Politica, Stato sardo

Una dichiarazione di sovranità

Simbolo-Partito-dei-Sardi-40X40cm-TONDOdi Franciscu Sedda

Facciamo lo Stato

Lo Stato sardo. Lo dobbiamo fare. Lo vogliamo fare. Lo dobbiamo voler fare.

Per uscire da uno stato di minorità indegno per un popolo con cinquemila anni di storia, uno stato di de-responsabilizzazione indegno per un popolo che è veramente tale.

Facciamo lo Stato.

Per liberarci da paure covate troppo a lungo.

Facciamo lo Stato.

Per combattere a tutto campo il cancro della rassegnazione e del fatalismo, del tiro dal muretto a secco contro qualunque cosa si muova o provi ad elevarsi sopra l’infimo livello della mediocrità, dell’ignoranza, dell’incattivimento, della sudditanza.

Facciamo lo Stato. Oggi. Cominciamo il domani. Oggi.

Non in un qualche imprecisato giorno di un incerto futuro. Ma oggi, esattamente oggi.

Oggi – dobbiamo dire – è il giorno in cui abbiamo iniziato il domani.

E lo abbiamo iniziato praticando la sovranità. Ritornando ad essere pratici di libertà.

Una pedagogia della sovranità e della libertà

Questo dovrà essere la pratica della sovranità: una pedagogia della responsabilità e della libertà, una nuova alleanza fra i doveri e i diritti che competono ai sardi, in quanto popolo, davanti al mondo.

La pratica della sovranità sarà l’uscita dal risentimento e dal sogno, dalla frustrazione e dall’utopia.

La pratica della sovranità sarà il terreno reale su cui mettiamo alla prova la nostra ambizione di autodeterminazione.

Il terreno in cui piantare il seme di una moderna e cosmopolita coscienza indipendentista.

Il terreno su cui edificare una nuova nazione, che ci veda tutti insieme protagonisti di nuovi orizzonti di opportunità e prosperità, di solidarietà e dignità.

Dichiarazione di sovranità

Per chi si muove gli orizzonti si spostano.

E noi che da anni camminiamo lungo il tortuoso sentiero dell’autodeterminazione, prima solitari e ignorati e vilipesi e oggi sempre più attorniati e ammirati e copiati, perché noi non dovremmo ambire a spostare ancora una volta l’orizzonte della coalizione, del governo sardo, del nostro parlamento, dell’intero popolo di Sardegna?

Cosa ci impedisce di pensare chenei prossimi cinque anni la maggioranza dei partiti, delle forze politiche, delle formazioni sociali, delle donne e degli uomini di Sardegna non si ritroveranno unite nel sottoscrivere una dichiarazione solenne, che li impegna in modo nuovo e sempre più profondo nel cammino verso una Sardegna libera, prospera, giusta e degna?

Io credo che avverrà. Come è avvenuto in altri paesi la cui coscienza nazionale sembrava lungamente perduta o sepolta. Io credo che avverrà, grazie al nostro lavoro, alla nostra capacità di andare avanti per la nostra strada. Indicandola con la nostra azione esemplare a chi ancora non ci crede. Fortificando il sentimento di sovranità di chi con cuore sincero si è appena messo in cammino. Rinnovando ancora una volta il nostro entusiasmo indipendentista.

Io so che ci riusciremo. E che con voce unitaria, con voce di popolo, faremo un nuovo passo avanti nella storia dichiarando che…

1. La forza dei sardi sta nella sovranità popolare.

2. La sovranità del popolo sardo è originaria e non delegata.

3. Il popolo sardo, per motivi di storia e di legittimità democratica, ha carattere di soggetto politico e giuridico sovrano.

4. La sovranità del popolo sardo è rivolta alla costruzione del benessere condiviso, alla crescita delle capacità, alla produzione di prosperità e valore, all’abbattimento di disuguaglianze e discriminazioni, alla promozione della realizzazione individuale e collettiva di tutti i sardi e di ciascuno di essi.

5. Fondanti della sovranità del popolo sardo sono i valori della difesa dei deboli e degli onesti, dell’ospitalità e della condivisione, dell’intelligenza e dell’educazione, della virtù dell’amore e dell’amore per la virtù.

6. Sovranità del popolo sardo significa riconquista del potere di determinare liberamente le proprie interdipendenze nel quadro della vita planetaria.

7. La sovranità del popolo sardo mira a costruire le condizioni per un rapporto diretto fra la Sardegna e l’Europa.

8. La sovranità della Sardegna si fonda su una identità civica aperta, inclusiva, plurale frutto di un continuo lavoro di identificazione dinamica.

9. La sovranità della Sardegna deve essere esercitata anche in un quadro di poteri limitati, proprio per poter superare questi limiti e pervenire a una condizione di piena e completa sovranità dei sardi.

10. La sovranità della Sardegna si esercita in forme democratiche e pacifiche, attraverso il libero dibattito delle opinioni e la partecipazione collettiva, perché è nei valori della democrazia e della pace che la Sardegna crede.

11. La sovranità della Sardegna si basa sull’inalienabile diritto dei sardi a decidere sulla propria vita, affermando i propri diritti e i propri interessi in un quadro di cooperazione e pacifica convivenza con gli altri popoli, a partire da quelli del Mediterraneo.

12. La sovranità della Sardegna mira a definire politiche a misura del benessere sociale ed economico dei sardi.

13. L’affermazione della sovranità della Sardegna implica dunque in primo luogo la gestione dell’educazione e della ricerca, delle politiche linguistiche e ambientali, del patrimonio paesaggistico e culturale, delle infrastrutture materiali e immateriali, delle entrate tributarie e del sistema fiscale.

14. La sovranità della Sardegna si afferma nei confronti dello Stato italiano attraverso processi di dialogo e negoziazione e attraverso le forme stabilite dal diritto internazionale.

15. La sovranità della Sardegna si radica dunque nel consenso del popolo sardo a voler vivere libero, ad autodeterminarsi e governarsi attraverso istituzioni proprie sempre più forti e legittimate davanti al consesso dell’umanità.

A innantis!

Franciscu