Veronesi ci vuol dare il nucleare

18 settembre 2010 09:2011 commentiViews: 51

972Oggi l’oncologo Umberto Veronesi ci dice dalle colonne della Nuova Sardegna che le centrali nucleari sono sicure (mentre il petrolio è cancerogeno, ed è vero) e che se per caso se ne facesse una in Sardegna, dovremmo ringraziare. Adduce la sua granitica certezza scientifica: è dimostrato che sono sicure. Le scorie? No problem: le radiazioni dell’uranio impoverito non sono nocive già a cinquanta centimetri di distanza. Tutto bene. Mi ricorda il titolo del film di Tornatore, magistralmente interpretato da Mastroianni: un veccchio padre aspetta invano i figli a una stazione balneare, questi non arrivano e lui va a trovarli nelle città – da Sud a Nord – in cui sono risiedono. Scoprirà che uno si è suicidato, che l’altro fa il lacché di un politico, che la terza è una ragazza madre e non è una dirigente ma solo un’impiegata di un’azienda di Stato (più o meno questa è la trama). Torna sulla tomba della moglie e tra le lecrime le dice: “Stanno tutti bene”.
Il problema che Veronesi non coglie è il problema politico: chi decide sull’energia dei sardi? Chi deciderebbe delle scorie di mezza Europa se solo si aprisse un piccolissimo pertugio a favore del nucleare in Sardegna? Decidere chi decide significa decidere chi controlla. Attualmente i sardi non decidono nulla, e sull’innocuità dell’uranio impoverito, con tutto il rispetto parlando, ci andrei molto, ma molto cauto, soprattutto parlandone in Sardegna. Ma queste cose così serie, vengono affrontate con leggerezza e non curanza da un uomo di mondo che, dopo aver detto tutto questo, sollecitato da un’intelligentissima domanda sul cielo e sul mare di Alghero, richiama tutti alla joie de vivre dei vacanzieri, e si lancia temerario a apprezzare la bellezza delle donne di Alghero. A quale distanza da una donna l’intelligenza di un uomo subisce danni più o meno reversibili?

11 Commenti

  • Sulla questione del nucleare in Sardegna osservo che il fatto che mentre si dice NO agli impianti nucleari, non si dice NO con altrettanta chiarezza e fermezza alle scorie nucleari. Ritengo verosimile che il rischio maggiore che stiamo correndo sia proprio quello di diventare pattumiera nucleare d’Italia e forse d’Europa. Cappellacci dovrebbe dire NO CHIARO ANCHE ALLE SCORIE NUCLEARI.

  • Danzatore delle stelle

    Solo per segnalare un link dove la giornalista Milena Gabanelli
    interviene sulla nomina di Veronesi a presidente dell’agenzia per la sicurezza del nucleare.
    http://www.ilpost.it/2010/07/27/gabanelli-contro-veronesi/

  • Ieri guardavo in TV Linea Diretta su RAI TRE…
    mentre ascoltavo pensavo…
    sicuramente ci riusciranno anche questa volta
    CI SARA’ IN SARDEGNA UNA CENTRALE NUCLEARE
    vedrete.

  • Fa veramente bene Paolo a scrivere “Decidere chi decide significa decidere chi controlla”.
    Difatti chi attualmente “controlla” in Sardegna non ha gli strumenti, la forza lavoro, ma soprattutto l’input ad effettuare severamente il controllo presso le unità produttive.
    Casi come SARAS, Mineraria SILIUS, FISI, Syndial, Portovesme, ma anche depuratori Abbanoa ecc. non possono passare inosservati agli occhi del professionista dell’ambiente e quindi della salute.
    La connivenza fra area dirigenziale degli Enti di controllo e soggetti controllati è patologica e preoccupante, tanto da fare talvolta invocare il modus operandi di altre realtà italiche come la Toscana dove i controlli sono più severi e obiettivi che in Sardegna.
    In poche parole, non fidatevi dei dati sbandierati ad arte: in realtà la situazione è molto, veramente molto peggiore di quanto venga divulgato.
    E chi “ci lavora” lo sa bene.

  • Da molti, troppi anni, Veronesi si fa gli affari propri senza guardare in faccia a nessuno (http://www.perilbenecomune.org/index.php?p=24:6:2:119:300), uomo buono per tutte le stagioni, a destra come a sinistra. Il punto non sono le stronzate che racconta in giro ad ogni pie’ sospinto, il punto è che bisognerebbe prendere a male parole certi operatori dell’informazione (si fa per dire) che acriticamente riempiono i loro giornali con le stronzate di Veronesi (e non solo). Molti sono i problemi che abbiamo in Sardegna, ma si continua a sottovalutarne tre principali: il conflitto di interessi, la trasparenza e la qualità dell’informazione.

    Ad ogni modo, Riccardo Iacona domenica 19 settembre su RaiTre alle 21,00 racconterà il nucleare in Europa.

    Spiega la sinossi alla puntata di oggi di Presadiretta:

    Con NUCLEARE Presadiretta vi fa conoscere i più importanti studi scientifici internazionali sull’aumento della frequenza dei tumori attorno alle centrali nucleari; vi fa vedere da vicino i grandi depositi di riprocessamento e di stoccaggio delle scorie in Germania, Francia e in Inghilterra, vi porta negli unici due cantieri dell’EPR, la centrale nucleare francese di nuova generazione che l’Italia sta per comprare, per sentire cosa ne pensano i progettisti, gli ingegneri e i lavoratori che le stanno costruendo.

  • Evelina Angela Pinna

    Penso che non dobbiamo essere per forza estremisti dell’ecologia, ignoranti tecnologici o aspiranti terzomondisti per esprimere un fermo no al nucleare. Semplicemente supportato come una scelta consapevole e neutrale a ogni prova scientifica, che magari poggia su altre questioni.
    Chi l’ha detto che dobbiamo essere per forza filosofi del buon profitto, avidi di guadagno o così irrecuperabili all’economia da voler accettare un progresso che non ci piace, una strada che non vogliamo imboccare. Senz’altro c’indispone la faciloneria d’inventario sulla nostra terra da parte di politici filantropi o scienziati messianici; c’indignano i compromessi che fanno leva sul solito luogo comune di sarda diffidenza al progresso e specialmente il fatto che il nucleare ci venga presentato come parente stretto delle energie rinnovabili. Sotterraneo ma esplicito il riferimento alla Sardegna come alla terra remota del buon selvaggio, dove essendo altrettanto remota la possibilità di un rischio atomico avrebbe un’eco altrettanto debole ogni evenienza d’incidente… Ricordiamo con rispetto le migliaia di morti in India, in Cina, in America Latina…dove il rispetto per l’essere umano non ha voce.
    Magari rifuggiamo la sola idea di coprire di privilegio chi volesse esercitare il malcelato intento di rischiare sulla sicurezza per privilegiare il profitto. Il nucleare non è un prodotto della nostra cultura e non ne accettiamo neppure l’impatto psicologico. C’entrerà anche la paura ma magari da sardi diffidenti vorremmo anche scongiurare in futuro l’installazione insidiosa di qualche multinazionale laddove le centrali saranno ricoperte da segreto di stato e inaccessibili ai controlli. In Italia ci sono oltre settemila chilometri di coste. Anche credendo alla sicurezza delle centrali di ultima generazione io metto in conto, ad esempio, l’errore umano. Anche dinnanzi alla prova scientifica dell’innocuità dell’uranio impoverito, dandola pur per vera, è noto che sono sempre le umane negligenze, l’incoscienza o disattenzione alla base degli incidenti più disastrosi. Vuoi nelle centrali atomiche, vuoi nelle centrali petrolchimiche… La preparazione tecnica non c’entra praticamente mai nelle grandi sciagure. Questo sarà senz’altro riduttivo per certo avvenirismo politico che anche in Sardegna sogna progetti faraonici, cattedrali industriali ad energia pulita e a basso costo. Ma gli esperti si attengono al ragionevole, meno al riscontro scientifico.
    Le centrali insomma saranno pure dei mostri benefici, ma pur sempre dei mostri che l’uomo potrebbe non riuscire a controllare. E nel vincolare l’ambiente, quando c’è di mezzo la politica e il senso cinico degli affari, è bene creare dei punti di ripristino ed evitare punti di non ritorno.

    Sardegna vulnerabile.
    Non ha denti il cane da guardia del nucleare sardo, che potrebbe fare ingresso proprio dalla porta dalla quale l’abbiamo cacciato: le energie rinnovabili (tra le quali il nucleare è contemplato). Così dalla localizzazione di reattori e centrali, ai siti di stoccaggio delle scorie tossiche sarà tutto concesso in cambio di misure compensative (e palliative) per la popolazione. Come la gestione delle scorie nucleari, affidate a società private “purchè lo Stato le partecipi almeno per il 20%”. Insomma un business addirittura più appetibile della spazzatura differenziata.
    Il partito trasversale potrebbe fare ponte mobile con le lobby industriali, interpretando gli enormi interessi economici legati al nucleare, che ci imporrebbe alla fine un nucleare senza alternative. A chi sarà affidato il compito di diffondere nell’opinione pubblica la convinzione che il nucleare sia addirittura necessario? Un regolamento governativo (pubblicato nella G.U. del 16 aprile 2008), inserisce gli impianti per la produzione energetica nell’elenco dei luoghi da coprire con segreto di Stato. La legge di riferimento è la 124 del 3 ago 2007, fatta per riorganizzare i servizi di intelligence Sisde e Sisme, sostituiti dall’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) e Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). L’art. 39 di questa legge, ri-definendo il segreto di stato, ne ri-contempla le materie oggetto. Il punto 17 dell’allegato 1 recita: “Possono costituire oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi ed ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recare un danno grave ad uno o più dei seguenti interessi supremi dello Stato: l’integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali; la difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento; l’indipendenza dello Stato rispetto ad altri stati e le relazioni con essi; la preparazione e la difesa militare dello Stato”. L’all.to 1 che integra l’art. 5, al punto 17 esplicita le materie di riferimento: “Gli stabilimenti civili di produzione bellica, gli impianti civili per produzione di energia ed ogni altra infrastruttura critica”.
    Conseguenza indiscutibile è che i controlli su un sito atomico by-passerebbero senza troppi perché e a semplice discrezione del presidente del consiglio, le Asl locali e i vigili del fuoco, per competere ad “autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento”.
    Cosa riguarderà il segreto? Presumibilmente potremmo pensare agli appalti di progettazione, protezione e sicurezza dei lavori.
    Il segreto di Stato dunque calerà dunque il sipario su rigassificatori, discariche, inceneritori, gasdotti, centri petroliferi e anche… su centrali nucleari.
    Non solo ma il governo potrà imporre le centrali nucleari anche con l’uso della forza pubblica.
    Il DDL (1441-ter) giacente in parlamento ridiscute e detta “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”. Nel minestrone c’è anche il nucleare. Dopo lo scioglimento dell’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) sostituito dall’Enes (ente di diritto pubblico per la ricerca e innovazione tecnologica autorizzato anche alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al nucleare e allo sviluppo economico sostenibile) risponderà non più al ministero dell’Ambiente ma, senti senti, a quello per lo Sviluppo Economico.

    Saluti a tutti.

  • Sempre in tema di personalità che difendono il centralismo a scapito delle minoranze, dispiace trovare anche un “Veronesi Sardo” sul tema delle riforme istituzionali. Quì una replica inviata oggi all’On. Guido Melis: http://www.sanatzione.eu/2010/09/bomboi-replica-allon-guido-melis-su-storia-e-autonomia/

  • Civico Cagliaritano

    Paolo
    leggo oggi sull’Unione, pagine economiche, l’ennesima propanga di questo triste prodotto della nostra politica che é l’Assessore Prato.
    Afferma di aver creato le basi della multifunzionalità delle nostre aziende. La delibera di recepimento sul suto della Regione non l’ho trovata. Esiste? Se non esiste la propanda ha preceduto l’azione!

    “Currurusu e appaliasu”. Questa é la morale di questa vicenda.
    Tanto hanno fatto, adesso loro (vostri alleati) prima la giunta di csx.

    Le aziende multifunzionali con il conto energia del 2011, l’unico ormai realmente applicabile, potrebbero non essere più convenienti per gli investitori.
    Nell’altro post un comemntatore (forse orgolesu) diceva degli allevatori schiavi per 20 anni degli investitori. Una schiavitù ben pagata e comunque a termine é meglio di un fallimento e della miseria.
    Ma tant’é … anche questo passerà!

  • Questa mattina nelle pagine di un quotidiano sardo il Sen. Umberto Veronesi ha esposto le sue teorie sul nucleare in Sardegna, facendo della controinformazione senza alcun contraddittorio, per questo il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, lancia la sfida di un confronto pubblico con il Senatore del Pd per informare correttamente i sardi.

    “L’intervista di quest’oggi in uno dei principali quotidiani sardi, del Sen. Umberto Veronesi, ci porta ad una riflessione a voce alta, che deve coinvolgere tutto il popolo sardo, infatti sembra che ci siano solo vantaggi dall’installazione in Sardegna di una centrale nucleare, ma la verità è ben diversa da quella che ci illustra l’oncologo”, afferma polemicamente Simone Spiga, tra i promotori del Comitato.

    “La scelta nucleare è scellerata e non può essere la risposta ai bisogni dell’Italia, troppo spesso in Sardegna siamo andati alla ricerca di miraggi che hanno lasciato solo macerie e disastri ambientali, per non parlare delle troppe servitù militari e quando Veronesi ci racconta che grazie al nucleare i sardi avranno le bollette più basse, dovremmo ricordagli che la stessa cosa fu affermata quando a Sarroch, nacque la Saras, ma le bollette sono ancora oggi tra le più alte in Italia”…”Il problema principale non può essere quello degli incidenti, importante comunque, ma ci aspettiamo da un esponente politico, motivazioni valide e serie in sostegno alla sua tesi, invece abbiamo letto solo banalità e informazioni false, come ad esempio quella legata al reperimento dell’uranio che a differenza del petrolio, secondo il Senatore, è più facile procurarlo mentre per il carbone ci si sottopone al ricatto dei paesi che lo estraggono, senza dire però che nei sottosuoli italiani non c’è uranio e pertanto il reperimento avrebbe le stesse modalità del carbone”, prosegue Spiga.

    “Il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA è pronto sin da domani per un confronto pubblico con il Senatore Veronesi, un confronto da svolgere in Sardegna, in un luogo concordato e neutro, dove poter esprimere opinioni chiare e veritiere, perché è fin troppo facile utilizzare pagine intere di giornali per raccontare una parte del problema mistificando le informazioni”…”Aspettiamo una risposta dall’oncologo Veronesi e siamo a disposizione sin da domani”, conclude Simone Spiga.

  • Onore all’autorevolezza e ai meriti nel campo dell’oncologia al Prof. Umberto Veronesi.
    Tuttavia, premesso quanto da lei evidenziato circa la questione fondamentale del: “chi decide sull’energia dei sardi?”; reputo il punto di vista del Prof. Veronesi solo una sua opinione personale.
    Nel campo della fisica nucleare invece, credo di ritenere più autorevole e credibile il punto di vista del nobel Carlo Rubbia, il quale come noto in merito alle centrali nucleari e alle energie rinnovabili la pensa in tutt’altro modo.

  • Micciché ha annunciato di voler fondare il Partito del Popolo Siciliano.
    Credo che la cosa debba far riflettere tutti quelli che vogliono un Partito Nazionale Sardo, come noi.
    Ma anche tutti quelli che vogliono continuare a vivere nel conformismo politico, istituzionale, sociale ed economico che nell’ipocrisia nasconde i danni del centralismo a spese delle minoranze.

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