Un contributo alla mozione sull’indipendenza

20 settembre 2010 20:5312 commentiViews: 5

Riceviamo e pubblichiamo

927In questi giorni il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere di indipendentismo. Un tema importante che certamente non sfocerà nell’immediato in una chiara ed unificante forma di Stato e di governo.
La Sardegna è una nazione senza Stato a cui è stata riconosciuta una specialità che però, lungo la strada dell’autonomismo, non è riuscita a tracciare un percorso significativo in grado di disegnare quella capacità di programmare e decidere dell’utilizzo di risorse insomma una autodeternnazione che tutti, forse, si attendevano.
Non vi è dubbio che la mozione presentata in Consiglio regionale servirà ad interrogarsi su dove siamo arrivati e sopratutto dove intendiamo andare. Tutto ciò in un contesto in cui la gente ha imparato a vivere legata al cordone ombelicale di una Italia unita e ora verso un’Italia federale e in una Europa degli stati e non dei popoli. Sarà certamente un confronto interessante dove verranno sviscerati concetti come autonomismo, autodeterminazione, sardismo, nazionalismo, nazionalitarismo, indipendenza. Tutti concetti che sembrano non rivestire significato oggettivo, ma transitorio e diversamente interpretabile. Concetti che hanno sempre diviso l’intellighenzia sarda marcando ancor di più il solco per il transito di una politica della prima e della (solo teorica) seconda Repubblica che non ha saputo elaborare alcun progetto sociale, economico, giuridico. Una mozione che, però, rischia di apparire lontana dalle immediate e contingenti richieste della gente, preda di una profonda crisi occupazionale.
I movimenti ed i partiti che reclamano legittimamente e giustamente sovranità, non potranno, allora, che rendere tale dibattito orientato verso gli interessi dei sardi, sintetizzando il confronto in un progetto capace di unire per un rilancio economico e sociale della Sardegna. Fortza Paris ha scelto di guardare al Partito Nazionale Sardo anche passando se necessario per una Federazione Nazionalitaria che parta dalla rivendicazione del diritto di riconoscimento formale della Sardegna come Nazione all’interno di una Italia Federale. Una Sardegna con proprie capacità di governo, legislative e giudiziarie seppure nel riconoscimento formale e sostanziale dell’ordinamento giuridico in vigore. Poteri che dovranno essere della Nazione Sarda, compresa l’autorità tendenzialmente esclusiva nei rapporti con l’Europa. Allo Stato Italiano il compito di mantenere ed organizzare la difesa, la moneta e la politica estera in contesti e situazioni definite.
Il tempo di essere distratti o affascinati dalla devastante “sindrome del servo” e dai personalismi deve passare. Occorre che per prima la politica, il sindacato e la società civile trovino le ragioni dell’unità partendo da ciò che può essere fatto subito e maturando la coscienza su ciò che deve essere rinviato nel medio e poi nel lungo periodo. Ciò deve avvenire nella consapevolezza che nessuno è titolare di verità assolute, ma elemento fondamentale per un confronto democratico e produttivo di risultati.
Noi saremo certamente disposti a superare il freno dell’autonomia senza preconcetti e senza valutazioni ideologiche preconfezionate dagli usi e dai costumi per contribuire a costruire la Seconda Repubblica Italiana pur essendo disposti a non considerarla come unico punto di approdo. Fortza Paris ha scelto di intraprendere un percorso politico chiaro e lineare. Lo ha fatto con sacrifici scegliendo una chiara libertà di pensiero ed azione politica forse anche perdendo rendite di posizione possibili.. Lo ha fatto rinunciando all’apparentamento con il centrosinistra in occasione delle recenti elezioni provinciali di Cagliari, perdendo almeno un consigliere. Del resto Fortza Paris nacque unendo il Partito del Popolo sardo, i Sardistas e l’Unità del Popolo Sardo. Naturalmente, siamo consapevoli che per contribuire al cambiamento occorre stare nelle istituzioni, ma non siamo disposti a farlo a qualunque prezzo. Il destino della Sardegna è prioritario e, le scelte fatte servono a dimostrarlo.
Nel frattempo, la politica deve governare ad ogni livello senza trascurare alcuna realtà, dimostrando con i fatti la capacità di poter essere in grado di gestire le sorti di una Sardegna autodeterminata.

Coordinamento Nazionale Fortza Paris

Il Presidente
Gianfranco Scalas

12 Commenti

  • giovanni piras

    E’ da un po di tempo che in Sardegna si è riacceso il dibattito attorno all’indipendenza come non mai, con tanti assensi, e anche tante critiche che un dibattito del genere comporta. Leggendo sulla Nuova Sardegna del 28, “La deriva indipendentista” di Marcello Fois, questo signore si meraviglia perchè i sardisti siano indipendentisti prima dei militanti IRS, correndo ai ripari alla stregua dei servi sciocchi ospiti del continente italiano.
    Non si capisce davvero quali titoli abbia per insegnare ai sardi che l’indipendenza è di destra e non di sinistra, o forse l’aria del continente gli ha dato alla testa, solo perchè anche Rizzo e Stella si sono occupati del problema, pubblicando l’articolo sul corriere della sera.
    Forza paris da un irriducibile indipendista

  • Che diritto ha un partito con sede nel parlamento e senato italiano di discutere di Costituente della nazione sarda ? Ma ite classe dirigente cada innoghe !!!!! seis foeddahndu de indipendentzia de sa republica sarda chena meres o kerides preguntare su permissu a s’ italia , e a sos italianos de nosi lassare cumandare in homo nosta !!!
    Provae a bi pentzare una scutta e bos indaccattaes ca seis pro incudere marra a peis torra un atera orta !!!!

  • Sulla Costituente

    Il partito sardo non abbandona nemmeno se non vengono approvati i processi riformatori con i quali ha stretto accordi e chiesto il voto agli elettori? La Costituente non era il fulcro del Congresso Nazionale con la quale i dirigenti hanno chiesto fiducia ai delegati?

  • Raniero e popolo di internet indicate la strada da percorrere ed i tempi per portare la Sardegna fuori dall’Italia. Il voto dato al PSD’AZ legittima ancora di più il contributo.Non pensiamo di costruire servendoci solo dell’istituto della delega condito da minaccia.Che significa: non voglio responsabilità.
    Il PSD’AZ comunque non abbandona.

  • A pare mio il fatto che il psd’az abbia ancora in progetto una macro area gestita, ripeto ANCORA dall’Italia non fa altro che ripercorrere vie già vissute nell’autonomia, FALLENDO clamorosamente, ora io dico, come si puo’ chiedere ancora ai sardi fiducia se l’obbiettivo del Partito Sardo D’ Azione è sottostare, aspettare che da Roma diano il via . Sign. Maninchedda, io penso che i giovani sardi anche grazie all’informazione libera di internet siano ormai un elettorato maturo e proiettato verso il futuro, io mi chiamo tra quelli e credo che molti come me vogliano la Sardegna libera di programmarsi il suo avvenire, MA FUORI DALL ITALIA una volta per tutte. Altrimenti iniziate a contare 1 voto in meno… il MIO.
    grazie per lo spazio concessomi

  • A FORA S’ERBA FURISTERA!

  • Giovanni Piras

    Indipendente vuol dire meres in domo nostra,
    o sardisti o servi,
    da una madre ingiusta i figli si separano.

  • “.. .L’unica forma di stato sardo che riesco a immaginare è quello di Sardegna alla pari con le altre grandi nazioni in Europa.-.”
    Concordo in pieno.

  • “..L’unica forma di stato sardo che riesco a immaginare è quello di Sardegna alla pari con le altre grandi nazioni in Europa..”
    Concordo in pieno.

  • Non mi è chiaro cosa significhi Italia confederata: intendete Italia formata da tante repubbliche ma con la sovranità in capo alla nazione madre? L’unica forma di stato sardo che riesco a immaginare è quello di Sardegna alla pari con le altre grandi nazioni in Europa

  • Mi sembra di capire che si riferisca alla Nazione Sarda in uno Stato Federale come passaggio obbligato verso l’indipendentismo. La difesa rivestirebbe un ruolo federale

  • Anche la difesa potrebbe essere in mano alla nazione sarda. Che senso ha dare questo compito allo stato italiano, che stato indipendente saremmo in queste condizioni ce lo deve spiegare

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