Terna minaccia le vie legali e io racconto chi è Terna

8 giugno 2013 07:356 commentiViews: 251

La Nuova Sardegna ha riportato ieri una frase del mio intervento in Aula sulle distorsioni del mercato elettrico e sul ruolo che queste distorsioni hanno sul caro-tariffa dei sardi. Tiravo in ballo Terna.  Terna ieri ha inviato questo comunicato stampa in cui non solo smentisce, ma secondo una vecchia abitudine che pensavo avesse perso, minaccia di adire alle vie legali; quest’ultimo è un dettaglio fastidioso perché minacciare di denuncia un consigliere regionale per un intervento in Aula, cioè nel pieno esercizio delle sue funzioni tutelate e protette dalla Costituzione e dallo Statuto, sa tanto di intento intimidatorio rispetto a funzioni costituzionalmente rilevanti. Ovviamente, il problema è se ho detto o meno la verità.
Io ho detto che la stessa Autority per l’energia ha contestato a Terna errori significativi sia nei servizi di bilanciamento che in quelli di dispacciamento dentro e fuori della Sardegna, errori che incidono sul rapporto tra la domanda e l’offerta e sul sistema di premialità e penalità ad esso collegato. Ed è tutto vero, come potete leggere dagli stralci che riporto di seguito. Ricordo a tutti il mio articolo del 18 settembre 2012 sul mercato elettrico sardo, puntualmente confermato dall’Autority.
Dinanzi a questi rilievi dell’Autority, la Regione, i sindacatoni, la Confindustriona (su cui prima o poi bisognerà anche dire un po’ di verità rispetto alla tanta pompa con cui si presenta rispetto alla debolezza della sostanza delle sue posizioni), i partitoni, i giornaloni (sempre più meritatamente in crisi di lettori) sono stati zitti. Tutti muti, rassegnati e tragicamente subordinati al grande gigante dell’elettricità, per poi guardare alla Saras, a E.On, all’Enel come ai Re Magi. La classe dirigente sarda non è ‘dirigente’, è tragicamente ‘obbediente’ e casinista.

Ecco qui un breve stralcio dei giudizi dell’Autority sul ruolo di Terna in Sardegna:

· Delibera 401 del dicembre 2012:

Terna, al fine di assicurare la sicurezza del sistema, non ha proceduto ad annullare o ridurre significativamente la situazione di sbilanciamento locale, quanto piuttosto a trasportare l’eccesso di produzione dalla Sardegna alla zona Centro-nord

· Delibera 197 del Maggio 2013:

L’analisi dei flussi di energia sull’interconnessione tra la Sardegna e il Continente mostra come Terna, in un numero elevato di ore, non abbia annullato o ridimensionato significativamente lo sbilanciamento aggregato zonale effettivo della Sardegna attraverso movimentazioni a scendere di unità di produzione localizzate sull’isola, ma abbia reindirizzato la produzione in eccesso dalla Sardegna al Continente.
 Se Terna avesse, infatti, annullato lo sbilanciamento aggregato zonale effettivo della Sardegna attraverso movimentazioni a scendere di unità di produzione localizzate sull’isola, il flusso medio orario effettivo avrebbe avuto lo stesso segno e, a parità di altri fattori, entità analoga al flusso medio orario in esito a MGP

Sarebbe stato economicamente conveniente per Terna riequilibrare lo sbilanciamento positivo attraverso movimentazioni a scendere di unità abilitate localizzate in Sardegna, piuttosto che attraverso movimentazioni a scendere di unità abilitate localizzate in altre macrozone.
In tali ore Terna, anche in assenza di un surplus di energia dovuto allo sbilanciamento locale, avrebbe dovuto trasferire energia dalla Sardegna al Continente al fine di non pregiudicare la sicurezza del sistema elettrico sardo.

Sebbene le conclusioni delle analisi recentemente condotte da Terna, come sintetizzate nella citata comunicazione, si prestino a una lettura divergente degli esiti dell’analisi di cui alla Tabella 5, nella sostanza li confermano(?!)

L’incremento dell’uplift è imputabile sia all’applicazione non coerente della disciplina degli sbilanciamenti, sia alle azioni di re-dispatching messe in atto da Terna prevalentemente nelle altre macrozone di bilanciamento

 

6 Commenti

  • Professore, io attendo ma non vorrei attendere per troppo tempo che si crei qualcosa: la compagnia di cui lei ha parlato nella sua nota esiste in modo informale? Io non so deove sbattere la testa!
    Il PSdAz mi ha deluso come non mai, ma sono sempre stato e resterò indipendentista.
    Saluti.

  • Gianpiero Zolo

    spero non sia l’input per proseguire i miei studi… preferirei tardare ancora un po’….

  • Mah, fare il professore… a queste condizioni… pagato dallo Stato italiano… ma le pare?
    Ormai Paolo Maninchedda ha un dovere: non farsi schiacciare dall’omologazione dei costumi sociali e dare una mano al popolo sardo (almeno fino a quando esisterà un popolo sardo).

  • E’ sicuro che Paolo Maninchedda o costruisce una compagnia che ha in testa il piacere di costruire uno stato e di sfidare nelle primarie del centrosinistra e su questa alta ambizione le altre forze politiche o preferisce fare il professore.

  • È indispensabile che Paolo Maninchedda non esca dalla scena politica regionale con il prossimo mandato.

  • Cassa Depositi e Prestiti S.p.A (capitale azionario così suddiviso: 80,1% Ministero economia, 18,4% in mano a Fondazioni bancarie tra le quali la Fondazione Banco di Sardegna, più spiccioli) è il principale azionista di Terna. Conclusione: la minaccia alla massima istituzione della Sardegna arriva formalmente da Terna ma di fatto dallo Stato Italia.
    Tradotto: Sardegna colonia, ‘non ti essat mancu mutu’!
    Un tema decisivo per il futuro della Sardeagna, quello energetico, unitamente alla Zona Franca (non quella di Cappellacci, Scifo e della ex vice intendente di finanza) vanno recuperati con forza e determinazione al patrimonio politico economico sardista per mobilitare i cittadini non in modo demagogico e qualunquista.

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