Spiego in poche parole che cosa è successo ieri nella Giunta regionale della Sardegna.
La Todde doveva rimediare al caos che lei stessa aveva generato (la guerra a Tidore, fatta da Oppo, non era voluta da Oppo, ma dalla Todde; il controllo politico del Brotzu, non è stato generato dal caso, ma dalla Todde e da Caschili; il pasticcio atomico dei commissariamenti illegittimi è un altro episodio della sua ormai conclamata incompetenza politica e della sua impunità ecc. ecc.). Ovviamente, per lei rimediare non significa “capire”, ma “comandare”, esercitare ciecamente il potere per far capire che è lei che lo esercita, con quale risultato, poco importa.
Aveva già testato le capacità di reazione del Pd con i commissariamenti: praticamente pari allo zero.
Perché?
Perché la Schlein non vuole la crisi e, soprattutto, non la vuole adesso con il referendum in campo, il quale sarà deciso dalla matematica, più che dal consenso (insomma, se la gente andrà a votare in massa, vincerà il Sì, perché il Paese reale è per la riforma; se, invece, l’affluenza sarà bassa, vincerà il No, perché il paese militante è per il NO).
In questa situazione, il Pd prende schiaffi e basta.
Ma siamo sicuri che la Todde stia vincendo?
Il 27, cioè venerdì prossimo, dovrebbe pronuniciarsi la Corte d’appello sul suo ricorso contro la sentenza del tribunale di Cagliari che ha sancito la decadenza.
Lei è sicura di vincere, infatti ha già organizzato il “panino della gloria”: il 26 arriva Conte, il 28 lei ha chiamato il popolo in piazza non sulla speculazione ambientale da rinnovabili, non sul dimensionamento scolastico subito dalla Sardegna per incapacità assessoriali, non per i ridicoli risarcimenti per i danni del ciclone Harry, ma per i detenuti al 41 bis, questione abbastanza spinosa. In mezzo, tra la venuta del Capo e la celebrazione popolare, appunto la sentenza, che evidentemente lei sa già esserle favorevole.
Ma c’è un “ma”.
La Todde non capisce che cosa sia un partito.
Non si provoca continuamente un partito con l’autocrazia.
Non si risolvono sempre i problemi distribuendo consulenze ai mediocri.
Non si può procedere a strappi quando la realtà smentisce quotidianamente l’efficienza della propria competenza e dei propri metodi di governo.
Non si possono modificare le leggi perché lo richiedono i propri amichetti importanti, come è accaduto sul vergognoso contributo alle Caritas (procedura che di cristiano non ha nulla, e ha invece tanto di camarillistico).
Il Pd non ha alcuna difficoltà a fare la prossima legislatura all’opposizione.
Farà di tutto perché non accada, ma non si berrà nuovamente la Todde, questo è certo.
Se la Todde pensa di essere nuovamente imposta da Roma, sta sbagliando tutto, sembra Mussolini prima del 25 luglio.
Oppure immagina di candidarsi alle politiche e scappare?
Possibile, ma come la metterà con il duplex Manca-Licheri, la coppia senza coscienza di sé, ma con tanta iattanza da bastare per sé e per gli altri?
Che fine farà, con la sua fuga a Roma, la pletora di clienti promossa immeritatamente ai vertici della pubblica amministrazione?
Verrà spazzata via con millimetrica scientificità.
La Todde sta preparando lo sterminio politico dei suoi e la sua fuga in limousine, magari con un vescovo dentro che la benedice, ma sempre in fuga. È l’inevitabile fine di chi è emerso per calcolo e non per merito. E così sia.
Nel frattempo, in Sardegna peggiora la condizione generale dei diritti, dei servizi, della qualità della vita, dell’esercizio pieno della libertà.
La prossima volta, insieme alle ragioni della vittoria, si considerino anche quelle della competenza.
Magari, si sbaglierà di meno.

Certo che per la santificazione c’è sempre tempo, nel frattempo, però, la competenza dovrebbe mostrarsi nel governo, per esempio, della sanità, dove invece si appalesa una sconcertante incompetenza.
La Todde non ha bisogno di presentazioni. Penso che una persona così attenta e competente si sia vista raramente in Sardegna, e gli oppositori non perdono tempo di attaccarla facendo leva su critiche fumose e non circostanziate.
Idda, i vitalizi sono stati aboliti dieci anni fa e, peraltro, furono inventati, e giustamente, dalla Sinistra, come misura di protezione di chi si impegnava in politica da chi deteneva potere politico ed economico e non esitava a esercitarlo vendicaticavemente verso chi cessava dai ruoli pubblici.
È sempre valida la regola dei due anni, sei mesi e un giorno per maturare il vitalizio?
Nel caso, dobbiamo ancora aspettare fino a settembre inoltrato.
Senza dignità e senza pudore.
I contenuti dei due candidati Truzzu – Todde sono talmente evidenti da risultare imbarazzanti. Entrambi hanno coltivato una gestione della politica secondo una logica extra isolana e perseverano in questo modus operandi. Del resto, dopo la fine del periodo soriano (magari Renato fosse rimasto fuori dal PD!) non si è più visto al governo della RAS un elemento veramente dedito al bene del popolo sardo, bensì un soggetto autoreferenziale eterodiretto da Roma. Che nausea.
Epperò mi che ci vuole coraggio e faccia; dai! Adesso vabbè l’ingratitudine ma questi hanno oltrepassato ogni genere di disinibizioni. Altro che schiaffi! Qui siamo a un di più; qui siamo a cazzotti in bocca e testate, certamente figurate ma per certi versi , peggiori.
Tuttavia, da osservatore non posso che esprimere un plauso per una condotta tattica assolutamente esemplare. Non è affatto poco per chi riesce a non perdere la calma e dunque a non esporsi a “prevedibili” strilli di reazione “. C è un Capitale “in-politico” da salvaguardare e che giustamente richiede rigore caratteriale.
Si può non partecipare a una seduta di Giunta, e salvare capra e cavoli ad esempio. Confesso di provare Invidia nei confronti dei personaggi del PD non tanto perché esercitino potere ma per quella loro straordinaria vocazione a non mostrare allo spettatore la benché minima sofferenza, soprattutto nei momenti in cui tutto può precipitare da un momento all’altro.
Dopotutto bisogna aspettare questo benedetto “divorzio” e che l’erede della fortuna possa ravvedersi e cacciare la moglie che ha avuto la fortuna di convolare a nozze con il pargolo e così potere trattare tutti a bacchetta in azienda.
Altri due anni Sardi, pazientate.
Caro Professore probabilmente la Todde più che sentirsi la nuova Eleonora d’Arborea – non ne conosce se non la fama, ma certamente non la storia e il suo diritto – pensa di essere uno dei princeps legibus solutus che trasformarono la massima “uti lingua nucupassit ita ius esto” in “uti legassit suae rei ita ius esto”. La prospettiva era molto diversa dal formalismo del diritto romano nato nella legge delle XII Tavole per tutelare la certezza del diritto a fovore dei plebei – in un certo senso una legge democratica – gli imperatori la trasformano in autoritarismo cosa che come sappiano porta, tra tante altre ragioni, alla fine di un impero. Comunque nel pieno solco di questo tempo, una rappresentanzione in forma di atto di governo, del chi urla di più e del chi è più forte. Ovviamente in quel momento perché la storia ci racconta più di ogni altra rappresentazione umana, anche quella più poetica, che la ruota gira sempre….
prof. sarebbe di una gravità assoluta sapere in anticipo le sentenze , poi chiama il popolo per contestare l’arrivo dei detenuti al 41bis che è una decisione voluta dal M5S con Bonafede quando decisero di costruire i reparti adesso che hanno completato i lavori bisogna riempierli ma per volere del partito della Presidente, un altra cosa ma chi la consiglia si può sapere
È ormai evidente che, l’attuale dirigenza del PD sardo, è stata – a questo punto dire consapevolmente o inconsapevolmente non fa’ nessuna differenza, il che la dice lunga sugli attuali strateghi del partito – trascinata in modo cinico e spregiudicato in un conclamato casino politico/amministrativo, da altrettanto spregiudicati 5stelle romani, che altro non vuole essere, che un laboratorio di stress/test di riferimento nazionale, al fine di testare fin quanto è possibile prendere a pesci in faccia il PD a trazione Schlein. Cioè siamo diventati come una qualunque “servitù” utile ad altri scopi, imposta con un cinismo politico intollerabile, ancorché incomprensibile nella misura e nei comportamenti di un partito, quale il PD, che mai prima d’ora, si era prestato a simili disastri. Attendiamo fiduciosi una reazione di dignità!
Truzzu…..sei in ferie….
In questi mesi da più parti si è solo sfiorato il “vulnus” di quanto accade ed è accaduto in Italia e ancor di più in Sardegna.
Tutti i problemi annosi (sanità, calo democrafico, spopolamento delle campagne etc.) e annuali (siccità, eventi naturali estremi) insieme agli ultimi ma non meno importanti (gestione/vendita degli aeroporti, questione energetica, gestione dell’acqua etc.), sono stati utilizzati esclusivamente come fumo negli occhi di tifosi da curva sud per altro già orbi (i socialgasparettiani).
Dopo il commissariamento del PD da parte della Schlein (con buona pace di Bonacini) ad opera del “conte romano (forse era marchese)”, è iniziata la “scalata” dello stesso PD da parte dei 5stelle cadenti. Questi essendo scappati di casa, ma non del tutto e soprattuto non tutti stupidi, avendo contezza che la loro linea era politicamente perdente, hanno pensato bene di pilotare con un cavallo di Troia il PD scalandolo da fuori.
Quale occasione migliore se non la Sardegna per testare l’esperimento?
Credo che il PD abbia già digerito la foglia e stia solo aspettando la giusta occasione per mettere le cose in chiaro (al netto dell’imperituro e conveniente poltronificio). Immemori naturalmente dei danni che, da complici, hanno combinato in questi due anni.
Sa prima Presidente de sa RAS fémina a «orgoglio» mascru (ma fossis no at mai ischidu chi su «orgoglio» est unu «vizio capitale») e no solu issa si sunt imbrocados in d-unu “buturinu”, unu “gurutu” chentza essida, nadu in italianu “vicolo cieco”, e cun modéstia chentza pecare de presuntzione sa sola essida est a torrare issegus, si no ndhe los bogant.
Ma tra karakiri e kamikazes isperamus in menzus, chi no sigant.
Sempre tante grazie alle sarde e ai sardi che hanno eletto questi fenomeni da baraccone, augurando loro che non abbiano bisogno, per loro e per i loro cari, di servizi sanitari, di trasporti, di scuole di qualità, di campagne e di mari senza devastanti pale eoliche, di dirigenti pubblici competenti e seri, ecc. ecc.
Sarebbe ora che il PD faccia un MEA CULPA, e dia un bel calcio in culo alla Todde. Perchè io penso che i cittadini son stanchi di essere presi in giro. Se Comandini anche questa volta riesce a placare il fronte del partito deluso credo che per il PD non sarà un ottima pubblicità per le prossime elezioni.