Ritrovarsi per dirsi addio.
Rincontrarsi per decidere di non decidere nulla, o meglio, per far mancare il numero legale in Consiglio regionale.
È questo il bilancio del vertice di maggioranza convocato lunedì scorso a Villa Devoto: un incontro arrivato dopo quasi due anni, a metà legislatura, con attorno al tavolo del cosiddetto Campo Largo assessori, segretari di partito e capigruppo intenti a contendersi un pezzo del tesoretto da 750 milioni della variazione di bilancio.
Intanto, la variazione di bilancio, annunciata da mesi e approvata in Giunta a metà aprile, giace ancora ferma ai cancelli della commissione Bilancio.
Al termine del conclave di Villa Devoto, la Todde ha parlato di “condivisione delle priorità”, a cominciare – bontà sua – dalla sanità.
Sui contorni del piatto forte, invece, silenzio.
In particolare sulla questione dell’abolizione dell’addizionale comunale della tassa d’imbarco: quel balzello da 6,50 euro a passeggero che lascia ai Comuni solo 0,75 euro e dirotta il resto all’INPS per coprire la cassa integrazione degli ex Alitalia.
Un tema che divide la maggioranza: da una parte Cuccureddu e i 5 Stelle, favorevoli a una cancellazione parziale (solo nei mesi invernali), dall’altra Pd e Avs di Piu e Orrù, netti nel dire no. Abolirla, spiegano questi ultimi, significherebbe caricare la Regione di un onere da 30 milioni l’anno per coprire una tassa statale. Tradotto: la Meloni si intasca il plauso, la Regione paga il conto.
Cuccureddu e i Pentastellati puntano invece a potersi intestare una mezza misura, utile per dire agli elettori che “qualcosa si è fatto” per aumentare i flussi turistici. Propaganda contro propaganda, insomma.
Le tasse sui trasporti (turistici e no) sono un tema delicato.
Permettono di finanziare servizi, per esempio manutenzione urbana, cultura e gestione del turismo senza gravare sui residenti.
Possono anche limitare il turismo mordi-e-fuggi.
Tuttavia possono rendere più costose le destinazioni, scoraggiare parte dei visitatori (specie i turisti mordi e fuggi) e aumentare gli adempimenti per strutture ricettive e host. Inoltre, se gli introiti non producono miglioramenti visibili, rischiano di apparire solo come un’imposta aggiuntiva. Insomma, non è tema da propaganda, richiede ragionamenti.
Ed è qui che vogliamo soffermarci, sulla schizofrenia politica dell’assessore del turismo.
Quali voli aumentano senza le tasse d’imbarco? I dati parlano chiaro: soprattutto i voli delle low cost, le compagnie tanto odiate dall’assessore Cuccureddu, quello che si compiace che la pizza da Briatore costi 100 euro perché lui vuole turisti ricchi che spendano.
Cuccureddu è un assessore che usa la politica per inserirsi nel jet set; usa le istituzioni come se fossero il concorso di Miss Italia per promuovere se stesso e essere ammesso dove anela evidentemente vivere: nel mondo del lusso e della ricchezza.
Le Baleari, per avere gente tutto l’anno, organizzano l’offerta e spalmano gli eventi in modo da rendere abituale la destinazione; Cuccureddu no, Cuccureddu fa i grandi eventi a spot, come i Dj fanno le feste estive.
L’Aga Khan aveva creato prima una grande e moderna ricettività di alta gamma e aveva fondato una compagnia aerea per stabilizzare la destinazione, giungendo più volte quasi a regalare i biglietti pur di favorire il flusso; Cuccureddu no; Cuccureddu fa il volo Olbia-New York, ma solo per chi vuole pagare molto, cioè ha costruito una linea per creare una rendita per la compagnia aerea che vende non se stessa, ma la Sardegna.
Adesso Cuccureddu vuole il turistone riccone perché ritiene che sia il pollo da spennare per la Sardegna (ma trascura che la Sardegna non ha un meccanismo per cui le spese pazze del riccone si distribuiscano su tutti i sardi, per cui il pollo di Cuccureddu è un pennuto destinato alle cucine dei soli amici di Cuccureddu), però vuole anche il favore elettorale dei sardi poveri che lucrano sui turisti mordi e fuggi. Cuccureddu è il bullo dei poveri che però piange per compiacerli, è un cry bully.
In Aula la mozione dell’opposizione (iscritta all’ordine dei lavori nella riunione di ieri) per impegnare la Giunta ad avviare un negoziato con Roma sull’abolizione della tassa d’imbarco non è stata neppure discussa.
Motivo: mancava il numero legale.
Il Parlamento sardo è infatti deragliato al primo punto all’ordine del giorno: la normetta che modifica la leggina sul Trenino Verde del genio Corrias (PD) e che abroga ben quattro articoli della stessa legge approvata dal Campo Largo soltanto tre mesi fa. Come dire: alta ingegneria legislativa sgamata.
E perché debbono oggi abrogare quattro articoli votati tre mesi fa?
Perché negli articoli abrogandi Corrias, sicuramente compiacendo qualche suo elettore ogliastrino, aveva ipotizzato di segmentare, su una linea percorsa da treni attivi, anche un ferrociclo, cioè uno di quei circuiti su cui vanno le bici che camminano su rotaie. ‘Azz, siamo alle più sofisticate perversioni legislative e al gusto del rischio; il Consiglio, disciplinatamente, ha pure approvato! Altro che turismo, siamo ai casi studio della psichiatria legislativa.
Sui trasporti, insomma, non si decolla.
Si precipita.
O, se va bene, si parte per “missione istituzionale” in Cina, per esempio.
Come l’assessora Barbara Manca, volata in queste ore a Sichuan: dicono per lavoro, ma forse solo perché, vista la situazione dei trasporti, l’assessora ha deciso di allontanarsi il più possibile per riflettere con calma.

Caro Paolo, avrei una proposta. Di semplice applicazione. La tassa di imbarco dovrebbe raddoppiare. E le somme incrementali utilizzate per alleviare le pene di chi non si arrende all’idea che il turismo, questo turismo, sia la più grande iattura che si possa immaginare in Sardegna. Non vivo di turismo, non sono un tassista (a cui la Regione da anni, udite udite, fornisce i denari per acquistarsi il mezzo), uno di quelli che per fare 6 km prende 20- 25 euro; non ho un chiosco a concessione ridicola al Poetto; non ho un ristorante, uno di quelli che prendi pasta al pomodoro e paghi 15 euro solo perchè sei in Sardegna; non ho un bar che fa pagare un aperitivo al prezzo di Parigi (e non è solo un modo di dire); non ho una casa da affittare in nero; non faccio il giardiniere, sempre in nero, a 100 euro al mese per far finta di manutenere il giardino della seconda casa. E allora, qualcuno di questi prenditori, molti dei quali in cima alle classifiche degli evasori fiscali, mi dovrebbe spiegare perchè diavolo 36 milioni (diconsi trentaseimilionidieuro) delle tasse che pago io dovrebbero andare a finanziare le low cost? O i loro affari. I turisti non vengono più in Sardegna? Nel luogo dove sono disposti a farsi spennare per tutto, e dico tutto, per 6,5 euro in più, il prezzo di un tramezzino in qualunque aeroporto sardo e non? Dai, cari prenditori del turismo, se volete Ryanair PAGATELA VOI!!!
prof ma dopo 23 anni ci sono ancora ex dipendenti Alitalia in cassa integrazione la tassa è del 2003
la variazione del Bilancio non è stata fatta perchè aspettano gli esiti delle elezioni per accontentare qualcuno del loro schieramento, la mania di Cuccureddu è di fare della Sardegna una Regione a sei Stelle senza pensare a chi ci vive tutto l’anno e la maggior parte non arriva a fine mese e lui pensa ai ricchi
Professore…..l unica speranza che abbiamo è che lei scenda nuovamente in campo……… Pattada è con lei,…
Che brutta fine 😥
Il campo largo sardo pensa di poter reggere ad ogni fibrillazione. Non teme spallate. Ed ha ragione. Da chi potrebbero provenire? Da questo centrodestra di presunta opposizione? Una parte del PSd’Az ha fatto accordi con Cabras-PD e sostiene Milia a Quartu sotto le mentite spoglie delle liste civiche senza etichette o simboli. L’altra parte si appresta ad una guerra civile interna. La lega (Deo gratias) è estinta. Le restanti commponenti non toccano palla e tutto vogliono fuorchè nuove elezioni.
Caro Paolo, o nasce qualcosa di nuovo in Sardegna o questo pantano si stabilizzerà nonostante tutte le assurdità ed i danni che ne derivano….la vicenda di Abbanoa…..il sacco del territorio….gli stanziamenti mancia delle leggi finanziarie…il disastro della sanità ….le regalie a Giulini….. Mi fermo, non ti voglio intasare il forum…
E come dice De Gregori….la storia siamo noi….NESSUNO SI SENTA ESCLUSO.
Pensaci anche tu.
Da ignorante: perché la Corsica ha voli come treni sia nei costi che nelle frequenze e noi stiamo ancora cercando di capire come ci chiamiamo?
Non ho soluzioni, né proposte, perché sono ignorante. Ma, forse, non sono l’unica ad esserlo, visto il panorama…
Situazione surreale, una paga da quasi 10 mila euro il mese e non hanno i numeri in aula. Vadano a lavorare altrove. La giunta e i consiglieri stanno cercando di mettersi d’accordo per la variazione di bilancio da 750 milioni, molto probabilmente vedremo nuovamente elargiti i famosi emendamenti per gli amici degli amici, non certo sarà priorità la sanità, come vogliono farci credere. Emilio Fede la battuta la ha proprio azzeccata, ” Che figura di merda!!!!”.