Traffici di Stato e sottosegretari mendaci: Terna compra sul mercato elettrico a un prezzo doppio rispetto a quello offerto da Ottana Energia, ma non compra da Ottana Energia. Una sfida: dica Terna da chi ha comprato? Informazione sarda e italiana incapace: raccontano i drammi personali e non le storie dei carnefici. Il Presidente della Repubblica sfodera la solidarietà di comodo

30 agosto 2012 09:3418 commentiViews: 63

L’informazione, con tutto il rispetto che le si può portare, è lo specchio dei tempi. La Sardegna e l’Italia sono afflitte da una mediocrità irrimediabile, che affonda le sue radici nella scuola e nella famiglia e, inevitabilmente, anche i giornali e  le televisioni riflettono questa crisi di capacità. In questi giorni tutti i giornali hanno mandato i loro inviati in miniera; tutti hanno raccontato i drammi di Tizio, Caio e Sempronio. L’informazione è diventata come ‘C’è posta per te’ di Maria de Filippi: deve commuovere, non informare. Se deve far parlare la politica, fa in fretta: dieci dichiarazioni ben distribuite tra maggioranza e opposizione e tutto si conclude. Non c’è stato un giornalista che abbia raccontato le porcherie di Enel, Terna (società partecipata indirettamente e inutilmente dalla Fondazione Banco di Sardegna) e compagnia. Non c’è stato un giornalista ( a parte questo) che abbia raccontato il sistema assistenziale e fallimentare che specifici uomini politici da trent’anni portano avanti nel Sulcis; anzi, c’è stato anche chi ha celebrato questi uomini, chi ha dato loro importanti tribune.
Tutto comunque molto di sfuggita; tutto tangenziale.  Silenzio. Per tre motivi: primo, perché capire costa fatica; secondo perché attaccare questi monopoli di Stato significa toccare il sancta santorum della finanza italiana a cui tutti gli organi di tsampa sono sensibili (Enel e Terna fanno molta pubblicità… ; terzo perché fare un’indagine politica sul ruolo dei partiti  nello sfascio del Sulcis (e su alcuni settori della Sinistra e della Destra Pozzista in particolare) richiede cultura, intelligenza e libertà. Quando nel Nuorese la Legler mise per strada 1200 operai, nessun giornale si sognò lontanamente di dire che la Regione o lo Stato doveva acquisire quelle imprese (lo disse Soru in un momento non proprio esaltante e poi non lo fece). Il Nuorese si incamminò in un faticoso processo di riconversione di cui non si vede ancora la luce. Nel caso Sulcis, la frittata viene rigirata continuamente, così che gli ingredienti non siano visibili: il Nuorese al mercato truccato, il Sulcis allo Stato.
In questo quadro disgustoso, personalmente continuo a denunciare ciò che viene nascosto da tutti, e quando dico da tutti, dico anche dai colossi come il Sole 24 ore, il Corriere della Sera, l’Unità, IL Fatto ecc.
Prima Notizia: il Sottosegretario De Vincenti mente. Risulta dai documenti che il sottosegretario De Vincenti abbia mentito nella risposta data al senatore Cabras su E.On a Porto Torres. dall’intervento di Giorgio Oppi in Aula, risulta che De Vincenti abbia anche ignorato in tutti questi mesi l’offerta Glencor. Se una rondine non fa primavera, due rondini fanno estate. Questo sottosegretario con amnesie, poche conoscenze, dichiarazione mancanti, offerte dimenticate, non è mai stato attaccato per la sua incapacità dalla stampa. Né alcuno si è preoccupato di indagare quali siano i suoi rapporti in Sardegna, chi lo informa e di che cosa parlano. Ma resta un fatto: in America un sottosegretario di Stato che fa errori così gravi fa le valigie in un batter d’occhio; in Italia, no. In Italia c’è la pastasciutta e la confessione cattolica da molti intesa come lavatrice morale e non come grande e paziente misericordia di Dio.
Seconda notizia: il caro energia della Sardegna è prodotto dagli oligopoli protetti dallo Stato Il caro energia della Sardegna ha dei nomi: Enel e E.On. Non lo dico io, lo dice l’Authority per l’energia nel consuntivo 2011, la quale dice anche che l’unica compagnia che ha abbassato i prezzi in Sardegna è stata, a partire da settembre dell’anno scorso, Ottana Energia. Ottana Energia è l’unica compagnia da cui Terna non acquista stabilmente l’energia e ciò avviene esattamente da quando Ottana Energia ha formulato la proposta di acquisto da E.On (proposta d’acquisto nascosta da de Vincenti) della concessione per realizzare il Quinto Gruppo a carbone a Porto Torres al posto della inadempiente E.On.
Terza notizia: Leonardo Senni,  Direttore del Dipartimento energia del Mise non è politicamente affidabile Il 3 agosto u.s. si è svolto al Mise una importante riunione tra le organizzazioni sindacali, il Ministero, rappresentato appunto dall’ing. Senni, la Regione e Ottana Energia. In quella sede, testimoni i sindacati che ho provveduto a risentire e dai quali mi sono fatto confermare quanto sto per dire, Senni dichiarò che Terna avrebbe continuato ad acquistare l’energia da Ottana Energia per tutto il 2012 in modo da compensare gli squilibri di mercato prodotti dalla ammissione al regime di essenzialità di E.On a Porto Torres. Da una settimana Terna non compra più l’energia da Ottana Energia. Senni non è credibile.
Quarta notizia: Terna compra sul mercato sardo al prezzo doppio rispetto a quello offerto da Ottana Energia Andate su questo sito; cliccate su Valori del mercato dei servizi di dispacciamento del 29.08.2012. Si aprirà un foglio di Excel; cliccate sulla linguetta in basso Pmed Up, leggerete in questo modo il prezzo medio  per la Sardegna praticato da Terna per l’acquisto di energia nell’Isola: siamo a valori sopra il 390 euro a megawatt. Ho chiamato Ottana Energia e ho chiesto loro quale offerta avevano fatto: più o meno intorno a 195 euro. Quindi Terna non vuole acquistare da Ottana Energia al punto da comprare le stesse cose al doppio del valore. Da chi? Ovviamente siamo in Sardegna e non in Puglia; in Sardegna chi ha il potere di far domande e di esigere le risposte non le fa ai grandi gruppi. Ma è chiaro: Terna vuole fare chiudere Ottana.

Su Napolitano non ho niente da dire: uno che viene in Sardegna, si stupisce perché un operaio grida; poi assicura il suo impegno col Governo e oggi dice che solidarizza con gli operai, rivela da solo il grado di opportunismo vetero-togliattiano che lo anima. È lo stesso che lo ha indotto da giovane a sostenere l’invasione dell’Ungheria e da vecchio ad andare a Budapest  a chiedere scusa. Tutto troppo, troppo, troppo facile. Ma siamo in Italia, c’è la lavatrice.

 

18 Commenti

  • Lo so che di sardismo diffuso e confuso sono pieni i nuraghi. E votano PD-PDL. E’ quello il tasso di sardismo che ti piace? E che trovi essere superiore a quello degli iscritti al PSD’Az? Non c’è chi non vede in questo un grande stato confusionale.
    Diversamente interessanti è l’opposto della minestra riscalata. Perchè la realtà non è un fermo immagine.
    Dal 1921 al 2012 conta i cadaveri; il PSD’Az ancora ti tormenta e questo può essere un buon segno. Non è mai troppo tardi!

  • Egregio Nino, mi preoccupa questo “diversamente interessanti”, significa che non lo erano affatto? E ancora con questa storia del Dna, se facessimo l’esame a tanti iscritti del Psd’Az troveremo una percentuale di sardismo pari allo 0, così come ce ne sono tanti senza essere iscritti o apparteneti a altri movimenti che di percentuale ne hanno maggiore. Comunque fuor di polemica, mi incuriosisce questo congresso, mi interessa che cosa ne scaturirà e quali uomini metterà in campo.

  • Egregio Luigi P, i Congressi Sardisti sono stati tutti diversamente interessanti. Mai banali. Se a novant’anni suonati è ancora sulla breccia, più fotocopiato di prìa, qualcosa vorrà pur dire. Il DNA è DNA! Ieri, oggi, domani.

  • Per Nino
    Quelle erano altre persone, altri caratteri
    Quello era un altro Psd’Az
    (Sono curioso del vostro congresso di ottobre: svolta o solita minestra riscaldata?)

  • Voleva dire di più ma non l’ha detto.
    Nessun amico sarebbe in grado di spiegarci quello che Lei avrebbe voluto dire ma non ha detto.

  • Mario Melis, Il Presidente, non accettò mai di incontrare a Roma dirigenti ministeriali e/o Sottosegretari. Quando una volta accadde che a riceverlo trovò un Sottosegretario ed il direttore generale del ministero, il Ministro aveva altri impegni ma non informò preventivamente la Presidenza della Regione, Mario Melis sbattè la porta indignato e rientrò in Sardegna. Il Ministro lo inseguì per un mese per chiedegli scusa. E non c’è stato nessun feudatario romano a imporsi per fargli cambiare idea. Quando si dice libertà…………

  • Grazie Paolo per il tuo personale impegno che, se non altro, sta risvegliando “coscienze sopite” da anni di obblio che hanno consentito che si creasse la catastrofica odierna situazione.Ma siamo ancora convinti (da sardi)di entrare in Europa come una mandria di incapaci ad autogovernarsi, sotto il giogo di un manipolo di inamovibili furbastri? O non è tempo, finalmente, di riprenderci la libertà di cittadini, la consapevolezza della nostra storia, il sentimento di popolo, la dignità di sardi che chiedono solo di essere onestamente amministrati? Per me, è tempo che i sardi sentano questa necessità, questo bisogno di onestà, di giustizia (anche sociale).Per farlo, però, tutti insieme, dobbiamo smettere di accapigliarci ed allearci intorno ad un progetto politico nuovo e credibile (tipo quello di cui parli e scrivi da tempo).Fortza paris

  • Paolo la tua opera divulgativa è veramente apprezzabile perchè queste informazioni da altre fonti sarebbero difficili da apprendere.

    Una nota su Carbosulcis e su questa Sardegna ipocrita. Carbosulcis, cioè Regione Sardegna, è una azienda che ogni anno “produce” almeno 20 milioni di debiti, il carbone sardo è pessimo, robaccia, che piaccia o no; nel libero mercato Carbosulcis significherebbe tutti a casa e libri in tribunale, come è stato nel nuorese.

    Ora NOI dovremo spendere (Carbosulcis=soldi pubblici) 1,5 miliardi per un progetto di riqualificazione? Ma qui siamo matti, in preda ad una insolazione collettiva.

    Bisogna avere l’onestà intellettuale di mettere una pietra fine su questa vicenda, su questa farsa che oggi, davanti all’operatore del Tg di turno viene chiamata “tradizione mineraria da difendere”.

    Nella realtà questo e altri disastri sono lo specchio dell’operato di una classe politica inesistente, di un sindacato viscido rappresentato da papponi inguardabili e maestri nell’uso della “lavatrice” alla prima occasione, e anche da una società civile senza anima, supina alla consegna del piatto di minestra e che ringhia quando il feudatario di turno lo ordina.

    Il capo dello stato in qualche modo sintetizza il pease che rappresenta, quindi c’e’ poco da stupirsi a fronte di certe esternazioni.

  • Riprendo il titolo della terza notizia: Leonardo Senni Direttore del Dipartimento energia del Mise non è politicamente affidabile.

    Mi pare che la considerazione che un direttore di dipartimento non sia politicamente affidabile sta nelle cose: non è che sia politicamente affidabile, è che lui non è un politico, e non ha nessuna autorità di prendere impegni per enti collegati al ministero da lui rappresentato.

    Questo vale ovviamente per tutti i burocrati in generale: è come se il direttore generale dell’assessorato regionale dei lavori pubblici prendesse impegni per l’ENAS, o per Abbanoa.

    Lo sbaglio semmai lo fa chi da credibilità a questi personaggi: quando il tavolo della trattativa è presieduto da uno di loro, state pur certi che non se ne farà nulla e verrà smentito alla prima occasione.

    Che autorità ha il direttore del dipartimento energia del mise nei confronti di TERNA?
    nessuna

    Che autorità ha il direttore del dipartimento energia del mise nei confronti di ENEL?
    nessuna

    Non dimentichiamo peraltro che enti e società come questi, seppure participati in toto o in parte dallo stato, sono assolutamente autonomi nelle loro decisioni, e su questo i politici ci hanno sempre giocato, facendo promesse che sapevano già che non sarebbero state mantenute.

    Nelle riunione del 3 agosto mancava l’nterlocutore principale, cioè terna, e quando questo succede i nostri dovrebbero subito rifiutarsi di stare lì a perdere tempo e farsi prendere in giro.

    Ma forse anche questo fa parte del gioco.

  • Francesco Oggianu

    Paolo ha perfettamente ragione: vogliono chiudere Ottana. I carnefici li conosciamo: Corrado Passera, le lobbyes (E.On) e tutti coloro che gli stanno attorno, con l’indifferenza dei nostri partiti politici nazionali.
    Un appello: non lasciamo solo Paolo in questa dura battaglia. Lo chiedo agli altri consiglieri regionali del territorio nuorese, lo chiedo ai parlamentari e lo chiedo alla gente e ai sindacati. La partita si presenta difficile, contro i mostri dell’economia italiana

  • Caro Pippo, sono convinto anch’io che l’energia e i suoi costi non siano l’unico problema della Sardegna. In Sardegna come altrove la prima emegenza è la cultura, ossia quell’insieme di competenze e di educazione che produce un certo costume sociale. Quando parlo di autogoverno, cerco anche di sollecitare questo profondo livello di responsabilità, assente, per esempio, in larghi settori dell’amministrazione regionale. Tuttavia, in Sardegna tutto ciò che ha a che fare con le tariffe svela quanto gli oligopoli di Stato siano distorsivi della libertà e dello sviluppo: dall’energia ai trasporti. Io combatto per la mia terra senza fette di prosciutto sugli occhi sui suoi difetti; ma combatto anche e duramente contro le sanguisughe di Stato. Un abbraccio e, spero, a presto.

  • Salve, sono Sofia, lavoratrice del sito industriale di Ottana, di quel sito che muore,grazie anche allo Stato che tanto lo ha voluto, prima negli anni 70, poi con il Contrattod’area negli ultimi anni. Il silenzio è unanime, pochi insorgono e sono voci sole, come lo è quella dell’Onorevole Maninchedda, eppure lui non è il solo politico che il territorio ha eletto,così alla Regione come nelle poltrone del Parlamento Nazionale in un territorio povero, povero di lavoro, di dignità e di identità.Tutto questo accade mentre un altro territorio, il Sulcis, lotta come non mai per difendere il lavoro, per difendere ogni singolo posto di lavoro, ci si deve inchinare difronte a tanto coraggio e tenacia.Abbiamo visto la lotta operaia dei lavoratori di Ottana, ma è storia, una storia che dovrebbe insegnare e aiutare le nuove generazioni a salvaguardare la solidarietà e l’identità che è o era della nostra cultura, invece viviamo la profonda indifferenza e il più cinico individualismo, che serve solo a lasciare dormiente un territorio che ha fame di tante cose! Il lavoro è il primo cibo!

  • Grazie Signor Aramis, quanto Voi scrivete è esattamente ciò che io volevo dire, ma Voi con questa risposta lo esprimete molto meglio, per Voi è sempre colpa di tutti tranne che Vostra. Andate avanti così!.
    Volevo dire molto di più, di quanto Voi avete capito, evidentemente e anche inutile andare avanti a spiegare, non serve.
    Mi scuso con Voi per aver urtato la Vostra sensibilità, ma ribadisco che “chi è causa del proprio male, pianga se stesso”, detto questo non ho più niente da dirVi.
    E per quanto riguarda il Prof. Maninchedda non l’ho accusato di nulla ne oggi ne in passato e non vedo elementi per cui accusarlo in futuro, è persona che conosco e che stimo, ma ripeto, volevo dire molto di più di quello che Voi avete capito, fateVi aiutare da qualche amico a comprendere meglio.
    Buona giornata.

  • Gentile signor Pippo, lei non entra nel merito. 100 cosa e 10 chi?
    E’ evidente che problema dell’energia non sia l’unico in Sardegna. Offende chi tiene questo sito e chi lo legge pretendere che si pensi questo.
    Il problema è che spesso il 10 dei problemi dall’esterno moltiplica i fattori che comportano il 90 interno. Il 10 dell’energia gestita a cazzo e con prepotenza per riempire la pancia ai boiardi e a certa finanza, comporta il 90 delle imprese che chiudono e dei disservizi sul territorio.
    Onestamente mi sono stufato di quelli come lei del: “adesso vi spiego io come va il mondo, la colpa è vostra, dovete cambiare”.
    Entri nel merito: Terna fa o no il gioco delle 3 carte? Enel rispetta o no gli impegni scritti? Ed E On? E tutte le imprese dall’annuncio e dalla promessa facile?
    Maninchedda potrà essere accusato di tutto ma non di omissione per convenienza politica.
    Non è un fariseo, dogmatico nella dottrina e duttile nell’attuazione. Semmai talvolta è manicheo.
    Ma non ipocrita per convenienza politica come, di fatto, afferma lei.

  • Da mesi parli del problema dell’energia, a parte che ritengo ancora, come avevo scritto qualche tempo fa, che l’energia è un bene di tutti, sempre meglio il peggior operatore pubblico ad un operatore privato, chiunque esso sia.
    Comunque tu pensi che il problema dell’energia sia l’unico problema della tua terra? o il problema principale?, caro Paolo, penso che i problemi reali della tua terra siano ben altri, i problemi di cui tu continui a parlare, sono solo conseguenza di problemi più grandi, problemi che una persona con la tua intelligenza conosce molto bene, ma capisco che può non essere politicamente conveniente parlarne.
    I cambiamenti avvengono non perché cambia l’ambiente circostante, ma l’ambiente circostante cambia se iniziamo a cambiare noi, modo di pensare, una modalità nuova, per esempio di affrontare i problemi.
    Sono convinto, è molti studi e ricerche condotte da prestigiose università, confortano queste mie convinzioni, che fatto 100 i problemi, 90 sono da ricercarsi al nostro interno, solo se iniziamo a risolvere i nostri problemi, possiamo pensare di affrontare quei pochi che sono all’esterno. ma fare autocritica è difficile per tutti, me compreso.
    con stima.

  • Luigi Serra

    Ma cale Partito Sardo D’azione?
    Una die ches perdida s’azione….
    Mha!!

  • Credo che l’interlocutore che abbia l’autorità per chiedere conto al governo di quanto riportato nelle quattro “notizie” ci sia, ed è il presidente Cappellacci, e l’occasione è la prossima riunione a Roma.

    Occorre PRETENDERE, non chiedergli, ma PRETENDERE che le porti a roma, e che le sbatta in faccia ai suoi interlocutori.

    Diversamente mi chiedo a che pro parlarne, se non in prospettiva di qualche azione forte.

    Ritengo che questo sia un punto da portare al prossimo congresso: il partito sardo d’azione TUTTO INTERO ED IN OGNI SUA ARTICOLAZIONE ED ATTIVITà, e non soltanto il consigliere maninchedda nel suo blog che sicuramente è molto seguito ma ha i limiti di un blog, si faccia promotore della denuncia e della divulgazione delle malefatte che la nostra terra subisce da sempre dal governo centrale.

    questo è l’impegno che deve scaturire dal congresso:

    IL PARTITO SARDO D’AZIONE

    PRESO ATTO che:
    – lo Stato italiano è largamente responsabile:
    1) dell’inquinamento dei siti industriali più importanti della Sardegna;
    2) della desertificazione del settore manifatturiero in Sardegna;
    3) dell’eccesso di pressione fiscale e tariffaria sulle imprese e sui cittadini;
    4) del sistema di regole e privilegi che sta consegnando la Sardegna a poche imprese dominanti, ormai prossime a configurarsi come oligopoli;
    5) del tentativo di scaricare sul bilancio regionale i costi del welfare, della scuola e degli enti locali, oltre quelli già a carico della Regione, dei trasporti e della sanità;
    6) della spoliazione culturale derivante da una sistema scolastico monolingue, ostile alla cultura e alla lingua dei sardi, sostanzialmente non diversificato nell’offerta formativa e ormai allontanato dalle aree rurali;
    – la maggior parte dei fondi statali stanziati negli anni passati per l’industrializzazione della Sardegna è stata consumata da industrie di Stato che poi hanno abbandonato e continuano ad abbandonare la Sardegna;

    RICORDATO che il patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna ha subito i maggiori insulti per le concessioni governative concesse dallo Stato;

    ASSUNTO che nei settori della sanità, dei trasporti e della scuola, lo Stato italiano da una parte impone le regole antiquate e oligopolistiche che caratterizzano da sempre la sua storia e la sua cultura, dall’altro scarica interamente i costi di questi diritti sulla fiscalità regionale, cioè sulla ricchezza prodotta dai sardi;

    CONSTATATO il privilegio accordato nel tempo dallo Stato italiano alle regioni del nord Italia in termini di trasferimenti pubblici, di servizi e di infrastrutture, confermato recentemente dalla rimodulazione del riparto di alcuni fondi europei che ha determinato che nel sud e nelle isole sia rimasto poco più del 30 per cento delle risorse originariamente disponibili;

    RICORDATO che del territorio della Sardegna decidono i sardi e non lo Stato italiano,

    si impegna

    – a portare a conoscenza del popolo sardo tutte le omissioni, i danni e le sperequazioni che la Sardegna ha subito prima dal Regno d’Italia e poi dalla Repubblica italiana;
    – a guidare la Sardegna verso una piena e compiuta indipendenza.

    avete ragione, non l’ho pensata io, questa è infatti, con qualche adattamento, la mozione che nel maggio del 2009 il gruppo del PSd’Az ha presentato in consiglio regionale e che è stata approvata, seppure con notevoli modifiche, nella seduta del 18 novembre 2010 con l’ordine del giorno n.41.

    mi pare che oggi i contenuti della mozione siano di una attualità e di una evidenza straordinaria.

    non lasciamoci sfuggire questo treno

    FORZA PARIS

  • Riprendo Vito: “La libertà di stampa è di chi possiede un organo di stampa”. Non aggiungo altro.

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