Un importante risultato per le imprese ex 28

11 febbraio 2010 21:416 commentiViews: 56

003Ieri è stato firmato un protocollo tra il Banco di Sardegna, la Banca di Sassari e i consorzi fidi, con la mediazione della Regione, sulle società in crisi della ex legge 28. E’ un’iniziativa che io ho fortemente voluto, promuovendo il contatto tra gli imprenditori, la Regione e le banche. Le altre banche non hanno firmato, e questo la dice lunga sulla cultura delle banche.
L’accordo prevede questo:Le operazioni oggetto del presente protocollo consistono in una rimodulazione dei mutui in termini di durata ed eventualmente di tasso, mediante postergazione di parte delle rate del finanziamento agevolato di cui al piano originario e/o allungamento del piano di restituzione del debito, ferme le garanzie reali e personali che assistono le operazioni medesime. Le banche titolari dei rapporti promuovono lo strumento di rimodulazione oggetto del presente accordo e si impegnano a rendere efficace l’intervento per coloro che supereranno la fase istruttoria di banca e consorzio”. “Le rate derivanti dalla rimodulazione dei debiti sono assistite dalla garanzia del consorzio, a prima richiesta, nella misura massima del 50%. Man mano che queste rate verranno rimborsate, l’importo garantito diminuirà proporzionalmente, in modo tale che ad ogni scadenza la garanzia non copra più del 50% delle residue rate rimodulate”. “La durata massima dell’ammortamento (agevolato più non agevolato) non potrà comunque essere superiore a trent’anni anni e sarà stabilita dalla libera contrattazione delle parti (banca, cliente, consorzio)”.
Tutto è nato da un incontro tra i rappresentanti di queste imprese, fortemente indebitate anche per responsabilità dei meccanismi di funzionamneto dell alegge, me ed alcuni direttori dei consorzi fidi. L’accordo non sarebbe stato firmato senza l’attenzione che invecce glli ha dedicato il presidente del Banco di Sardegna prof. franco Farina, che ebbe modo di manifestare anche inCommissione la disponibilità della banca a concorrrere a superare l’attuale fase di crisi. costo per la Regione: zero.

6 Commenti

  • Ahi ahi…. questo di sicuro non lo pubblicano…

    E mica all’Unione Sarda sun cagados da e sa Musca…

    Vedo L’articolo…
    Maninchedda ora inciuccia pure con le Banche alle spalle dei Sardi.
    Vi pubblichiamo le intercettazioni di Maninchedda e Farina.
    Tutto a costo zero per la Regione. ( dimenticato )
    E ora quelli di Sardegna democratica che scriveranno sul blog?
    Andiamo avanti, sicuri di essere vicini al popolo Sardo e ai suoi bisogni e ascoltando le istanze dal basso.

    Bravo Paolo e bravi coloro che tutti i giorni si alzano e pensano a cosa costruire e non a cosa disfare.

  • Paola Appeddu direttore Compagnia delle Opere Sardegna

    Tutto è iniziato nell’aprile del 2009, quando il responsabile del comitato delle ex 28,Antonello Pranteddu, ci contatta perchè tutti i tentativi per riuscire ad avere attenzione da parte delle banche e della regione non avevano avuto seguito. A quella prima riunione, quindi, abbiamo partecipato anche noi, con il nostro sportello finanziario, lo scopo era quello di capire se c’erano possibilità d’intervento da parte della Regione, senza incorrere nella nota trappola degli aiuti di stato e la richiesta di un incontro urgente,promosso dalla regione, che coinvolgesse le tre Banche interessate (Banco di Sardegna, Banca di Credito Sardo, Banca di Sassari),i consorzi fidi, il comitato e le associazioni imprenditoriali. Il coinvolgimento della regione, in particolare dell’assessorato al Bilancio e di quelli interessati alla ex 28, Lavoro e Turismo, era necessario, secondo noi, per tre ragioni:1)la legge di incentivazione dell’imprenditoria giovanile è stata un’opportunità per pochi e un disastro per molti, anche per alcuni mercati, la responsabilità della regione è quella che riguarda innanzitutto,a suo tempo, la troppa leggerezza con cui sono stati riconosciuti finanziamenti a soggetti che non avevano la benché minima idea di cosa fosse un’impresa. La legge non prevedeva la partecipazione a nessun tipo di formazione in merito; 2) gli intoppi burocratici che hanno determinato il ritardo, nella maggior parte dei casi di svariati anni, nell’erogazione del finanziamento, con le conseguenze che da questo ne derivano;3) le banche di fronte alla regione, nel caso dell’ex 28, sono costrette in un tavolo alla strasparenza nell’approccio ai singoli casi. Da quel primo incontro, a cui non hanno partecipato i consorzi fidi, sono venute fuori due proposte : la richiesta di moratoria, necessaria per il tempo necessario alla individuazione di soluzioni e la possibilità di coinvolgere i consorzi fidi attraverso l’utilizzazione del fondo di controgaranzia previsto dalla finanziaria aggiungendo la destinazione di utilizzo per la rimodulazione dei mutui. L’on. Maninchedda si attivò da subito perchè la richiesta di moratoria partisse immediatamente e per la costituzione di un tavolo di confronto con le parti succitate. Tralascio, per non annoiare, ma sarebbe interessante approfondire, i contenuti del confronto serrato che è avvenuto nei numerosi incontri che, da quel momento in poi, si sono susseguiti (sei per l’esattezza),in cui tutte le problematiche, riferite sopratutto ai problemi dell’estensione della garanzia fideussoria che la legge prevedeva, sono venute fuori, spesso senza apparente via d’uscita. Dico solo che la moratoria, pur predisposta dalla regione, non viene applicata. Questo “piccolo” particolare ha fatto si che in questo lungo tempo di attesa molte aziende si sono arrese. Le richieste da parte del comitato e nostre erano chiare: rimodulazione dei mutui e ristrutturazione del debito con uno sportello dedicato, in ogni istituto di credito interessato, in cui veicolare le richieste di rimodulazione, con personale esperto e preparato a riconoscere la fattibilità dei business plan. Nel mese di novembre la bozza condivisa da noi, dal comitato e dalla regione è pronta. Altro intoppo: il Banco di Sardegna fa marcia indietro e toglie dall’accordo le parti più importanti. Altro intervento di Maninchedda e dell’assessorato al bilancio, sollecitati dall’instancabile Pranteddu e da noi, per riportare l’accordo all’origine. Siamo a dicembre, la Banca di Credito Sardo per ragioni in parte condivisibili, (sono andata personalmente a parlare con Luigi Teolis)decide di non firmare .Alcuni consorzi fidi chiedono altri fondi alla regione (i 19 mil. secondo loro non bastano) . La regione decide di far intervenire la Sfirs per conto della Regione e di far firmare l’accordo a chi ci sta, lasciandolo aperto a chi volesse farlo in seguito. Risultato di tutto questo: la firma dell’accordo slitta a gennaio e poi, per impegni vari delle parti in causa, arriva a febbraio con la firma delle due banche e di 13 consorzi fidi.Le associazioni verranno chiamate in seguito, anche se fino ad ora l’unica associazione presente ai tavoli è stata la nostra. Quasi un’anno per preparare e firmare un accordo che nei contenuti prevede quello che sarebbe già legittimo per chi supera le fasi dell’istruttoria delle banche e dei consorzi. Allora perchè è stato necessario questo intervento? Perchè è importante la firma di questo accordo? Perchè le aziende hanno richiesto l’intervento della regione e delle altre parti? Perchè da sole di fronte alla banca pur avendo, per la maggior parte dei casi,presentato richiesta di rimodulazione con postergazione delle rate, quindi, con nuovi business plan, non avevano avuto nessun tipo di ascolto. Da parte nostra abbiamo deciso di impegnarci, pur non avendo nessun iscritto all’interno del comitato, perchè siamo persuasi, grazie alla nostra esperienza, che nei problemi di accesso al credito delle aziende la collaborazione tra banche, consorzi, associazioni imprenditoriali e aziende sia una necessità soprattutto perchè i grandi cambiamenti che hanno interessato il mondo del credito, da Basilea due alle grandi fusioni, alla crisi che ha messo in luce l’urgenza di tornare all’economia reale, hanno contribuito a far diventare sempre più banche e aziende non partners, ma controparti. Questo accordo ha come messo un riflettore sugli istituti di credito che nella maggior parte dei casi si nascondono dietro ai criteri di Basilea due e non sono in grado di compredere oltre i “freddi” dati di bilancio le reali capacità dell’impresa. Da parte delle imprese abbiamo chiarito da subito che l’atteggiamento da tenere nei confronti di questo tavolo non poteva essere di rivendicazione di alcun diritto, ma una richiesta di assunzione di responsabilità anche da parte loro, a partire dalla consapevolezza che molte imprese che hanno usufruito dei contributi, per inesperienza o altro, non possono dichiararsi estranei alle difficoltà che oggi stanno attraversando, con la seria necessità di rimettersi in discussione e di formarsi per affrontare i nuovi mercati.Per concludere, adesso dobbiamo attraversare la parte più difficile: tutte le imprese devono fare richiesta di rimodulazione dimostrando alla banche e ai consorzi la capacità di rimborso del debito. Per questa ragione abbiamo chiesto, con il comitato un incontro urgente tra tutti gli iscritti al comitato stesso e la Sfirs per individuare una modalità comune che ci consenta attivare un tutoraggio delle aziende senza un aggravio economico che la preparazione di un serio business plan richiede. Alla fine di questo percorso il numero delle aziende “rimesse in bonis” rappresenterà il vero risultato di questo accordo e il miglior esempio che lavorando in “Compagnia” si arriva a soluzioni impensabili. Alla faccia dell’individualismo imperante.

  • È possibile conoscere il pensiero dell’autore sui contributi a fondo perduto?
    Attendo una risposta esaustiva.

  • Questo è l’esempio che il Partito Sardo, nella rappresentanza dei vari cosiglieri regionali, alle parole spese,
    fa seguire i fatti concreti, il resto è una massa
    di ciarpame frammentario.
    Buon lavoro Paolo, siamo con te.
    La Sezione di Borore

  • Sandro Puggioni

    … Grazie Paolo per questa ulteriore dimostrazione di responsabilità che ti sei assunto. Ho seguito, anche perché interessato, tutta la vicenda e da subito, non ho mai avuto dubbi sulla felice conclusione della trattativa. Siamo in tanti, oggi, ad essere felici, per buona pace dei vertici della Banca del Credito Sardo (anche ex B.ca CIS) che continua a sguinzagliare nelle diverse sedi propri funzionari, raccontando la solita, retorica fiaba, che vede e vuole il proprio istituto vicino alle piccole e medie imprese… poi, nel merito…. personalmente non mi rimane che prenderne atto!
    Grazie mille, Momo.

  • Un atto concreto e nobile, di chi raccoglie le istanze del territorio e delle categorie, in questo caso gli imprenditori in crisi ex legge 28, mettendoli in rete con le istituzioni, favorendo le soluzioni migliori per la parte più debole. Questo è il ruolo che la Regione dovrebbe sempre avere, per dare vero sostegno all’economia sfiancata. Sconcerta il mancato impegno delle altre Banche, sempre più attente al profitto e sempre meno sensibili ai bisogni dell’Isola.
    I meriti delle banche che si impegnano nei percorsi di sostegno andrebbero riconosciuti, in maniera tangibile e reale, così come i sardi dovrebbero sapere quali sono le banche immeritevoli.

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