Terna fa la voce grossa su Ottana, ma ha torto e non ci fa paura. La verità è più forte degli oligopoli di Stato formati alla scuola della Mc Kinsey e all’ombra di Passera

8 giugno 2012 18:0227 commentiViews: 438

passeraPremessa
Scrivo queste righe in una situazione politica molto confusa, ma con barlumi di luce. Monti ha litigato con Passera: questa è una grande notizia che mi auguro porti all’allontanamento di Passera dal Governo e alla sua sostituzione con Giavazzi.
Cappellacci è bene che concordi una exit strategy per andare a votare l’anno prossimo, facendo un unico election day tra amministrative, politiche e regionali: se garantisse l’uscita, si potrebbe anche riuscire a fare le riforme. Viceversa, tra crisi profondissima, mancanza di idee, dilettantismo (per esempio all’assessorato al Lavoro, dove si sono fatti gravi errori nella spesa delle risorse tra politiche attive e passive del lavoro), bisticci, dispetti, addetti stampa imberbi che per colpire una zanzara sparano col bazooka, collaboratori lobbisti (chissà che l’indagine sulla Banca Popolare di Milano e la televisone Abc e la signora Sbressa non giunga in Sardegna), conti sanitari in profondo rosso senza controllo (la legge che facemmo due mesi fa per passare le competenze a Sardegna It è lettera morta), crisi di cassa e di finanza, mi pare che gli converrebbe chiudere subito la legislatura e affidare le soluzioni agli elettori (come vado dicendo da un po’ di tempo). Ovviamente, e perché sia chiaro, io sono per andare a votare facendo una proposta di governo oltre il bipartitismo e calibrata solo ed esclusivamente sul confronto Sardegna vs Italia. Vedremo chi ci sta.

Un dio ha parlato: Terna
Nel frattempo è successa una cosa molto importante. Un dio ha parlato: Terna. In genere questi colossi non badano al mondo periferico. Loro parlano solo con equivalenti del Papa e del Segretario dell’Onu. Questa volta, invece, la puntura dell’insetto periferico deve aver prodotto una forte irritazione al punto che Terna ha emesso un comunicato stampa che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto mettere in guardia il sottoscritto. Questo è il comunicato.

Il comunicato per la paura
Per cominciare, Terna, come ogni colosso, cerca di far paura e dichiara: “Anche per questo la società si riserva di esaminare tutte le azioni necessarie alla tutela del suo operato e della sua immagine”. Questo è il metodo: in primo luogo un avvertimento, che sta a significare una frase del tipo: “Guarda che ti denuncio e mentre tu gli avvocati te li paghi con lo stipendio, io mi posso permettere i migliori e pagarli con i proventi della società di Stato e ti metto in mutande”. Come facevano i bambini cattivi alle elementari: “Stai attento che ti picchio”. Io ne ho preso e ne ho dato, in vita mia, per cui ho il curriculum necessario per stare in piedi di fronte a Terna. Ovviamente questo atteggiamento dell’azienda di Stato è stato puntualmente comunicato ai parlamentari sardi (quei pochissimi che si occupano di Sardegna). Terna dimentica che io, per legge costituzionale, rappresento il popolo sardo, loro rappresentano se stessi: è una sproporzione di valore che devono mettersi per benino in testa. Ma si sa, presso la Mc Kinsey non s’impara il galateo istituzionale perché si è abituati alle guerre e alle guerriglie di mercato. Poi, non è da escludere che una bella causa penale e civile di questo tipo possa finalmente portare a rompere il quasi segreto di stato che impedisce di veder chiaro su alcune cose del mercato elettrico.

Trasparenza dei prezzi e le coincidenze significative
Per esempio: a quanto compra Terna e a quanto vende E.On dopo che gli impianti di Porto Torres sono stati dichiarati essenziali? Terna fornisca questi dati in totale trasparenza, consenta anche a noi di valutare se sono prezzi congrui, ci dica a quanto compra da altri impianti essenziali, consenta anche ai cittadini di verificare l’algoritmo che calcola il prezzo ecc. eccc. Orsù, Terna, togli il segreto, facci vedere dentro la casa dorata e impenetrabile, e poi ci confrontiamo.
Ma il comunicato stampa di Terna conferma anche ciò che diceva a lezione il mio professore di filosofia, il quale ci ha insegnato che dopo Feud e Jung parlare anche per negare può significare affermare due volte e con più forza ciò che si vuole nascondere e appunto negare. Quando poi, non solo si affermano delle cose, ma anche le si scrive, allora ci si espone a verifiche puntuali e il comunicato di Terna potrebbe diventare un fatto importante nel mondo scientifico, perché potrebbe essere la conferma del principio di sincronicità di Jung, secondo il quale alcune coincidenze, apparentemente casuali, ma produttrici di significato, sono in realtà legate da nessi ancora non definiti dalla scienza perché maturati in una dimensione non determinata dallo spazio né dal tempo.

Cronistoria
Cominciamo l’analisi. Terna afferma che le sue scelte sono determinate dall’entrata in servizio del cavo Sapei, il quale “ha consentito a Terna di utilizzare il collegamento per la gestione dei servizi di dispacciamento mettendo così in competizione gli impianti di produzione sul continente, di gran lunga più economici, con quelli presenti sull’isola”. Prima domanda: quando è entrato in funzione il Sapei? Dalle notizie di stampa la data è da collocare nel marzo del 2011. Se fosse interamente vero ciò che dice Terna, gli effetti dell’entrata in servizio del Sapei, così apparentemente dannosi per Ottana, avrebbero dovuto manifestarsi quasi subito; invece, per più di un anno Sapei non produce effetti sulla gestione dei servizi di dispacciamento. Allora, occorre verificare che cosa è accaduto in quell’anno e che cosa è accaduto prima.
Prima è accaduto quanto segue:
1) Soru firma con Endesa il 10 gennaio  2007 un Accordo di Programma per il sito di Porto Torres che prevede la costruzione del quinto gruppo a carbone e un investimento di 500 milioni di euro;
2) il 3 febbraio 2007 E.On conquista Endesa;
3) il 26 aprile 2010 E.On ottiene l’Autorizzazione Integrata Ambientale che prevede che i gruppi 1 e 2 continuino a operare in deroga in vista della costruzione del 5 gruppo a carbone;
4) Il 4 agosto 2010 la Regione Sardegna firma un accordo con E.On per la realizzazione di un campo fotovoltaico a Porto Torres su una superficie di 100 ettari. È un errore clamoroso. E.On incassa l’accordo senza dare alcuna garanzia sulla relizzazione del 5 gruppo a  carbone. Non a caso inizia subito i lavori per il campo del fotovoltaico, ma non quelli per il 5 gruppo a carbone;
5)  Nel marzo 2011 entra in funzione il cavo Sapei: fino a quel momento l’unico impianto dichiarato essenziale è quello Enel di Portoscuso. La Saras è ugualmente fuori mercato perché ha la convenzione CIP6; 6) Nel gennaio 2012 E.On ottiene dal Ministero la proroga di 18 mesi per la realizzazione del quinto gruppo; si tenga conto che secondo l’accordo di programma avrebbe dovuto realizzare il quinto gruppo a marzo 2012. Ma la proroga non è sufficiente a tenere in funzione i gruppi 1 e 2 se non fino allo scadere della stessa. L’unico modo per non realizzare il quinto gruppo e mantenere in funzione gli impianti 1 e 2 è che li si dichiari ‘essenziali’;
7) arriva la complicazione: il Gruppo Indorama – Clivati il 6 febbraio 2012 presenta un’offerta di acquisto per la centrale di Fiumesanto. L’offerta apre una possibilità concreta di realizzazione del 5 gruppo che invece, nelle strategie di E.On, doveva rimanere impossibile da realizzarsi;
8) all’inizio di aprile Terna dichiara essenziali gli impianti di Fiumesanto, cosa che significa che acquista l’energia elettrica da E.On senza comunicare a che prezzo e comunque fuori mercato;
9) l’11 aprile il ministro Passera riceve E.ON;
10) Terna cessa di fornirsi da Ottana Energia; l’offerta Indorama – Clivati viene duramente punita;
11) il 25 aprile del 2012 E.On, con le spalle coperte dalla dichiarazione di essenzialità dei suoi impianti, dichiara la sua indisponibilità a realizzare il 5 gruppo per le mutate condizioni del mercato elettrico, legate non all’entrata in vigore del cavo Sapei, ma all’aumento della produzione delle rinnovabili, cioè anche in virtù dei campi fotovoltaici autorizzati dalla Regione Sardegna a patto che E.On realizzasse gli invetimenti sul 5 gruppo.

Coincidenze e clamorose smentite
Adesso torniamo a Jung: tutto ciò che è accaduto è una banale coincidenza? Terna ha agito indipendentemente dalle strategie di E.On. Jung direbbe di no.
Terna afferma che Ottana Energia è sostanzialmente stata messa fuori mercato dal Sapei, perché il Sapei ha aperto il mercato elettrico sardo e i prezzi di Ottana energia non sarebbero compatibili col dovere di non gravare con prezzi fuori mercato sulla bolletta dei consumatori.
Prima obiezione: per dichiarare che i prezzi fatti da Ottana Energia sono superiori del 50% rispetto a quelli praticati nel mercato occorre citare fonti. Io sono andato all’unica fonte ufficiale, l’Autorità per l’Energia, e più precisamente al Rapporto  annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il Gas al Ministro dello Sviluppo Eonomico in materia di monitoraggio dei mercati elettrici a pronti, a termine e dei servizi di dispacciamento. Anno 2011 consuntivato”. Questo è il link.
L’autorità per l’Energia elettrica si occupa della Sardegna a partire dalla pag. 34.
Cosa dice prima di tutto l’Autorità? Dice che in Sardegna si registra, in controtendenza con l’andamento dei prezzi in diminuzione nel continente e in Sicilia, un incremento dei prezzi di circa il 28%. Ecco il testo: “Nel corso del 2011, il differenziale tra i prezzi a salire RS e i prezzi a scendere RS su MB ha subito una riduzione in Sicilia, mentre è rimasto pressoché stabile nel Continente. La situazione più critica è quella della Sardegna dove, già nel 2010, il livello del differenziale era pari a circa tre volte
quello registrato nelle zone del Continente. Nel corso del 2011 si è inoltre verificato un aumento del suddetto differenziale pari al 28% rispetto all’anno precedente. Ciò ha reso necessaria un’analisi più approfondita del comportamento degli operatori nella predetta zona nel corso degli ultimi due anni”.
Quindi un primo punto fermo: l’Autorità smentisce Terna, perché mentre Terna afferma che dall’entrata in servizio del Sapei la Sardegna ha potuto approvvigionarsi a prezzi più vantaggiosi, l’Autorità afferma che per tutto il 2011 il mercato sardo è rimasto quello che era, in controtendenza rispetto a quello continentale. Ne consegue che il cavo Sapei è ragionevolmente un pretesto. La cosa è confermata da un altro passo del Rapporto (evidentemente Terna pensa che io non sappia leggere):
“Con riferimento al SAPEI, sono in corso approfondimenti per comprendere sia le ragioni della sua tardiva entrata in operatività nel 2011 che le ragioni che ne inibiscono la piena utilizzazione in entrambe le direzioni, oltre che gli eventuali accorgimenti tecnici che sarebbero necessari per conseguire tale obiettivo”. Quindi l’Autorità conferma che Sapei non è pienamente operativo e conferma che la sua incidenza sulle dinamiche di mercato è limitata.
Andiamo adesso a vedere che cosa dice l’Autorità sui prezzi praticati da Ottana Energia.

“Dall’analisi delle offerte presentate su MB per l’utilizzo della semibanda di riserva secondaria in Sardegna (offerte RS sia a salire che a scendere), si evince come la causa principale del considerevole aumento dei prezzi sia la scarsa competizione. Gli operatori abilitati all’erogazione del servizio di riserva secondaria sono solo tre ( ENEL, EON e Ottana Energia. (…). La situazione diventa ancora più critica nei periodi in cui uno di questi operatori ha la necessità di fermare le suddette unità di produzione per manutenzione o, anche solo, di renderle indisponibili al servizio di riserva secondaria per altri motivi. In particolare, nel corso del 2011 il livello della concorrenzialità nel mercato è stato particolarmente basso nei periodi in cui le unità di produzione Taloro e Porto Scuso 1 e 2 (ENEL) sono state poste in manutenzione (Aprile-Settembre Porto Scuso 1,Gennaio-Ottobre Porto Scuso 2 e Gennaio-Novembre Taloro). Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata la costante indisponibilità di Sulcis (ENEL) al servizio di riserva secondaria.
Come si evince dalla Figura 11, i prezzi delle offerte accettate a salire presentate da Ottana Energia sono allineati ai prezzi delle offerte accettate presentate da EON per tutto il 2010 e quasi tutto 2011. Solo nelle ultime settimane del 2011 e nel primo mese del 2012 i prezzi delle offerte a salire presentate da Ottana Energia e accettate si riducono considerevolmente discostandosi da quelli di EON”.

Quindi, l’Autorità in primo luogo rileva che in Sardegna i tre produttori per un lungo periodo hanno fatto lo stesso prezzo; poi dice che E.On ha fatto lo stesso prezzo di Ottana; infine dice che Ottana Energia ha abbassato i prezzi rispetto a E.On. Che dice Terna rispetto a questa sconfessione per tabulas? Mi denuncia? Terna ha premiato, dichiarandola essenziale, l’azienda col maggior costo, secondo l’Autorità dell’Energia.  Ma l’Autorità per l’Energia forse spiega anche il perché di questo trattamento. Leggete quanto segue:

“Sotto il profilo della concorrenza, per effetto dell’incremento delle immissioni degli impianti fotovoltaici e del loro caratteristico profilo, si è coerentemente assistito a una concentrazione della pivotalità (potere di mercato unilaterale) dei principali operatori sul fabbisogno di potenza rispetto al fabbisogno di energia e nelle ore pre-serali rispetto alle restanti ore. Geograficamente la situazione delle Isole appare migliorata per due differenti motivi: in Sardegna a causa dell’entrata in piena operatività del SAPEI che ha ridotto significativamente la pivotalità dei due principali operatori dell’isola (ENEL ed EON)”. Ancora e a prescindere dalle rinnovabili: “L’incremento della capacità di interconnessione fra la Sardegna e il Continente ha ridimensionato in misura rilevante il potere di mercato unilaterale detenuto da EON e da ENEL in Sardegna”.

Quindi, se c’è un effetto certo dell’entrata in funzione del cavo Sapei, questo è la riduzione della pivotalità per E.On e Enel. Che ha fatto Terna? Di fatto ha protetto con l’essenzialità E.On che, in quanto produttore di energia rinnovabile col campo fotovoltaico autorizzato a Porto Torres, avrebbe perso i vantaggi che aveva a sistema sardo chiuso.
Resta da chiarire, per il momento, un’altra questione: Terna era obbligata a scegliere di rendere essenziali gli impianti di Porto Torres?

Gli impianti essenziali
Intanto ricordiamo che il sistema dei produttori in Sardegna è considerato unitariamene dall’Autorità per l’Energia, senza alcuna indicazione di urgenza di privilegio per un duopolio Nord Sud che escluda il Centro dell’Isola.
In secondo luogo, leggiamo ciò che l’Autorità scrive riguardo agli impianti essenziali in Sardegna:
“Infine, la capacità assoggettata alla disciplina degli impianti essenziali in Sardegna è stata molto inferiore rispetto a quanto previsto per la Sicilia.
Nel 2011, infatti, solo il 23% dei volumi a salire movimentati su MSD erano attribuibili a offerte accettate da impianti essenziali. Nel corso del prossimo anno la situazione è destinata a migliorare, sia per effetto dell’avvenuta entrata in funzione del secondo cavo del SAPEI, sia per effetto dell’incremento della capacità assoggettata alla disciplina degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema (+ 372 MW circa rispetto al 2011)”.
Quindi l’Autorità per l’Energia ritiene necessario che si acquisisca in Sardegna da impianti dichiarati essenziali 372 MW in più. I gruppi 1 e 2 di E.On producono più di 1.000 MW; niente impediva di acquisire in regime di essenzialità i 372 MW dai tre operatori della Sardegna, comprendendo Ottana Energia, che in regime di concorrenza aveva praticato, come dice l’Autorità, i prezzi migliori. Viceversa Terna dichiarando essenziali gli impianti di Enel e E.On, decidendo ‘politicamente’ e non ‘tecnicamente’ il duopolio Nord Sud (come scrive Terna nel suo comunicato “dislocati necessariamente nell’area meridionale e settentrionale dell’isola”), ha protetto dal mercato i due gruppi accusati, tra le righe, di monopolismo dall’Autorità per l’Energia; in sostanza ha tolto dal regime della concorrenza i due monopolsti e li ha collocati, come Terna stessa afferma nel comunicato contro di me, in un sistema di  “incassi garantiti dal regime speciale a cui sono soggetti gli impianti speciali”. Questa ultima frase del comunicato è veramente un lapsus: Terna ha impiegato decine di righe a spiegare le presunte ragioni tecniche della sua scelta Nord Sud, per poi dichiarare candidamente che il regime di essenzialità non ha alcuna ragione tecnica, ma è un sistema di incassi garantiti, garantiti ai due monoplisti storici della Sardegna.
Infine una considerazione: Terna si assume la responsabilità politica di chiudere un sistema industriale, quello di Ottana, per la scelta politica di dichiarare essenziali Porto Torres e Portoscuso. La responsabilità è politica e se ne deve assumere interamente la responsabilità.
Adesso passiamo dai cavi e dalla tensione alle persone e chiediamoci con chi abbiamo a che fare.
Di Passera, che è il vero capo di queste strategie in quanto ministro, ho già detto. Ma è bene ricordare da dove viene: parte da Mc Kinsey, passa per il gruppo De Benedetti, entra nel sistema di Stato con Poste Italiane, è dentro l’operazione Alitalia, è stato l’AD dell più grande banca italiana: Intesa. Dicevano un tempo alla CIA: “Le persone hanno una morale; le Nazioni hanno degli interessi. I Paesi agiscono eticamente quando fanno puramente i loro propri interessi”. Passera ha studiato in Bocconi e in America, a Philadelphia. Per Passera è ragionevole pensare che gli interessi delle Grandi Nazioni coincidano con quelli delle Grandi Imprese di cui si è occupato. Ciò che è piccolo, diverso, libero, non raggiungibile dagli strumenti del suo agire, per Passera ragionevolmente è un errore della natura. Passera è culturalmente un nostro avversario, di noi sardi, dico. Ma è Ministro, e come ogni generale, ha bisogno di mettere i propri uomini, che la pensano come lui, nei punti chiave.
Primo tassello: Leonardo Senni di cui io ho già parlato. Capo del Dipartimento energia, anche lui proviene da Mc Kinsey, salutato come una garanzia dai grandi gruppi dell’energia.
Poi c’è un signore di cui noi sardi dobbiamo imparare il nome: si chiama Gianni Vittorio Armani. Da dove viene? Da Mc Kinsey. Cosa fa? È attualmente amministratore di Terna Rete Italia Spa. Dove va? È candidato a fare l’Amministratore delegato della GSE (gestore dei Servizi Elettrici). Armani è come Passera: Enel e Eon sono qualcosa di cui tener conto; Ottana Energia, il Nuorese, la Sardegna sono errori della natura: troppo piccoli, fastidiosi, poi fanno anche i prezzi più bassi, innaturali: da eliminare.
Quindi, con Passera è arrivata anche la Trinità Mc Kinsey: Passera, Senni, Armani.
Voglio ricordare un episodio su Mc Kinsey. Recentemente Greenpeace ha contestato i suoi dati sulla deforestazione, asserendo che erano allarmistici per far sì che l’Europa continuasse a finanziare i paesi della presunta deforestazione consentendo contemporaneamente ulteriori e redditizie deforestazioni. Un’accusa grave a cui Mc Kinsey ha risposto con ulteriori cifre. Allora Greenpeace ha chiesto alla Mc Kinsey di  pubblicare le fonti dei suoi dati. Risposta: non può farlo: comprometterebbe il rapporto di riservatezza con i clienti.
Un’ultima parola per Napolitano: le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione della sua visita in Sardegna si svelano totalmente retoriche rispetto a queste scelte politiche. Due comizi in due università e in un teatro portano come risultato la desertificazione industriale del Nuorese.

27 Commenti

  • Marco Argiolas

    Nel link sottostante si evidenzia quanto la Terna spa sia rispettosa delle Disposizioni Regionali in materia ambientale:
    http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/06/19/perche-non-e-stato-integralmente-rimosso-il-basamento-di-cemento-dallo-stagno-di-molentargius/
    E vi garantisco che c’è tanto tanto altro.
    A voi le considerazioni in merito.
    Saluti Marco Argiolas

  • Vorrei rispondere al sindacalista Manconi che oggi si è molto scandalizzato per le critiche fatte al sindacato su questo blog.
    Vorrei ricordargli che il lavoro del sindacato non si misura in grammi di carta ma con i risultati. Quindi lui può avere pure scritto la bibbia insieme ai suoi colleghi ma i risultati sono che noi operai siamo senza acqua, con il sapone contato idem per la carta igienica. Inoltre non si ha notizia del premio di produzione, sono state soppresse varie posizioni, sono stati rimossi gli RSU che hanno provato a contrastare l’azienda, tutto questo senza che il sindacato muovesse un dito. Adesso improvvisamente tutti sul piede di guerra. A me, che sono un malpensante potrebbe sembrare che i cani abbaino perchè spinti dal padrone..ma dato che considero tutti in buona fede (fino a prova contraria) sono sicuro che tutte il movimento sia motivato dalla reale necessità di salvaguardare il sito industriale e il nostro lavoro, oltre che gli interessi dell’azienda.

    P.S.
    Se mi nascondo dietro l’anonimato sarò pure vigliacco, ma lo faccio perchè il sindacato non ha mai mosso un dito per contrastare le azioni repressive dell’azienda nei confronti di chi ha provato ad alzare la testa. azioni che si perpetrano tutt’ora.

    Saluto cordialmente

  • Quel che mi chiedo è: gli altri politici che cosa ne dicono? pensano che siano quisquilie o farneticazioni di Maninchedda? ma possibile che fra tutti i personaggi politici di cui Paolo ha grande stima non ce ne sia qualcuno che condivida pubblicamente le sue denunce? che dicono Uras, Cucca, lo stesso Soru, e tutti gli altri che, a loro dire, lo apprezzano?

  • Gian Piero Zolo

    Caro Josto…
    non so se Gianni Mura, che non conosco, era del pci, però se ti interessa posso dirti che lo ero io, e che dopo il pci ero in rifondazione tessera numero 9, o giù di lì, in provincia… lo so che forse essendo io un perfetto sconosciuto la qual cosa fa meno notizia, e in effetti non è giusto che ne faccia.
    Ora sono orgogliosamente Sardista, lo sono senza rinnegare quello che sono stato, perchè non butto via niente del passato, e meno che mai gli errori commessi perchè gli stessi mi hanno aiutato a crescere e migliorarmi. Io guardo al futuro che aspetta me e i miei figli.

  • scusa Josto…ma il partito d’appartenenza te lo prescrive il medico?
    Gianni è sicuramente una persona libera e sopratutto capace di dire la sua un po come Paolo. Ce ne fossero di politici SARDI come loro, vedresti un grande imbarazzo nei palazzi di Roma. Invece no sempre a mettere i puntini sulle “i”. Oggi è sempre più difficile individuare un partito che agisca a vantaggio della propria gente, o idea, la politica la devi sentire come una devozione, non come lucro o una meta di salvezza, sai quanti politici non sanno lavorare? e per di piu sono pessimi politici. il primo che manderei a casa è il nostro presidente (non ha grinta e capacità decisionali). Ma ce lo siamo meritati tutto intero! Spero che la lezione sia servita al popolo Sardo, saluto.

  • Ancora costretti a sorbirci qualche intervento di persone sottomesse, ancora condizionate dai colonizzatori, per contro leggiamo tanti altri interventi di menti libere da qualsiasi condizionamento. Sono tanti in attesa che altri, consiglieri regionali e non solo, si uniscano a Paolo Maninchedda, per informarci, in modo dettagliato (come fa lui, consapevole dei grossi rischi a cui si sta esponendo), su tutte le malefatte che vengono perpetrate ai nostri danni. Mi soddisfa il fatto che sono sempre più numerose le persone, esterne al Partito Sardo, che mi chiedono notizie sulla situazione delle varie problematiche, affrontate da Paolo su questo sito, segnale di grande condivisione. Anche se ne sei al corrente, voglio confermarlo, noi ci siamo. Saludos e buon lavoro

  • Per Josto: e che cosa c’entra che Mura sia stato del Pci? Come al solito, non siete capaci di ragionare sulle cose ma solo sugli schieramenti, anche se sono sepolti dalla storia.

  • ma gianni mura non era del pci?

  • Ho letto con molta attenzione le affermazioni di Paolo Maninchedda, e Gianni Mura, le quali conclusioni mi trovano perfettamente in sintonia. Purtroppo Ottana oggi non è piu terra fertile per i politici… purtroppo siamo rimasti in pochi a sostenerli, ma come tutte le zone industrializzate, Ottana ha portato i suoi benefici, sia in termini economici che culturali, detto questo non dimentichiamoci che il riferimento di Paolo alla cultura politica di chi ci rappresenta, e un dato di fatto, sono passati 40 anni dall’industrializzazione nel centro Sardegna. Cosa è stato fatto per prevenire il dramma che stiamo vivendo? forse Ottana ha una scuola che insegni formazione su tutti i livelli? il nostro circondario è deserto ed incolto, eppure abbiamo vapore, acqua,”energia”, e perché no! idrogeno, azoto, ecc… il tutto a due passi, per non parlare dei capannoni vuoti, da riconvertire. ma a chi interessa tutto questo se tutto viene deciso a ROMA! concludo sperando di vedere la piana di Ottana un giorno con serre per la ricerca botanica, magari qualche allevamento suinicolo (con veterinari che studiano il problema peste suina) ed i nostri cassintegrati impegnati, in queste iniziative sicuramente piu utili di inutili corsi a favore di qualche strozzino, ed una REGIONE capofila a difesa dei nostri prodotti, che regolarizzi l’import di prodotti d’oltremare.
    forza PAOLO… NON SEI SOLO, IL POPOLO E’ CON TE!

  • Salve,
    Vorrei aiutare questa causa, sarebbe opportuno stampare queste parole dell’On. Maninchedda, a mio avviso, semplici ma chiarissime, chiedere al Dott. Clivati una sala riunioni e leggere ad alta voce queste spiegazioni ai propri operai che a quanto so ancora non hanno così ben chiaro il quadro della situazione, alcuni hanno capito altri no altri probabilmente non bene e vi assicuro che sapranno scendere in piazza e urlare per il giusto Clivati deve dire ai suoi operai che lui e dalla loro parte e vedrete che loro saranno dalla sua, se avrà voglia dovrà parlare chiaramente con loro senza sindacati e rappresentanti vari, i suoi operai vorrebbero sapere come stanno le cose da lui se lui chiederà una mano degnando loro di una spiegazione condurranno la lotta insieme a lui, i suoi operai non sanno cosa sta succedendo semplicemente perché lui non vuole tagliare le distanze che parli loro perché hanno gli stessi suoi interessi.
    Le riunioni non le possono organizzare solo questi sindacati, nei quali ormai nutro profondi dubbi, ma potrebbe parlare loro in tutta sincerità, e già questo significherebbe portarsi dalla sua parte la sua stessa anima ‘i suoi operai’, perché sono loro che in primis devono credere in una lotta per poi… arrivare a Passera… giusto… si deve partire dalle fondamenta per arrivare ai piani alti…
    Caro onorevole io sono dalla sua parte probabilmente le sue parole saranno chiarificatorie per molti operai vorrei solo stamparle e leggere ad alta voce a loro, mi metta in condizioni di farlo ed io vi aiuterò, ma Io non sono un”colosso” ma “un mondo periferico” e non saprei come fare a mettermi in contatto con Clivati per darle questo mio umile consiglio…
    Potrei sempre leggere le sue parole e registrarle inviare la registrazione per posta con destinatari “a tutti gli operai di Ottana energia” se dovesse essere necessario… Avvisi Clivati che io ho perso il lavoro… il lavoro e vita… e aiuterò chi da lavoro…

  • Rosa Maria

    Forse, tra le virtù, metterei ai primissimi posti la fortezza. E’ una virtù molto rara tra gli uomini, e quasi inesistente tra i politici, il cui operato è normalmente improntato su un preciso calcolo di ritorno diretto, immediato e senza rischi. Quando, il giorno dopo la pubblicazione del post sul complotto di stato contro Ottana, ho letto sul giornale la risposta di Terna, ho capito che l’on. Maninchedda aveva colto nel segno, e che il rischio sarebbe stato lo scatenarsi di una di quelle battaglie alla Davide e Golia, di cui nel cinema americano si vedono sceneggiate tante storie, anche ispirate a fatti realmente accaduti. Non è raro, anche nella storia moderna, che vinca Davide. Questa volta, però, il Davide, non è poi così piccolo: rappresenta il popolo sardo; ed è un rappresentante che si sente tutto il peso del mandato ricevuto. Com’è possibile che qualcuno tenti di scoraggiarlo, o addirittura di distorcere o maliziare sulle regioni del suo agire? La sua non mi sembra una posizione molto comoda, per prestarsi a certe interpretazioni.
    Lo vedo più nella posizione di quel tale che diceva:
    Io sol uno
    m’apparecchiava a sostener la guerra
    sì del cammino e sì de la pietate.

    E non solo in merito al caso di Ottana.
    E allora, ciò che noi dobbiamo fare è sostenerlo, ognuno nei propri ambienti, e rispondere nelle modalità più concrete ed efficaci. Nell’interesse di tutti.

  • Non il PD, non il PDL, alla Sardegna serve il Partito Sardo d’Azione. E Maninchedda ha il privilegio e l’onore di essere un militante SARDISTA. Ma è chiaro o no che la Sardegna è in queste condizioni perchè il suo destino è stato riposto in mani sbagliate? Ma che peso hanno i voti sardi dati al PD ed al PDL rapportati al resto d’Italia? Ed è proprio questo rapporto – ZERO – che immola la Sardegna sull’altare di interessi altri. Si volta pagina creando un fatto politico clamoroso non attraverso Grillo, che mi ricorda tanto il Laurismo, ma dando forza a chi di battaglie anticolonialiste ha fatto la propria bandiera da 90 anni. Un passato che serve, ma non basta, e che ora deve sotanziarsi in un progetto, in una offerta politica aggiornata ai tempi ed ai bisogni. Affiorano qua e là crisi di coscienza per una fiducia fino ad oggi mal riposta, segnali positivi da cogliere e raccogliere. Il tempo stringe.

  • Sugli interventi del Sig. Orgolesu (vedi su Soro) o del Sig. Antonello, leggo fra le righe un disarmante scetticismo. Mi spiego: è come colui che mette in evidenza la pagliuzza sugli occhi dell’altro, senza badare alla trave che c’è davanti ai suoi occhi; piuttosto che andare al cuore del problema magistralmente esposto, carico di preoccupazione per il futuro di noi Sardi, dall’On Maninchedda, si cerca di trovare sempre secondi fini, speculazioni, interessi e personalismi, non si riesce a concepire direttamente, in prima battuta l’onestà e la trasparenza dell’uomo per l’uomo. Questo atteggiamento è disarmante e non aiuta a risolvere i problemi urgenti che interessano il Popolo Sardo. Il mio vuole essere un discorso oggettivo, valido per tutto e tutti. Personalmente uso pormi invece nella posizione di ascolto, di comprensione e condivisione, di rispetto e persino di fede per “CHI FA AZIONE”, badate non ingenuamente, ma fino a prova contraria. Crederci e non mistificare, sta nella coscienza di ognuno di noi.
    De Gregori canta:…… non conosce paura l’Uomo che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie………
    In quel di Parte Montis diciamo: Omines diaici a ndi teni a crobis.

  • Oh Antonello, ma galu a preicare semus? Mi paret chi ti dolet una cosa e bia: ki a narrer custas cosas est maninchedda ki a tie istat zustu zustu supra sa punta ‘e su cazzu! A mie interessat una cosa: ki cras apo ancora unu tribagliu e kie l’est difendende est Maninchedda ki deo no apo votadu ka fitzos meos m’hana fatu votare a Cucca. Ite cazzu m’inde frigat de totus sos contos ki naras tue! Non si cumprendet da kale parte ses tue. E basta! Su ‘onzi cosa unu discursu. Basta. Sa kistione est crara: Terna keret futire Ottana ca Ottana ha fattu s’oferta pro Porto Torres. E nois semus pro Ottana. Puntu.

  • Egregio Antonello, il megafono lo farà tua sorella. Possibile che tu abbia sempre bisogno di maliziare sul nulla? Io non faccio il megafono delle imprese, ma difendo le imprese che hanno ragione e che fanno Pil nel Nuorese. La differenza sta nell’indipendenza: sto vicino alle imprese ma non ne sono né uno strumento né un rappresentante. Certamente la Sardegna ha tanti malesseri, ma qui si tratta di Ottana e del Nuorese. Stai al punto e lavora, difendi il tessuto produttivo e le buone ragioni perché abbia futuro.

  • Per Peppino: tutto vero, ma anche tutto vecchio. I fatti attuali, certificati dalla Autorità per l’Energia dicono che Ottana Energia ha fatto prezzi più competitivi di E.On. Punto. Stai a queste cose, Peppino; riesci a schierarti per chi ha ragione?

  • I suonatori di Launeddas sono sempre attivi vedo ( di launeddas perchè siamo sardi altrimenti avrei potuto dire suonatori di flauti incantatori di serpenti) . Il costo dell’energia in sardegna è sempre sato più alto del resto d’italia per motivi semplici, costo dei trasporti , mancanza del metano ( cosa ha fatto questa legislatura in materia ditecelo per favore) . L ‘ENI vendette la centrale termoelettrica per gli alti costi di gestione, ricordiamocelo tutti, l’ AES che subentrò si rese subito conto che non era stato un affare comprarla perhè spendeva solo per i tarsporti dell’olio combustibile dalla Saras , via autobotti, una marea di soldi. In pratica il 90 per cento delle uscite era per l’approvvigionamento dell’olio combustibile. L’unica speranza per la centrale di Ottana ( chiunque la gestisca) è l’arrivo del metano che comporterebbe una riduzione dei costi del combustibile e uma maggiore produzione di energia.
    Non bisogna essere ingegnieri o studenti di Keynes per capire questo che l’ENI aveva già capito dal 2000.
    La proposta di Soru del termvalorizzatore a Ottana andava in questa direzione , abbattere i costi dell’energia e nel frattempo accelerare l’arrivo del metano. Sappiamo come è andata ( L’Ing. MURA dovrebbe essere più informato di me). Affinchè un distretto industriale possa essere competitivo deve avere a disposizione energia a costi bassi senza questa premessa tutti i discorsi su TERNA , ENEL, KEYNES, sono fumosi e tendono a incolpare altri delle Nostre inefficenze, oppure a illudere i cittadini come state facendo .
    On. MANINCHEDDA perchè npn abbiamo ancora il metano in Sardegna? Questo è il punto.
    Adesso mi dovrei sorbire anche le lamentele dei gruppi che sono sempre contrari ad ogni iniziativa industrile ( Termovalorizzatori e rigassifficatori) e nel voler apparire come difensori della centrale di ottana sono in realtà quelli che l’hanno affossata con le scelte fatte o non fatte.

  • Alessandro Socialista

    L’On Maninchedda spiega il caso Energia in Sardegna un maniera accurata in questo sito sardista che seguo da un pò con interesse. Il teatrino della politica trova il tempo che trova, le questioni essenziali sono altre, e a queste si dedica il sito web sardegna e libertà. Sono curioso di sapere come Maninchedda vuole organizzare in modalità politica questa lotta contro questo cartello delle multinazionali energetiche a danno dei cittadini sardi. A Maninchedda serve il sostegno popolare e il PsD’az da solo non sarà sufficiente, per questo dovrà farsi promotore di un’alleanza politica che metta al primo piano questo tema, che come lui sottolinea, è cruciale per il destino dei sardi.

  • La precisa e puntigliosa ricostruzione di Maninchedda mi fa pensare che in realtà lo stesso stia facendo da megafono a chi ha voluto investire su questo territorio, il gruppo Clivati, che va ricordato ha fatto forti investimenti con capitali propri.
    Senza una forte presa di coscienza, non del solo centro Sardegna, badate bene, ma di tutta la regione Sardegna tutto rimane lettera morta.
    Quanto si sta consumando a Ottana ha tanti complici coscienti e meno: un governo che evidentemente è disposto ad immolare una regione e un popolo in nome di affari di stato poco chiari (leggasi lobbies), un Napolitano capo di stato che viene ricevuto solennemente in consiglio regionale e dispensa un inutile rituale istituzionale ai coloni d’oltremare, i nostri rappresentanti, in testa il presidente di regione, che impegna i suoi addetti stampa ad emettere comunicati stampa dapprima vagamente minacciosi, e repentinamente (appena scorreggiano a roma, passatemi il francesismo) infarciti di richiami alla lealtà istituzionale puntualmente disattesa dalla nostra controparte romana.
    Non trovate che ce ne sia abbastanza per indignarsi profondamente e avere un sussulto di orgoglio forte, altrimenti qua è la fine?
    Non trovate che la Sardegna è ancora costellata di tanti malesseri indotti, ed Ottana è solo uno dei tanti?
    Che facciamo? Continuiamo a rinfacciarci le cose e a farci dispetti, mentre la fuori parassitano sulle nostre spalle?
    Riusciamo noi cittadini e voi nostri rappresentanti istituzionali a respingere quest’ennesima aggressione e tante altre?
    Maninchedda non è un eroe, e la Sardegna non ne ha certamente bisogno: uno sforzo straordinario e importante quello si, da parte di tutti

  • Antonello Loriga

    Caro Paolo, ovviamente non so chi sia l’INGEGNERE ma sono straordinariamente d’accordo con lui.
    In sardo il monito “attentu” è molto più significativo che in italiano. Su una cosa però forse l’INGEGNERE sbaglia: non sei solo!
    Ad iniziare dal partito e dai consiglieri regionali, provinciali e comunali, dall’attenzione con la quale anche autorevoli esponenti di altri partiti condividano la scelta di campo “Sardegna contro Italia” e dal tangibile coinvolgimento e partecipazione di molte parti di società civile che mai si erano avvicinate a temi così importanti e delicati, la classe politica sarda non potrà/dovrà tradire: devi continuare! Dobbiamo rischiare e crederci.
    Restiamo uniti
    Fotrza Paris

  • Sì, Gianni, ma tu sei di Ottana e sai che cosa significherebbe per Ottana la chiusura della Centrale e della Chimica. Paolo ha dimostrato che si tratta solo ed esclusivamente di ragioni politiche e di lobby. C’è da fare un putiferio. Bisogna riunire le famiglie, scendere in piazza. Non si può accettare in silenzio lo scippo. La Sinistra non esiste più. Sono un gruppo che sta per i fatti propri. Altre due settimane e Grillo li supera senza dire nulla. Mentre succcedeva tutto questo, Deriu e Bianchi bruciavano libri in piazza; Giuseppe Luigi Cucca era impegnato a stare zitto; la Barracciu era in televisione a parlare di donne, come in un salottino comodo comodo. Dove vogliamo andare con gente così che, come Cappellacci, non sa distinguere le questioni strategiche da quelle accessorie? Gianni, facciamo casino, basta.

  • Ho lavorato in una grande società dell’energia. Lei, onorevole, non sa che cos’è Assoenergia, la confindustria delle società di energia. Si chieda perché De Benedetti ne è uscito. Si chieda perché Terna in tutte le cause non ha mai fornito né l’algoritmo sul calcolo del prezzo con cui acquista dagli impianti essenziali né alre preziose informazioni. Si chieda se E.On ha mai avuto rapporti con Mc Kinsey. Posso darle un consiglio? Si cerchi un bravo avvocato: verrà aggredito. Il suo sito dà fastidio e Lei è solo. Si faccia da parte, mi dia retta. Non può reggere lo scontro, e la Regione, i partiti, i deputati e i senatori, sono tutti, ma proprio tutti, coinvolti in mille mediazioni con le vecchie partecipazioni statali. Lei non è mai stato un rivoluzionario, ma badi che ormai è Lei che sta mettendo i presupposti di uno scontro politico che ha del rivoluzionario. Stia attento. E’ vero che non c’è altra strada, ma la classe dirigente sarda farà con Lei ciò che ha fatto con Gio Maria Angioy: la tradirà e Terna la infilzerà. Detto questo, se raduna la gente, io ci sarò: la vita merita di essere vissuta se le si dà un senso.

  • Ha ragione il mio collega. Sindacados e partidos, Setzis drumidos. Io non ho mai votato Maninchedda perché sono e resto comunista. Ma è verissimo che c’è solo lui che si sbuccia per le cose concrete. Dove sono i partiti della sinistra? Tutti a leccare il culo alle aziende di Stato? E noi? Il PD cos’è? Un partito di impiegati e di laureati pronti a fare carriera come e con Passera? Bisogan ribellarsi. Basta. Non si può vivere sempre con un cane che sta ad aprire e chiudere il tuo rubinetto. Basta. Ischidadebos. Soe diventande deo puru indipendentista ca ‘nde porto sos butones prenos de politicos ki non faghen nudda. Como binsonzat faghere casinu, si nono Clivati depet serrare totu. No es tempo de faulas, brullas e paraulas maccas. Basta. Faghimos casinu!

  • operaio Ottana

    SINDACATI! SVEGLIA!. La situazione descritta da Maninchedda vi dimostra che bisogna agire. Non fate liturgie. Non riunitevi per dare aria ai denti. Subito lotta dura, altrimenti Ottana chiude. E’ chiaro? E’ chiaro che se Maninchedda viene lasciato solo Terna lo tritura? E’ chiaro che se già la prossima settimana non riuscite a fare un casino infernale, poi arriva il generale estate e buonanotte al secchio? Muovetevi. Maninchedda potrebbe fare il Presidente ed è costretto dalle vostre lentezze a fare il sindacalista del territorio. SVEGLIA, CAZZO!

  • Orgolesu, capisco tutte le critiche del mondo, ma l’oggetto da cui non bisogna distrarsi è terna. Come diavolo faccio a spiegare che prima c’è il conflitto con Terna, Passera e gli altri, e dopo, molto dopo, c’è la verifica tra la classe dirigente sarda. Oggi il problema è che Ottana ha i lucchetti perché Terna ha deciso così e bisogna ribellarsi. Bisogna sempre guardare la luna e mai il dito.

  • Concordo con Mura. A propostito dei rappresentanti del centro Sardegna sottoscrivo anche questo pezzo di G.M.Bellu (Lettera aperta all’onorevole Antonello Soro), che forse è stato fin troppo tenero.

    http://www.facebook.com/giovannimariabellu

  • Gianni Mura

    Non è necessario sottolineare le qualità intellettuali e il rigore politico di Paolo Maninchedda, non solo nell’attività politica di questi anni in Consigllio Regionale ma anche nell’esame e nella ricerca della conoscenza dei problemi e delle dinamiche sociali del centro Sardegna e della Sardegna: senza studio e ricerca della conoscenza la politica è chiacchiera, esercizio oratorio inutile, strumento di imbonimento sociale. Occorre studiare e capire i territori e le popolazioni che si dichiara di rappresentare; occorre affermare i valori di un impegno sociale che trova nella rappresentanza politica e istituzionale il livello massimo di responsabilità verso i propri elettori e cittadini dei propri territori; è necessario che noi tutti selezioniamo i nostri rappresentanti nelle istituzioni sulla base della loro conoscenza dei problemi, del loro impegno a elaborare analisi e verità su cio’ che direttamente ci riguarda, primo fra tutti il diritto allo sviluppo del nostro equilibrio socile ed economico, il diritto al lavoro e all’ impresa, al benessere e alla dignita’.
    La ricerca sul “mercato” dell’ energia in Sardegna è esemplare: nel metodo, nel contenuto e nel diretto rapporto fra l’ argomento e lo sviluppo delle nostre popolazioni in questa drammatica fase di spopolamento industriale del centro Sardegna. Chi la leggerà non ha bisogno del mio apprezzamento per coglierne il valore e il rigore politico di chi la propone.
    Mi permetto di sottolineare un contrasto, una dissonanza fra l’attività faticosa di Paolo nella ricerca di una nuova prospettiva politica per la Sardegna attraverso un percorso convincente di fatti e circostanze che ci orientano sempre più verso una prospettiva di Sovranità e di responsabilità politica autonoma.
    Mentre avvenivano le vicende di cui Maninchedda ci dà conto, mentre l’ultimo tassello di iniziativa industriale nel centro Sardegna veniva messo al muro dai potentati nazionali e internazionali dell’energia, di che cosa si occupavano i rappresentanti politici espressi dal centro Sardegna per rappresentare e difendere i nostri interessi?
    Provo fare una lista essenziale anonima di questi soggetti e dei loro attuali interessi, con il pudore e l’ educazione che mi deriva dall’avere con loro un qualche rapporto di conoscenza e in qulche caso di stima personale.
    Chi sono i deputati e senatori in qualche modo espressi dal centro Sardegna? Chi sono i consiglieri regionali di questo territorio? Di che cosa si sono occupati negli ultimi anni e negli ultimi mesi? Quali studi, iniziative, ricerche e iniziative politiche hanno messo in campo per tentare di salvare questa parte della Sardegna oramai alla deriva? E’ una domanda non moralista e non supponente che io faccio loro, che necessiterebbe pero’ una qualche risposta, senza che si sia costretti a fare un imbarazzante appello degli assenti, con tanto di nomi e cognomi o che si elenchi il numero di anni di legislature e incarichi che essi si portano dietro. Cosa hanno da dire ai cittadini della Sardegna e del centro Sardegna sulla loro attivita’ istituzionale?

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