Due precisazioni

25 giugno 2011 18:541 commentoViews: 15

applausi-ovunqueIeri, venerdì, io, Renato Soru e Nanni Campus ci troviamo a Sassari a presentare il libro di Gian Antonio Stella “Vandali”. Soru finisce di parlare e io, come educatamente si fa in queste occasioni, applaudo. Lo ha fatto anche Nanni Campus. Titolo dei giornali: Maninchedda applaude Soru. In questo mondo che gode se due si dichiarano nemici acerrimi, evidentemente fa notizia l’educazione, la cortesia, l’intelligenza di ascoltarsi. Però c’è di mezzo un equivoco, che sono costretto a fugare. Io non sto politicamente con Soru. Ci separa l’idea della libertà, l’idea del rapporto tra il potere e la libertà dei singoli, l’idea positiva che la maggioranza della gente opera già per il bene, senza che vi sia bisogno di costringerla a fare il bene. Ci separa l’idea dello stato, l’idea che la costituzione italiana sia un orizzonte e non un punto di partenza da superare, l’idea dello stato sardo, a cui lui non crede, la concezione solidaristico-cristiana (e non darwinista) della vita e della società. Ci separono i rapporti politici: i miei  aperti e in evoluzione, dai Riformatori all’Udc ai Cattolici democratici a SeL (che a me interessa molto perché è movimentista e, in Sardegna, sardista), i suoi più esclusivi e interni al Pd  (almeno per ciò che sembra). Un punto in cmune: siamo entrambi anti-berlusconiani, ma anche in questo caso con una differenza: Soru non crede nello spappolamento del Pdl, che farebbe molto bene a tutti. Io invece lavoro a separare i liberali e i cattolico-liberali (onesti) dai berlusconiani lobbisti, che non sopporto né mai ho sopportato.
Quindi, in sintesi, le differenze sono tante, ma è vera una cosa: io non ho alcuna ostilità verso Soru e penso che abbia tutti i diritti di poter competere senza veti per i ruoli politici. Ma le mie idee sono in competizione (non in guerra, non necessariamente contro) con le sue.

Seconda precisazione. Nell’ultima seduta del collegato è stata discussa la proposta dell’on. Capelli di affermare l’incomulabilità dei vitalizi di consigliere regionale e di parlamentare europeo. Il voto è stato fortemente condizionato dal parere degli uffici del Consiglio regionale, comunicati all’aula dal Presidente del Consiglio, i quali hanno dichiarato che la norma, per come era stata formulata dall’on. Capelli, era inapplicabile. Volendo esprimere consenso sul principio ma non volendo votare una legge pur di votarla, sapendo che era inapplicabile, mi sono astenuto. Ovviamente c’è un quotidiano in Sardegna che ha difficoltà a capire i fatti e a raccontarli, che dunque parla di intoccabilità delle indennità. Con quale scopo? Sempre quello fascista di infangare l’infangabile per preparare l’avvento al potere dell’uomo forte.

1 Commento

  • Caro Paolo condivido quasi tutte le considerazioni che hai fatto, a iniziare da come ci si deve confrontare con tutti quelli che non la pensano come me, la considerazione che ho dei seguaci (per interesse) di Berlusconi, che prevedo non basteranno dieci anni per porre riparo ai danni che stanno causando. Non mi trovo d’accordo sulle considerazioni che fai su Soru, chi si comporta come si è comportatolui nei confronti della propria maggioranza, e del consiglio regionale, quindi di tutti i sardi che quella maggioranza e il consiglio rappresentava, lo definisco prepotente, arrogante e presuntuoso, non si può rischiare coi soldi altrui di perdere sapendo con certezza di perdere, s’è dimostrato non adatto a rappresentarci. Saludos

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