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Todde: la balente dell’incapacità

Posted on 12 Novembre 202512 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 8 commenti su Todde: la balente dell’incapacità

Non vi è mai stato alcun presidente della Regione che abbia manipolato la comunicazione pubblica come la Todde.
Ieri i quotidiani (non quelli sardi, ovviamente) riportavano le tabelle di utilizzo da parte delle Regioni dei Fondi di Sviluppo e Coesione.
La Sardegna è ultima: solo il 4,9% di somme impegnate sul totale programmato e, peggio, solo l’1,9% di pagamenti.
Un fallimento di capacità e di intelligenza, perché significa che si sono programmati i soldi su progetti non pronti o non realizzabili (per esempio la follia della ferrovia Abbasanta-Nuoro-Olbia). Anche per questi si farà il giochino di riprogrammarli con Fondi Regionali? Così si spera che l’errore si veda di meno? Si faccia, così la mostruosa cassa della Regione si appesantirà, oltre che di 3 miliardi di euro non spesi, anche di centinaia di euro ogni anno affidati al fondo che prima gestiva i residui. Un disastro.

Sono tre gli assessori Cinquestelle e nei loro settori si registrano catastrofici fallimenti.
Sarà un caso o una coerenza logica che esige che dove sia fallimentare il vertice, lo siano anche i sodali più vicini alla vetta?
Sanità: la Sardegna è la prima regione d’Italia per rinuncia alle cure. Ci stiamo lasciando morire e abbiamo una presidente della Regione che va in televisione a dire che il rimedio è disdire le visite fissate per sei mesi dopo la prenotazione. L’impudenza è pari all’arroganza.
Lavoro: la Cassa Integrazione è aumentata dell’85% in un solo anno in Sardegna, l’incremento più alto d’Italia e noi tolleriamo un’assessora che annuncia di ricevere, come consigliere regionale, negli uffici della Regione, chiunque abbia problemi sanitari. L’impudenza scivola nell’impunità, ma noi taciamo, l’opposizione non esiste, il Pd è tranquillo nelle comodità di potere conquistate per i suoi accoliti, tutto procede nella miseria stagnante e assistita che tanto piace ai ceti parassitari.
Urbanistica: la Sardegna è tra le regioni con il più alto incremento di consumo del suolo. Siamo passati dal dire che i Decreti Draghi non esitevano a fare leggi inutili per la tutela del territorio e a vederlo saccheggiato in forma diretta e esplicita. Qui siamo al vuoto: non che esiste una politica urbanistica sbagliata, semplicemente non ne esiste alcuna.

In questo quadro, oggi ci facciamo prendere per il culo dalla Todde, con tutti i giornali che le vanno dietro, la quale proclama che l’acqua deve rimanere pubblica.
Ma a chi crede di prendere in giro questa signora?
L’acqua è pubblica perché lo dicono le leggi dello Stato e della Regione, non perché lo proclama lei.
Chi fa il Piano d’Ambito in Sardegna, cioè lo strumento di pianificazione da cui dipendono tutte le scelte strategiche sull’acqua?
Lo fa l’Egas, un ente regionale governato da Comuni e Regione.
Chi fa la tariffa in Sardegna? La fa sempre l’Egas, sulla base dei dati del Piano d’Ambito.
Chi fa il Piano degli Investimenti? Sempre l’Egas, che dunque sovrintende all’efficienza del ciclo dell’acqua (acquedotti e fognature) e delle fogne.
Chi si occupa delle dighe, cioè delle riserve strategiche per la Sardegna?
L’Enas, altro ente regionale.
L’acqua è già pubblica, il problema è gestirla bene.

Le Giunte precedenti hanno lasciato nelle mani dell’attuale una società pubblica, Abbanoa, con tanti problemi, ma con i bilanci in ordine e che si doveva preparare a partecipare e vincere la gara per l’affidamento della gestione (sottolineo “gestione”) del Servizio in Sardegna.
Invece, la società, sotto la gestione Cinquestelle, ha abbandonato la faticosa strada dell’efficienza, ha fatto scelte drammaticamente sbagliate (l’internalizzazione della depurazione) e poi ha messo in atto, con la copertura politica della Regione, una strategia per evitare la gara (attribuendone la responsabilità civile e amministrativa all’Egas) e così continuare a gestire l’acqua a dispetto della sua inefficienza progressivamente in aumento.

Abbiamo dunque un presidente della Regione che si inorgoglisce di aver messo in atto una strategia per non rispettare un patto sottoscritto con l’Unione Europea che, se mai non bastasse, comporta la restituzione da parte di Abbanoa, non si capisce bene disposta da chi, di quasi 200 milioni di euro, di cui 30 di interessi (a proposito, chi se ne assume la responsabilità?), e che fa queste cose nonostante l’advisor incaricato di studiare questo percorso avverta che già dal 2026 Abbanoa potrebbe cadere in una crisi di cassa.
Già oggi Abbanoa non riesce a intervenire nelle manutenzioni, per esempio, di Capoterra, figuriamoci nel momento in cui non avrà più cassa, dovrà fronteggiare i costi quotidiani della depurazione e dovrà intervenire per riparare la rete.

La verità è che la Todde sta sfasciando il sistema dell’acqua pubblica, sta mettendo le premesse per un grave danno finanziario a una società pubblica, sta perseguendo il disegno di non rispettare un patto con l’Unione Europea per cui si espone a una procedura di infrazione, e sta mettendo le premesse per far riprecipitare Abbanoa nella condizione assurda in cui era stata posta, sempre per un atteggiamento ideologico, di iniziare la sua attività senza capitalizzazione.
Una società pubblica che gestisce un settore pubblico senza essere capitalizzata è destinata al fallimento, non serve una laurea per capirlo.

Non è politica questa, è devastazione per incapacità. Altro che proclami per l’acqua pubblica! Se c’è una che sta sfasciando un sistema pubblico faticosamente costruito è la Todde. L’orgoglio spesso in Sardegna è usato come foglia di fico per l’incapacità.

Giunta Todde, Vetrina

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Comments (8) on “Todde: la balente dell’incapacità”

  1. Sardinian Job ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 18:10

    Il principale problema di fondo è che, per mettere a terra gli investimenti nelle opere pubbliche (finanziati in ultimo con i fondi FSC 2021-27), non serve a nulla avere una faraonica macchina burocratica (com’è oggi diventata la Regione Sardegna) buona solo a produrre lenzuolate di carta che non risulta utile manco a asciugare il perineo a seguito dell’espletamento delle fisiologiche necessità!

    Le opere pubbliche si fanno dotandosi di strutture tecniche ed amministrative con all’interno personale serio e capace, possibilmente selezionato per merito.

    E’ evidente che trattasi di condizioni oramai introvabili nella Pubblica Amministrazione e che, infatti, gli impietosi dati sulla spendita delle risorse stanno lì a confermarlo!
    Così è diventato normale l’attuale deficit infrastrutturale raggiunto, fatto di strade, ferrovie e porti da Paese del Terzo Mondo (sperando questi ultimi non si offendano per il paragone!) e servizi pubblici essenziali, come quello idrico, non più garantiti a causa dell’assenza delle condotte che avrebbero dovuto trasportare l’acqua o dei serbatoi che avrebbero dovuto contenerla o degli impianti che avrebbero dovuto potabilizzarla/depurarla: dice nulla a nessuno il nuovo potabilizzatore a Torpè realizzato nuovo da oltre 8 anni e mai entrato in esercizio per assenza delle vallive condotte???
    Così, felicemente, ci permettiamo il lusso di farci distrarre con surreali dibattiti su acqua “pubblica” Vs acqua “privata”, dimenticandoci che, nei fatti, in diversi territori della Sardegna l’acqua è oggi ancora “pubblica” ma “privata”, nella accezione della MANCANZA del termine però!

    Ad maiora.

  2. Maria ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 17:46

    Ma l’opposizione c’è? E se c’è, che fine ha fatto, dove sono finiti tutti?, Non si vergognano, questo menefreghismo verso tutto è segno di debolezza è segno di pura poltronaggine. Non si presentino poi, perché in pochi li crederanno.

  3. Antonio ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 14:56

    non spendere lo fanno apposta vedrette nell’ultimo anno come si scatenano per far vedere che le cose le fanno alla grande è stato sempre cosi dormono per quattro anni si svegliano all’ultimo per farsi rivotare

  4. Arrosciu ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 14:12

    HOp, fui fui!!!!
    Un Binaghi
    Tappando il naso
    Ci salverà?
    …….
    O forse il ritorno di Mauretto Pili?
    Altrimenti?????

  5. Renato ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 09:38

    L’incapacità di Sua Sentenza è da tempo conclamata.
    Cominciamo a costruire un’alternativa nuova, credibile e diffusa sul territorio all’incombente minaccia di Binaghi a Villa Devoto

  6. Marco Casu ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 09:26

    Oh ma e’ proprio VERO, non ci credo ma e’ cosi’, Sardegna in alta classifica con Campania e Puglia. Ispantu!

    Giorgetti, mii, gia’ lo so che sono soldi dei sardi eppercui quello che ti sta reclamando la miracolata della Corte,( ma tu tieni duro per l’amor di Dio)Mettili ben chiusi a chiave in un bel Capitoletto di bilancio disponibile a colui che POLITICO, con la PI in maiuscolo, i Sardi avranno la forza di farsi degnanente rappresentare in futuro. Sopratutto per invertire il circolo vizioso in cui e’ precipitata la Sanita’ : DA, una sola Cassa, ne men tanto cosi’ disciplinata nella fila, a tantissime “casse” dove sia possibile in una settimana farsi , chesso’ una visita Urologica in loco e non a punta di C… E sopratutto che dica BASTA a questa pagliacciata Abbanoa dell’acqua Pubblica. Basta, veramente, con queste Tautologie, non se ne puo’ piu’ di parole a casaccio.

    Giorge’ noi qui si tiene duro ma , detto tra noi, meglio dignitosi nell’attesa che cornuti e mazziati con sagre, controsagre, Parrocchie di tizio Parrocchie di caio, S.O.S. qui e la’, e dulcis in fundo sussidi a falsi poveri con Isee zero che fa rima con entrate in nero.

    Tanto qui, Giorge’, ee ..l’abbiamo capito l’andazzo del Campo largo, della serie tengono famiglia (la propria) e noi Sardi pensiamo con sincero sentimento alla NOSTRA infinitamente piu’ numerosa e per lunghissimo tempo oltraggiata.

    P.s. : avverto i cinici insieme ai sofisti che con il qui presente si casca male. Questi qui, siedono su una Cassa stratosferica ed e’ meglio non aggiungere altra. Ma molto meglio

  7. Mario Pudhu ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 08:55

    … «tutti i giornali che le vanno dietro»
    Tandho no sunt giornales de informatzione, ma pigadores a culu! Però faghent fintzas àteru (a parte sa pubblicidade pro r Esistere).
    E Alessandra at a chèrrere a la cramare Signor Presidente Orgoglio!

  8. Antonio ha detto:
    12 Novembre 2025 alle 07:40

    Arrendetevi siete circondati…,,…..

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