Una legge per far rispettare la legge trasformata dai giornali in un emendamento taumaturgo

2 giugno 2013 08:213 commentiViews: 7

Dunque: in Parlamento un gruppo di parlamentari (più esattamente due, Francesco Sanna e Silvio Lai) mette nell’ennesimo decreto legge l’ennesima norma che dovrebbe portare il Governo a rispettare la legge, cioè a rispettare l’adeguamento del tetto dei pagamenti e degli impegni del Patto di stabilità al volume delle nuove entrate previsto dalla Finanziaria 2007 per la Sardegna e mai entrato in vigore.
Che cosa prevede l’emendamento? Esattamente ciò che già prevede la legge 42/2009 all’art.27, e cioè che il Governo e la Regione (secondo l’emendamento entro 120 giorni, cioè entro febbraio……. a babbo morto) si siedano (come già avviene in Commissione paritetica) e negozino l’innalzamento e l’adeguamento dei tetti del Patto di stabilità al nuovo regime delle entrate ( la modalità pattizia di determinazione dei tetti del Patto è già prevista dal comma 454 della Legge di stabilità 2013).
Personalmente avrei fatto anche altro: per esempio avrei valutato se estendere alla Sardegna ciò che è già stato negoziato e inserito in legge per il Trentino (L.191/2009, articoli 106-125) e/o per il Friuli (Legge di stabilità 2011, art. 1, commi 154-155), ma ciò che importa è la ratio dell’emendamento dei due parlamentari: la ratio è tentare di dare forza a una Regione che non riesce a essere forte e credibile nel negoziato. Non a caso Silvio Lai oggi dichiara che se anche dovesse passare l’emendamento, tutto poi dipenderà dalla capacità negoziale della Regione….. Insomma, i parlamentari sanno che stanno soltanto tentando di dare una mano come possono.
Invece, i giornali sardi hanno creato in questi giorni il nuovo feticccio-salvasardegna: l’emendamento taumaturgo che si rivelerà, andando bene, o una piccola soddisfazione o una grande delusione o tutte e due le cose insieme. Abbiamo un’informazione emotivo-emozional-grottesca, che immagina di godere del potere divino di pronunciare le cose e di vederle accadere. Una bufala al giorno toglie l’ansia di torno: oggi l’emendamento, domani la zona franca de’ noatri, dopodomani la benzina gratis per tutti, fra tre giorni i cardi nel serbatoio al posto della benzina, fra quattro giorni la proclamazione unilaterale che la Sardegna è Atlantide riemersa, fra cinque che le patate di Gavoi sono il più potente antidepressivo della terra e così via a parlare, parlare, stupire, incantare, e spararne ogni giorno una anziché lavorare ogni giorno a risolvere problemi, produrre conoscenza, produrre beni senza consumare la Terra, occuparci seriamente gli uni degli altri.

3 Commenti

  • Antonello M

    Ehhh, ci fosse un mezzo indipendente per entrare nelle case della gente a fargliele sapere certe cose. L’informazione è in mano ad altri senza possibilità paritaria di replica. Gino Paoli cantava “eravamo quatto amici al bar che volevano cambiare il mondo”

  • Ascoltando l’Angelus di oggi mi è venuto in mente un parallelo con l’atteggiamento dei due politici che hanno proposto l’ennesima norma che dovrebbe portare il governo a rispettare l’adeguamento del tetto dei pagamenti e degli impegni del patto di stabilità al volume delle nuove entrate previsto dalla Finanziaria 2007 per la Sardegna e mai entrato in vigore. Una norma la cui efficacia, come ha sottolineato lo stesso Lai, dipende comunque da altri, e in particolare dalla capacità negoziale della Regione. Il prof. da parte sua interpreta questa posizione come consapevolezza dei due politici di stare tentando di dare una mano come possono. Egli stesso però ha evidenziato la possibilità esistente, individuata da lui e quindi esistente anche per i due Lai e Sanna, di fare molto di più per la drammatica situazione isolana. Ma quale è il parallelo con l’Angelus di oggi? Oggi il Papa ha parlato del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Davanti ad una folla che è stata ad ascoltare Gesù per tutta la giornata, gli apostoli si pongono il problema del fatto che essa è certamente affamata, e suggerisce a Gesù di liberare la folla, di modo che possa andare a trovare del cibo nei villaggi vicini. Gesù risponde loro di dare loro da mangiare alla gente, che la soluzione non può e non deve essere sciogliere la folla perché possa arrangiarsi, ma che ci si deve fare carico delle necessità altrui e che si deve fare tutto quanto è possibile per il prossimo. L‘atteggiamento, dimostra Gesù, non può essere quello degli apostoli secondo i quali egli già fatto abbastanza, facendo miracoli e predicando la parola di Dio. E allora la condivisione dei pochi pani e pesci (che non è semplice moltiplicazione ma condivisione reale, anche dei problemi) nel paniere degli apostoli con la folla che viene divisa in gruppi di cinquanta, che quindi diventa comunità, diventa società concreta, ci dimostra come spendersi fino in fondo per gli altri dà i suoi frutti, e che la scappatoia e giustificazione del “io ci ho provato” non copre nessuno, e prima o poi emerge in tutta la sua pochezza morale.

  • Condivido ‘sos orrios’ riferiti all’informazione, i problemi però non li risolve l’informazione. Se così dovesse essere tanto vale azzerare la politica.
    L’emendamento presentato al Senato? Marketing illusionista! Ed i primi ad essere stati folgorati sono stati proprio i giornalisti. Altro che quarto potere! Che però da per scontata un’altra amara verità. La politica è bugiarda.

Invia un commento