E adesso mons. Carboni, vescovo di Oristano, non trova di meglio da fare, ed è già tutto dire, che intervenire contro un parroco che, in verità, non ha predicato ai bambini, ma ai genitori, dicendo una sacrosanta e giustissima verità: Babbo Natale non ha niente a che fare con la nascita di Gesù.
Già la gente non va più a messa, e ha anche qualche ragione per farlo (io ho sentito con le mie orecchie a messa affermare che era un momento buono per le indulgenze per le anime del Purgatorio), ma adesso, andandoci, avrebbe ragione, secondo il vescovo, di pretendere di sentirsi dire solo ciò che fa comodo. In più, Sua Eccellenza non sembra aver chiamato il parroco in questione, ma in perfetto stile burocratico ha dato mandato al suo Vicario di occuparsi della cosa.
Il vescovo burocrate ha dunque detto al suo Vicario di dire al parroco (l’unico della filiera di comando che sta in trincea) che non si tratta di una questione di fede, ma di una questione educativa nella quale i parroci non devono entrare. Oh bella, e di che cazzo deve parlare in chiesa un parroco (dico parolacce per irritare questo merlettato ceto di potenti sfaccendati, che mai ha conosciuto il sudore della fronte) se non di fede (cosa cui i vescovi, che ormai parlano come i dirigenti di partito o della Pubblica amministrazione, hanno rinunciato a fare per la costante inattualità dell’argomento) e dire che la nascita di Gesù non ha nulla a che fare con la tradizione di Babbo Natale. E va bene cristianizzare le feste pagane (questo è, in fin dei conti il Natale civile, la sovrapposizione della memoria della nascita di Gesù alla festa pagana del solstizio di inverno, i gioiosissimi, lubrici e orgiastici Saturnali); ma rimproverare un parroco per aver osato dire in chiesa che Gesù non è quel che vogliono farlo diventare (un intruso in una festa di gente che si scambia doni e fa casino) ma è un evento inatteso nella storia umana, a me sembra una solennissima puttanata episcopale, degna del degrado culturale della chiesa sarda.
Viva oggi e per sempre quel parroco!
Il guaio è che la chiesa dei preti è sempre più una chiesa di disperati. I più si rifugiano nel tradizionalismo, nelle tonache, nei tricorni (l’altro giorno ho visto una foto di un sacerdote della chiesa turritana – devastata dal vuoto pneumatico della presenza mondana e assenza spirituale dell’azione del trasferito mons. Saba – vestito con cappello saturno e mantella, che sembrava uscito o dagli anni Trenta o da un film di Tinto Brass con suore discinte e preti priapici). Qualche settimana fa ho visto in una chiesa della diocesi di Cagliari un prete che diceva la prima messa con le mezze maniche di colore rosso a ornare il camice (siamo al feticismo). Mi ha fatto compassione! Altro che Babbo Natale! Ci sono aspetti della vita sacerdotale e episcopale che sanno di impostura più della favola di Babbo Natale.
L’altro guaio è che inconsapevolmente molti preti non sanno più cosa sia e cosa sia stato Gesù Cristo (e d’altra parte, quando ci si occupa più di eventi mondani che dei luoghi di formazione del clero, che cosa ci si deve aspettare?). Molti non sanno di non credere che sia risorto, perché considerano la resurrezione non un fatto, ma un concetto, un’interpretazione teologica maturata dopo la sua morte. Se così fosse stato, i Vangeli, queste compilazioni caotiche e mal assemblate delle sue frasi lapidarie, della memoria delle sue azioni più eclatanti, non sarebbero stati scritti. Tutto di Gesù è stato compreso dopo la sua resurrezione: prima, tutto è stato frainteso e nel vangelo si frammischiano le memorie di lui e dei suoi gesti e gli sforzi per comprendere la portata dell’evento di cui una piccolissima comunità è stata testimone. Solo dopo la resurrezione, la sua nascita è stata oggetto di riflessione e di comprensione. La nascita di Gesù è il motivo per cui il cristianesimo non è una religione naturale come le altre (nel senso di una religione generata dalla natura umana che ha bisogno di dar corpo al sentimento religioso); il cristianesimo pretende di essere generato da un’iniziativa di Dio che vuole rivelarsi, vuole dire chi è. E ha fatto benissimo il parroco a dire in chiesa che il Natale di Gesù è un evento storico, avvenuto a Nazareth e non a Betlemme, che ha squarciato il velo che separa il Principio dal suo Svolgimento, che siamo noi, che ha rivelato che il creatore dell’Universo non è l’architetto dei massoni indifferente all’esistenza dei singoli, ma è una realtà infinitamente grande e potente da generare i mondi da una particella infinitamente piccola e densa e da rivelarsi infinitamente amorevole e interessato ad ogni singola e drammatica esistenza, da indicare la strada per trovarsi (perdersi), promettendo infine di ri-fare “nuove tutte le cose”. Babbo Natale può andare allegramente a farsi fottere! Io sto con Gesù Cristo e con il parroco.
Per chi fosse interessato (a me non frega nulla, mi sembra tutto già visto): qui trovate il parere dell’avv. Cerulli Irelli sulla nomina dei Dg della sanità.

Wow, che pezzo! 🔥
Tra Babbo Natale e Gesù, qui non si parla solo di feste, ma di credibilità, coraggio e coerenza. Il parroco che ha detto la verità in chiesa ha avuto più coraggio di tanti “alti” dirigenti ecclesiastici: ricordarci che il Natale non è solo regali e luci è un atto di onestà spirituale.
E concordo: la Chiesa rischia di trasformarsi sempre più in una burocrazia, dimenticando il cuore del messaggio. Viva chi ricorda che la fede non si piega ai comodi “filtri culturali”! 🙏
Vorrei ringraziare d abbracciare quel parroco….proff…mi puoi inviare il privato le sue coordinate? Grazie
Prof. Maninchedda,
permettimi gli 👏🏽👏🏽👏🏽, questa volta….si, perché è da tempo che aspetto di leggere pubblicamente simili parole nei confronti di una casta religiosa inutile e inconcludente, anche perché il buon Parroco ha dato una bella lezione di reale verità…
Viva oggi e per sempre quel Parroco…. 👏🏽👏🏽👏🏽
Buon Anno a Te e alla redazione 🍾🥂
L’avvocato è ben preparato, ma il parere è stato chiesto per confrontarlo con il loro (che verosimilmente già lo avevano quando hanno scritto la nuova “leggina” sanitaria). Sono oramai dell’idea che anche la turbinosa questione relativa alla gestione delle spese della campagna elettorale sia stata gestita nella stessa identica maniera (difatti, ad essere onesti, con la cassazione di mezzo, si andrà avanti almeno fino al 2027 ed oltre). Rimango inoltre in attesa di un parere su quali effetti abbia avuto l’inutile “leggina” moratoria sugli impianti FER bloccati, ma non bloccabili, visto il decreto Draghi.
Certo che lo lascio e lo affido a quelli come il parroco.
Ma non lascia neanche uno spiraglio di fiducia e pazienza? E’ tutto da buttare?
Livore perché? Il livore è legato all’invidia che io certo non provo per i vescovi e i preti di questi tempi. Forse forse non si è abituati a dire con onestà e sincerità ciò che certi comportamneti meritano.
IA più che intelligenza artificiale credo significhi Idioti accondiscendenti
Una qualunque chatbot messa alla prova ti dà quello che vuoi sentire e purtroppo la direzione è questa
Quanto livore verso il vescovo, professore.
Non lascia proprio uno spiraglio e una possibilità verso quella che forse è una semplice sbavatura?
Buongiorno, riconosco come un mio limite, non riuscire a prendere sul serio quei prelati transitare dentro le loro vetture, con finestrini chiusi e l’aria condizionata azionata, magari lungo strade interdette ai comuni mortali, comodamente seduti nel lato passeggero. Dai piccoli gesti osservo la confusione nello svolgere il loro ruolo, dovrebbero servire, non essere serviti.
Il suo articolo mi ha ricordato una scena a cui avevo assistito da bambino, all’esterno della Basilica di Bonaria. Un elegante prelato offriva la sua mano munita di scintillanti anelli ad una fila di proni fedeli, che la baciavano avidamente una volta arrivati al loro turno. Incancellabile l’immagine dell’espressione sulla faccia del bellimbusto, non di meno del disagio provato nell’assistere alla scena.
L’ azione della Giunta può essere “tentata”, ma non è solida se fondata sullo scudo ex art.21 DL 76/2020 come salvacondotto; è più difendibile solo se la Regione ricostruisce prima un percorso di legalità e continuità coerente con la sentenza 198/2025, perché lo scudo riduce (forse…) l’esposizione personale contabile in assenza di dolo, ma non riduce né il contenzioso né il danno politico-reputazionale né il rischio di illegittimità amministrativa.
Giocare d’azzardo con i soldi altrui non sarebbe un bel vedere.
Il sunto dell’autorevole parere di Cerulli Irelli è: non si sa cosa potrebbe succedere, forse saranno reintegrati, forse no. Nella peggiore delle ipotesi state commettendo danno erariale ma, se deliberate entro oggi, i membri della Giunta potranno farla franca grazie allo scudo erariale. Ci manca solo: Enrico stai sereno.
Mah, ..Paolo , l’episodio da Lei esposto non nascondo mi procuri un certo disagio.
Gli spiego il perche’: i piani sono terribilmente confusi; quello simbolico , l’abito, con il suo portato ne’ men tanto quello della tradizione ma del suo mistero che nei secoli porta insieme a se. E quello sociale, a cui malgrado miei sciocchi e banali arditismi pseudo intellettuali, appartengo. Le dico questo perche’ l’uomo contenuto in quell’involucro , di Autorita’, soffre come l’uomo che ne e’ sprovvisto.
Perche’ questo e’ il Peccato, il (e non UN) problema Capitale per L’UOMO.
Quindi , al di la di attribuiti esteriori, Burocratici o quanto di simile, e’ un problema non da poco, esprimersi a parole da sofferente a sofferente. Ci vorrebbe ..la Grazia di uno Starec come Zosima che di fronte all’impeto omicidiciario di Dimitrj Karamazov (verso il proprio Padre) si inchina fino a terra, lui AUTORITA’ si abbassa, con sincero dolore Profetico al cospetto del destino di sventura di quel Figlio.
Eee, e’ una lotta Quotidiana che non smette mai. La Fede e’ Agonistica al massimo grado
Resto convinto sempre di più che l’interprete più fedele del pensiero della chiesa – per inciso: della nomenklatura della chiesa cattolica – sia don Florestano Pizzarro, cui Corrado Guzzanti ha prestato volto e voce.
Cundivido meda custu chi narat Maninchedda e su chi at fatu su preìderu “da riprendere” segundhu Munsignore.
In custa economia (??) e civiltà (??) dominante de gherra a dellùbbiu universale a «di tutto e di più», Pasca de nadale e s’Epifania cherent nàrrere “Babbo Natale” e “Befana”: sas festas de sos “regalos”, cummérciu, buonismo, no cristianésimu e seriedade.
Si regalos si podent e depent fàghere, cherent chentza cunfùndhere una cosa cun s’àtera.
Le Chiese sono sempre più vuote anche perché i giovani hanno bisogno di punti di riferimento fermi, stabili, sicuri, non di gente che li assecondi.
Come i genitori che fanno i genitori, non che fanno gli amichetti, permettendo loro ogni cosa e giustificando ogni mancanza.
E il Vescovo deve fare il Vescovo. Concordo.
Buongiorno Prof non se la prenda avrà notato che le chiese sono sempre vuote frequentate da persone anziane giovani zero buon anno