Vademecum per i deputati sardi: la Camera dice in documenti ufficiali che Fitto vi prende per il naso

10 settembre 2011 14:4914 commentiViews: 124

asinello-sedutoIl Ministro (Buio) Fitto ha rassicurato che anche la Sardegna godrà dei vantaggi per la spesa dei fondi Fas, dei cofinanziamenti Ue e delle Risorse liberate, che lui ha garantito all’area vasta della sua Puglia.
La legge in approvazione non comprende la Sardegna e punto.
Giacché ci sono ancora quelli che sono pronti a bere qualsiasi fandonia, suggerisco ai deputati sardi di maggioranza di leggere quanto riporta l’Ufficio Studi della Camera dei Deputati nella documentazione predisposta per i Deputati per l’esame della legge.

Ecco il link.

Giacché però l’informazione è pigra in Sardegna, eccovi di seguito l’art. 5bis e la spiegazione contenuto nel testo della Camera. Si noti che i funzionari della Camera dicono chiaramente che si tratta di una deroga al Patto di stabilità ed esplicitano che la norma fa riferimento non solo esclusivamente alle regioni dell’obiettivo convergenza e le esplicitano, ma anche esclusivamente ai commi 126 e 127 dell’art.1 della legge 220/2010 (Patto di stabilità) che appunto disciplinano solo ed esclusivamene il Patto per le regioni aa statuto ordinario, non per quelle a statuto speciale come la Sardegna; al punto che i funzionari fanno notare cche potrebbe non rientrarci neanche la Sicilia.

Articolo 5-bis
(Sviluppo delle regioni dell’Obiettivo convergenza e realizzazione del Piano Sud)

1. Al fine di garantire l’efficacia delle misure finanziarie per lo sviluppo delle regioni dell’obiettivo convergenza e l’attuazione delle finalità del Piano per il Sud, a decorrere dall’anno finanziario in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la spesa in termini di competenza e di cassa effettuata annualmente da ciascuna delle predette regioni a valere sulle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, sui cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale, nonché sulle risorse individuate ai sensi di quanto previsto dall’articolo 6-sexies del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, può eccedere i limiti di cui all’articolo 1, commi 126 e 127, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, nel rispetto, comunque, delle condizioni e dei limiti finanziari stabiliti ai sensi del comma 2 del presente articolo.

2. Al fine di salvaguardare gli equilibri di finanza pubblica, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale e di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano da adottare entro il 30 settembre di ogni anno, sono stabiliti i limiti finanziari per l’attuazione del comma 1, nonché le modalità di attribuzione allo Stato ed alle restanti regioni dei relativi maggiori oneri, garantendo in ogni caso il rispetto dei tetti complessivi, fissati dalla legge per il concorso dello Stato e delle predette regioni alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per l’anno di riferimento.

SPIEGAZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

L’articolo 5-bis, introdotto al Senato, reca una deroga in favore delle regioni ricomprese nell’Obiettivo convergenza ai limiti di spesa introdotti dalla disciplina del patto di stabilità interno per le regioni a statuto ordinario stabiliti dall’articolo 1, commi 126 e 127, della legge 3 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) relativamente alla spesa in termini di competenza e di cassa effettuata annualmente da ciascuna regione a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione sociale, sui cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale, nonché sulle risorse del Fondo infrastrutture.

La legge di stabilità 2011, all’articolo 1, commi 126-127, stabilisce gli obiettivi di risparmio per le regioni a statuto ordinario. Il complesso delle spese finali di ciascuna regione, considerate sia in termini di competenza che di cassa, non può essere superiore, per ciascuno degli anni 2011-2013, alla media delle corrispondenti spese finali del triennio 2007-2009 ridotta delle seguenti percentuali:

– per l’anno 2011 del 12, 3% (competenza) e 13,6% (cassa)

– per l’anno 2012 del 14,6% (competenza) e 16,3% (cassa)

– per l’anno 2013 del 15,5% (competenza) e 17,2% (cassa)

Il comma 128 specifica le modalità di calcolo della media della spesa finale del triennio 2007-2009, mentre il comma 129 esclude dal computo alcune tipologie di spesa, tra cui le spese correnti e in conto capitale per interventi cofinanziati correlati ai finanziamenti dell’Unione europea, con esclusione delle quote di finanziamento statale e regionale (lett. c).

Si ricorda che gli obiettivi di risparmio sopra esposti sono funzionali alla riduzione dei trasferimenti erariali disposta nei confronti delle regioni a statuto ordinario dall’articolo 14, commi 1 e 2, del decreto legge n. 78/2010 (convertito con modificazioni dalla legge n. 122/2010) pari a 4.000 milioni di euro nel 2011 e a 4.500 milioni di euro a decorrere dal 2012.

Tale deroga è finalizzata al fine di garantire l’efficacia delle misure finanziarie per lo sviluppo delle regioni dell’Obiettivo convergenza e l’attuazione delle finalità del Piano per il Sud.

In base alla programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali comunitari nell’obiettivo Convergenza (aree in cui il PIL procapite risulta inferiore al 75 per cento della media comunitaria), sono incluse, per l’Italia le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Nell’ambito dello stesso obiettivo si aggiunge la regione Basilicata, che beneficia di un regime transitorio di sostegno (c.d. di phasing-out) per favorirne l’uscita dall’obiettivo.

Si osserva che mentre nell’obiettivo Convergenza sono considerate le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, nonché la Basilicata in regime di phasing out, il richiamo ai commi 126 e 127 della legge di stabilità 2011 potrebbe escludere la Sicilia, in quanto i predetti commi si riferiscono alle regioni a statuto ordinario, mentre per la Sicilia, come per le altre regioni a statuto speciale, la medesima legge di stabilità rinvia al c.d. patto concordato e fissa specifici obiettivi di risparmio.

Per le regioni a statuto speciale, la disciplina del patto di stabilità è dettata dalla legge di stabilità 2011, art. 1 commi 131-134, 136-137 e 139. In particolare per ciò che attiene alla norma in esame, il comma 132 conferma la necessità della definizione dell’intesa tra ciascun ente e il Ministero – da raggiungere entro il 31 dicembre di ciascun anno precedente – per determinare il livello complessivo delle spese e dei pagamenti, anche se – contrariamente a quanto avveniva in passato – la misura del concorso agli obiettivi di finanza pubblica è già determinato. Il comma 131, infatti, determina la ripartizione tra gli enti delle somme complessive di contributo agli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dall’art. 14, comma 1 lett. b) del decreto legge 78/2010, in 500 milioni di euro per l’anno 2011 e 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013. La Tabella 1 allegata legge di stabilità (concordata con le regioni interessate) reca, per ciascuna regione e provincia autonoma, la quota di risparmio da realizzare per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013. Ciascuna regione e provincia autonoma dovrà ridurre il proprio tetto di spesa tendenziale della somma indicata in tabella. Il tetto di spesa tendenziale deve essere considerato come da osservanza del patto di stabilità degli esercizi precedenti. Per la Sicilia questa somma è pari a 198,5 milioni di euro per il 2011, e 397,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013.

Ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica il comma 2 prevede che i maggiori oneri derivanti dalla deroga ai tetti di spesa fissati dalla legge per il patto di stabilità interno in favore delle regioni dell’Obiettivo convergenza, debbano essere compensati attraverso l’attribuzione allo Stato ed alle restanti regioni dei relativi maggiori oneri. In particolare il comma specifica che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, e di intesa con la Conferenza permanente Stato-regioni, da adottarsi entro il 30 settembre di ogni anno, sono stabiliti i limiti finanziari, nonché le modalità di attribuzione allo Stato e alle restanti regioni di tali oneri.

Come evidenziato nella Relazione tecnica la norma non determinerebbe infatti effetti finanziari negativi, in quanto la deroga “è operata solo a fronte di cessione facoltativa di spazi finanziari da parte dello Stato e/o delle regioni e per un importi agli eventuali spazi finanziari ceduti.”

Per quanto riguarda le risorse considerate in deroga dalla disposizione in commento si tratta di quelle relative a:

§ Fondo per lo sviluppo e la coesione sociale: previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88[135], in sostanza risulta essere la nuova denominazione del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)[136]. Si ricorda che con il D.L. n. 185/2008 (legge n. 2/2009), all’articolo 18 il FAS è stato ripartito in tre Fondi settoriali, al fine di favorire la concentrazione delle risorse nazionali disponibili destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate su obiettivi considerati prioritari per il rilancio dell’economia italiana:

– Fondo infrastrutture (cfr infra);

– Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale;

– Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

Conseguentemente le residuali risorse del Fondo sono destinate agli interventi delle Amministrazioni regionali.

Per il periodo di programmazione 2007-2013 erano stati stanziati inizialmente risorse FAS pari a 63,3 miliardi. A marzo 2009 alcune delibere del CIPE hanno provveduto a ripartire le risorse residuali disponibili (52,4 miliardi) nella seguente misura:

§ 27 miliardi alle Amministrazioni regionali, per la realizzazione dei Programmi di interesse strategico regionale, nella quota di 21,8 miliardi al Mezzogiorno e 5,2 miliardi al Centro-Nord;

§ 25,4 miliardi alle Amministrazioni centrali. Il riparto delle risorse FAS tra i tre Fondi è stato effettuato dal CIPE, nei seguenti importi:

– Fondo infrastrutture: 12,4 miliardi;

– Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale: 9 miliardi;

– Fondo sociale per l’occupazione e la formazione: 4 miliardi.

Rispetto al quadro programmatico degli interventi a valere sulle risorse del FAS definito dal CIPE per le annualità 2007-2013, nel bilancio di previsione dello Stato per gli anni 2011-2013 (legge n. 221/2010) e nella legge di stabilità per il 2011 (legge n. 220/2010) sono riportate le autorizzazioni pluriennali di spesa per 44,9 miliardi, così ripartiti: 9,1 miliardi per il 2011, 7,1 miliardi per il 2012 e 13,9 miliardi per il 2013. Ulteriori 14,8 miliardi sono relativi al 2014 e anni successivi.

§ Cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale: si tratta in gran parte delle risorse del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie, istituito con lalegge 16 aprile 1987, n. 183 presso il Ministero dell’economia e delle finanze, è finalizzato a garantire il coordinamento degli interventi previsti dalla normativa comunitaria con quelli degli altri strumenti nazionali di agevolazione, e il proficuo utilizzo dei flussi finanziari destinati all’attuazione delle politiche strutturali. Il Fondo, la cui funzione è quella di affiancare le risorse nazionali cofinanziate (unitamente ad altre risorse nazionali, quali ad esempio quelle iscritte sul Fondo per le aree sottoutilizzate) a quelle che l’Unione europea destina a ciascun paese membro per gli interventi relativi alla politica di coesione, in particolare attraverso i fondi strutturali, viene annualmente rifinanziato dalla legge di stabilità, al fine di iscrivere in bilancio le quote annuali di cofinanziamento nazionale. A seguito dei rifinanziamenti autorizzati dalle leggi finanziarie degli ultimi anni, nel bilancio di previsione per il 2011 (legge n. 221/2010) sono stanziate sul Fondo di rotazione risorse pari a 5,3 miliardi per il 2011, a 5,5 miliardi per il 2012 e a 5,5 miliardi per il 2013.

§ Fondo infrastrutture, istituito ai sensi del D.L. n. 112/2008 nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, destinato al finanziamento, in via prioritaria, di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale, comprese le reti di telecomunicazione e le reti energetiche, alla messa in sicurezza delle scuole, alla realizzazione di opere di risanamento ambientale, all’edilizia carceraria, alle infrastrutture museali ed archeologiche, all’innovazione tecnologica e alle infrastrutture strategiche per la mobilità. Il Fondo infrastrutture viene ripartito dal CIPE, su proposta del Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e trasporti, sentita la Conferenza unificata. Lo schema di delibera è trasmesso al Parlamento per il parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Si ricorda che il programma degli interventi da finanziare attraverso il Fondo infrastrutture è presentato annualmente in allegato al Documento di economia e di finanza.

Oltre al completamento delle verifiche previste dalla delibera del CIPE n. 79 del 30 luglio 2010, relativa alla ricognizione delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate 2000-2006 ancora disponibili, il Piano per il Sud, approvato dal Consiglio dei ministri il 26 novembre 2010, verrà realizzato attraverso le seguenti fasi:

§ l’avvio della riprogrammazione dei fondi per il Sud di fonte nazionale e comunitaria, secondo distinte modalità successivamente definite con la delibera CIPE n. 1 del 2011;

§ l’approvazione del decreto legislativo di attuazione dell’articolo 16 della legge n. 42 del 2009: decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, recante “Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali”;

§ l’adozione del decreto interministeriale di attuazione dell’articolo 22 della legge n. 42 del 2009: decreto interministeriale 26 novembre 2010 sulla perequazione infrastrutturale.

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14 Commenti

  • Si sa Camera at aprovadu su chi narat Antonella mi ndhe allegro meda de mi èssere irballadu. Ca de leadas in ziru cun sa política de Campacavallo semus mortos e sortos e za nos bastat su chi amus connotu fintzas a como e ndhe avassat pro sas generatziones de Sardos chi ant a sighire a nàschere puru, si no noche isperdimus innanti.

  • Onorevole se per caso le capita di vedere il Presidente Cappellacci (mi hanno detto che sta troppo da solo a Villa Devoto) gli dica che è un OMISSIS , senza offese…

    (ANSA) – CAGLIARI, 14 SET – Passano con il via libera del governo gli ordini del giorno separati presentati alla Camera da centrodestra e centrosinistra che impegnano il governo a tradurre in termini concreti, e immediatamente operativi, l’accesso ai fondi comunitari per la Sardegna. Per l’Isola, dunque, la certezza di restare nell’ambito delle otto Regioni destinatarie del Piano per il Sud, senza alcuna distinzione tra Regioni a Statuto ordinario e speciale, come invece indicato nell’art 5 bis della manovra anticrisi. Soddisfatto il governatore Cappellacci: “l’unita’ premia”. (ANSA).

  • Nessuno lo nega ma non é che con la forza che si risolvono i problemi, siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo prendere atto che lo Stato italiano da noi pretende ma non da per cui non dobbiamo più sentirci obbligati a dare ma dobbiamo essere pronti ad autogovernarci, ad essere indipendenti! Ps Oggi un mio collega ha proposto un’annessione alla corsica e tutti gli altri hanno risposto no da soli, forse i tempi stanno veramente maturando, Deus bollada

  • Antonio Satta Tola

    Io penso che se qualcosa ci spetta di diritto e colui che ce la deve dare (lo Stato Italiano) non ce la da, noi ( Sardi) siamo autorizzati a prendercela anche con la forza, se ciò dovesse essere neccessario, e questo si dovrebbe verificare quando la controparte non fa il proprio dovere e così facendo lede i nostri diritti. Se noi abbiamo dei doveri sicuramente abbiamo anche dei diritti, questo mi pare innegabile!

  • Niente di nuovo sotto il sole, la Sardegna continua ad essere considerata come una cassa piena di dobloni dedtinata ad essere abbandonata nel mare in tempesta una volta che è stata svuotata del suo contenuto. ancora una volta veniamo abbandonati a noi stessi dov’è la novità?
    Siamo sempre più poveri e sempre più pochi non è più tempo di piangerci addosso perchè non ci danno quello che ci spetta di diritto ma è il momento di rimboccarci le maniche e di lavorare tutti insieme perchè i nostri paesi dell’interno e con loro l’intera isola non muoiano ma rinascano. In Sardegna, e soprattutto nei piccoli paesi c’è una qualità della vita altissima ma manca il lavoro i giovani scappano e di conseguenza non nascono bmbini è un girone infernale dal quale si può uscire solo puntando sulle nostre forze e sulle nostre eccellenze!
    Nei piccoli centri si chiudono le scuole, se mia iglia dovrà viaggiare per frequentare le scuole elementari voglio che frequenti scuole eccellenti, perchè non creare in Sardegna delle scuole primarie modello simili alle scuole private e costosissime in modo che i nosri bambini siano veramente preparati e non dei diplomati semi-analfabeti come purtroppo sono? si spendono inutilmente tnti soldi pubblici per arginare la dispersione scolastica con risultati pari a zero, non si potrebbero usare gli stessi soldi per creare dei poli d’istruzione di altissimo livello nella Sardegna centrle? non si potrebbe puntare non sulla grande industria ma su piccole imprese specializzate in prodotti d’eccelleza gestite da sardi e con maestranze sarde? Abbiamo bisogno di una speranza ma la speranza la possiamo trovare solo in noi

  • Certo che la questione del PPR…

  • Caro Paolo,
    C’è bisogno di mettersi in una posizione di forza davanti al governo nazionale. Come fare è semplicissimo e suppongo che tu lo sappia bene. Il presidente della Regione si dimette. Poi, da dimissionario, va a parlare con il governo e con Fitto dei problemi della Sardegna. Sono convintissimo che a Roma cambierebbero subito atteggiamento. Percheé non lo fa? Cosa c’è che ferma lui e voi da prendere una posizione cosi seria? Siccome la situazione della Sardegna e’ drammatica e’ giusto che il comandante si metta in discussione. Probabilmente di fronte a scenari simili qualcuno a Roma muoverebbe il sederino!

    Saluti

  • questo governo nazionale è identico al regionale sardo come composizione dei partiti politici con in più il PSAD’AZ. Fitto è un povero imbroglione? Cappellacci est unu babbeo? ( detto Lui). Mandate un segnale a Roma ed ai deputati sardi: stacchi la spina a questa maggioranza! gli orizzonti futuri sono molto più larghi di quanto creda. A si biri!!!

  • Io chiederei a Bruno Murgia, che mi sembra uno che una testa pensante e che, a quanto so, che segue questo sito, che gliene pare.

  • Giuseppe Bellu

    Ecco comunque i nostri eroi (se qualcuno è stato eletto in altre circoscrizioni qua non lo trovate):

    CICU Salvatore
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    COSSIGA Giuseppe
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    MURGIA Bruno
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    NIZZI Settimo
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    PILI Mauro
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    PORCU Carmelo
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    TESTONI Piero
    POPOLO DELLA LIBERTA’

    VELLA Paolo
    POPOLO DELLA LIBERTA’

  • Giuseppe Bellu

    Uno dei più illustri deputati eletti in Sardegna mi pare sia Luca Barbareschi…siamo fritti ragazzi!

  • trovo difficoltà nel reperire in rete l’elenco aggiornato e completo dei deputati sardi, che andrebbero tallonati dai loro elettori in simili circostanze. Qualcuno può aiutarmi?

  • ma il voto alla Camera sarà palese, in modo che gli elettori vengano a sapere come avrà votato ciascun onorevole, o segreto?

  • Si vabbè Fitto prende per il culo i deputati sardi… ma il nostro presidente della regione che dalla Home Page prende atto delle rassicurazioni di Fitto… Chi è più OMISSIS? Cappellacci o i deputati sardi?

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