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Un altro imbroglio sanitario bocciato

Posted on 4 Giugno 20264 Giugno 2026 By Paolo Maninchedda 6 commenti su Un altro imbroglio sanitario bocciato

Per capire la portata della sentenza della Corte costituzionale n. 93 del 28 maggio 2026 bisogna ricostruire la vicenda dall’inizio.

Il 4 aprile 2023 (era Solinas) AREUS approva la graduatoria del concorso per Assistenti amministrativi. Una graduatoria regolarmente formata, destinata a essere utilizzata per coprire le esigenze di personale dell’azienda e, in presenza dei presupposti di legge, anche di altre amministrazioni del sistema sanitario regionale. Nel 2025 (Legge regionale 24/2025 era Todde) la Regione Sardegna approva una norma che proroga fino al 31 dicembre 2026 la validità di alcune graduatorie sanitarie, compresa quella di AREUS. La ragione è semplice: accelerare il reclutamento del personale e rispondere alle persistenti carenze degli organici della sanità sarda.

Il Governo impugna la legge davanti alla Corte costituzionale sostenendo che la Regione non avrebbe potuto prorogare una graduatoria che, a suo avviso, era già scaduta. Fin qui, una “normale” controversia tra Stato e Regione.
Nel frattempo, però, accade qualcosa di singolare.

Mentre il ricorso del Governo è ancora pendente, AREUS sostiene che la propria graduatoria non possa più essere utilizzata perché decaduta. In una nota del gennaio 2026 (Prot. PG/2016/0001220) l’azienda considera sostanzialmente superata la graduatoria approvata nel 2023 e interrompe il suo utilizzo. Questa è la scelta politica dell’era Todde-Pintor.

Nel frattempo, per gli stessi profili professionali, entra in gioco la graduatoria ARES, dalla quale iniziano a essere effettuate chiamate e assunzioni. Così, mentre la graduatoria AREUS viene messa da parte, l’amministrazione imbocca una strada diversa.

Poi arriva la Corte costituzionale.

Con la sentenza n. 93 del 28 maggio 2026 la Consulta respinge integralmente il ricorso del Governo e dichiara pienamente legittima la proroga disposta dalla Regione Sardegna. La Corte afferma che la disciplina delle graduatorie rientra nelle competenze organizzative regionali e che la proroga fino al 31 dicembre 2026 risponde a esigenze concrete del servizio sanitario.

Tradotto dal linguaggio giuridico: la graduatoria AREUS non era affatto inutilizzabile. Non era affatto travolta dall’impugnazione governativa. Non era affatto priva di efficacia. La sua validità è stata riconosciuta dalla Corte costituzionale.

La sentenza non impone ad ARES o ad AREUS di assumere questo o quel candidato. Non entra nelle singole scelte gestionali. Ma una cosa la fa: spazza via il principale argomento utilizzato per sostenere che la graduatoria AREUS fosse ormai fuori gioco.

Ancora una volta emerge una costante della stagione amministrativa dei Cinquetasche: prima si prendono decisioni discutibili (non scorrere la graduatoria), poi si costruiscono motivazioni fragili per sostenerle, infine arriva un giudice a ricordare come stanno realmente le cose.

Gli idonei ora chiedono che la graduatoria venga finalmente esaurita. Hanno dalla loro una sentenza che ha cancellato l’alibi principale utilizzato fino a oggi. Toccherà alle amministrazioni spiegare ai cittadini perché una graduatoria dichiarata valida dalla Corte costituzionale sia rimasta per tanto tempo ai margini mentre si percorrevano altre strade.

Le graduatorie non sono opinioni. E non sono neppure fisarmoniche amministrative: non si allungano o si accorciano a seconda di chi deve essere assunto.

Giunta Todde, Vetrina

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Comments (6) on “Un altro imbroglio sanitario bocciato”

  1. Sardinian Job ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 12:05

    Sempre la solita storia: il “merito” e gli “scorrimenti” vanno bene SOLO quando tocca agli amici.

    In tutti gli altri casi, si va di acrobazie e fantasia amministrativa.

  2. Mm ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 11:42

    Condivido
    È vergognoso nelle pubbliche amministrazioni. Vogliono far quel che vogliono: portano a pretesto alchimie e algoritmi. Ma nessuno ci crede. Non hanno coscienza e remore. Chi? Chi ha il potere di decidere. Il bianco è nero e il nero bianco.

  3. Anronio ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 11:35

    questo succede quando si vogliono sistemare amici e parenti altrimenti aspettavano la sentenza come dovrebbe essere ma loro sono i migliori cosi dice la nostra amata Presidente ed il suo capo, il bello che insultano chi fa notare le cose che non vanno

  4. Victoria ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 09:46

    Al signor o alla signora A. Esattamente come scrive. Ci sono anche dei casi recentissimi che riguardano le graduatorie, in questo caso ancora da formare e approvare. C’è un concorso recentemente pubblicato dalla RAS e ci si chiedeva se il testo pubblicato prevedesse una lista di idonei. Non è chiaro e qualcuno ha ritenuto opportuno chiedere se non fosse il caso di migliorare il testo del bando che, lo ripeto, lascia aperte diverse possibilità (se volessi essere poco diplomatica, dice tutto e il suo contrario).
    Il Direttore Generale, che firma l’avviso e che quindi ha titolo per rispondere, non chiarisce. Lo fa anche con altri aspetti dell’Avviso su cui, così si legge nella nota di un sindacato, risponde ” vagamente che lo si vedrà dal concorso” (si vede che non è uno che ha studiato le materie giuridiche, non avrebbe mai detto una castroneria di tale portata). Questo è quello che riportano i verbali delle riunioni con i sindacati. Ma se uno legge il post di oggi, se lo legge bene, forse un’ipotesi di spiegazione sugli intendimenti la trova.

  5. Paoolo1 ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 07:50

    Che tristezza, ma hanno almeno un briciolo di dignità nei confronti di queste persone. Sanno solo fare comunicati stampa, ma di sicuro non sanno governare.

  6. A ha detto:
    4 Giugno 2026 alle 07:28

    Le graduatorie vanno bene fino a quando non ci sono amighixeddus da collocare e stipendiare lautamente.
    Adesso siamo davanti ad un imminente dramma; pare che la danzatrice scalpiti per diventare assessore alla sanità, deus nos bardet….

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