Un appello per Ottana: non lasciatemi solo. Con una postilla per la scuola

5 luglio 2010 07:0116 commentiViews: 15

075Vorrei dire alcune cose a sindacati, istituzioni e partiti della mia provincia. Non sarà sfuggito a nessuno che la riunione del Comitato di crisi svoltasi venerdì 2 luglio a Cagliari per la Portovesme srl ha prodotto un importante risultato: per il 19 luglio è stata convocata la Conferenza di servizi che dovrebbe sbloccare l’iter amministrativo per il parco eolico della società. Siccome non è tempo di chiacchiere, diciamo apertamente perché questo è un grande risultato per il Sulcis: perché con l’inchiesta sulle rinnovabili in corso, non c’è uno straccio di funzionario che firma alcunché in solitudine su qualsivoglia richiesta di autorizzazione per iniziative in questo campo. Sappiamo tutti che c’è un fronte silenzioso ostile a che, anche Ottana, divenga un polo energetico delle rinnovabili. Ma dobbiamo sapere anche che o c’è una pressione politica e sociale perché gli iter amministrativi si sblocchino (ossia, perché analogamente a quanto realizzato per il Sulcis, si ottenga per Ottana la conferenza di servizi che sblocchi le pratiche) o noi non vedremo mai i campi di fotovoltaico realizzati nella nostra area industriale. Sindacati, partiti, comune e, ahimè, provincia, devono farsi sentire in modo proficuo. Io da solo non ce la faccio.
Come pure, non posso fare nulla da solo se si continua a tacere sul disastro che si sta preparando per la scuola.
Voi sapete che io sono il firmatario del comma 4, dell’art.9 della legge regionale 3/2009, che recita: ” Nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, la Giunta regionale, nell’ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni e tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisce le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche. Nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dalla Giunta regionale, la Direzione generale dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, provvede alla distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche”.
Questo comma, a proposito di indipendenza, non è stato impugnato dal governo ed è vigente. Ma per poter essere applicato richiede cultura, competenza, sensibilità sociale, comprensione del valore strategico della scuola, tutti requisiti oggi latitanti là dove si ha il potere delegato di incidere nel settore. L’effetto di questa crisi di competenza (e di democrazia, posto che il Presidente della regione aveva promesso a Macomer la Conferenza regionale della scuola e non se n’è fatto nulla) è l’applicazione meccanica delle circolari Gelmini che sta predisponendo una vera devastazione nella zone meno popolate della Sardegna. Non si tratta di qualche comune o di qualche comprensorio, ma di tutte le aree deboli, che vanno organizzate, che devono protestare, che devono mobilitarsi. Anche in questo caso, chiedo: si pensa invece forse che riesca io da solo a produrre controtendenze? Oppure ci si sveglia e tutti insieme si difende un territorio e si organizza una protesta propositiva?

Tags:

16 Commenti

  • Tonino Bussu

    Sabato 26 e domenica 27 giugno ero all’Asinara, ho voluto fare una conferenza in omaggio agli operai della Vinyls perchè sono sempre stato convinto che le lotte dei lavoratori siano giuste in quanto con grandi sacrifici si battono per il posto di lavoro che, oltre ad essere garantito dlla Carta Costituzionale, è un diritto che rende l’uomo più libero.
    E sono convinto che, se non da sardi almeno da sardisti, dobbiamo schierarci con chiunque lotti per liberarsi dal bisogno, perchè il bisogno rende l’uomo schiavo,lo umilia e il nostro ideale ci porta a stare a fianco a quei lavoratori, a quei popoli che intendono liberarsi dall’oppressione coloniale o che lottano contro i poteri forti che a volte, per raggiungere i loro obiettivi, riescono anche a piegare la politica di Stati o Governi.
    Quindi è doveroso che un sardista si occupi anche delle altre realtà fuori dalla Sardegna, Sicilia compresa, perchè dove ci sono ingiustizie, noi le dobbiamo combattere; dove c’è oppressione, noi siamo con gli oppressi; dove manca la libertà, noi appoggiamo chi si batte per conquistarla.
    Dissento perciò profondamente da chi crede che l’obiettivo del pensiero e degli ideali sardisti si eaurisca entro il perimetro della nostra isola, del nostro mare.
    Ci sarebbe da discutere molto, e lo si è fatto anche altre volte, sul ruolo dei nostri politici, sul ruolo e compiti dei nostri parlamentari o consiglieri regionali o provinciali.
    Spesso questi si adoperano per la difesa e per il benessere del loro collegio, in quanto i loro interessi sono lì, è da lì che vengono eletti, in quei luoghi trovano la forza per mantenere privilegi e prebende.
    Ecco perchè molti spendono quasi tutte le loro energie per curare l proprio orticello elettorale, acquistando meriti quando riescono a risolvere i problemi o le difficoltà che i loro elettori incontrano.
    Non appartiene certo a questa categoria Paolo Maninchedda che si pone obiettivi generali, che affronta problematiche più ampie che interessano tutta la Sardegna e non solo la sua provincia.
    Basta pensare alle tematiche affrontate in questo blog o basta leggere le analisi che fa come presidente della Commissione Finanze in Consiglio Regionale dove affronta tematiche che interessano tutta l’isola e pone problemi politici di carattere nazionale che dovrebbero far riflettere anche i nostri parlamentari, mentre spesso le sue indicazioni, i suoi appelli, le sue preoccupazioni, le sue lucide analisi vengono lasciate cadere nel nulla.
    Ed è questo che porta allo scoramento.
    Ecco perchè si chiede un impegno maggiore da parte di tutti per affrontare e risolvere i problemi quotidiani.
    Pertanto giudico immotivata e assurda l’accusa di egoismo nei confronti di chi si batte per dare voce a un territorio che ha subito una devastante opera di smantellamento degli interventi dello Stato ed è ancora in atto un’azione di desertificazione industriale che segue ad una campagna più che trentennale di demolizione dell’economia agropastorale, colpevolizzandola e indicandola come la causa prima del malessere sociale e della delinquenza.
    L’industria a bocca di bandito era l’obiettivo dello Stato.
    E il bandito era il pastore, mentre l’indusria era Ottana, era la petrolchimica, di cui oggi rimangono solo le macerie, i siti inquinati e inquinanti.
    E’ difficile uscire da questo stato di crisi; è difficile trovare soluzioni che possano invertire la tendenza sempre più marcata verso lo spopolamento dei nostri paesi, delle zone interne in particolare.
    Per invertire queste tendenze verso la scomparsa di interi paesi non si può lottare da soli,bisogna unire le forze, Ottana deve lottare con gli operai della Vinyls o del Sulcis perchè le lotte in solutidine sono perdenti, ma quando alla loro base vi è l’unità di popolo, l’idea comune di liberazione dal bisogno, il coraggio di affrontare battaglie contro ciclopiche multinazionali, allora prima o poi si vince e si restituisce la speranza di rinascita anche a quei territori che ormai sembravano averla persa.
    Pertanto, dire a Paolo vai avanti mi sembra superfluo, mentre invitare tutti a fare ognuno un po’ di più e a sostenerlo in proposte, iniziative e partecipazione, mi sembra doveroso.

  • Quanti sono i Sardi che conoscono le tragiche vicissitudini di Ottana? Pochi, anzi pochissimi. E di Tossilo, Siniscola, Isili…….? Men che meno. Disastri annunciati, anzi voluti e cercati con la complicità di spregiudicati imprenditori dalla parlata fluente come i soldi che gli sono stati regalati. Si, proprio regalati da una manica di imbecilli che avevano la presunzione di gestire “contratti d’area”, “patti territoriali” che si sono appunto rivelati come “Contratti d’Aria” e Pacchi Territoriali di Area vasta, anzi Vastissima. Senza generalizzare, e non sarebbe affatto giusto, tutti coloro i quali si presentavano con credenziali del tipo cognome che finisce in “elli”, “oni”, “ini” trovavano porte spalancate e tappeti rossi in tutti quei luoghi che tengono a debita distanza imprenditori indigeni i cui cognomi finiscono spesso con la “U”. Ma che facciano molta attenzione perchè i livelli di esasperazione stanno per superare i fisiologici limiti di guardia. Gli imbecilli, tuttavia, continuano a gestire, con poteri decisionali, le sorti dell’economia e dello sviluppo sociale di una intera regione. Preferiscono restituire i finanziamenti destinati allo sviluppo delle infrastrutture all’Unione Europea piuttosto che farli utilizzare per far crescere l’imprenditoria locale. Una cieca forma di invidia, mascherata da sana e necessaria burocrazia, è il loro motto di vita.
    Con questo modo cattivo ed allo stesso tempo servile nei confronti dello Stato, assecondano e rafforzano lo stato perenne di subordinazione ordinato dall’alto.

  • Marco Cannas

    Est tempus de pensai a un’atra manera de fai politiga, no podeus sighiri is atrus partidus de s’istadu italiota, apustis besseus che a issus!! Cumprendu s’arrinegu de Paulu, ainantis de su problema’e su trabballu, perou no podeus sighiri a tenni un’industria chi no est sa nostra, chi no trabballara materias sardas! Cuncordu cun atrus interventus e cun su de Giancarlo, candu arregordara su problema de atras industrias colonialis in terra nostra. Nos atrus depeus pensai a atras formas de trabballu, no scetti, atras formas de creditu, basta’e chi no siat cussu in manu de is bancas emilianas! Su biri sa campagna sarda sbandonara, chentza’e dha trabballai, chentza de bestiamini, e, su biri in giru is furriabentus chi ant a bessiri che is de Monti’e Arci, cantu tzeracchias depeus ancora suportai? Sa de su GALSI? Sa de su nucleare? Is furriabentus e su fotovoltaicu bandanta beni postus in logus aundi no strobbanta, in zona industrialis e in is crobetturas de is domus! Cantus cosas si toccara de biri e po ndi chistionai nc’est abbisongiu de si biri po fai progetus unitarius.

  • Stefano De Candia

    Io continuo a non capire di cosa ci si stupisce sia dell’appello di Paolo alla salvaguardia del suo territorio di competenza in termini elettorali e sia del fatto che quando la coperta è corta se copri da una parte scopri dall’altra e che quindi ci si deve, non è possibile altrimenti, ridurre ad una bieca e classica guerra fra poveri.
    Le risorse sono poche e secondo me è giusto fare delle scelte dure, non ha senso dividere le poche risorse perchè non produrrebbero effetti in nessuno dei beneficiari, è meglio dedicarle e concentrarle dove possono essere utili.
    Non stà a me dire se questi luoghi devono essere il nuorese, il sassarese, il sulcis o il cagliaritano, dico solo che forse sarebbe il caso di cambiare obiettivo di riferimento lasciando un giro fermo il cagliaritano che da sempre prende il proporzione il triplo ed oltre di tutti gli altri messi insieme.
    Adesso arriveranno i cagliaritani e mi riempiranno di insulti ecc ma la cosa è nota e solo chi è cieco o non vuole vedere può dire il contrario…
    Basterebbe controllare come i fondi regionali per la cultura sono divisi, comee dove i fondi per le infrastrutture vengono erogati e spesi, la Sassari-Olbia docet…, come in generale se 1 euro viene speso quanto và a Cagliari, città in primis e territorio intorno a seguire, e quanto al resto della Sardegna.
    Io voreri dire alla signora Lucia Garau che l’egoismo non c’entra nulla si tratta semplicemente di capire se noi sardi siamo tutti uguali o se Cagliari ha sardi sempre e in tutto più meritevoli del resto dell’isola.
    Io sono sassarese e sembra che il fatto che la provincia di Sassari abbia il tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Italia sia una cosa normale tale per cui non frega a nessuno di quelli che stanno a governare, e tutti gli investimenti devono sempre transitare da altre parti, possiamo fare un ragionamento dove le risorse se proprio non si hanno idee programmatiche di sviluppo vengono erogate in relazione alla popolazione provinciale o comunale?
    così Cagliari città prenderà per i suoi 164000, ripeto centosessantaquattromila!!!, abitanti, Sassari per i suoi 130000, Quartu per i suoi 80000, ecc. oppure la prov di Ca per 500000 abitanti, Sassari per 320000 circa, Olbia per 130000 ecc.
    Sembra più equo?
    è egoismo?

  • TEST a risposta multipla (vero/falso/mah..)

    Senza industria l’area di Ottana oggi sarebbe solo un puntino su Google noto per maschere e una chiesa del 1200.
    VERO

    Da OTTANA sono nati vari politici, portaborse, imprenditori veri o presunti tali, sindacalisti con lista delle assunzioni/tesseramenti perennemente in tasca
    VERO

    La classe dirigente (chi decide) degli enti gravitanti ad Ottana in 30 anni non ha quasi mai annoverato nessuno di Ottana
    VERO (infatti sono più intelligenti a Macomer, Nuoro, Orani, Orgosolo, Gavoi, Borore, Teti, Sarule etc..)

    Se ci fosse l’obbligo di rendere pubblici i nomi dei progettisti e decisori occulti Ottana sarebbe un esempio di vero ricambio, libero mercato e trasparenza
    MAH….

    Se applicassimo alcuni criteri restrittivi sui piani di caratterizzazione dell’area e sui carotaggi scopriremmo che si deve recintare persino il monte di Bolotana (comunque sempre meglio che vivere a Milano…)
    VERO MA LO SAPEVAMO GIA’

    Se a Cagliari qualcuno non vuole perdere faccia e i residui consensi sarà meglio che si sbrighi a dare il via libera agli impianti fotovoltaici, e che eviti di fare bottega con i fondi FRAI.
    VERO, VERO, ANZI VERISSIMO….

    Forse la Giunta cadrà allo scadere dei 30 mesi di mandato regionale, cosi’ possiamo andare a votare ed i consiglieri regionali si sono assicurati una grassa buonuscita e niente rimpasto a luglio: guai a rovinarsi le ferie estive…
    VERO, come è vero che gli auguriamo vacanze serene come quelle dei cassintegrati Legler, Queen ma anche di tanti imprenditori con Equitalia alle calcagna.

    Clivati va premiato perchè ragiona da imprenditore e fa i suoi interessi ma sa altrettanto bene che quando piove piove per tutti e quindi se va bene a lui ed al thailandese va bene tutta una filiera
    VERO (e smettiamola di dire che tutti sono venuti solo a fotterci soldi e territorio…ci sarà pure qualcuno bravo e capace come noi…)

    Clivati non va premiato perchè, di fatto è un monopolista naturale nel territorio. Se vuole, detta le sue regole e i suoi prezzi energetici e delle utilities, ma se esce fuori mercato siamo punto e a capo. Ipotesi plausibile ma remota perchè sarebbe un suicidio d’impresa.
    FALSO (e sopratutto: chi lo va a spiegare ad Aloke?)

    Clivati andrebbe santificato se “imponesse” la creazione di una rete distributiva locale di energia per l’area di Ottana, Tossilo e bacino dei 12 comuni e 60.000 abitanti dell’area. Non ci vuole la laurea per capire che una municipalizzata con reti sperimentali (lo sapete che le finanzia l’UE?) sarebbe fattibile perchè ci sono centrali, reti, competenze, e anche risorse private….
    MAGARI….(possibilmente da proporre prima che a qualcuno venga in mente di fare cadere la Giunta Cappellacci)

    In quesot territorio sfigato la fame di lavoro non si risolve con pacchetti di investimento a colpi di 100/200 addetti per azienda. Non durano e sonofacilmente preda di scopi propagandistici, razzia di fondi e per il tesseramento delle sigle sindacali. Oggi conta l’intensita di investimenti tecnologici, di innovazione e di alta professionalità. Ottana ci sta bene ma va premiato il laboratorio con 5 addetti che vende led a Singapore, chi esporta olio, torrone e carasau negli States, in Giappone ed Israele, marmo in Cina e le oppure la PMI da max 30/50 addetti. E’ vero che piccolo non è bello, senza questi requisiti ma grande è orribile, soprattuto quando decide di abbassare le serrande. Solo cosi’ c’è occupazione stabile e in crescita. Il resto sono sciocchezze….
    VERO (purtroppo)

    Eolico e fotovoltaico. Mettiamoci l’anima in pace: scucire 50, 100 200 milioni per fare parchi eolici o mega impianti fotovoltaici entro 6 mesi non è cosa per noi. Almeno garantiamo effienza energetica alle aziende e magari, se siamo bravi ci sediamo intorno ad un tavolo con l’investitore e gli chiediamo una royalties annuale per 20 anni.

  • Orrù Renato or Simonmossa

    … In un primo momento sono rimasto stupito leggendo il nome della signora LUCIA GARAU, un omonima di mia mamma, ma mi sono ripreso subito: mia madre non avrebbe mai scritto una cosa del genere (e poi non gira su internet ). Sulle cose che la Giunta fa siamo un pò tutti poco aggiornati ma questo non significa che si combini nulla ed il tono è di quelli che comunque non ascoltano risposte, indipendentemente. Ma cerco di tornare al tema Ottana, anche perché lavoro con tutte le aziende del comparto e conosco la situazione dai tempi della Montefibre. Ed è risaputo che l’ elemento che ha messo in ginocchio quella realtà industriale (come tutte le altre) non è quello TRASPORTI/INFRASTRUTTURE, che pure incide, ma l’ elemento ENERGIA in termini di costoperprodotto che metteva, per esempio, fuori mercato il prodotto della MontefibreOttana rispetto a MontefibreMestre (VE). Il basso valore aggiunto delle fibre acriliche non ha permesso di sostenerne l’ incidenza nonostante che il prodotto di Ottana fosse addirittura migliore tanto che hanno smontato tutti gli impianti e li hanno trasferiti al nord, dove l’ energia costava e costa nettamente meno. Ora Montefibre è quotata in Borsa. Capitale 22 mln di euro.
    Ora ad Ottana il principale operatore è il gruppo Clivati-Indorama rispettivamente Energia e Polimeri (PET). Hanno raggiunto ottimi risultati nonostante l’ indifferenza di molti (Regione e Provincia), Sono polo di attrazione per nuove intraprese che potrebbero occupare anche quella decina di capannoni vuoti della piana di Bolotana venuti su senza controllo ne competenza agli inizi del 2000 e mai partiti con i fondi (SPARITI) della 488. È evidente, Paolo, che si vuole che le cose non cambino altrimenti vengono fuori nuove teste pensanti, libere, capaci di modificare l’ attuale incancrenito status quo. No Paolo, non sei solo, forse avrò ripercussioni commerciali per quanto dico (non sarebbe la prima volta) ma io sto dalla parte giusta e combatto e combatterò per questo, per Ottana, per la Sardegna Centrale, per la Sardegna Intera e per tutti i Sardi, anche per quelli che non se lo meritano.
    Per la Conferenza della Scuola, ho la registrazione di UGO a Macomer….. serve?
    SALUTI R.

  • in che cosa consistono i cantieri verdi?

  • Franco Saba

    Caro Paolo, che tu sia il solo politico che si interessi alle sorti del nostro territorio, ormai e una amara realtà, noi come gruppo sardista coinvolgendo l’amministrazione di Ottana, sosteremo (anche duramente) chi sta investendo attualmente e chi ha voglia di investire nel futuro nell’area industriale, che siano iniziative legate all’energia rinnovabile o a qualsiasi altra iniziativa volta a creare occupazione, sempre nel rispetto dell’ambiente e del territorio, deve essere chiaro il messaggio che Ottana non è più terra di conquista dei soliti “prenditori” come lo e stato in passato, sarà dura ma l’unica via da percorrere insieme per ridare un minimo di dignità al nostro territorio.

  • Quanto lamenta Lucia dovrebbe essere un campanello d’allarme da ascoltare e non da sottovalutare. Si ricordi che la precedente giunta a furia di non ascoltare ha fatto la fine che ha fatto. L’attuale coalizione sembra ottimamente avviata, a differenza della precedente credo stia bruciando le tappe, ma ne riparleremo

  • Piero Atzori

    Il fatto che Paolo Maninchedda, sostenuto da molti liberi cittadini, si trovi spesso solo come politico penso sia da collegare al fatto che non pochi degli eletti rappresentano interessi clientelari che scrupolosamente coltivano. Il livello di cittadinanza è purtroppo bassino in Sardegna, per questo i partiti fanno il buono e il cattivo tempo condizionando pesantemente la vita dei cittadini in ogni aspetto e settore. Tanto che non sembra garantito un minimo livello né nella sanità, né nella giustizia, né nella scuola. Fa bene dunque Maninchedda a puntare in alto, il momento è propizio. Quanto tornerebbe utile alla causa della Sardegna ridurre il numero dei consiglieri regionali e trasformare i consigli provinciali in consigli dei sindaci senza spese di apparato! Si ridurrebbe il peso relativo del voto all’amico incompetente e si risparmierebbero bei soldi da impiegare per dare lavoro ai giovani. Intendo lavoro utile alla crescita della Sardegna, non lavoro come favore per aver procacciato voti clientelari.

  • giancarlo mameli

    Scrivere è un rischio
    Perchè si corre il rischio, di essere fraintesi,di non saper rappresentare attraverso la scrittura, il pensiero reale e la volontà di interagire per sentirsi in qualche modo attori e non comparse.
    Mi ero permesso tempo fa, sempre commentando un tuo articolo sul blog in merito alla necessità di occuparti di Ottana e del Nuorese di rappresentarti, in quel momento, il mio stato d’animo….. che purtroppo è lo stesso che oggi attraversa Lucia.
    Penso che sarebbe un bell’esempio concreto per noi, vedere tutti i consiglieri regionali del partito ad Ottana, ma averli visti assieme anche a Portovesme,Portotorres,Macomer,Villacidro…ecc.
    Ho ascoltato sempre con estrema attenzione, tutti i tuoi interventi nei consigli nazionali ( non ne ho perso nemmeno uno, pur non facendone parte); dove nell’ultimo tenutosi a Tramatza hai detto: ho pensato a lungo ad un qualcosa che potesse rappresentare l’idea che abbiamo, con poche parole….( tipo…i have one dream).
    Ecco Paolo, tu per primo sai quanto sia importante avere dei simboli, delle icone,che rappresentino al meglio l’ideale per cui combatti,ora per noi militanti, i simboli da ostentare, siete voi consiglieri regionali,siete la cartina tornasole di ciò che il partito fa e vuole fare.Per noi che presidiamo il territorio con le sezioni,per ogni singolo iscritto, è davvero importante che si evinca una collegialità di intenti.
    Forse questo, non traspare in modo tangibile, visto che io ho avuto modo, di sentire più d’una Lucia.
    con sincera stima Fortza Paris.

  • Sono del parere che da solo non puoi andare avanti. Ma è possibile che le persone elette come te in altri partiti non si associno alla tua lotta e ti diano una mano a portare avanti una vera protesta? Deve entrare in testa a tutti che questa non è una lotta che riguarda solo i sardisti ma tutta la provincia! Pèrchè non si prova a comunicare con gli altri gruppi politici? é tutto il popolo interessato non esistono colori politici bisogna andare avanti tutti insieme!

  • Paolo Maninchedda

    La prima che mi viene in testa: i 60 milioni di euro di contrasto alla povertà, tutti erogati; come pure quelli – non ricordo l’importo – per i cantieri comunali, anch’essi tutti erogati; le direttive di attuazione delle norme sulle aree di crisi, tutte varate; il rientro dalle follie finanziarie della sanità del 2008, in itinere; gli accordi per l’utilizzo dei cassintegrati e dei lavoratori in mobilità; l’accordo, recente, sull’apprendistato; i cantieri verdi. Detto questo, avrebbe potuto fare molto di più, su questo concordo.

  • Puo cortesemente segnalare una cosa, UNA, che questa giunta ha fatto a beneficio di tutti e non di pochi?
    Grazie

  • Paolo Maninchedda

    No, sig.ra Garau, non di insana competizione si tratta. Io odio il darwinismo sociale. Si tratta di equità: stesse procedure ovunque. Non ho mai insegnato a dividerci; chiamare alla mobilitazione un’area che troppo spesso è collocata nella politica regionale sempre e solo dopo altre aree, non vuol dire negare il diritto a queste ultime, ma ottenere giustizia anche per il Nuorese. L’accusa di egoismo, sempre facile a distanza, senza guardare in faccia chi la subisce e senza magari rendersi conto di quanto sia sproporzionata, è serenamente respinta al mittente.

  • Lucia Garau

    Nel leggere l’articolo ho pensato una cosa: a questo ci siamo ridotti in pochissimo tempo, a vedere il benessere di altri nostri corregionali come una insana competizione. Che cosa devono insegnare i politici al loro popolo, a dividersi. Quanta amarezza sto provando a leggere il suo articolo, ne è consapevole che il suo ragionamento è infarcito di un abbondante supplemento di egoismo?

Invia un commento