Traghetti veloci, tempi lenti e orari penalizzanti: il caso Ogliastra

15 luglio 2013 08:530 commentiViews: 39

Riceviamo e pubblichiamo
di Attilio Piras
A fine anno 2009 la Tirrenia cambiò il giorno di partenza infrasettimanale da Arbatax a Civitavecchia dalla domenica al sabato notte. Cambiando il giorno della partenza si è creato un danno con un immediato effetto domino in negativo. Infatti: 1) i trasportatori dovrebbero partire il sabato, fermarsi a Civitavecchia la domenica (giorno in cui non possono percorrere le autostrade della penisola) e ripartire èer la destinazione il lunedì; 2) i turisti laziali che prima potevano fare il week end agevolmente in Ogliastra, adesso se lo vedono spezzato: possono infatti arrivvare il venerdì, ma devono ripartire il giorno dopo. Il cambio degli orari evidentemente nonr isponde a esigenze del territorio.

Ovviamente la tratta ha subito un devastante calo dell’utenza, di vitale importanza per i flussi turistici e non, dal Lazio verso l’Ogliastra e viceversa.  In tutto il periodo in cui la nave aveva la regolare partenza di domenica sera, un’utenza di 15 milioni di abitanti dell’area laziale aveva portato tutta una serie di contatti immobiliari e di fornitura di servizi tra l’Ogliastra e il Lazio (case acquistate e case in affitto, abituale weekend del laziale in Ogliastra e dell’ogliastrino nel Lazio) con positivi scambi economici e anche culturali. I cacciatori laziali, per esempio, durante la bassa stagione arrivavano regolarmente in gruppi, riempiendo i numerosi bed and breakfast locali per il sabato e la domenica .

Ma c’è dell’altro: non basta la modifica dell’orario per motivi sconosciuti e irrazionali, c’è anche la precisa volontà di penalizzare i vantaggi della rotta con il rallentamento delle navi. Quando entrarono in servizio le navi veloci, la tratta Civitavecchia-Arbatax veniva percorsa con pochissima differenza di percorrenza da quella tra Civitavecchia e Olbia. Infatti, è vero che la tratta Civitavecchia-Arbatax è più lunga, ma la tratta Civitavecchia-Olbia ha il disagio di dover percorrere a bassissima velocità, onde evitare gli insabbiamenti, la cosìddetta canaletta di ingresso che dal mare aperto permette l’attracco al porto di Olbia, e che inoltre impedisce l’ingresso in porto di più navi contemporaneamente.

Appare assurda dunque, (ma mica tanto), l’entrata in vigore dei nuovi orari delle tratte con le navi veloci a partire da dicembre 2012. Abbiamo in uso le Ferrari delle motonavi Tirrenia, le più veloci, che però regolarmente vengono fatte viaggiare a velocità di navi carretta. Il tanto atteso beneficio della parità di percorrenza viene vanificato dal fatto che le navi vengono poi rallentate durante la tratta in entrambi i versi di percorrenza, impedendo così di equiparare le tratte e di rendere competitiva quella ogliastrina. Noi vogliamo gli stessi orari, o quasi, della tratta Olbia Civitavecchia e di quella da Civitavecchia per Olbia. Perché , con gli attuali tempi di navigazione, una nave che parte da Arbatax alle 23.00 arriva alle 10.30 del giorno successivo a Civitavecchia quando dovrebbe arrivare alle sette? Si dovrebbe arrivare in orari che consentano di poter uscire dal porto di Civitavecchia prima dell’ora di traffico intenso. Lo stresso discorso vale per la tratta Civitavecchia Arbatax che dovrebbe partire alle 23 come quella per Olbia.

Veramente restiamo meravigliati del fatto che, nonostante l’Ogliastra esprima due consiglieri regionali, seppure uno di maggioranza e uno di opposizione, la Regione  non sia intervenuta rispetto a questa grande penalizzazione e non abbia mosso un passo affinché con un’operazione a costo zero venissero modificati gli orari e i giorni di partenza e di arrivo delle navi. Perché questo silenzio? Quali interessi legittimi si è inteso tutelare col cambio di orario e perché si è voluto penalizzarne degli altri, altrettanto legittimi e forse (anzi, senza forse) più diffusi?

 

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