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Università: e adesso neanche una parola per il popolo iraniano?

Posted on 10 Gennaio 202610 Gennaio 2026 By Paolo Maninchedda 21 commenti su Università: e adesso neanche una parola per il popolo iraniano?

Siccome io faccio parte di una università, anzi meglio, lavoro per una università, che ha sentito l’impulso zelante di produrre uno zelante documento di embargo della collaborazione con gli Atenei israeliani, nel quale Hamas viene definito “gruppo armato radicale”, e non “organizzazione terroristica” come vorrebbe l’Unione Europea, mi chiedevo se qualche direttore/direttrice di Dipartimento, che siede in Senato accademico, possa sentire il dovere di proporre un nuovo documento, questa volta però a favore del popolo iraniano, che da tredici giorni è in piazza per protestare contro la dittatura e contro la fame.

Ovviamente non accadrà, perché il popolo iraniano non è dalla parte giusta della storia, dove invece per definizione si troverebbero Hamas e gli ayatollah ossessionati dai capelli sciolti delle donne almeno quanto dagli Stati Uniti.
Il problema generale e culturale che si pone è se possa essere ancora credibile chi ha a cuore la sua parte, spesso irrazionalmente scelta, più della verità e della giustizia. Ciò che mi ha sempre tenuto lontano dalla Destra e dalla Sinistra italiane è proprio la faziosità come criterio di identità e, di conseguenza, come nuova divinità pagana alla quale sacrificare ogni sforzo di libertà, di equilibrio, di giustizia. Oggi vedere il silenzio delle fazioni italiane (che si sono scannate sulla Palestina, riuscendo, peraltro, a costruire il migliore alibi possibile per le atrocità di guerra israeliane) dinanzi alle repressioni in atto contro un popolo che non ne può più di teocrazia e terrore, fa il paio con l’imbecillità di chi ha paragonato Maduro a Aldo Moro. Ciclicamente gli italiani si stancano della liberal-democrazia e si affidano ai fanatici, che chiedono il sacrificio della vita per le idee, ma poi, il più delle volte, chiedono il sacrificio di molte vite, fuorché la propria, perché loro possano conquistare il potere.

Libertà, Vetrina

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Comments (21) on “Università: e adesso neanche una parola per il popolo iraniano?”

  1. Antonio ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 14:04

    Attualmente l’università di Cagliari collabora con le università Iraniane? allora al primo senato accademico utile si proclami l’embargo, altrimenti facciamo come quei piagnucoloni che vengono intervistati ogni due per tre dai giornali a tiratura nazionale, o che conducono programmi in prima serata per dire “non si può più dire niente”. Inoltre condivido in toto quanto detto da Camilla S.G.

  2. Enrico D. ha detto:
    11 Gennaio 2026 alle 20:14

    Gentile Maninchedda, tutto sommato i suoi colleghi cagliaritani si sono limitati. Guardi il documento predisposto dal Comitato UniSS per la Palestina. Di Hamas non c’è neppure traccia:
    https://www.facebook.com/pontinonmuri/posts/mozione-uniss-di-condanna-del-genocidio-e-dellapartheid-in-palestina-il-comitato/1169567588622240/

  3. Mike ha detto:
    11 Gennaio 2026 alle 17:37

    Che dire Professore, condivido pienamente quanto evidenziato nella sua analisi! La domanda è perché? Premesso che da una parte c’è un popolo avversato e sottomesso che cerca di liberarsi dal giogo dell’oppressione, dall’altra c’è il cinismo dei tiranni; succede però che molti intellò ribaltino la questione e definiscano ultrademocratici i tiranni e antidemocratici i popoli oppressi e,/o chi manifesta per loro. Detto questo succede che le manifestazioni dei soliti noti (pro-tutto alias no-tutto) siano a favore dei regimi (Venezuela, Iran, Corea del nord, Cina, Russia etc) ma mai a favore del popoli oppressi. Torno sul pezzo. Cito la frase di un post di Bernard-Henry Lévy “In Iran, la più grande rivoluzione democratica dalla caduta del Muro di Berlino. E, per il momento, l’opinione pubblica guarda dall’altra parte. Perché?” Sembrerebbe che la rivoluzione in atto oggi in Iran non faccia audience, Perché? È un popolo oppresso, ma mai una manifestazione a sostegno, Perché? Hanno massacrato Masha Amin e quant’altre manifestanti e di contro manco una manifestazione solidale, Perché? Perché: “TUTTI ZITTI SUGLI AYATOLLAH?” Quale è il motivo de: “La lunga triste storia della benevolenza d’Occidente con l’Iran. “”POURQUOI?””” , chiede Bernard-Henry Lévy! Ad maiora!

  4. Antonello Cannas ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 19:45

    Il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari ha rigettato ad ampia maggioranza la mozione di cui lei parla nell’articolo

  5. Alessandro ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 19:04

    Cara Camilla S. G. “Deo gratias” in questa pagina non mi sembra nessuno sia stato messo a tacere, viceversa ho visto spesso affermazioni confutate, e fare ciò mi sembra il sale di un rapporto civile e democratico. Ovviamente ognuno sostiene le sue posizioni; ma dire che quanto accade in Persia sia in fase embrionale mi sembra un falso. La morte di Mahsa Amini risale al settembre 2022 (l’attacco dei terroristi di Hamas alla popolazione di Israele -per lo più inerme- è dell’ottobre 2023), e quanto accade oggi è un’evoluzione cruenta di quei fatti: alla privazione decennale della libertà si è sommata la fame e li si sono scatenati i commercianti che si sono uniti a chi già protestava per come poteva.
    per quanto poi riguarda la questione palestinese nasce che lo si voglia o no (e i terroristi di Hamas hanno estremizzato crudemente il concetto) dal rifiuto da parte dei così detti palestinesi della risoluzione 181 in quanto riconosceva al popolo ebraico il diritto di avere un proprio stato in Giudea.
    Con ciò è palese che i deboli (tutti) vadano sempre difesi, incluse le decine di migliaia di cristiani costretti (con le “buone” o con le cattive) ad abbandonare Gaza negli ultimi 20 anni dai terroristi di Hamas.

  6. Antonio ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 18:43

    Giustiscia…..ma non in domo…

  7. Ariovisto ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 17:48

    Il grande popolo persiano attende che un missile americano cancelli il predominio dei preti sanguinari.

  8. Camilla S.G. ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 15:26

    Professore, la stimo tanto e non intendo discutere qua in modo polemico. Ho evidenziato un problema e sono stata messa a tacere con la scusa d’esser stata “assertiva” (=credo in ciò che dico) e “faziosa” (=solidarizzo per i più fragili). Non è più probabile che l’università non abbia ancora preso posizione, e lo dico davvero senza voler provocare, sull’Iran perché si tratta di un evento in fase embrionale? La questione palestinese è nota dalla famosa nascita dello Stato di Israele, e la stessa università è arrivata a bloccare le collaborazioni con gli atenei israeliani dopo mesi e mesi, se non anni, di dibattiti interni forti e rispettosi. Si giungerà magari allo stesso obiettivo pure per l’Iran, dove la repressione al momento non ci mostra l’entità del fenomeno. Perché dobbiamo sempre ragionare nell’ottica che un fenomeno escluda l’altro? Fosse per me, condannerei sia Israele, sia il gruppo armato radicale estremista (o di terroristi, dir si voglia) Hamas e il regime iraniano. Ma anche il neo-colonialismo predatorio…

  9. Sardinian Job ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 14:23

    I detrattori monoculati di uno Stato assediato da desiderosi e fattuosi della sua distruzione, non riescono a esprimere una sola ragionevole parola perché codesti (detrattori) hanno la (s)fortuna di non vivere una situazione analoga.

    Non dimorano in modo abituale in un luogo dove, da un momento all’altro, può varcare la frontiera un gruppo di fanatici, armati sino ai mocassini, desiderosi di prendere in ostaggio, o stuprare e macellare, i propri figli.

    Ecco, forse costoro, devoti a San Tommaso, dovrebbero espatriare e trasferire la proprie agiate natiche in un luogo dove quanto sopra è nelle concrete possibilità di accadimento.

    Se anche poi dovessero, malauguratamente, fare ritorno in patria, la speranza è quella di non doverli più sentire sproloquiare dall’agio delle proprie argillose (in)certezze!

  10. Antonio Ninchi ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 14:14

    Caro Prof.,il Popolo iraniano non fa breccia nel cuore della sinistra, come non faceva breccia la sofferenza dei Venezuelani con Chavez e poi con Maduro. Anche la destra non è impeccabile, ne convengo. Ma le enormi idiozie della sinistra restano inarrivabili! Maduro uguale Aldo Moro è solo l’ultima (spaventosa) castroneria partorita dalle menti malate dei cosiddetti progressisti. Un dubbio: siccome molti studenti pare stiano sventolando la Bandiera dell’Iran dello Scià, non sarà che per i compagni siano anch’essi dei “traditori”, come sarebbero “traditori” i Venezuelani antiMaduro secondo un demente di sindacalista Cgil visto su YouTube?

  11. grillotalpa ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 14:11

    Il minestrone è sempre un ottimo alimento
    Riscalda la “pancia” delle persone e rilassa l’ipotalamo
    Non importa poi se gli ingredienti vengano mischiati a piacere e senza un ordine logico

  12. Gaia ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 13:04

    Sono completamente d’accordo con quanto scritto.
    Grazie davvero per aver dato voce anche a chi non è allineato. Leggere voci fuori dal coro, soprattutto in questo mondo ormai dominato dalla faziosità, da entrambe le parti, mi restituisce fiducia nella possibilità di un pensiero libero, non urlato, e ancora capace di guardare la realtà senza paraocchi.

  13. amedeo ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 12:36

    Condivido le conclusioni del prof

  14. Francesco ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 12:15

    Purtroppo a muovere le università non è stato l’amore per Gaza (in tal caso avrebbero dovuto protestare contro i terroristi islamici e tutta l’establishment internazionale che li ha protetti, compreso il “nostro” Qatar) ma l’odio diabolico, sottolineo diabolico, verso Israele. Purtroppo, una delle tante cose che fa il diavolo è illudere e ingannare le persone. E molti ci sono cascati in pieno. Ma solo perché hanno lasciato che l’odio cieco verso Israele si impadronisse di loro.

  15. Paolo ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 11:48

    Per la politica diventano problemi solo ed esclusivamente quando determinati argomenti riescono a catturare l’attenzione di un elevato gruppo di persone diventando cosi dei veri e propri escamotage per far vedere ai comuni mortali che si hanno a cuore determinate situazioni. In poche parole interessa solo ed esclusivamente l’ elettorato….

  16. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 11:39

    No, non cancelliamo l’Islam, ma aumentiamo la consapevolezza del suo contrasto con la Dichiarazione Universale dei diritti umani. I fatti culturali e sociali, perché storici, sono criticabili. Le risulta?

  17. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 11:36

    Egregia Camilla, il consueto tono assertivo dei suoi interventi non aumenta la ragionevolezza delle sue posizioni. Essere armati non significa essere terroristi. Lei non vede ciò che non vuole vedere, come tutti i faziosi: io non ho richiesto che la mia Università si esprimesse in un blog, ma ho rilevato che la mia università fa i documenti a senso unico, non per generale senso di giustizia, ma per militanza da una sola parte. Ciò la rende cieca verso le ingiustizie, quale la repressione del popolo iraniano, per la quale anche lei non spende una sola parola, che è feroce e violenta almeno tanto quanto lo sono stati gli interventi dell’esercito israeliano a Gaza. Tanto dovevo alla sua assertività irrazionale.

  18. Camilla S.G. ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 11:33

    Rispondo volentieri ad Alfio: con questi estratti scelti dovremmo ora dire “basta, cancelliamo l’Islam”? Buona fortuna, con miliardi di fedeli… La religione, quantunque criticabile, è un fatto culturale e sociale.

  19. Camilla S.G. ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 11:31

    Non vedo perché sindacare sui sofismi “gruppo armato radicale” e non “organizzazione terroristica”. Dire che Hamas è il primo e non il secondo in che modo cambia il modo di vedere le cose? La situazione mi pare sia ben chiara a tutti: le atrocità dell’esercito israeliano fuori da ogni misura come risposte a un attacco commesso da un gruppo di uomini armati (sinonimo di terroristi). E non vedo perché non esibire le rimostranze nelle sedi opportune (università, organi accademici), anziché in un blog.

  20. Alfio ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 10:33

    Alle nostre Università, alla comunità LGBTQ+ (ricordate che nei paesi islamici per voi è prevista la lapidazione fino alla morte) alle nostre femministe buone solo a inginocchiarsi col pugno in alto a comando, vorrei ricordare che la donna nell’Islam:
    È paragonata agli asini e ai cani (quest’ultimi animali impuri) e se passa vicino ad un uomo che prega la preghiera di quest’ultimo sarà annullata: Narrò Aisha: «Mi furono menzionate le cose che annullano le preghiere. Mi dissero: “La preghiera viene annullata da un cane, un asino e una donna (se passano davanti a chi prega)”. Risposi: “Avete fatto di noi (cioè, noi donne) dei cani”». (Sahih Bukhari Volume 1, Libro 9, Numero 490)
    La donna è paragonata in maniera dispregiativa ai cavalli e al malaugurio: «Il malaugurio fu citato davanti al Profeta: Il Profeta disse: “Se esiste malaugurio in qualcosa, è nella casa, nella donna e nel cavallo”». (Sahih Bukhari Volume 7, Libro 62, Numero 31)
    La testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo. Il Corano afferma infatti che ci vogliono due donne per avere l’affidabilità della testimonianza di un solo uomo: «Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra coloro di cui accettate la testimonianza, in maniera che, se una sbagliasse l’altra possa rammentarle» (Sura 2:282). Maometto spiegò il motivo di quella dottrina dicendo: “Non è la testimonianza di una donna uguale a metà di quella di un uomo?” Le donne risposero: “Sì”. Lui disse: “Questo è per la carenza d’intelligenza di una donna”». (Sahih Bukhari Volume 3, Libro 48, Numero 826).
    E’ consigliato ai mariti di picchiare le mogli disubbidienti: «Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande» (Corano 4:34).

  21. Mm ha detto:
    10 Gennaio 2026 alle 10:07

    Si. Niente per il Sudan? Per il tribolato cormo d’ Africa. E per i Curdi? Si potrebbe continuare… La selettività è dubbia. Con forza, agiamo a favore dei principi. Il mondo sarà migliore.

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