Un giornalista e un amico

19 marzo 2012 20:580 commentiViews: 7

giornalistiLa notizia è importante, per cui sospendo per un giorno la campagna sulla fiscalità della Sardegna e sulla sua sovranità. Si tratta di questo (riassumo per quelli che anche dall’estero seguono questo sito). Una radio cittadina di Cagliari, Radio Press, decide di dar vita ad una trasmissione, Buongiorno Cagliari, che ogni mattina, dalle 8 alle 10, fa la rassegna stampa dei giornali sardi, affidandola ad un giornalista, Vito Biolchini, e a un attore, Elio Turno Arthemalle. Un grandissimo successo. Da una settimana non va più in onda.
Il segreto del successo? Certamente la novità della commistione dei codici comunicativi (cronistico, comico, satirico, drammatico, carnevalesco, istrionico, cameratesco ecc.); ma soprattuto una cifra morale che io non trovo essere particolarmente diffusa in Sardegna: la trasmissione era imprevedibile. Aveva uno schema narrativo; aveva un repertorio stilistico ripetitivo, ma era ideologicamente imprevedibile. Dava la sensazione, per me liberatoria, di uno sguardo sulla realtà pulito, sincero, canzonatorio ma non malevolo, leggero e innocente.
Non credo mi faccia velo in ciò che dico l’amicizia profonda che mi lega a Vito. Ho sempre pensato che l’informazione moderna debba essere alimentata da spirito critico ma non da presupposi indiscutibili, da nemici preconfezionati, da obiettivi da raggiungere al costo di qualsiasi manipolazione. Oggi che Vito ha interrotto le comunicazioni, perché anche le persone intelligenti, innocenti e sincere si stancano quando non vengono pagate per il lavoro che svolgono, nonostante il popolo sia sempre tentato di chiedere ai suoi eroi di vivere d’aria, di non farsi affliggere dalla banalità dei mutui, dai dolori per i figli, dalle angosce del futuro improgrammabile con chi si ama senza un minimo di sicurezze; dicevo, oggi che Vito ha deciso di migrare verso altre radio, mi auguro ancora una volta che una rete democratica di persone intelligenti sappia mettersi insieme e coordinarsi. Come esistono i gruppi d’acquisto per difendersi dalla Conad, dovremmo essere capaci di impegnarci per fare i gruppi di acquisto degli organi di informazione. Pochi sanno quanto valore commerciale ha la promessa di un uomo che dica di promettere di comprare ogni giorno quel giornale; è un impegno che costa poco e vale molto. È questo che vorrei fare: un giornale imprevedibile, libero, sincero, aperto, attento. Non ci sono riuscito con Sardegna Quotidiano, che ha una fisionomia sua. Sono contento che esista, ma non è quello che io speravo. Io spero in un giornale imprevedibile, nuovo ogni giorno, con gli occhi aperti sulla realtà, sulle miserie che la agitano e sul mistero che la anima. Vito saprebbe farlo. Io saprei aiutarlo. Ma per ogni cosa che ambisca ad essere libera e bella, non serve un io, serve un noi vero, quel noi che manca in Sardegna e che non si riesce a costruire per invidia borghese, per superbia accademica, per viltà economica, per tutto ciò che non è né politica né amicizia: è solo miseria e solitudine. Comunque, non demordo. Continuo a pensare e ripensare come costruire un giornale imprevedibile. Adesso c’è un direttore in circolazione ed è già un passo avanti.

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