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Todde-Zedda: soldi ai ricchi, danni ai poveri (compresa l’acqua)

Posted on 13 Novembre 202513 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 8 commenti su Todde-Zedda: soldi ai ricchi, danni ai poveri (compresa l’acqua)

L’ho sempre chiamato il “patto del tradimento” dopo quello del ricatto: l’accordo tra i Progressisti e i Cinquestelle per mandare Massimo Zedda in Comune e Alessandra Todde in Regione avvenne dopo l’aut aut dei Cinquetasche (“o il Presidente è la Todde o non si fa l’accordo”) e ebbe come conseguenza l’addio repentino dei Progressisti a Soru, con il quale essi avevano condiviso fino ad un attimo prima la richiesta delle primarie.
Da chi è disposto a ogni cosa per il proprio successo è ragionevole aspettarsi di tutto, ma vedere un governo di sinistra arricchire i ricchi e impoverire i poveri in modo così sfacciato fa un po’ impressione. Vediamo i fatti.

Lo stadio Oggi la Giunta Zedda fa proclami peananti, con l’assessore Macciotta eretto, con pisellino (politico) esibito per essere l’Amministrazione comunale addirittura in anticipo nella progettazione e messa a bando dello stadio del Cagliari.
Questa Giunta comunale di Sinistra (nel senso delle chiacchiere e del professionismo politico parassitario), che sta costringendo migliaia di persone che ogni giorno si recano a Cagliari a uscire di casa almeno un’ora prima dell’ingresso al lavoro, tanto è caotico il traffico; questa Giunta che ha avuto l’improntitudine di rispondere alle lamentele con il celebre “lavori vostri”, versione da galateo di “cazzi vostri”, oggi regala 60 milioni di euro (diconsi 60, 50 di Regione e 10 del Comune) a Giulini per fare non uno stadio, ma uno stadio più un Hotel con 126 stanze, un centro benessere, un centro congressi…. Ai poveri il traffico, la città sporca, le baby gang alla Marina, la friggitrice dello street food come futuro, ai ricchi i soldi per regalare ai poveri, domani, lo svago e sempre ai ricchi gli hotel e i centri benessere. Caligola ha fatto scuola.

Abbanoa La Giunta Todde concede 50 milioni di euro a fondo perduto a Giulini per fare l’Hotel a bordo campo e ne vuole togliere 200 e rotti a Abbanoa, cioè a una società pubblica. Tutto questo, dice Sua Sentenza, che ha col diritto lo stesso rapporto che io ho con l’uncinetto, per “fare l’acqua pubblica” (solo lei capisce di cosa sta parlando).
Però, adesso, la Todde è un po’ più nei guai su Abbanoa: l’opposizione ha presentato un’interrogazione.
Proviamo a recuperare e elencare i documenti, disponibili e occultati, dell’affaire Abbanoa:
1) Parere legale dello Studio Bonelli Erede (chiesto da Abbanoa e inviato all’Egas, non disponibile);
2) Delibere dell’Egas (scaricabili, ma da leggersi con i verbali, non disponibili, del Comitato Istituzionale d’Ambito, dove non sono mancati scontri accessi, tutti messi a verbale);
3) Relazione di un Advisor sulla sostenibilità finanziaria  (richiesto dall’Egas a Abbanoa, commissionato da Abbanoa e poi trasmesso all’Egas), il quale avverte che Abbanoa, se si privasse di circa 200 milioni di capitale, potrebbe entrare in una grave crisi di cassa (la relazione è citata nell’ultima delibera Egas, ma non scaricabile);
4) atti del Collegio sindacale e del Revisore di Abbanoa che non possono tacere sugli effetti di queste decisioni sulla buona gestione della Società.
Adesso, l’interrogazione aggiunge un elemento che io non avevo in alcun modo considerato, ma che è illuminante: in sostanza gli interroganti chiedono se la “restituzione”  del capitale (non si capisce come potrebbe avvenire, se non con un’Assemblea dei soci suicida che decida di considerare parte della sua capitalizzazione debito) sia “tale da determinare un’incidenza dello stesso rispetto alle attività al di sotto dei parametri ottimali”.
Mi sono chiesto che cosa voglia dire questa frase e alla fine ho capito. I consiglieri regionali di opposizione, evidentemente bene informati, stanno chiedendo alla Giunta se è consapevole che togliere 200 milioni dal capitale sociale significa cambiare il rapporto tra capitalizzazione e indebitamento, facendolo diventare di segno negativo e anche per valori percentuali non banali.
È un tecnicismo mascherato di bonomia, ma i consiglieri regionali hanno messo il dito nell’occhio alla Giunta.
Le hanno dimostrato di sapere che la salute finanziaria di Abbanoa, la floridità della sua cassa, derivava dalla capitalizzazione e da un prestito Bei. Se adesso la riduzione drastica del capitale cambia i parametri di bancabilità della società, è come se Abbanoa riprendesse a girare nel sistema bancario italiano con un lampeggiante rosso sulla testa che la certifichi come malata e rischiosa.
A Giulini 50 milioni, a Abbanoa la crisi certa dei rapporti finanziari.

Ita Continuando nella carrellata dei ricchi alleati e beneficiati da questa Sinistra cachemire e perlage, lasciando da parte, per il momento, De Pascale Giannuzzi, veri titolari del consolato nell’area cagliaritana, non possiamo non citare fuggevolmente, perché le dedicheremo un approfondimento sagace, il caso di Ita.
Ci siamo messi in diversi a capire quanti soldi prevede di far entrare nelle casse di Ita il nuovo bando della continuità aerea.
Siamo a metà del lavoro, ma già da ora si può dire che se prima un volo costava alla Regione 1, oggi costa 3.
Altro che uno stadio, qui siamo agli aerei bagnati in oro, per le compagnie però, non per i passeggeri.

Cagliari, Vetrina

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Comments (8) on “Todde-Zedda: soldi ai ricchi, danni ai poveri (compresa l’acqua)”

  1. Enzo ha detto:
    14 Novembre 2025 alle 12:09

    Gentile Mariano.

    Il professore, per la sua statura e anche perché incidentalmente è il titolare di questo luogo che accoglie le nostre osservazioni, può esprimere tutto ciò che desidera. Io mi limito a puntualizzare elementi su cui grosso modo ho lavorato da prima che alla Juventus venisse in mente di costruirsi uno stadio tutto suo. Potrei raccontare molte cose al riguardo, ma dato che nessuno me lo chiede, non lo faccio anche perché uscirei dal tema del post.
    ..
    Però posso dire che ogni qualvolta la politica ha incrociato il cammino del calcio, la valanga di cose insensate ha spesso tracimato. Ne dico una, su cui pochi si soffermano. E’ generalmente condivisa l’idea che il calcio sia un pianeta privilegiato anche nel rapporto di vantaggio rispetto ad altre attività. Porto un dato. Se il capitano del Cagliari guadagna 1 milione di euro a stagione, il suo datore di lavoro ne versa 1 milione anche alla fiscalità. La montagna di soldi, perché alla fine è un bel gruzzolo, che il calcio produce dà beneficio anche a ospedali, strade, scuole, a tutte quelle attività che – tanto per dire – molti hanno brandito come un vessillo d’onore per sostenere che quel finanziamento al nuovo stadio della città (e del Comune) di Cagliari sarebbe uno scandalo.
    ..
    Bisognerebbe frugare meglio nelle pieghe di qualsiasi aspetto quando si parla di calcio e di soldi. E di soldi, il calcio, ne dà alla collettività molti più di quanti ne riceve. Ammesso che ne riceva. Grazie per le sue osservazioni. Cordialmente.

  2. Marco Casu ha detto:
    14 Novembre 2025 alle 08:29

    Alla buonora, per fortuna che ogni mattino posso leggere un articolo che non sia mero Giornalismo di Gazzetta ma autentico Politico. Il giorno che Paolo Maninchedda decidesse di smettere il taglio di Pensiero politico, io smettero’ di leggere la sua Rivista.

    Sull’intervento di carattere Giornalistico, va bene la specifica sulla destinazione dei soldi , questi 60 milioni sono per lo Stadio , per l’altro i soldi sono del Privato. Mi sta bene la chiarezza Giornalistica ma cio’ su cui , da lettore, non sorvolo e penso oltre il mero DATO : “””oh pero’, 60 milioni , sono una Cifra niente male e per questi magri Tempi, non indifferente. Compitiamo lentantamente ..sesssanntaa miiliooni di e..u..RO!!!! sono soldi Pubblici e quando sono tali, va bene l’informazione, ma vorrei , ripeto, che non ci si limitasse a questo.

    C’E UN BEL RESTO. oltre il dato.

    P.s.: a proposito di soldi, colgo la palla al balzo per invitare Paolo Maninchedda a considerare la notizia dei dieci milioni di euro assegnati al Comune di Nuoro per ripianare il disavanzo tecnico del 2015. Ben inteso, e’ una notizia che fa piacere per gli amici di Nuoro ma, siccome il disavanzo tecnico riguarda anche altre realta’, tra cui Sassari (vero Giuseppe?, trenta milioni) mi sembra opportuno aprire un dibattito si un problema ha enormemente influito sulla erogazione di spesa ai Cittadini.

  3. Mariano ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 22:29

    per Enzo: quello che dice è chiarissimo e documentato. Il Professore però quando parla di questi argomenti fa politica, non giornalismo.

  4. Antonio ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 15:12

    per lo stadio per costruirlo e darlo in gestione si sta facendo la gara internazionale chi lo dice che poi vada al Cagliari Calcio, su Abbanoa la questione e politica vediamo come votano i sindaci se si prenderanno questa responsabilità, in campagna elettorale la Todde ha fatto molte promesse fino ad oggi tutte disattese

  5. Enzo ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 14:32

    Davo per sicuro un intervento sull’argomento stadio, anche se non in esclusiva. Con l’abituale rispetto, faccio notare che:
    ..
    – I 60 milioni di finanziamento pubblico (10 del Comune e 50 della Regione) sono destinati all’opera. Non all’hotel, alla piscina, alla rivendita di beni di consumo. Ma all’opera nella sua interezza.
    – Lo stadio era e resterà di proprietà del Comune di Cagliari, con tutto quel che conterrà quindi inclusi i servizi accessori come l’hotel. Il Comune, per la concessione pluridecennale (50 o 55 anni) riceverà annualmente un canone di concessione, di cui non conosco l’ammontare. Oltre a poter usare l’impianto per eventi importanti extra sportivi.
    – L’opera la realizzerà chi si aggiudicherà il bando di gara europeo. Dire che sarà Giulini è tecnicamente sbagliato (il Cagliari fa parte di un consorzio per concorrere nella gara europea), che sia tale consorzio a vincere è una ipotesi probabile ma, per legge, non è possibile stabilirlo in anticipo.
    – Chi realizzerà l’opera, a oggi, dovrà metterci di suo fra i 140 e i 150 milioni: dipende dal costo dei materiali, che dal 2020 in poi ha preso a salire senza mai fermarsi, e dalle eventuali necessità supplementari che emergeranno in corso d’opera. Necessità che ricadranno esclusivamente e interamente su chi avrà l’appalto. Senza possibilità alcuna di ristoro.
    – Le opere e i servizi accessori (hotel, e tutti gli altri) sono parte del capitolo di sostenibilità economico-finanziaria previsto dalla legge specifica nazionale varata nel dicembre del 2013 (governo Renzi) la numero 147. Tradotto semplice: ove mancassero queste opere il costruttore e il gestore dovrebbero mettere tutto quel che serve per l’esistenza in vita dell’impianto di tasca propria. E non esiste caso simile in tutto il calcio mondiale.
    – Ove Comune e Regione nel 2019 avessero evitato di farsi travolgere dalla passione per Euro 2032, il proponente (allora Cagliari calcio e non in consorzio come oggi) stava tranquillamente mandando avanti il suo primo progetto del costo di 70 milioni interamente coperti dal privato. Se il privato – che sia il consorzio cui partecipa il Cagliari calcio o chiunque altro vincerà l’appalto – oggi deve spendere 140/150 milioni anziché 70, lo deve esattamente a quei due soggetti istituzionali che partecipano all’opera intera e non specificatamente alla componente “hotel”. Insomma, se lo stadio costerà 130/140 milioni in più – l’importo complessivo a oggi è di 200-210 milioni – c’è una ragione e ci sono due “cause” fisicamente istituzionalizzate.
    ..
    Posto che io ho raccomandato caldamente a suo tempo di non tirare sul carro Comune e Regione, posto che come avviene in Germania, Spagna, Inghilterra e Francia, io sono perché ciascun club di calcio abbia uno stadio di proprietà e non in concessione, posto che a tale scopo avrei preferito un bel terreno nell’hinterland. Se non ci fosse il Cagliari a giocarci, i (non pochi) soldi per levare quella bruttura cadente e farci qualcosa di altro, senza avere un impianto nuovo di proprietà, canoni eccetera, chi li avrebbe dovuti mettere se non il Comune e la Regione?
    ..
    Dimenticavo: nel frattempo che si discute ancora di questo finanziamento, in giro per l’Italia gli stadi interessati a Euro 2032 (tranne Milano, dove è quasi certo che non faranno in tempo) chi sa con quali soldi vengono “interamente” ristrutturati?
    ..
    Grazie per lo spazio concessomi.

  6. Marco Casu ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 09:29

    In tema di Stadio mi permetto aggiungere un “equivoco” intorno al dilemma circa coerenza locale in tema di virtu’ nel Pubblico/Privato. Equivoco pienamente teorico, di straforo ecco.

    TERNI , Stadio a Terni e annesso una Clinica , Privata

    Giunta municipale del “buttafuori” (una situazione di baccanale Istituzionalizzato; non sto qui a tediare inutilmente) di Pseudo Civismo e dall’altra parte, dalla parte Regionale opposta, il Campo Largo con la Proietti e’ l’assessore interessato, cinque stelle). Bene
    Per Terni , la Giunta Regionale dice, e per onesta’ intellettuale, con ragioni legali , dice NO allo Stadio a Terni perche’ e’ contemplata nel progetto la CLINICA, ..Clinica Privata .
    A Terni, Campo Largo NO a Cagliari, Campo Largo SI

    Ora, al di la del merito e delle questioni di legalita’ , leggitime, ma seguendo un criterio di opportunita’ Politica a cosa dobbiamo questa schizofrenia comportamentale nel Campo Largo? Lo possiamo sapere oppure indovinare?

    Ricordo che la faccia della Todde e’ comparsa nella Campagna elettorale della Proietti in Umbria. Ma Cio’ che e’ valido a Cagliari non e’ valido a Terni e viceversa .

    Meditiamo su quest’ordine sparso

  7. A ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 09:02

    Una domanda sorge spontanea: quando avverrà il disastro come faranno a dare la colpa alla giunta Solinas?
    Dimenticavo: e la Corte dei Conti muta e rassegnata?
    HONESTÀ, HONESTÀ, HONESTÀ! 🪳🪳🪳

  8. Marco Casu ha detto:
    13 Novembre 2025 alle 07:44

    E’ sufficente il quadretto descritto nella interrogazione. Sufficente per capire la questione.

    Si e’ sull’orlo di un precipizio ampiamente previsto da chi in febbraio del 2024 osservava la campagna elettorale della “Miracolata”. Invito ,se non hanno cancellato dalla rete, ad ascoltare gli orizzonti di “benessere” per i sardi continuamente esaltati come a portata di mano.
    Non e’ solo un rischio di rincari ma, la piena e incondizionata concretezza se il progetto andasse a compimento. Aggiungo una cosa banalissima e anche imbarazzante scriverlo (il mio insegnante di Ragioneria mi avrebbe percosso con il bastone) : e’ OVVIO che se restituisci parte importante della liquidita’ (Abbanoa se non ricordo male ha un volume di ricavi di circa 300 milioni , COMPROMETTI il capitale di esercizio che ti consente di lavorare. E’ banale dirlo e se lo dici fai veramente brutta figura.

    Ma con questa gente tutto e’ veramente soggetto a incertezza e correlativa insicurezza e Noi non abbiamo sperimentato a fondo l’abiezione di questo Genere di “Propaganda” .
    A parte i rincari a danno degli utenti , francamente non mi vorrei trovare nella situazione di un dipendente Abbanoa.

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