Velocità della spesa, beffe fiscali e San Raffaele. Alcune istruzioni per il 22 dicembre

16 dicembre 2012 09:3814 commentiViews: 12

Ieri a Olbia si è parlato di zone franche, province, fiscalità di vantaggio, di fronte a cento persone non precettate da nessuno. Un bel dibattito aperto, con diversi imprenditori sardi; insomma, alla presenza di Giovanni Colli, la Federazione di Olbia ha fatto ciò che il partito dovrebbe fare ogni giorno. Prossimo appuntamento Santa Teresa e, forse, l’amata La Maddalena.
Nella riunione di ieri ho dato alcuni dati che tenevo nel cassetto per l’occasione. Il 6 0ttobre u.s. il Presidente della Giunta e l’Assessore del Bilancio emisero un comunicato stampa congiunto (ovviamente non scritto da loro e, a mio avviso, a loro sconosciuto) nel quale si faceva rilevare che a fronte dell’aliquota ordinaria nazionale dell’Irap, pari al 3,90%, in Sardegna si applicava il 2,98%  e si faceva notare che questo valore nasceva dall’applicazione massima consentita dalla legge.
Il Trentino ha l’Irap allo 0,90%. Quindi, perché sia chiaro, in Sardegna, alla fame, si paga il 2,98%; in Trentino, con molta meno fame, si paga lo 0,90%. Sapete perché? Perchè il Trentino ha firmato il 30 novembre 2009 un accordo con lo Stato, in base all’art.27 della legge 42/ 2009 (Legge delega sul Federalismo fiscale) che gli consente di svolgere una politica di fiscalità di vantaggio all’interno delle aliquote stabilite dallo Stato per i tributi su cui sono state determinate le compartecipazioni della Regione. La Commissione bilancio, allora da me presieduta, aveva approvato il 23 febbraio 2010 una risoluzione nella quale diceva alla Giunta di attivare urgentemente il percorso già attivato dalle altre regioni dsul federalismo fiscale e di coinvolger ein questo processo il Consiglio regionale. La Giunta se n’è catafottuta, non si sa cosa stia facendo al tavolo paritetico, al quale tavolo non mi risulta si siano mai seduti esperti di finanza regionale e di fisco. In compenso, la Giunta, per bocca del suo Presidente, che evdientemente ha riferito ciò che gli ha scritto qualche funzionario, ha scodellato la quarta nuova stima delle maggiori entrate derivanti dall’accordo Soru del 2006, quarta stima in sei anni!
La sostanza è che l’accordo Soru-Prodi è terribilmente invecchiato, anzi, rispetto a ciò che è accaduto subito dopo, appare vecchio all’origine, proprio perché concentrato sull’entrata e non anche sulla regolazione dei poteri della regione in materia fiscale e di riscossione.
La cosa, cioè l’imbambolimento della regione mentre le altre regioni si danno da fare, è ancora più grave se si considera che da gennaio sarà efficace il regime finanziario previsto dal Decreto Legislativo 68/2011 che di fatto estende molte delle conquiste in materia fiscale delle tre regioni a Statuto Speciale più ricche (Trentino, Friuli e Val d’Aosta) alle regionia  Statuo ordinario, per cui, per esempio, la Liguria, avrà, se virtuosa, più possibilità di sviluppare una propria fiscalità di vantaggio di quanto non ne avrà la Sardegna.
Sulla velocità della spesa, ho fatto notar eun dato comparativo sempre col Trentino. Il Trentino ha speso l’86% dei 5 miliardi destinati alle incentivazioni alle imprese in 10 giorni di tempo per l’istruttoria. Mediamente in Sardegna tra bandi e erogazioni passano due anni. Ho ragione o no di dire che la Sardegna sta morendo di burocrazia?
Sul San Raffaele ho ripetuto ciò che ho già detto, anche se leggo sui giornali che altri – Matteo sanna – non sono d’accordo. Io rimango della mia idea: il san Raffele se vuole aprire deve farlo con i suoi soldi, non con quelli della Regione Sardegna. Sono insostenibili per le casse regionali i cinquanta milioni di accreditamenti che servirebebro per l’equilibrio di gestione della struttura. Non sono i tempi giusti. Già fu una grossa forzatura l’inserimento del solo San Raffaele nel Piano sanitario regionale, che fa il paio con l’arrivo a Nuoro del sistema delle cooperative attraverso il Consorzio Etruria, la Inso ecc. ecc.; continuare a favorire il San Raffaele sarebbe sbagliato ed è sbagliato che ad occuparsi di queste cose siano autorevoli esponenti della Conferenza Episcopale Italiana che dovrebbero in primo luogo maturare un’etica del lavoro non molto diffusa nell’alto clero italico e, in secondo luogo, star lontano da imbrogli e fallimenti.
La riunione di Macomer, a porte chiuse (senza stampa, senza propaganda ecc.) è confermata: ore 10 Caserme Mura. L’oggetto è il seguente: quali soluzioni per il futuro della Sardegna? Quindi, bando alle descrizioni e alle analisi: si parlerà solo di proposte di soluzione. Durata degli interventi: massimo 10 minuti. Saranno presenti alti funzionari regionali, imprenditori, intellettuali ecc. La maggior parte di questi non vota né Psd’az né me, ma ha cose da dire. Lavori conclusi entro le 14. Il sottoscritto garantisce nutrimento sufficiente per il viaggio di ritorno.

14 Commenti

  • a Silvia… Lidia Fancello: condivido in pieno quello che dici.Spero che siano veramente tanti quelli che si “stanno iscrivendo” (al momento virtualmente) a quel “nuovo soggetto politico” di cui tutti(dico tutti)noi sardi abbiamo bisogno e per il quale ,per primo,Paolo Maninchedda sta sacrificando se stesso navigando controcorrente quando sarebbe più facile “seguire la corrente”:tanto così fan tutti!Forza Paolo e fortza paris.

  • Per Giorgio e un po’ per tutti:
    Seguo con molto interesse gli interventi dell’on. Maninchedda, perché sono diventata allergica al populismo e alla demagogia che di solito permea i discorsi degli esponenti sardisti (di tutte le compagini) quando si parla della condizione della nostra isola. Il prof. Maninchedda ha la capacità di pronunciare la parola magica, indipendenza, senza gli atteggiamenti folkloristici di taluni e senza il fondamentalismo antipatico di altri, che al solo sentirli viene voglia di iscriversi al partito opposto (se esistesse un partito opposto, perché poi alla fine si sentono un po’ tutti sardisti, come a Natale si sentono tutti più buoni).
    La problematica fiscale, sulla quale l’onorevole si sofferma molto spesso, è la chiave per capire perché la Sardegna è ancora schiava dell’Italia e credo che sia la base per ogni confronto serio sul tema dell’economia dell’Isola, poiché ogni altro argomento, per quanto forte e sentito, come per esempio Sa Limba o la zona franca, da soli non bastano a risollevarci.
    Quanto poi al suo “smarcarsi“ dalla politica regionale, non credo che questo avvenga, anzi credo, perché vedo, l’esatto contrario: continue segnalazioni e addirittura denunce su procedure niente affatto trasparenti.
    Voglio però prendere quel che di buono ha detto Giorgio, credo davvero che l’onorevole sia la persona giusta per una “pacifica, ma concreta rivoluzione politica” e concludo dicendo che non siamo pochi a pensarla così. Si può fare.
    P.s. sempre per Giorgio, a proposito di “etnie” io sono mezza sarda e mezza sicula.
    Lidia

  • Mi spiace che non si evinca dai miei interventi la sottile esigenza di stimolare risposte concrete, visto che l’Onorevole mi pare essere la persona giusta per una pacifica ma concreta “rivoluzione politica”. Provi a togliersi le vesti del rivoluzionario Sardo si rivolga a tutti indistintamente considerando la società Sarda come un miscuglio di svariate etnie importate anche da quel progetto industriale degli anni ’70 miseramente mandato al macero. Si ricordi che un buon progettista considera prima di tutto i materiali del territorio circostante.(rif. all’ambito imprenditoriale)
    Saluti, Giorgio
    P.S.
    Rosella, Le invio una famosa citazione e un proverbio indiano nel caso volesse nuovamente intervenire sul blog
    “Bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri”. Molière
    “Prima di giudicare un uomo cammina per tre lune nelle sue scarpe”.
    Proverbio Indiano

  • Rosella Soliani

    Per Giorgio e Sandro:
    “Io” proseguì don Mariano “ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.”
    L.Sciascia “Il giorno della civetta”

    e ancora….
    “La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”.
    L. Sciascia

  • Giorgio, rinuncio a continuare a spiegarmi con persone come Lei. Chiedere a me di parlare chiaramente, significa chiaramente non capire le cose più chiare. Quanto ai manipolatori di ideologie, io sono un antagonista del dogmatismo ideologico e quindi sono un suo avversario. Vada in pace e sia felice con i suoi dogmi, le sue bandiere, i suoi diktat ecc. ecc.

  • Paolo, quel Sandro deve essere un cecchino amico intimo di Deriu…

  • Ma perché continua a smarcarsi dai fili della politica regionale? Perché non ammettere (chiaramente scrivo a Lei ma mi rivolgo alla classe) che un potere psda’z, PDL o PD su una ASL o su un qualsiasi altro Ente coinvolge anche gli esponenti di questo o quel partito? Parlate chiaramente, tanto ormai tutto è lecito, tutto è stato sdoganato, penso che gli elettori abbiano capito il Vostro essere Pirandelliano. Beffe? Sono d’accordo! Siete dei manipolatori di IDEOLOGIE, di credo politici ridotti a miseri argomenti da bar.Cosa ci propone per il 2013? Parlerà ancora Sardo? La aiuto nella risposta:” Caro anonimo, tutto dipende da come si muove l’elettorato e se tanto mi dà tanto vedo con molto interesse la svolta a sinistra con il PD”. Quindi cari elettori che quattro anni fa’, siete saliti sopra i camion per festeggiare la ” liberazione”, scendete e correte ad riabbracciare i cari vecchi Compagni.
    La saluto, Giorgio

  • Gentile Arrubiu, l’Irap è stata portata allo 0,90% per le imprese costituite in Trentino a partire dal 2012; il quadro cui tu fai riferimento è fermo al 2011. L’agevolazione dura cinque anni. Se l’impresa sta versando contributi per la Cassa integrazione ha diritto a un’altra riduzione dello 0,46%.Hanno poi diritto a portare in detrazione dalla base imponibile dell’Irap: le somme corrisposte ai dipendenti del settore privato legate ad incrementi della produttività; il valore nozionale del nuovo capitale proprio.

  • Egregio Sandro, di fronte alla sua ignoranza e faziosità anche un asino annichilirebbe. È disinformato perché ragiona per schemi, schemini e schemetti.Lei, come i migliori italioti, sceglie i nemici prima di conoscerne le ragioni. Che dirle? Buona fortuna, continui così, divida la vita con la riga e la squadra, scriva alla lavagna i cattivi e sprechi la sua esistenza in queste pratiche oscillanti tra l’odio e il rancore.
    Quanto al mio adoperarmi per risolvere le situazioni di cui parlo, gli atti da me svolti sono pubblici, da ultimo la risoluzione sulle zone franche ma, prima, tutte le iniziative volte a far sì che la Sardegna non rimanesse indietro alle altre regioni italiane rispetto all’attuazione della legge sul federalismo fiscale. Io ho certamente fatto molte cose, altri non possono dire la stessa cosa, sia che siedano in maggioranza o che stiano all’opposizione.
    Sul Project: solo una grandissima testa di uovo può dire che io sono in qualche modo responsabile di qualche cosa rispetto al project di Nuoro. Io ne sono stato e ne sono ancora un fiero avversario. Agli atti di questa legislatura ci sono interrogazioni eloquenti in tal senso e denunce sulla stampa e altrove delle deficienze del project. Io fui il primo, e fui lasciato solo, a denunciare il coinvolgimento di importanti amministratori locali nuoresi negli assetti societari della società di progetto. Io solo denunciai l’assenza del rischio d’impresa e per primo e da solo parlai della relazione Sfirs che dichiarava più conveniente, rispetto al project, un prestito presso la Cassa depositi e prestiti, al netto del presunto rischio d’impresa. Quando importanti esponenti sardisti assunsero la guida della Asl, scrissero atti importanti all’amministrazione regionale, la quale non rispose mai. Noi denunciammo il grande rischio di sprechi nell’accordo stipulato col project sugli elettromedicali. Ma ci fu una grande protezione di importanti settori dello Stato verso l’ambito sociale che aveva generato e voluto il project; settori così importnati da rendere vana la speranza della chiarezza su quanto era avvenuto. Nuoro, le sue connivenze, la forza del paraassitismo che cementa i vincoli tra la pubblica amministrazione e le persone più influenti della città, tutto questo si alzò a protegegre il project. Oggi, tuttavia, a suo scorno, c’è da registrare che a fronte di tutti gli atti di approvazione del project da parte della giunta Soru, si registra l’unico atto di questa Giunta che boccia la rimodulazione (in aumento) del project.
    Quanto alla continuità territoriale, legga le carte su chi in Consiglio regionale sta difendendo la Sardegna dagli oligopoli, a meno che Lei non voglia viaggiare ad ogni costo, anche da schiavo della Tirrenia e di Meridiana.
    A differenza di quello che Lei pensa, io non ho mai mosso un filo della politica regionale, né in questa né nella precedente legislatura, e lo sanno tutti, compagni di destra e di sinistra; ma capisco che a un ignorante come Lei riesca difficile comprendere una posizione originale e distinta in Consiglio regionale come è la mia. Studi, signor Sandro, si applichi, cerchi di capire e di non ripetere come i pappagalli quattro schemi inutili e datati che rovinano l’intelligenza e fanno male alla salute.

  • Buongiorno, mi permetto di farLe osservare che:

    lei e il su PSD’Az è al Governo della regione, quindi la smetta di dire cosa BISOGNEREBBE fare, e si adoperi per farlo;

    lei ed il governo regionale di cui fa parte avete salvato il Project Financing di Nuoro, ed ora volete evitare che Olbia si qualifichi come terzo polo sanitario della Sardegna;

    Infine, voi sardsti, con quel genio dell’Assessore Solinas avete mandato a carte e quarantotto quel poco di continuità territoriale che avevamo.
    Insomma, da come si esprime, Lei sembra sempre all’opposizione, mentre sanno tutti che Lei è uno di quelli che muovono i fili della politica regionale

  • Spero di sbagliarmi ma sul sito di Trentino Riscossioni S.p.A.(ndr.in Trentino hanno mandato Equitalia a cag..re) risulta una cosa diversa e cioè che l’aliquota dello 0,90% vale solo per il settore agricolo.
    Menzus de nudda ma non mi paret chi simos precisos.
    http://www.trentinoriscossionispa.it/portal/server.pt/community/irap/226/aliquote_di_imposta/6108

  • Un grandissimo incontro che ha riportato finalmente i sardisti alla serietà del PSD’AZ de e prima ancora, gli anni ’80. Un congresso di proposta come non succedeva da anni, un congresso non narcotizzato, per il quale dobbiamo ringraziare Paolo e il nostro segretario Giovanni.
    I SARDISTI hanno dimostrato quanto il lavoro, la serietà, la voglia di fare possano sconfiggere la logica da partitino del 4%.
    Ne avevamo bisogno!
    A dispetto di Puntorzu (alias…….) che non essendoci, ha ricevuto informazioni sbagliate.
    E ora, avanti per il 22!

  • Femu lu muru a Santu Teodoru. E’ l’aforisma con cui i galluresi perimetrano il loro territorio sottraendolo al resto della Sardegna.La zona franca, per loro, non sfugge a questa regola. I sardisti vogliono altro, vogliono la Zona Frana integrale perchè in Sardegna la fame è presente in ogni dove. E la Zona Franca è la sola risposta oggi in campo contro la miseria. Altre ricette incardinate sulla spesa pubblica sono un esercizio retorico, una presa in giro. Per il semplice motivo che le casse pubbliche sono vuote, è insomma finita la cuccagna.
    Il popolo sardo vive in una bolla, dentro una fiction dalla quale bisogna farlo uscire. Non è semplice perchè la mala politica opera in direzione opposta. La guerra in atto in queste ore per le candidature alle poitiche italiane è illuminante. Non si combatte sulla qualità dei contenuti a difesa degli degli interessi generali ma semplicemente per la conservazione del privilegio dei singoli. E prometteranno, come sempre, di tutto. Ribelliamoci!

  • Ho vissuto l’eperienza dei 2 anni. “10 giorni di tempo per l’istruttoria” sarebbe un sogno. Invece, come in Trentino, dovrebbe essere la normalità!
    Un caro saluto

    Sergio

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