Terna Style: l’acqua ‘baratta’ dei sardi, con due giri di turbina diventa oro. Imparate come si fotte il mondo

22 febbraio 2013 08:4617 commentiViews: 86

Capitolo I: Terna dovrebbe essere il gestore della rete elettrica e non produrre energia elettrica (il condizionale è d’obbligo perché siamo in Italia e niente è più incerto di un dovere).

Capitolo II: prima di proseguire, devo spiegare all’Addetto Stampa di Terna un termine sardo. Trattasi di ‘baratta’ = a. f. (sta per ‘aggettivo’ ‘femminile’)= ‘che costa poco’.

Capitolo III: prima di proseguire, devo spiegare ai lettori la volgarità del titolo. Uso l’italiano ‘fottere’, ma non nel banale significato che la parola ha nella lingua italiana (sinonimo di ‘accoppiarsi’), ma secondo il significato di ‘futtìre’ in sardo, cioè di ‘fregare’. La lingua sarda, da molti erroneamente ritenuta priva di sfumature, ne è invece ricchissima e lo è anche di quelle cristallizzazioni dell’uso metaforico che fanno di una lingua un tesoro di cultura. Il sardo, infatti, usa ‘koddare’ per l’accoppiamento, ma ‘futtire’ per ‘fregare’; l’avanzamento metaforico dal significato primitivo legato all’accoppiamento, sopravvissuto in italiano, a quello traslato, nasce evidentemente dalla consapevolezza del sardo che c’è chi ruba piacere a tradimento, c’è chi ruba sull’amore e sul sesso. Sul sesso non si scherza, perché come ha detto un grande studioso che mi è capitato di rileggere di recente grazie a un libro regalatomi da un amico, il dialogo precede il linguaggio: ecco, il sesso è un dialogo che precede il linguaggio, quindi è una cosa nobile. Tuttavia, c’è chi inserisce anche in questo dialogo primordiale lo scopo speculativo; l’uomo sardo, grande esperto della natura e quindi del sesso, ha capito che c’è chi frega sul sesso e ha distinto ‘koddare’=’salire al collo’ (da qui la semplificazione del kamasutra isolano alla prevalente posizione mos ferarum) da ‘futtìre’= fregare, trarre piacere a tradimento’. Spero che Terna apprezzi queste introduzioni culturali che servono soprattutto a stemperare la mia rabbia. A proposito, rabbia si dice in sardo ‘futta’, stessa radice del verbo di cui sopra. Quindi, in poche parole, il titolo vuol dire che Terna trae piacere dal fregarci.

Capitolo IV: Ieri ho promesso che avrei spiegato come il combinato disposto Terna-Enel (ma Terna dovrebbe semplicemente gestire la rete e non produrre o concorrere a produrre energia) faccia soldi a go-go con l’acqua dei sardi. E ho anche promesso che avrei spiegato questo processo perché è analogo a quello che si realizzarebbe a Ottana costruendo la mega batteria di cui stiamo parlando in questi giorni.

Capitolo V: \Dunque, non è troppo agevole spiegare i riferimenti ma ecco i collegamenti con descrizione della situazione, ad esempio, il 19 febbraio 2013:
Sito web del mercato elettrico > Esiti dei mercati > Macrozona Sardegna > Mercato MSD Ex Ante (http://www.mercatoelettrico.org/It/Esiti/MSD/MSDex-ante.aspx).
Scegliendo nella tabella in basso a destra il 19 Febbraio si nota l’andamento dei prezzi tra 100 e 150 Euro/MWh come “prezzo medio di vendita” (prezzo offerto dal Taloro e chiamato in produzione da Terna, che corrisponde tra l’altro al “prezzo massimo di vendita” visto che sono stati chiamati solo loro). Ecco l’immagine del sito, ne trovate la spiegazione proseguendo la lettura sotto l’immagine (scusatemi, sono così didascalico perché immagino di confrontarmi sempre con l’Addetto Stampa di Terna).

Come si vede, ho scelto il giorno 19 febbraio 2013. Si può notare che l’andamento dei prezzi è tra 100 e 150 Euro/MWh come “prezzo medio di vendita” (prezzo offerto dal Taloro e chiamato in produzione da Terna, che corrisponde tra l’altro al “prezzo massimo di vendita” visto che sono stati chiamati solo loro). Domanda: quanto ha speso il Taloro per produrre l’energia che vende? O meglio: a quanto ha acquistato l’energia eletrrica per il pompaggio dell’acqua che poi gli è servita per produrre l’energia elettrica che vende? Rispondiamo al Capitolo VI.

 

Capitolo VI Nello stesso giorno 19 febbraio 2013 e nei giorni precedenti il PUN (Prezzo Unico Zonale) cui il Taloro come unità di pompaggio (consumatore) ha avuto accesso registra un andamento tra i 50 e gli 85 Eur/MWh (http://www.mercatoelettrico.org/It/Esiti/MGP/EsitiMGP.asp.

Ecco di seguito la tabella:

 

 

 

Capitolo VII Conclusioni. Terna chiama la centrale del Taloro, Enel (ma la stazione esterna è di Terna), in produzione. Questa vende un bene che ha prodotto con acqua dei sardi e per produrre il quale ha speso la metà circa del prezzo con cui la vende. Stessa cosa farebbe Terna con una batteria, che accumulerebbe energia al prezzo più basso e la rivenderebbe al prezzo più alto, facendo ciò con un addetto, sulla stessa sottostazione su cui insiste una centrale con 100 addetti diretti e facendo esattamente lo stesso mestiere della centrale: vendere energia.

 

 

 

 

 

17 Commenti

  • Ancora una volta i sardi, col voto, hanno detto che certi” personaggi ” non possono più rappresentare gli interessi del popolo sardo. Dopo anni di …tanti disastri cosa serve ancora al Psdaz per… fare pulizia al proprio interno? Attendere, d’iniziativa, “il passo indietro” di qualcuno di questi “innominabili”, buoni per tutte le stagioni e per tutti gli schieramenti purchè si ottenga “una poltrona”, è una chimera. Dai, Paolo, “costruisci” quel nuovo di cui tanto abbiamo bisogno prima che, ancora una volta, il sogno di indipendenza agognato venga riposto definitivamente nel cassetto.
    Fortza paris sempre.

  • Non ti preoccupare, Albada, non succederà nulla di tutto questo.

  • Ma perchè creare contrapposizioni tra il PSD’AZ e Maninchedda? Con l’auspicio che il secondo si IMPADRONISCA del primo? Che reputo offensivo soprattutto nei confronti di Maninchedda. Una disamistade alimentata ad arte per stendere un cordone sanitario attorno ad un progetto che gli avversari strumentalmente sposano ma che avversano con ogni mezzo. Ergo l’invenzione del ring con i due contendenti sul quadrato. Non è così.
    Non cadiamo nella trappola perchè solo un successo del PSD’AZ può alimentare la speranza in una Sardegna diversa. Altrimenti l’agonia continua.

  • Capitan marc

    Il psdaz a Paolo Manichedda, che i padroni del partito per rispetto a cio che il partito e stato, per quello per cui e nato, e per quello che puo essere, facciano un passo indietro e collaborino per la rinascita de su partidu sardu. Bregungia che i sardi debbano votare grillo per il malgoverno e l’incapacita di una classe politica povera e poveraccia. Dove e il psdaz in questo momento di grande bisogno dei sardi. Facendo spuntini? Forza Paolo almeno ai cervello.

  • Ho anche io madre italiana e padre sardo.
    Conosco bene gli italiani, ho vissuto presso di loro fino alla giovinezza per 1-2 mesi all’anno: di noi, della Sardegna, non gli frega nulla.
    Colonia abitata da cialtroni dove ci si può divertire e fare business.
    Parlo la lingua italiana, ma potrebbe essere anche spagnolo, tedesco, francese: tanti popoli parlano varie lingue mutuate da chi li ha colonizzati (Africa, America Latina, India).
    Non odio l’Italia: mi è completamente indifferente.
    Sicuramente non amo gli italiani che vedo qui in Sardegna: sempre pronti a tentare di dare lezioni ai proni compatrioti sardi, e a fare sporchi affari. E i più sono realmente razzisti.
    E purtroppo il problema più grave sono proprio i miei compatrioti: hanno mutuato non solo la lingua, bensì anche i peggiori costumi italioti!
    Voterò sicuramente PSdAz, ma attenderò anche che i dirigenti di questo partito diano prova dell’esistenza in vita di un Partito vero.
    Un ultima cosa: qualche giorno fa ho posto l’accento sul fatto che la Sardegna si sta riempendo di gente straniera (italiani, slavi, orientali ed africani).
    Qualcuno ha cercato di darmi del razzista: mi dispiace ma la constatazione dei fatti oggettivi non ha a che fare con il razzismo, bensì con il pragmatismo.
    Questa gente viene qui perchè ci sono nicchie ecologiche libere e noi, che potremmo regolare organicamente tali flussi migratori, stiamo invece a guardare l’evolversi della situazione.
    E attendere l’arrivo dell’uomo potente al comando.

  • Silvia Lidia Fancello

    Caro Luciano Urru Pediatra Sardo di Gavoi,
    condivido pienamente il tuo strazio. Domani andrò a votare, e voterò il mio partito, PSd’Az. (quando si dice per partito preso); lo faccio straziata fra il senso di lealtà verso la mia fede politica e la consapevolezza che ancora chissà per quanto saremo italiani e pertanto col dovere/diritto di esprimere un voto che non vada dritto dritto nel cesso, ma contribuisca in qualche modo ad un rinnovamento o nella peggiore delle ipotesi ad uno sbarramento del passo a chi ha fatto precipitare l’Italia nel baratro. Questo glissare del mio partito sulle elezioni politiche, questo basso profilo tenuto volutamente, “perché tanto non ci interessano”, mi fa male, mi lacera. Ve lo confesso, a me interessa come va l’Italia, perché io mando i miei figli a scuola (italiana), pago le tasse in Italia, il canone TV, il bollo e l’assicurazione. Mi interesserà ancora per molto (purtroppo) lo stato italiano, perché italiana ci sono nata e non riesco a “odiare” l’Italia in toto. Appagata della mia cultura italiana, cerco di arricchire e approfondire quella sarda, anche se non sarò mai madrelingua sarda (con mamma siciliana è un po’ difficile), ma mi adopero nel mio ambito come posso perché se ne abbia considerazione e rispetto e non potete capire quanto questo sia difficile nel posto dove abito. Che dire, sono un’italiota? Può darsi, ma ho un sogno: l’indipendenza. È un sogno, un’intuizione che nasce non dall’odio verso tutto ciò che è italiano, ma dalla consapevolezza che è l’unica soluzione che può portare al benessere dell’isola. Datemi della colonizzata, accetto tutto, ma venite qua voi a parlare di lingua e cultura sarda in un posto dove ormai è più facile sentire il polacco che il gallurese, venite a cercare voti in una città che ha eletto Berlusconi come cittadino onorario e venite a toccare con mano la crisi che attanaglia le centinaia di imprese richiamate da tutta l’isola col miraggio del benessere. Non riesco a voltare completamente le spalle all’Italia, non riesco a non guardare la nazionale quando gioca, non riesco a non amare Umberto Eco e Camilleri, che ci posso fare?
    Ti va bene come auting Luciano? Chiedo anche scusa a Paolo Maninchedda, magari non immaginava che il suo blog si trasformasse in un gruppo tipo “alcolisti anonimi”, ma non sono molte le occasioni che ci sono date per parlare col ”cuore in mano” e quindi ne approfittiamo. Saluti

  • Ovviamente era “legislatura” i correttori automatici ti fanno scrivere più cavolate di quante ne pensi!
    Nuovamente saluti!

  • Quanta gente ……. e tutta con lo stesso dilemma!
    C…zo 5 anni di non governo già sarebbero un grande problema vista la situazione, ma altri 5 anni come solo loro “sanno fare” sono addirittura una tragedia per questa nostra povera terra!
    Terra ho detto! ……… Non TERNA!!!!! ;)
    L’avevo già detto e condivido il mal di pancia di Luciano, mal comune mezzo gaudio, ma l’orchite non passa!
    Sapete che ci vorrà veramente coraggio a non annullare il voto con un conato improvviso che ci prenderà subito dopo averlo espresso? Forse è meglio andarci prima di aver mangiato.
    Ma dobbiamo per forza far durare la prossima leggiatura fino in fondo, ho alle prime cazz….te, buttarli fuori a calci nel deretano?
    Che brutto mondo!
    Coraggio a tutti e ………. tappiamoci il naso.

  • Carissimo Luciano,
    e tu pensi forse che io non soffra di orchite e varicocele complesso da un po’ di tempo? In più patisco coliche umorali peggiori delle tue. Comunque, non sentirti vincolato dalla nostra amicizia, perché l’amicizia è molto più importante della politica, direi che ne è il presupposto etico. Io, però, caro compatriota, Grillo ce l’ho sul naso e molto. Vedo in lui e con lui l’italietta fascista che dà sempre la colpa agli altri. Verso di lui sappi che occorrerà resistere. Quanto all’inconsistenza della classe dirigente sarda, sono d’accordissimo, ma essendo stato educato al cristianesimo e constatando ogni giorno come Lui faccia tanto senza badare a quanto siamo miserabili, non riesco ad essere violento. Non sono un rivoluzionario perché non so odiare, questo è il punto. Credo di non avere mai odiato nessuno. Magari mi incazzo, ma poi mi passa. Questa è una debolezza in un posto così squalificato come il mondo politico sardo. Però, credimi, se una persona competente e seria, senza ossessioni di potere, giungesse a governare la Sardegna, basterebbero sei mesi ben fatti per mettere le cose a posto. Un abbraccio. P.S. speravo che il mio esercizio para-etimolgico ti alleviasse il gonfiore testicolare, ma evidentemente neanche un po’ di ironia riesce a risolvere i traumi di questa campagna elettorale.

  • Caro compatriota,
    quando metti in rete queste analisi io mi giro le balle!! Si è così perché fai emergere tutta l’impotenza a gestire gli eventi che c’é in me ed in noi ed una pervasiva voglia di bombardare tale tipo di democrazia ,non ti nascondo, suscita in me desideri che è meglio tacere e reprimere.
    Bada che solo la stima che ho di te ed il rispetto per il lavoro che fai per tutti e per il Partito mi spinge a rispettare il mio senso di lealtà nei confronti del voto!
    Pertanto accetto il tuo suggerimento ed insegnamento.
    Primo: IO voto(..E già questo è tanto..).
    Secondo: IO voto PSd’Az ( ..E questo pure é molto: ma “vedisopra”!!)
    Nauseato ti confido che se la responsabilità della lealtà verso il Partito e verso la Tua persona non mi avessero intrappolato in un sistema di nevrosi continua da conflitto interiore una giornata in completo relax non me l’avrebbe tolta nessuno (…Magari con un’escursione in Supramonte..) oppure confessando l’inconfessabile a costo di essere trattato da “lebbroso politico” una bella passata di beppegrillo gliela avrei data anch’io alla …Scheda elettorale! Senza star lì a capire il perché ,ma così,d’impeto contro tutti questi LADRI,idioti ,dementi,mediocri ed incompetenti guastatori della POLITICA e della vita di un popolo .
    Tant’é.
    PS Non so quanti saranno capaci di fare outing in tal maniera ,ma sento ,palpabilmente che questa voglia è più repressa di quanto non sembri.
    Grillo dice un sacco di cose sbagliate che fanno ridere! Grillo dice anche un sacco di cose giuste…Che fanno ridere…. Prima,poi fanno piangere.

  • Silvia Lidia Fancello

    Ho visitato il sito di Terna, ho visto il video fichissimo (in inglese) su You tube ed ho visitato il profilo si Face Book: http://www.facebook.com/ternaspa.
    Sono sgomenta, mio Dio quanto sono potenti! Mi sento una formica.

  • Silvia Lidia Fancello

    Buonasera,
    che casino! Forse (è il caso di dirlo) sto scoprendo l’acqua calda, ma secondo Lei, Paolo, c’è materia concreta per una denuncia al garante per l’energia? Magari scopriamo che il garante è affiliato alla Triade ops… Terna.
    P.s. molto divertente il preambolo, non si finisce mai di imparare!

  • neanche io!

  • Giovanni Piras

    Tantissimi sardi hanno voglia di votare sardista, ma non questa classe che dirige il partito in modo così scapestrato. Io comunque non riesco a non votare Partito sardo d’Azione.
    Forza Paris

  • Non b’est peus sotziedade coloniale de cussa elettrica Enel- terna. Est s’impresa ki in Barbagia aket sos balanzos prus mannos, ca pagat nudda po s’abba nostra. Paule pubblicalos sos docuentos de sas concessiones de s’isfruttaentu de s’abba po s’energia dae su 1999 a su 2059, gasi bidimus cantu est diffenente da su ki pagavat s’Enel in su 1964 a sa RAS. Issos zai nos futtin, ma b’est kie lis porrit su culu.
    Salude e libertade

  • Nel caso in cui per Terna non fosse chiara la distizione dei verbi, e delle pratiche a cui riconducono, suggerirei di ricordare alla medesima che…. a “koddare” si va a casino.

  • Un complemento “d’arredo” all’analisi fatta. Il bilancio 2012 di Terna si preannuncia gonfio di utili come non mai.
    Flavio fotte, avveru!
    Volete fermare Terna? VOTATE SARDISTA.

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