Un vero padrone occulto della Sardegna: Enel

10 luglio 2012 07:597 commentiViews: 142

muzzoneOggi i giornali riportano la vicenda dello scontro tra Enel e il Comune di Valledoria. È una vicenda antica che risale agli anni Sessanta prima e agli anni Novanta poi. In buona sostanza la diga a monte di Valledoria non sarebbe dell’Enel, ma del Consorzio di Bonifica della Bassa Valle del Coghinas. La gestione da parte di Enel comportava un indennizzo energetico per il Consorzio e per il Comune di Valledoria. Nel 1999 si firma un protocollo a dir poco coloniale: l’Enel si impegnava a fermare le turbine durante la stagione estiva (per non intorbidire l’acqua di mare con l’immissione di grandi quantità di acqua di fiume), in cambio, udite udite, la Regione si impegnava a indennizzare Enel. Oggi Enel macchia con i propri scarichi il mare di Valledoria, se ne catafotte dell’accordo del 1999 e in piena campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Valledoria chiede al Comune il pagamento di 3,2 milioni di euro. Io conosco molte storie di compagnie elettriche americane, russe e cinesi che fanno la stessa cosa in Africa, in America Latina, in Indocine ecc. Ciò che mi fa rabbia è che in Sardegna queste cose, unitamente al comportamento delle banche, su cui tornerò, vengano considerate dai media questioni locali, del Comune di Valledoria, per intenderci, e non ‘nazionali sarde’. Enel realizza dall’idroelettrico sardo una montagna di utili, lascia pochissimo in Sardegna e fa anche la voce grossa protetta da Terna e dall’Authority.
Ficchiamoci in testa che le prossime elezioni politiche sono strategiche per la Sardegna, perché la battaglia fiscale, che è il primo cuore di una nuova stagione indipendentista, si combatte a Roma. Più si tarda a mettere in campo una proposta seria, sovranista, che metta al centro la questione fiscale e tutte le questioni legate a concessioni e tariffe pubbliche, più si spreca anche la prossima legislatura come occasione per cacciare i padroni occulti che infiltrano largamente Pd e Pdl.

7 Commenti

  • Carla Gamba

    Ho letto l’articolo sulle maree gialle e le polemiche finanziarie. Che dire di chi si é fatto infinocchiare comprando due stanzette non lontano dal mare dove nessuno vuole più ritornare per passare le vacanze?
    Anche il complesso Baia Verde pare scarichi a mare, e non é solo marea gialla.
    Le bandiere blu che altre regioni aspirano ad ottenere con buona gestione del litorale, controlli e buona volontà, sembrano lasciare indifferenti i faccendieri impiantati in Sardegna.

    Anche su questo disinteresse (o conflitto di interessi) bisognerebbe fare un po’ di luce, o almeno, smuovere le acque, per evitare gli insabbiamenti e l’oblio.

    cordialmente

    Carla Gamba

  • L’abominevole gestione delle acque; dall’estrema destra all’estrema sinistra per un trasversale consenso all’utilizzo delle risorse idriche per fini di tornaconto personale diretto ed indiretto…
    Ai tempi della crisi idrica del 1995-’96 emerse che le centrali ENEL dell’Alto Flumendosa scaricavano 7000 liti al secondo in mare..
    Allo stesso tempo con la Giunta Palomba nasceva la figura del Commissario Governativo per l’Emergenza Idrica il sub-commissario nella figura dell’ Ass. ai LL.PP., Paolo Fadda in conto Riformatori, il Comitato Scientifico…..Il Decreto del Governo Dini..scritto dagli interessati…prevedeva comunque interventi limitati al breve periodo, di far fronte all’emergenza senza stravolgere l’esistente….
    Viceversa..il “testimone” del Commissario Governativo per l’Emergenza Idrica passò di Giunta in Giunta sino al paradosso della contemporaneità dell’incarico di Commissario per l’Alluvione ottenuto dal Pres. Soru..( una sorta di due uffici che ricordano la scena nel film “Il medico della mutua” di Al. Sordi)
    Aggiungo che Sivestro Ladu da Ass. ai LL.PP. apparve nel giornale con la dichiarazione di come volesse intervenire per togliere la concessione all’ENEL……ne usci malconcio!!!
    In buona sostanza sono stati apportati all’utilizzo delle risorse idriche cambiamenti che di fatto dissipano l’energia idraulica in attrito… E paradosso dei paradossi un ente che non è riuscito ad eseguire il suo compito istituzionale è stato promosso ente delle acque per l’intera isola…E dire che bastava poco per non avere la crisi idrica del 1995…e cioè lasciar correre le acque nel vecchio alveo del Riu Mortu..che sarebbe tornato ad essere Riu Biu…ma così facendo in molti sarebbero rimasti a “bocca asciutta”…
    In conclusione l’ ENEL non è un padrone occulto..ma al contrario “un socio di capitali” con l’apparato regionale!!

  • Sono stati pubblicati i due nuovi decreti sulle energie rinnovabili.
    Un elenco fitto fitto di norme che puntano a impedire la realizzazione di qualsiasi iniziativa.
    Tanto per intenderci la stesura di quel documento è uscito direttamente da enel.
    Non parlo della riduzione delle tariffe ,che è giusto ridurre,ma del registro che filtra tutte le iniziative a iniziare dai 12 kw per il fotovoltaico.Le poche risorse disponibili sono destinate ai grandi impianti.compreso l’eolico offshore,per i quali in Sardegna non arriverà un euro.
    Dai nostri politici non si è levata nessuna voce di protesta e neanche di commento.La sensazione è che non ne capiscano un tubo.
    Se si vuole impostare una battaglia contro i soprusi di enel ,terna e compagnia bisogna conoscere questi meccanismi e operare di conseguenza.
    Nell’immediato futuro si potrà ,ormai le condizioni ci sono,inondare l’isola di energia pulita e a costi competitivi.
    I paesi e le aziende saranno connessi a reti intelligenti e autonome,le macchine nei prossimi anni saranno ibride (due motori )poi interamente elettriche.
    Provate a immaginare quanta piccole imprese saranno impegnate nelle manutenzioni,in modo autonomo e con rapporti diretti con gli utenti.
    Anche questo è un modo di creare una società un poco più orizzontale.
    Questa prospettiva fa venire la febbre ai signori dell’energia e anche a quelli che pensano che tutto debba essere centralizzato e controllato da pochi soggetti illuminati.
    Se qualche nostro politico lo capisce,si può accelerare il processo.
    Un saluto Francesco

  • Credo che ci sia un po’ di confusione tra diversi soggetti interessati:
    la risorsa idrica è della regione, che la concede, ad un canone stabilito, al concessionario, enel, consorzio di bonifica, consorzio industriale, esaf ora abbanoa, ente flumendosa ora enas, ecc.

    la diga invece è di chi l’ha costruita, cioè dell’ente finanziatore, casmez o regione o stato, che a sua volta può averla ceduta, non è detto, all’ente finanziato, consorzi vari o esaf o eaf.

    a loro volta i vari enti concessionari lucrano vendendo la risorsa idrica all’utente di turno, in genere quello potabile, esaf, abbanoa, consorzi di bonifica o industriali.

    le concessioni sono a termine, e chi le gestisce è la regione tramite l’assessorato di riferimento, lavori pubblici ed ora agenzia delle risorse idriche.

    se nessuno si interessa, il concessionario fa il bello ed il cattivo tempo, come mi pare stia facendo enel a valledoria.
    SIA BEN CHIARO CHE LA RISORSA NON E’ DELL’EBEL MA DELLE REGIONE, E CIOè DEL POPOLO SARDO, E CIOè NOSTRA.

    forza paris, e riprendiamoci ciò che è nostro

  • La diga Bau Mugeris (cd invaso alto del Flumendosa, o primo salto) serve non solo per produrre energia elettrica bensì ha anche una opera di presa per usi potabili.
    Ricordo ancora quando, nel 1996, avevo a che fare con quei Signori dell’acqua: comandavano e decidevano quanta acqua dare alla popolazione…

  • Piergiorgio Pira

    Ottima e brillante idea, la battaglia fiscale è la madre di tutte le battaglie!!

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