni né della Schlein, per cui non partecipo all’uso del referendum per un plebiscito pro o contro il governo. Sto al punto e il punto è che i due Csm e l’Alta Corte di Disciplina mi sembrano un grande passo in avanti nella realizzazione del principio costituzionale della terzietà del giudice. A me pare che dire che il vero obiettivo è mettere sotto controllo i Pm sia una forzatura, perché non vi è alcunché nella legge che consente di affermarlo e io voglio stare al contenuto della legge. Peraltro, le affermazioni di Nordio, come al solito, sono state fuorviate, perché il contesto era chiarissimo: il Pd ringrazierà quando governerà perché la magistratura sarà più indipendente e più responsabile del suo operato. Più delle parole di Nordio, mi pare significativo il voltafaccia a comando di Travaglio e Gratteri che fino a qualche anno fa erano per il sorteggio, oggi, per militanza cieca, si pronunciano contro. La bellezza dellanostra amicizia sta in questo: noi, a differenza della stragrande maggioranza del popolo italiano, sappiamo dissentire e rimanere amici. In Italia no: chi dissente è fascista o comunista, nazista o terrorista e io ne ho le tasche piene delle semplificazioni. scusa la fretta dell’argomentazione, ma sto scrivendo in una pausa.

  25. KGB ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 09:47

    rispetto le opinioni di chi vorrà votare si ma, parafrasando la Ventura … per me è no!..diffido da ogni proposta di questo governo di destra – centro .. vedo in tante cose solo l’inizio di un qualcosa di poco chiaro per il futuro .. la riforma non è stata discussa dal parlamento ed infatti si è fatto in modo di non discuterla .. il sorteggio non è trasparente nei candidati perché saranno di parte politica .. il ruolo del presidente della repubblica andrà a scemare perché , nessuno lo dice , dopo questa vorranno presentare la legge sul premierato.. occorre una riforma è vero ma non questa .. non ultimo i tempi della
    Giustizia rimangono gli stessi.. vengono raddoppiati i componenti cosa che avviene solo
    In Italia , invece di ridurre , sperperiamo soldi pubblici .. speriamo vinca il no.. l’arroganza ed il corporativismo non vanno confusi con la libertà .. le prime devono essere combattute e questa riforma non le combatte ma le indirizza politicamente semmai .. la libertà di ogni genere , deve essere garantita.. fra un po dovremmo chiedere anche il permesso per fare la pipì .. non lo trovo corretto ..e’ non è una giustificazione dire che gli altri sono peggio .. la politica e’ scaduta in basso e non ci sono più politici veri .. siamo arrivati al punto di rimpiangere la prima repubblica .. ma io a destra, sopratutto questa , non voterà mai .. perché votare si si tratta di questo.. dare l’invito al risultato delle prossime politiche

  26. Stefano Locci ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 09:34

    Egregio, ha elencato una piccolissima fetta delle oscenità che da svariati decenni fanno strame di uno dei capisaldi di una qualunque democrazia. Io però rimango basito di come il Monarca .. pardon …. il presidente della repubblica delle banane non una volta abbia sentito il dovere di richiamare la magistratura al rispetto del principio costituzionale per cui sono soggetti solo alla legge. E che piaccia o no le leggi le fa il legislatore. Ma evidentemente è meglio inondare gli italiani di sermoni banali che censurare il contropotere partitico di questa lobby da film dell’orrore. Saluti.

  27. Un amico ogliastrino ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 09:19

    Caro professore, capisco che non sia piacevole essere ” interrogato come persona informata sui fatti da un magistrato con le scarpe sul tavolo “. Tantomeno “essere collocato a capo di una cupola delittuosa senza essere imputato di alcunché “.
    Ho appena letto un interessantissimo libro che ripercorre la storia e la tragica fine di Luigi Lombardini, il giudice sceriffo. Anche lui interrogava testimoni e imputati spesso con i piedi e la pistola sul tavolo.
    Ma tutto questo cosa c’entra con la brutta riforma sulla giustizia? Lei che è un ottimo filologo legga in profondità questo stravolgimento della nostra bella Costituzione.
    Il vero obiettivo di Meloni e Nordio ( come in passato di Silvio Berlusconi e di Licio Gelli ) è quello di mettere i giudici sotto il controllo dell’esecutivo . D’altra parte, lo ammette candidamente lo stesso Nordio, quando dice all’opposizione che converrebbe anche a loro, nel momento in cui arrivassero al governo.
    Sono convinto che il si al referendum, sarebbe un grande viatico per il vero progetto di questa destra sovranista, a trazione trumpiana: il premierato.
    Caro professore, non credo che lei la pensi come quelli che offrirebbero due Mattarella in cambio del sanguinario dittatore Putin.
    Così come sono certo che lei , nonostante le sacrosante critiche ai comportamenti di certi giudici, non pensi che la magistratura italiana sia una pericolosa associazione di delinquenti che copre i violenti e i terroristi.
    Un amico ogliastrino

  28. Ariovisto ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 07:52

    Tortona, c’era scritto. Fu trasformato in Tortora.

  29. Paolo ha detto:
    10 Febbraio 2026 alle 07:32

    Buongiorno professore, trovo il suo articolo un ottimo riassunto che dovrebbe far riflettere tutti, e non far diventare il voto come un sostegno alla propria appartenenza politica, ma votare per sradicare un sistema che con gli anni ha colpito diverse persone, anche politici sia destra e sinistra ma anche tantissimi cittadini.

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Cagliari, 27-30 aprile 2025

Racconta una storia sarda

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Vent’anni di Sardegna e Libertà, Nuoro, 21 luglio, ore 18:30

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