Tremonti indecente, Sardegna inesistente

6 aprile 2011 17:4511 commentiViews: 11

256Tremonti ha oggi dichiarato che guarda con favore la realizzazione a Milano di una zona di vantaggio fiscale sul modello dell’Irlanda. È semplicemente vergognoso, indecente, schifoso, che un ministro della Repubblica preveda per Milano, la città più ricca d’Italia, una zona di vantaggio fiscale e lo stesso governo neghi la stessa cosa a una regione come la Sardegna che ha uno statuto, cioè una legge costituzionale, che prevede espressamente le zone franche. È indecente che questo avvenga quando il governo italiano impugna la legge della regione Sardegna sulla fiscalità di vantaggio nei comuni montani.
È vergognoso che questo avvenga quando si stanno discutendo norme di attuazione sulle entrate sulle quali il governo ha preteso che non si parlasse di zone di vantaggio fiscale. È evidente che la Sardegna politicamente non è rappresentata con efficacia, perchè nessun presidente della giunta, nessun parlamentare avrebbe accettato questo schiaffo in silenzio. Lo segnalo ai colleghi che mi contestano le posizioni indipendentiste: se mi avessero seguito e avessero votato la mozione sull’indipendenza, oggi l’Italia non si permetterebbe di aggredirci e umiliarci in questo modo.

11 Commenti

  • Caro Prof. Maninchedda,
    se però continuerete a governare con i partiti italiani sarete anche voi complici. Le parole non bastano più, qua fuori la situazione peggiora di giorno in giorno, servono risposte forti e rapide. Convergenza immediata di tutti i partiti, movimenti e associazioni indipendentiste in un unico blocco. Basta proclami o per il popolo sarete complici e considerati alla pari di un Tremonti.

    Con rispetto,
    Davide

  • Mario Pudhu

    Bovò, diàmine, “impressione” naras?! Cantu si podet nàrrere de sos ‘politici’ sardos est dimustratzione, prova provada, chi de sa Sardigna e de sos Sardos no ndhe lis importat unu corru. Nel migliore dei casi funt iscallaus, essidos de totu sos termovalorizadores italianos fatos a chisina, cinixu, pruine cotu (pro sa Sardigna), energia pro s’Itàlia.
    E sa cosa peus est chi nos los abbaidamus ammammalucados. Semus sempre sonni sonni. Sempre tra billa e sonnu. Meda prus sonnu e azummai nudha billa.

  • in Sardegna si è troppo occupati con i festeggiamenti per il centocinquantesimo dell’unità, a cercare di convincere i sardi che è stata l’isola a creare l’Italia e a far di tutto per fare gli italiani di prima linea pur di sentirsi importanti. Però si è sempre sottosviluppati.
    Quello che i nostri politici non hanno ancora capito è che devono far paura allo stato se vogliono ottenere qualcosa, anche se non sono indipendentisti. Ma l’impressione che ho è quella che dello sviluppo della Sardegna in realtà non gliene freghi niente.

  • Caro Paolo,

    Perche’ il nostro caro Ugo non va a negoziare e discutere queste facende con le DIMISSIONI IN MANO? Si metterebbe in una posizione di forza. Arriverebbero tutti i ministri in Sardegna di corsa come durante la campagna elettorale del 2009.

    E’ palese che il suo governo amico lo ha tradito. Amici si, ma fessi no…Ooops dimenticavo che Ugo si e’ gia autoproclamato “babbeo”.

    Il Psd’Az alleato di questo governo regionale sta perdendo la reputazione.

    Saluti

  • La battaglia sulla ZONA FRANCA INTEGRALE ha bisogno, per essere ascoltata, di un grande coinvolgimento popolare e non di apparato. Mi piace chiamarla con la denominazione antica sia perchè più facilmente percettibile rispetto alle nuove declinazioni fiscalità di vantaggio e, da ultimo, fiscalità di sviluppo, sia perchè richiama l’impegno ,la elaborazione di vecchia data del Partito Sardo D’azione (che non vi ha mai rinunciato). Strumento di politica economica abbondantemente presente in tutti i Continenti, che si tengono ben stretto, perchè il solo capace di alimentare investimenti senza di che non si crea impresa, non si creano posti di lavoro, non si crea ricchezza, non si aumenta il PIL. L’amministrazione pubblica, l’altro soggetto che può dare lavoro, credo sia satura per i prossimi 20 anni se si entra nell’ottica (corretta) di eliminare le schiere dei nulla facenti utili solo per le clientele saccheggiando i bilanci di tutti noi.
    Tutte le altre elucubrazioni su fantomatici progetti di sviluppo, ivi compreso il turismo che è strumento raffinato per forgiare un popolo servizievole, sono tutte balle utili per far prendere aria ai denti.
    Puntiamo addosso al padano Tremonti la volontà decisa del popolo Sardo.
    Il PSD’Az, fottendosene dei satrapi di destra e di sinistra (sinistri per la Sardegna), ha il dovere morale e politico di intraprendere, da subito,una grande campagna di mobilitazione con al primo punto la Zona Franca. Per avviare la libertà dal bisogno che ha come sbocco la indipendenza vera, non quella parolaia (per rimanere in sella) di consunti arnesi della politica ormai a corto di ossigeno. I Sardisti non ne debbono tenere conto, dobbiamo togliere loro il consenso.Questo deve essere l’imperativo!

  • Enzo Desole

    Ho da farle una domanda: da qualche parte ho sentito dire che i sardi, per poter dimostrare la loro volontà di indipendenza, dovrebbero dotarsi di una moneta diversa da quella corrente nel sistema Italia, per esempio acquistando biglietti da 500 euro col marchio D che sta per Germania; oppure non acquistando azioni di imprese italiane per non parlare dei titoli di debito dello stato. Che cosa ne pensa?

  • Salvatore C

    Coraggio prof non scoraggiarti.
    Ma se posso suggerire, smetti di cercare consensi tra coloro che occupano posizioni grazie solo per il loro servilismo e non certo per merito.
    Ormai lo dicono tutti, chi convinto e chi minaccioso: TORNIAMO ALLA PIAZZA, SENTIAMO COSA DICE IL POPOLO, COINVOLGIAMOLO.
    Scusa se insisto, ma sai bene che questo è sempre stato il mio cavallo di battaglia: appena squilleranno le trombe per l’adunata, sarò il primo a scendere in piazza.
    FORZA PARIS, pochi ma buoni!

  • Caro Paolo
    il consenso per l’Indipendenza va cercato nel Popolo Sardo e non in Consiglio Regionale.
    La comunicazione tra il Partito Sardo d’azione ed il Popolo Sardo è inesistente, almeno finora!

  • Caro Prof. Maninchedda, non solo la Sardegna politicamente non è rappresentata con efficacia, ma i suoi rappresentanti in seno al parlamento italiano pensano che ad essere aggredito ed umiliato non siano i sardi e la Sardegna, ma il solo PSDAZ e l’indipendentismo in generale. Se volessimo solo fermarci ad esaminare alcuni interventi in questo blog, si noterebbe la gioia di alcuni partecipanti ogniqualvolta il governo colonialista italiano impone prepotentemente la sua volontà contro gli interessi dei sardi. Questo atteggiamento è comune sia a chi si schiera a sinistra sia allo schierato a destra. I primi godono nel dire “ve lo meritate dato che partecipate ad una giunta di destra”, i secondi esprimono il loro gaudio nell’affermare il” vedi chi comanda”. In un altro suo recente intervento era palese un attimo di stanchezza dovuto all’amarezza dettata dalla solitudine nella battaglia per ribattere i chiodi dell’indipendentismo moderno. Coraggio, i sardisti siamo abituati alla solitudine, abbiamo elaborato in solitudine l’unica proposta politica originaria di emancipazione dei sardi, l’abbiamo difesa in solitudine da tutti gli attacchi dei partiti metropolitani in Sardegna. Continuiamo ad essere l’unico riferimento sia per la destra che per la sinistra sarda. I tentativi di screditare l’indipendentismo non fa che darci ragione. Continui nella sua battaglia, sarà solo nei banchi del Consiglio regionale, ma sappia che ha dalla sua parte i migliori figli di Sardegna, quelli che non piegheranno mai la testa, fino alla vittoria. Fortza paris

  • ac macomer

    Siamo alle solite,ci umiliano ogni giorno.
    Ogni giorno qualcosa di diverso contro i sardi e contro la Sardegna.
    I nostri politici latitano e non ci rappresentano per niente.
    Lo ribadisco………….. tutti a……o

  • “il paese dei balocchi”
    gli antichi detti sono sempre di moda:
    piove sempre sul bagnato

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