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Todde-Caschili: quando finisce un amore

Posted on 1 Maggio 20261 Maggio 2026 By Paolo Maninchedda 6 commenti su Todde-Caschili: quando finisce un amore

C’era una volta – e stavolta la formula è più che mai appropriata – un palazzo regionale dove la politica sembrava scorrere secondo le regole di una fiaba ben scritta: la Presidente, il suo Capo di Gabinetto, l’ordine apparente delle cose. Poi, come sempre accade quando le fiabe si avvicinano troppo alla realtà, entra in scena l’elemento destabilizzante: lo specchio.

Non uno specchio qualunque, ma uno di quelli che nella tradizione hanno due difetti gravissimi: dicono la verità e, a un certo punto, si convincono di essere loro stessi la verità. Nel nostro caso, lo specchio ha anche un nome e cognome: Luca Caschili.
Per mesi ha svolto con disciplina la sua funzione riflettente, restituendo alla Presidente Alessandra Todde un’immagine ordinata del regno: maggioranza compatta, rotta tracciata, inevitabili difficoltà ma sotto controllo, amici premiati e nemici puniti.
Uno specchio professionale, insomma, di quelli che non fanno scherzi, anche se con qualche licenza di premiare di più i propri amici che quelli della Presidente e con un certo interesse per le grandi operazioni idrico-finanziarie (su cui si addensano curiosità giudiziarie).

Poi, però, qualcosa si è incrinato. Non tanto nei fatti – che in politica sono sempre complicati – quanto nella percezione dei fatti. Perché lo specchio, a furia di osservare, comincia a capire. E quando capisce, può scegliere: continuare a riflettere o iniziare a interpretare. Ed è qui che la fiaba prende una piega interessante. La Presidente si avvicina, come da copione, e pone la domanda rituale: «Specchio, specchio delle mie brame, chi è il miglior governatore del reame?». Domanda non innocente, sia chiaro. Domanda che presuppone una risposta già scritta, o almeno fortemente suggerita.
E invece, silenzio.

Poi, con quella calma leggermente insolente che solo gli specchi consapevoli possono permettersi, arriva la risposta:
«Io».
Non “tu”, non “sempre tu”, non “naturalmente tu”. Ma “io”.
È il momento esatto in cui la funzione si ribalta.
Lo specchio smette di essere strumento e diventa soggetto.
Non si limita più a restituire un’immagine: la produce. E, soprattutto, la rivendica.

A quel punto la rottura è inevitabile (sebbene, prima del divorzio, la Regina abbia provato a restituire lo specchio a Unieuro, come ha denunciato Cevoli).
Perché una Regina può tollerare molte cose – critiche, difficoltà, perfino opposizioni – ma non può convivere con uno specchio che, conoscendo le sue debolezze, decide di giocare la partita in proprio.

Non è neppure una questione di ambizione, in senso stretto.
È qualcosa di più sottile: è il passaggio dalla lealtà riflessa al potere rappresentato in proprio.
Finché lo specchio dice la verità “utile”, è prezioso.
Quando fa della sua volontà la verità “intera”, diventa pericoloso.
Quando poi si spinge a dire “io”, diventa insostenibile.

E così l’idillio si spegne, non con un fragore ma con un leggero scarto semantico. Una parola diversa al posto di quella attesa. Una risposta che non rientra nel perimetro del possibile. Nelle fiabe classiche, la Regina reagisce con furia. Nella politica contemporanea, si preferiscono soluzioni più eleganti: ridefinizioni, riorganizzazioni, riallineamenti (i dipendenti regionali stanno impazzendo).
Ma la sostanza non cambia: lo specchio che non riflette più ma vuole brillare è uno specchio insidioso.

Resta però un dubbio, di quelli che disturbano il sonno delle narrazioni ben costruite: e se lo specchio, dicendo “io”, avesse semplicemente smesso di mentire?

Giunta Todde, Vetrina

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Comments (6) on “Todde-Caschili: quando finisce un amore”

  1. Antonio ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 14:16

    il signor Luca Caschili. è cosi potente

  2. Marco ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 12:49

    Lo Specchio non vuole più sottostare all’arroganza di Sua Supponenza!

  3. Stefano Locci ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 11:29

    Egregio, quando un esponente politico con alle spalle un passato di parlamentare e di vice ministro catapultato a sua insaputa in quel ruolo (per quanto tempo ha negato l’esistenza del decreto Draghi in ambito green?); quando costei viene pescata nel mazzo per capacità riconosciute di influencer ma di scarso spessore politico e di governo, è quantomeno scontato che esista un piano da burattinai in retro bottega. Ed alla lunga chi tira i fili si gasa talmente tanto da sconfinare in deliri di onnipotenza non privi di fondamento. E qui il teatrino prende fuoco. Ai gonzi che ci hanno creduto spetta paletta e secchio per raccogliere la cenere. A tutti gli altri (a cui in verità sarebbe toccato “minca buddia” come alternativa) mettere le pive nel sacco. Saluti.

  4. paolo ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 09:34

    Diciamo che la dolce fiaba si sta trasformando in una vera e propria odissea, dove molti protagonisti o partecipano al volere del re o cadono in disgrazia. Ora si cercherà di salvare il salvabile, con l’intento di non far vedere ai cittadini cosa stia realmente accadendo, ma molte vicissitudini, dal rendiconto elettorale, dalla situazione Bartolazzi, dal 41 bis, dal PD che rivendica ruolo e programmi seri nella sanità, dalle rinnovabili e non ultima dall’ex assessore Motzo che si scaglia contro il suo successore lascia intravedere che non sia un clima idilliaco in questo palazzo regionale.

  5. P ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 08:02

    …Perché lo specchio, a furia di osservare, comincia a capire. E quando capisce, può scegliere: continuare a riflettere o iniziare a interpretare…ehee l’AI, quando sfugge di mano può diventare una brutta bestia…

  6. A ha detto:
    1 Maggio 2026 alle 07:17

    Mi è sfuggito un particolare: il CinqueCaschili è stato epurato o è ancora sul trono?

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