Terrorismo, dogmatismo, sanità e Guzzanti sul referendum

9 giugno 2011 19:051 commentoViews: 5

117Ho molto apprezzato le parole di Napolitano sul caso Battisti. Solitarie. Sono entrato nel sito del Pd: non si riporta neanche la notizia. L’Unità la riporta come quinta notizia nel suo sito. Il Giornale gli dedica tre o quattro titoli, per dimostrare che Battisti è il vero segretario del Pd! Posso sbagliarmi, ma ogni volta che ritorna nel dibattito politico italiano il tema del terrorismo di sinistra, la destra lo strumentalizza per evocare fantasmi e paure, la Sinistra lo censura per non confondersi, lo sublima in un silenzio imbarazzato, come se si trattasse di un argomento capace di far scattare riflessi giustificazionisti che è prudente inibire.
Non c’è niente da fare: c’è un pezzo di società italiana che è fascista (che si direbbe oggi della lettura bislacca dell’adesione al Fascismo dei sardi nel Ventennio data dalla rivista Ichnusa di Pigliaru, laddove si teorizzava che il consenso sardo nacque dal fatto che il fascismo fu il primo vero appalesarsi dello stato in Sardegna?), e c’è un pezzo d’Italia che a Sinistra partecipa alla lotta politica religiosamente e dogmaticamente e che continua in cuor suo a pensare che alla fine prendere le armi non sia così sbagliato.
Sono temi che devono far riflettere i sardi sulla responsabilità che hanno di rinnovare la politica qui e nella penisola. Ma sono anche i temi su cui, da sempre, in Italia, si induce l’elettorato a schierarsi più sulle bandiere che sulle soluzioni ai problemi, con una banalizzazione del tema della legalità che ha del pericoloso. Il diritto, in Italia, non è una regola, ma uno dei tanti terreni di scontro della politica, a cui partecipa l’unico vero potere che non va mai a elezioni: la magistratura (mi ha impressionato molto sapere che il padre, il nonno e il bisnonno di De Magistris, il sindaco di Napoli, erano magistrati come lui). Destra e Sinistra in Italia sono vissute non come passioni, ma come fortilizi e prigioni. Da qui, da questa politica più delle posizioni che delle soluzioni è nata l’Italia e la Sardegna che conosciamo, capace di consumare molto e produrre poco, di costruire classi dirigenti sempre tributarie di altri poteri, impegnate non sulla costruzione di uno stato ma su piccole egemonie territoriali e di settore.

Due postille: Roberto Capelli ha fatto un duro lavoro sinottico dei testi disponibili che dimostrano come l’Assessorato alla sanità della Regione Sardegna non riesca a elaborare una sua proposta, ma debba ricorrrere a quello della regione Piemonte. Ecco il file (lo prendiamo dal sito di Vito Biolchini, che ringrazio). Ecco, questo è un esempio di classe dirigente sarda tributaria di… intelligenza, cresciuta dentro i fortilizi degli schieramenti dogmatici.
Seconda postilla: Corrado Guzzanti torna su Sky, ecco il suo spot sui referendum.

1 Commento

  • Sempre geniale Guzzanti, ha centrato il punto sull’irrilevanza dell’esito referendario.

    L’Italia (ed il suo prodotto “culturale” in Sardegna) è quello che sappiamo. Pienamente d’accordo sull’analisi, io trovo infatti inquietante il clima di posizione che spesso si traduce in una rissa dalla quale si perde di vista la soluzione. Se Popper ci ha insegnato qualcosa è proprio quella di non farci inglobare nel dogmatismo messianico.

    A questo proposito bisogna domandarsi che forma e sostanza assumerà il prossimo progetto politico di Soru (ed il suo collegato editoriale di cui ormai tutti parlano). Se la prossima coalizione non adotterà una concreta piattaforma riformista ma la sacrificherà sull’altare del decisionismo e della cooptazione fine a se stessa, non basterà fregiarsi di alleanze nazionaliste per far fare un passo avanti alla nostra isola.

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