Un disegno

5 giugno 2010 09:419 commentiViews: 21

011I ballottaggi di Nuoro e Cagliari rendono chiara ed evidente una cosa importante: è possibile destrutturare il Pd e il Pdl. Perché è possibile? Perché in entrambi i partiti è debole la base ideologica e programmatica; perché in entrambi i partiti è in corso lo stesso scontro tra riformisti e conservatori che era in corso nel 2004 quando si teorizzò e realizzò la discesa in campo di Soru. Il riproporsi della stessa situazione di allora manifesta il più grande insuccesso della legislatura 2004-2009: la mancata riforma del sistema politico sardo. Il progressivo trasformarsi di Soru da un leader “civico” ad un leader del centrosinistra (oggi sempre più marcato a sinistra, con una forte attenuazione dei contenuti riformisti a favore dei toni massimalisti);  la sempre più forte ed esplicita alleanza tra Pili e Zuncheddu (che tiene fortemente impaurito il Pdl e lo sottopone a scrutini e pressioni mediatiche quotidiane) e la chiara subordinazione romana del Pdl sardo  ha consentito al sistema politico sardo di recuperare lo schema di comodo nazionale, Centrodestra contro Centrosinistra,  come fragile copertura del vero scontro in atto, quello tra ceti parassitari che vivono della mediazione del rapporto col potere nazionale e internazionale e ceti riformisti che, invece, propongono la strada dell’inesrimento della Sardegna in Europa con la responsabilità, il lavoro, la fatica dell’auotgoverno dei sardi.
È chiaro che noi ci iscriviamo tra i riformisti, ma tra questi ci sono anche molti del Pdl e molti del Pd. Le elezioni amministrative, vuoi per la piccola posta in gioco, vuoi per la poca pressione esercitata dalle segreterie politiche italiane, hanno permesso di mostrare che il bipolarismo Centrodestra – Centrosinistra è una coperta corta e sdrucita non più in grado di coprire lo scontro in atto.
A Nuoro il problema non è Arbau ( il suo capo lo costringerà all’accordo e anche lui da leader civico tornerà ad essere ufficiale di reparto); a Nuoro il problema è fare una proposta politica su Crisponi che superi il perimetro del Centrodestra, che dia garanzie al popolo del Pd e di Arbau sull’orientamento riformista del governo provinciale. A Nuoro c’è un elettorato che crede molto nella possibilità di liberare il territorio da cricche, baroni, valvassori e valvassini; bisogna dare loro garanzie reali che Crisponi sarà l’interprete di questa pulizia. Il Psd’az ha vinto le elezioni a Nuoro con questo profilo e deve continuare ad essere la cerniera di dialogo col centrosinistra. E’ chiaro che in provincia di Nuoro il Pdl deve fare i conti con un fatto: Berlusconi, per loro, non è una buona moneta da queste parti. Devono emanciparsi dal rapporto con Roma. Bruno Murgia lo ripete da anni, ma non lo ascoltano. Devono far da soli; devono costruire un loro percorso, credere nei loro dirigenti; indurli a parlare di Sardegna e non di Roma. Dentro il Pdl nuorese ci sono tanti giovani disinteressati a Berlusconi ma molto interessati a non leccare più il culo ai baronetti rossi di paese. Questa gioventù ha molti rapporti con i giovani che hanno votato Arbau e che hanno votato Psd’az: bisogna valorizzarli. Crisponi deve parlare questo linguaggio. Le dichiarazioni a caldo di Roberto Capelli sulla sua predilezione più per un grande partito dei sardi che  per il partito della nazione di casini, significano che a Nuoro qualcosa di importante si sta muovendo.
A Cagliari, Gregorini e altri dicono: prepariamoci per le amministrative. La stessa cosa mi ha detto ieri Christian Solinas. Allora facciamo così: io so che i poteri di Cagliari prima o poi mi butteranno una polpetta avvelenata nel piatto. Ci hanno già provato: è andata male, ma ci riproveranno. Io a Cagliari devo essere aggressivo e guardingo. Però prendo un impegno: aiuterò il formarsi di un forum trasversale (e deve essere molto trasversale, cioè sardista nella testa e nel cuore: prima la Sardegna, prima di qualsiasi altra bandiera) che aiuti la nascita di una proposta di livello per il Comune. Chiedo solo una cosa: occorre dimostrare nei fatti di avere rapporti sociali, di frequentare fraternamente il popolo, di occuparsene. A Cagliari ci sono troppi ufficiali senza esercito; non si può combattere e fare gli snob; non si può combattere e avere paura del contatto con il popolo, avere l’amuchina in tasca per pulirsi le mani dalla puzza della povertà. O si sta in mezzo ai poveri, che spesso sono incattiviti, o non si è nessuno; o si sta in mezzo alla borghesia che si sta proletarizzando e si cerca di organizzarla seriamente o meglio lasciar perdere. A Cagliari abbiamo un anno per allenarci; proviamo, ma guai a chi mi chiede di andare in guerra con le scarpe di cartone e i fucili di latta. Prima dimostriamo di non essere un circoletto di intellettuali con la puzzetta sotto il naso; se saremo popolo, io non mancherò di fare il capitano. Per il momento organizzo l’ufficio reclutamento.
Per Sassari e il resto della Sardegna. Io sono qui: non posso impormi a nessuno. Sono a disposizione.

9 Commenti

  • Argyroflebs

    Anche a me verrebbe da pensar male… troppo zucchero fa salire la glicemia. Menomale che NINO C’E’. Analisi fredda quasi glaciale, ma è la chiara e semplice realtà.
    Comunque, siccome noi abbiamo il nostro progetto da portare avanti e la “traiettica”, mi sembra che tutto sommato, è chiara ai più, speriamo di sbagliare e speriamo che ai prossimi tentativi di approccio, non ci rispondano con un: a ci cravai…. ma chi nos podimus saludare cun d’unu: bene vennios – bene accataos!!

  • Anziché bruciare energie per impossibili amoreggiamenti con pseudo parenti (serpenti)non sarebbe meglio consumarle per portare a conoscenza dei più (90% dell’elettorato)l’azione politica e programmatica del Partito Sardo D’Azione? O pensate, ammesso e non concesso che vi possa essere un rapporto stretto con questi “parenti”,che altri non ne spuntino più ferocemente pseudo-indipendentisti?
    Finora ad ogni profferta la risposta è stata: a ci cravai…….
    Così si finisce per essere accusati di stalking.

    P.S.
    Che il risultato di IRS sia la ricompensa (è anche questo un mezzo, non il solo,per il regolamento di conti in atto all’interno del PD) per la pratica del voto disgiunto propagandata alle ultime elezioni regionali? A pensar male……….

  • Già due anni fa mi mesi a disposizione per lavorare, nel mio piccolo, per il Partito a Cagliari.
    Mi venne detto che potevo contare su una persona (G.A.); ci si vide nello studio dell’avv. Rovelli, cercai di organizzare incontri con amici docenti della facoltà di Giurisprudenza… insomma cercai di darmi da fare.
    Nonostante ciò venni in seguito ignorato proprio da chi avrebbe dovuto costituire il mio punto di riferimento, il quale non si fece più sentire e ogni qualvolta lo chiamavo mi diceva “che si stava per partire”…
    Insomma, Paolo, a me il forum civico non interessa.
    Mi preme maggiormente lavorare sulla Cagliari oggettiva e pragmatica, quella fatta di porto turistico, viabilità, palazzi e parcheggi.
    Come giustamente hai detto, è inutile fare come gli intellettualoidi di sinistra che fanno la rivoluzione in salotto utilizzando il culo degli altri. Ed è anche vero che è necessario perlomeno confrontarsi per conoscere con chi si ha a che fare per potergli prendere le misure.
    Sai, dove lavoro io fra le persone non si usano mezze parole o sottintesi, la tipologia di attività non lo permette e sicuramente mi sono incattivito. Mi aspetto maggiore disponibiltà al dialogo.
    Mi spiace per la franchezza ma la chiarezza è doverosa.
    Saluti, Marco.

  • Giancarlo Mameli

    Tenese arrejoni

    Iglesias ha partecipato alla competizione elettorale, riportando un modesto 2%, per il partito, che vedeva il primo appuntamento elettorale della sezione, riorganizzata da circa 1 anno e mezzo.
    Con ammirazione guardo allo splendido risultato di Nuoro, dove vedo trionfare il contenuto di una proposta politica che è emersa ed ha saputo raggiungere il popolo.
    Devo dire con tristezza, che la stessa cosa non avviene nella federazione del Sulcis; dove vi è l’assenza totale di qualsiasi proposta, sia politica che amministrativa.
    il dato è che si è perso, rispetto alle regionali, quasi il 3% dei consensi.
    Ora io penso, senza alcuna volontà di polemica sterile, che il sistema del solo verticismo, senza la capacità di attivare una politica di attualità del territorio collegata alle linee guida di elaborazione ideologica, quale quella che si è creata a Nuoro,non produrrà risultati, in grado di far spiegare nuovamente le vele al nostro partito.
    devo dire inoltre, che questa analisi, non vuole essere in nessun modo un elemento di disfattismo, ma un contributo serio ad un’analisi post-elettorale, mirata alla crescita di un partito che deve essere in grado di proporre ai sardi, la rotta per arrivare nel porto dell’indipendenza con credibilità sulle strategie di politica economica,finanziaria e di riconversione produttiva.
    Fortza Paris.

  • Tanino Melis

    È il secondo articolo “forte ” che scrivi dopo le elezioni.
    Le proposte sono affascinanti, specialmente quelle che prevedono un cambio di strategia del partito nei rapporti con gli altri movimenti indipendentisti e la tua disponibilità a metterci la faccia e ad indossare la fascia di capitano
    Chissà se il partito sardo ti seguirà su questa strada, mi sembra un po’ narcotizzato ed appiattito da uno strano patto di non belligeranza fra le federazioni ed ingessato dal falso unanimismo scaturito in congresso
    Certo non si può restare insensibili rispetto ad una proposta così affascinante e perciò tanti amici ogliastrini ed io, certamente, non possiamo che essere daccordo con te
    vai avanti che è buono.

  • Efis Pilleri

    Quando si analizza la situazione politica di Cagliari-città bisogna fare attenzione a non dare i numeri che si sognano. I numeri dicono che la lista PSDAZ ha preso in città alle ultime provinciali il 2,4 che è più o meno la percentuale che ha preso quasi sempre negli ultimi 15 anni e che, onestamente, non mi sembra, di per sè, una buona base di partenza.
    Fu alla fine del 1994 che il PSDAZ espulse per “deviazionismo”, assieme ad altri quindici dirigenti dell’area di Cagliari, l’unico consigliere comunale che aveva, cioè il sottoscritto, che era stato eletto in quanto candidato sindaco di un partito che si presentava da solo, esattamente come fa oggi l’IRS.
    Prima di parlare di magnifiche sorti e progressive bisognerebbe quindi conoscere non dico un po’ di storia locale ma quantomeno consevare un minimo di memoria degli eventi politici (non mi riferisco a Paolo).
    Con ciò non intendo dire che non si debba fare nulla. Al contrario: bisognerebbe assolutamente fare qualcosa. Il problema è che, a mio parere, il PSDAZ, ma simmetricamente anche i ROSSOMORI, continuano a fare, in sede locale, scelte sbagliate che vanno perfino contro i loro stessi interessi di partito.

  • A.Gregorini

    CIVICO; SARDO; AUTONOMO; ORGANIZZATO.

    PRENDO ATTO E ATTIVAMENTE ATTENDO UN INCONTRO.

  • Ormai anche Capelli ha capito che Todi (con il suo progetto di PNI) rispetto a Nuoro…non è distante solo geograficamente….Al di là del ballottaggio, le parole di Maninchedda sono la giusta LEZIONE (anche se il termine non piacerà, magari neppure allo stesso Maninchedda) all’alleato: il PDL locale dovrà pur mettersi in testa che il tempo di cercare i miti altrove è sonoramente finito. I riformisti devono creare una nuova piattaforma di dialogo territoriale, a prescindere dalla provenienza (PD, PDL, ecc).

  • Daniele Maoddi

    Analisi impeccabile. Una politica della responsabilità territoriale che sia humus fertilizzante per immense distese di terreno sociale rese aride dalla politica autoreferenziale, spocchiosa, e che ha spesso annientato la dignità della persona. Un progetto culturale e allo stesso tempo politico che sia innanzitutto ‘inclusivo’, che faccia emergere quell’aspetto che è mancato più di tutto il resto: la capacità di ‘ascoltare’ la persona, di ‘parlare’ alla persona e non al potenziale ‘voto’ da conquistare o alla pedina da muovere. Una piattaforma culturale e politica sulla quale possano letteralmente ‘atterrare’ le ‘persone libere’che su quella piattaforma potranno costruire la politica del domani, una politica che dovrà essere incentrata su due pilastri: territorio e persona. Radicarsi sul territorio e mettere al centro della politica la persona è la nuova sfida intorno alla quale, io credo, nei prossimi anni convergeranno tantissimi sardi liberi, portando con se una immensa ricchezza costituita dai loro percorsi politici ma sopratutto umani, di vita, le loro storie personali.

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