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Todde: chie tenet tempus, cacat in s’umbra

Posted on 14 Marzo 202614 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 3 commenti su Todde: chie tenet tempus, cacat in s’umbra

Le persone di media saggezza e cultura, sanno sempre come iniziare una relazione, ma ancor più sanno come farla finire.
Chi si fiderebbe di un pilota che sa solo decollare e mai atterrare?
Diciamolo con franchezza, la revoca dell’assessora Motzo è stata una grandissima porcata di stile e di sostanza, non meno priva di ragioni della nomina iniziale.
Si revoca chi ha tradito la fiducia, non chi è semplicemente d’impiccio a una bulimia assessoriale di lunga, lunghissima sedimentazione.
Il gruppo di Uniti per Todde è politicamente un distillato di arrivismo vendicativo affamato di riconoscimento sociale, non va nutrito in modo così diretto. Va educato, non soddisfatto.
La Motzo, che ha fatto l’errore di credere alla stabilità della comodità ottriata, era di ostacolo solo all’ambizione nuorese della passeggiata omaggiata al Corso Garibaldi: troppo poco per uno strappo.

Il problema, evidentemente, non è la povera Motzo, né lo sbraitante Cocco, è lei, è la Todde.

C’è un bellissimo proverbio nuorese che dice: chie tenet tempus, cacat in s’umbra.
Vuole significare che chi non è pressato dalla necessità, può scegliere con comodo dove soddisfare i propri comodi; chi invece è sopraffatto dal bisogno, deve procedere senza possibilità di selezione dei tempi, dei modi e dei luoghi.
La Todde potrebbe agire con tutta serenità e invece si muove sempre come se soffrisse di colite apprettata.
Questa volta, come le precedenti, non selezionando “l’ombra” ha messo la sua coalizione nei pasticci.

Spiego perché.
Il rapporto numerico tra la maggioranza e l’opposizione in Consiglio regionale è 36 a 24. Il margine di vantaggio è così ampio che solo eccezionalmente può accadere che la minoranza abbia in una seduta la maggioranza dei presenti.
Il discorso cambia se 6 consiglieri divengono assessori, come accade adesso nella Giunta Todde, perché il rapporto scende a 30 a 24. È ancora ampio per l’Aula, cioè per le sedute plenarie del Consiglio, è risicatissimo per i lavori delle commissioni.
Se prendiamo la Prima commissione, i membri di maggioranza sono 7 e quelli di opposizione 5; nella seconda Commissione il rapporto è di 4 a 3.
Quando si ha la disponibilità di quasi tutti i membri della maggioranza, le sostituzioni sono semplici; quando 6 consiglieri sono assenti, i giochi sono terribilmente difficili: basta un’influenza e si balla.
In buona sostanza sarà il Pd a dover garantire i lavori delle Commissioni, lo stesso Pd che la Todde racconta di voler ogni giorno comprimere e ridimensionare in vista di un’improbabile coalizione di cespugli con la quale vorrebbe rovinosamente ricandidarsi.
Insomma, non si cede alle pulsioni di potere senza ragionare, a meno che non si prediliga il sole battente all’ombra mentre si riflette sui destini del mondo.

Giunta Todde, Politica, Vetrina

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Comments (3) on “Todde: chie tenet tempus, cacat in s’umbra”

  1. Ex ESAF ha detto:
    15 Marzo 2026 alle 10:07

    Un commento sulla riunione di Progetto Sardegna, grazie. Saluti.

  2. Enrico ha detto:
    14 Marzo 2026 alle 18:02

    Siamo sicuri che in questo cambio non vi sia lo zampino del PD nuorese, visto anche cosa sta succedendo in giunta a Nuoro? Io qualche dubbio ce l’ho

  3. Antonio ha detto:
    14 Marzo 2026 alle 11:46

    leggere i commenti sul sito https://www.unionesarda.it/politica/todde-terzo-cambio-in-giunta-via-motzo-dagli-affari-generali-ce-sebastian-cocco-tequh5t3 in particolare uno che si firma Granese sostenitore della Todde

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