Tanto va la gatta al lardo… digitale

6 ottobre 2013 23:0431 commentiViews: 75

Ieri il Corriere dava notizia della nuova indagine della Procura di Roma sulle ormai celebri ‘pillole del sapere’ in nome delle quali è stato smontato il bando di Scuola Digitale in Sardegna. Sarebbe indagato Govanni Biondi “capo del dipartimento Programmazione e gestione delle risorse del Miur (ministero dell’Università e Ricerca), insieme all’ex direttore generale Massimo Zennaro e a Antonio Giunta La Spada, direttore dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (Ansas)”. Si indaga per abuso d’ufficio relativo all’assegnazione nel 2010 dell’appalto per le «Pillole del sapere», i controversi video di 3 minuti ognuno destinati alle scuole e comprati dal ministero dell’istruzione a un prezzo più che maggiorato. Io ho sempre richiamato l’attenzione sul ruolo che Biondi e una controversa missione del ministro Profumo hanno avuto nell’infausto annullamento del bando Scuola Digitale. Tagliagambe presentò pure un esposto in Procura a Cagliari. Adesso due Procure italiane, Milano e Roma, indagano sugli stessi fatti i cui veri efffetti, però, sono maturati in Sardegna. Ma in Sardegna non succede niente. Qui trovate il riepilogo della storia.

 

 

31 Commenti

  • NO, Enrico, per il portaborse non si possono utilizzare i fondi dei gruppi, si hanno altre provvidenze all’interno dell’indennità. Ugualmente per libri e giornali: il consigliere dispone di somme per l’aggiornamento. Mentre un gruppo può legittimamente fare convegni, pubblicare informazioni e, di necessità, valersi di consulenti giuridici o di collaboratori (preferibilmente occasionali, in modo da non creare precariato senza futuro). In ogni caso, il soggetto della spesa deve essere il Gruppo, non il singolo consigliere.

  • A mio parere la distinzione la fa anche il tipo di attività che con quei soldi si svolge. I fondi per i gruppi sono destinati esclusivamente all’attività del gruppo consiliare (consulenze, portaborse o collaboratori che dir si voglia, libri, almeno fosse, magari giornali) comunque tutte spese riconducibili alla gestione del gruppo consiliare che ricordiamoci è entità giuridica diversa e separata dal partito di appartenenza. Tutte le spese per convegni, pranzi, riunioni, pubblicistica ecc ecc sono spese riconducibili al partito e come tali non ammissibili e comunque non riconducibili direttamente al gruppo consiliare. Spendere i soldi dei gruppi per questo genere di spese, cioè per quelle maggiormente riferibili al partito, è comunque peculato. Non fosse altro per un semplice motivo. I partiti ricevono per queste spese i cospicui finanziamenti pubblici che servono proprio per tali attività. In mancanza si avrebbe, come si ha in concreto, un doppio finanziamento per la stessa spesa.

  • Gianni Benevole

    Grazie per il chiarimento. Concordo sulla diversa connotazione e sul differente disvalore delle condotte da te descritte.

  • Gianni, rispondo io. La legge è chiara, checché se ne dica. Ogni consigliere poteva utilizzare le risorse del gruppo per coprire spese legittime di convegnistica, pubblicistica e consulenza giuridica. La legge non contempla il caso affermatosi per consuetudine di non far fatturare i fornitori di beni e servizi al Gruppo ma invece di assegnare somme aggiuntive (oltre l’indennità) ed esentasse al consigliere che avrebbe dovuto spenderle per le finalità istituzionali senza obbligo di rendicontazione. Il magistrato ha accertato in più casi che le risorse prendevano vie non legittime. In buona sostanza, nel momento in cui i soldi pubblici entrano nei conti privati, o i conti privati hanno spese coeve corrispondenti per interessi pubblici o è un po’ difficile dire che non si tratta di peculato. Altro discorso è invece quello dei conti privati che hanno traccia di spese coeve realmente ‘politiche’ e non private, sulla cui natura politica invece il magistrato obietta; in questo caso, a mio avviso, la battaglia giudiziaria è legittimamente aperta. La cosa migliore sarebbe stata ed è non utilizzare con procedure private e per scopi privati risorse pubbliche, né aumentare surrettiziamente la propria indennità.

  • Gianni Benevole

    Personalmente, sebbene non la conosca, ho la sensazione che l’On.le Barracciu sia estranea alle accuse, a mio avviso è una persona onesta e credo che se non avesse avuto l’intimo convincimento della propria innocenza, non avrebbe neanche partecipato alle primarie. Evidentemente saprà essere più chiara ed esaustiva dinanzi al Magistrato, il cui teorema – ” mancanza di prova circa la rendicontazione delle spese = peculato” – non mi convince pienamente e credo che, almeno per molti degli interessati, si sgretolerà come un castello di sabbia. È opportuno comunque sottolineare la differente posizione tra chi è attualmente indagato e chi invece, tra i Consiglieri Regionali, non ha ricevuto alcun avviso di apertura indagini a proprio carico, senza tuttavia giungere a frettolose sentenze di piazza che pure gravi e pregiudizievoli conseguenze hanno determinato in passato per l’immagine, già debole, del nostro paese. Teniamoci comunque aggiornati sulle interessanti inchieste Milanesi e Romane segnalate dall’On.le Maninchedda, riguardanti il bando della Scuola Digitale, dal quale, tra le provocazioni, ha preso spunto il presente dibattito. Colgo l’occasione per chiedere, cortesemente, se qualcuno dei Consiglieri Regionali potesse direttamente chiarire il meccanismo della rendicontazione delle spese effettuate con il denaro pubblico destinato alle attività istituzionali dei gruppi politici. Ho letto al riguardo differenti e opposte posizioni . Esiste un regolamento ? Si configura un formale obbligo in tal senso? Oppure tutto viene o dovrebbe essere unicamente rimesso al zelo e alla soggettiva diligenza di ognuno ? Regola universale e inviolabile ! Grazie.

  • Alla luce, tuttavia, di questa risposta della Barracciu, ciascuno rifletta se gli risulta che sul suo territorio siano state svolte attività del tipo di quelle di cui ha parlato la Barracciu che possano essere costate 53.000,00 €, 33.000,00 25.000,00 etc. etc, somme il cui uso indebito viene contestato a quei consiglieri regionali.

  • A proposito di altre figure imbarazzanti, e per senso di equità, riporto la trascrizione fedele della risposta data da Francesca Barracciu alla domanda del conduttore della trasmissione “Dentro la Notizia” Antony Muroni:
    “Le posso chiedere per cosa vengono usati questi fondi (destinati ai gruppi consiliari n.d.r.) e per cosa li avete usati anche voi?”.
    Risposta della Barracciu: “Per l’attività istituzionale connessa alla necessità di rendere conto ai cittadini in Sardegna… alle persone… ai cittadini dei rispettivi territori ma non soltanto, dell’attività istituzionale dentro il consiglio regionale. Quindi sono iniziative pubbliche su temi trattati dal consiglio regionale, sono quindi attività di divulgazione dell’attività che si fa nel consiglio regionale”.
    Io ho provato imbarazzo per lei.

  • GD- centopercento

    La prima cosa che viene da dire a proposito della trasmissione è che i telespettatori devono armarsi di spirito di sacrifio per poter seguire un dibattito che non riesce mai a decollare. Non per colpa degli ospiti, ma per come è pensato il talk-show. Sessantadue persone invitate per un ora e 1/2 di programmazione di cui una buona parte, insopportabilmente lunga destinata alle interruzioni pubblicitarie. Considero Videolina morta da molti anni, sempre uguale, sempre noiosa e ritengo che il professor Maninchedda faccia bene a non tornarci in caso venga ancora invitato dato che non credo i telespettatori superino il nr di poche decine di persone.
    Quanto al breve duello visto, la Murgia ha senz’altro perso, ma non ha fatto figure più imbarazzanti di tanti altri che non sono altro che braccia rubate all’agricoltura. E’ una persona che non va sottovalutata.

  • Colpo Grosso

    Ho visto i video, finalmente disponibili online. Trovate qui (http://www.videolina.it/video/dentro-la-notizia/51630/verso-le-regionali-le-scelte-della-sinistra-1.html) il primo, mentre Paolo parla dal sesto minuto del video numero 4.

    Che pena la politica in tv. Che pena il doverci andare.
    Pretendere che 8 persone possano trattare un qualsiasi argomento in un’ora e mezzo è ridicolo. Però bisogna andarci, mi permetto di dire che Paolo dovrebbe apparire, apparire, apparire.
    Non snobbate l’homo videns, non snobbate youtube, non snobbate la tv.

    Detto ciò: la Murgia è stata imbarazzante.
    Mi chiedo come abbia fatto “un movimento di giovani laureati” (posso definirlo così?) a fare una scelta tanto avventata. Va bene che il logos è noioso e non affascina, ma se non c’è ombra neanche di ethos e pathos, che caspita parli a fare? In un certo senso mi dispiace, perché probabilmente la buona fede c’è tutta.

  • Giancesare M.

    Chiedo venia per l’intromissione, ma ritengo che RR abbia semplicemente avuto il coraggio di ribadire ciò che tutti (sardi e non) pensano: se i sardi fossero uniti e coesi nel perseguire il loro bene si unirebbero in una unica sigla – magari caratterizzata da diverse correnti – tale da permettergli di essere veri interlocutori con il potere italiano in Sardegna e in Italia.
    Penso che Colpo Grosso e A.M. abbiano fatto bene a non lasciare solo RR, che non ha fatto voli pindarici ma pragmaticamente ha sollevato e tenuto vivo il vero vulnus del fronte indipendentista sardo mentre i vari Cadeddu, Doroty, Benevole si siano comportati da “sardi tipo”, ovvero quei provincialotti di sinistra benpensanti che ritengono – in modo autoreferenziale e per compiacere il capo – di potersi permettere qualsiasi offesa.
    L’On. Maninchedda, dopo lo sconcerto iniziale, ha compreso la serietà ma anche la disperazione di RR in quanto purtroppo la disunità ed il leaderismo esasperato sono gli unici e veri ostacoli per il raggiungimento dello scopo, ovvero porsi e proporsi quale valida vera alternativa di governo regionale e nazionale.
    Eva Klotz e SVP insegnano!

  • a.m.
    Per non essere definiti in un certo modo, non bisogna comportarsi in quel modo. Non si può pretendere sempre che siano gli altri a sorvolare. E la petulante insistenza di R.R. non conduce facilmente a tolleranza. Credo inoltre che il dare “pane al pane, e vino al vino” possa solo fare bene alla causa indipendentista.

  • ribadisco, anche condividendo le osservazioni di enrico, che il potenziale indipendentista è nell’elettorato che vota indipendentista, non nei suoi leaders. conosco bene gli sforzi di paolo e non posso che ammirarne la caparbietà e la costanza, invitandolo a non mollare anche a prezzo dei calci in faccia, così come dovremmo fare noi, che invece ci mettiamo ad appiccicarci fra di noi etichette di infantile supponenza e opportunismo politico e via dicendo.
    se è vero che l’idea è grande, cerchiamo di esserlo un pò anche noi.

  • Immaginate dove vuole andare a parare Saccomanni, l’ennesimo fido di un governo coloniale.
    Dei 7500 km di coste dell’Italia intera, ben 1850 sono in Sardegna.
    E il nuovo cavo Sa.Pe.I.? Per portare energia dalla Sardegna in Italia.
    In un momento sì delicato come questo dobbiamo vegliare su uno dei pochi patrimoni che ancora ci restano.
    E attenzione perchè chi compra la costa poi può prendere decisioni importanti e influenzare decisioni politiche.
    On. Maninchedda, cosa si può fare?

  • Colpo Grosso
    I toni di R.R. sono tutt’altro che tiepidi, ma connotati, al contrario, da tanta infantile supponenza, aggravata da moralismo e opportunismo politico da quattro soldi. Trovo invece decisamente più calzanti le precisazioni di Enrico Cadeddu, che sottoscrivo in pieno.

  • Enrico Cadeddu

    Carissimi A.M e R.R,
    penso sinceramente che questi confronti non possano che essere energia (libera o meno che sia)per le nostre menti, la mia per prima.
    Le cose però sono due,o a me in quest’ultimo periodo è sfuggito qualche passaggio importante, oppure è sfuggito a voi 2.
    Mi spiego meglio:siete per caso a conoscenza di tentativi di avvicinamento al Partito dei Sardi da parte di qualche leader della cosidetta “galassia indipendentista” , tentativo respinto da parte di Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda?Ve lo chiedo perchè io non ho sentito niente al riguardo, ma questo non vuol dire che non mi possa essere sfuggita più di qualche notizia in proposito…invece mi ricordo di quando,Franciscu Sedda, il 20 luglio al Centro Servizi Nuraghe Losa , ha raccontato di come Paolo e lui si stessero spendendo da più di una anno per avviare, nei limiti del possibile, un cammino comune proprio con i “cugini indipendentisti”.
    Di questi ultimi qualcuno ha accettato l’invito ai incontrarsi una volta sola, qualcuno più di una volta, altri nessuno,incontri che si sono poi conclusi comunque con un nulla di fatto.
    A questo punto mi chiedo, dopo i loro tentativi, Francesco e Paolo avrebbero dovuto convincere tali cugini tirandoli per i capelli o per le barbe?
    Ciò detto, R.R, soffre per caso di manie di persecuzione, o forse di protagonismo?
    “Nostre note di disappunto?E’un piacere stanarvi?I nostri insulti gratuiti?”.Per funghi mi sa che ci sta andando lei e ne sta trovando di portentosamente allucinogeni!Se le persone che parlano con lei, come lei,non sono informate su chi ha tentato o meno di instaurare un dialogo e su chi invece l’ha respinto, io non ci posso fare niente, ma per lo meno, prima di parlare o scrivere, semplicemente, informatevi, invece di pensare che qualcuno voglia attaccarvi!
    Ultima considerazione… qua si parla di voler costruire uno Stato Sardo in Europa, e lei parla di raggranellare voti… vadi, Signor R.R., vadi…

  • Colpo Grosso

    Supporto RR che, a prescindere dalle sue presunte imprecisioni comunicative, è stato ‘aggredito’.
    Di questi tempi, dovremmo aggredirci meno e capirci di più, e colui che ci ospita in questa pagina lo sa.

    D’altronde anche se quella di RR fosse stata una critica scriteriata del tipo “se non vi unite siete degli sciocchi” avrebbe, pur nella sua mancanza di criterio e di rispetto nei confronti di chi non la merita (Paolo Maninchedda), comunque qualche argomentazione della sua parte. Indossare i panni dello stupido, non significa esserlo.

    Se io in buonafede vengo a rammentarvi, e lo vengo a dire proprio a voi perché io è a voi che tengo, che il popolino ha certe necessità, certe richieste, bisogno di certi atti simbolici, cosa mi rispondete? Che quelle richieste sono frutto di ignoranza, pensiero stereotipato, distacco dalla politica?
    Lo sappiamo già, però il popolino vota, quindi pace e capiamoci, almeno con le persone come RR che sono state educate e dai toni tiepidi.

  • Gianni Benevole

    Ho riletto attentamente i miei commenti e non mi sembra di aver insultato nessuno, tantomeno Lei Sig. RR. Non è mio costume farlo, semmai gradisco utilizzare toni un po’ decisi e provocatori. Dire che Lei si è espresso ricorrendo a dei “luoghi comuni” non è insultare. Per il resto ho ben compreso il senso delle sue parole che peraltro meglio ha reso nei successivi interventi. D’altronde nei dibattiti si interviene per capire e per confrontarsi, anche su percorsi un po’ tortuosi che magari non sono pienamente condivisibili, ma che meritano comunque attenzione per la serietà di chi li propone. Un’opportunità non da poco, ove cogliere interessanti spunti di riflessione. Mi sembra ad esempio singolare sentir parlare di entropia e di “energia libera” da parte di chi non ha la libertà di dare paternità alle proprie parole o idee.

  • Ringrazio A.M. per la solidarietà e la esplicazione delle mie intenzioni.

  • a.m.
    La galassia indipendentista esiste perché esistono le profonde diversità tra le figure di cui si parla, diversità anche sulla consapevolezza di sé e dei propri limiti, aspetto che in altre parole può essere definito leaderismo, ossia l’affermazione di sé, da parte di questi pseudoleader, a tutti i costi. Il paradosso e’ che, in questo quadro, l’unico non malato di leaderismo e’ Maninchedda; l’unico che, negli ambienti in cui si sta confrontando, non sta sgomitando perché sia lui il candidato presidente, l’unico disposto a farsi da parte per un candidato che abbia le caratteristiche giuste, e’ Paolo Maninchedda. Ma non sarei certo felice se lo facesse per far spazio a un candidato quale Sale, o la Murgia, o Cumpostu. Suvvia, non scherziamo, facciamo le persone serie. E Maninchedda, infatti, e’ una persona seria.

  • E’ piacevole leggere note di disappunto dei vari Cadeddu, Doroty, Benevole: è piacevole stanarvi.
    Forse non considerate una aspetto fondamentale: il mondo, e tanto meno la Sardegna, non ruotano intorno a voi.
    C’è chi va per funghi, chi a caccia, chi a lavoro quando ce l’ha e chi a cercarlo se non ce l’ha. C’è chi non è interessato a persone sempre connesse con il mondo virtuale e che con un click esprime la propria opinione come fose il verbo.
    Sapete cos’è l’entropia?
    Energia libera.
    E tanto indipendentismo non vettoriato in un’unico contenitore rischia di produrre solo energia libera.
    Molti di voi hanno detto tante volte che ascoltano la gente: ma quale gente? Quella che vi fa comodo o quella che non la pensa come voi?
    Chi incontro io vorrebbe unità d’intenti, un’unico partito indipendentista con pochi ma concreti argomenti in programma.
    Se rileggeste ciò che ho scritto dall’inizio, anzichè fermarvi ad attaccare il malcapitato di turno (tipico sport da vigliacchetti), capireste che cosa ho inteso chiedere all’On. Maninchedda: è veramente così impossibile dialogare con la Murgia? La Murgia serve alla causa (a me non piace ma tant’è: è folckloristica come Doddore e Gavino e qualche voto lo si raggranella anche da quelli).
    Pertanto, mi dispiace ma gli insulti gratuiti da voi rivolti nei miei confronti mi fanno un baffo.

  • Cari Enrico e Doroty, benissimo, giusto.
    Dopodichè occorre dire che la cosiddetta “galassia indipendentista” costituisce, nel suo insieme, una bella fetta di elettorato, che viene rappresentato a vario titolo da un gruppo di piccoli leaders.
    Quella che pone RR è una giusta istanza: si può fare in modo che questa massa di elettori venga raccolta attorno a un’idea grande, piuttosto che ad un piccolo leader (piccolo nel senso che raccoglie basse percentuali, intendo)?
    Poi la levatura di paolo non si discute. egli stesso tempo fa disse che l’indipendentismo sardo è malato di “leaderismo” ed è per questo che è frammentato. questa è la malattia da vincere innanzitutto, e lo si può fare (cosi mi pare dica RR) se guardiamo alle cose che uniscono piuttosto che non alle pur colossali carenze dei “cugini”.

  • Enrico Cadeddu

    “Il pozzo senza fondo di quesiti, informazioni, ricerca, analisi, dati e riferimenti concreti sui più svariati temi che rapppresenta questo blog dimostra come il suo amministratore non possa essere avvicinato o assimilato a nessun’altra figura cui tu hai fatto cenno”.
    @Doroty, con queste quattro semplici righe, hai riassunto perfettamente l’abisso che separa Paolo Maninchedda dalle altre persone cui si è fatto riferimento (e non) in questi commenti;abisso che si viene a creare “semplicemente”, cosi come dice lostesso Paolo, con metodo, costanza,sacrificio, e attaccando il culo alla sedia e studiando, studiando, studiando.
    Personalmente credo che le “altre persone”non abbiano la capacità, il metodo, la voglia di documentarsi e di approfondire, ma più grave è che non possiedano nemmeno l’umiltà per evitare di voler gareggiare in formula 1, senza aver mai usato prima nemmeno un go kart!
    Infatti su Videolina si sono visti i risultati brillanti e per niente superficiali che sono capaci di ottenere (io, dopo una figuraccia simile,non sarei uscito di casa per tre mesi!)…

  • RR
    Veramente, io non capisco. Non capisco come sia possibile un simile concentrato di ingenuità e superficialità, oltreché banalità. Basti fare riferimento al concetto che ribadisci insistentemente che si lavori uniti. Le persone che hai nominato sono diversissime tra loro, e in particolare la distanza in verticale tra Maninchedda e loro e’ siderale. Seppure, infatti, in ciò che dicono ricorre qualche principio e obbiettivo, e’ fondamentale la cognizione di causa e la modalità con la quale questi temi vengono trattati nel programma indipendentista. Forse non hai assistito alla figuraccia della Murgia su Videolina, che ha dimostrato di avere ingerito un nastro preregistrato che gli hanno somministrato e che sbobina in tutte le occasioni, ma di non avere la minima idea delle fonti relative e degli organi della politica, ha dimostrato insomma che le mancano i fondamentali, mentre non le mancano una bella dose di arroganza e presunzione. Una miscela inaccettabile per chi, come Maninchedda, lavora duro e seriamente. Oltre al fatto che una persona che segue e legge “Sardegna e libertà” come te non può dire che Maninchedda e Gavino Sale, ad es. dicano le stesse cose. Il pozzo senza fondo di quesiti, informazioni, ricerca, analisi, dati e riferimenti concreti sui più svariati temi che rapppresenta questo blog dimostra come il suo amministratore non possa essere avvicinato o assimilato a nessun’altra figura cui tu hai fatto cenno. Io al posto di Maninchedda ad un accostamento somile mi sarei offesa. “Gli stessi concetti”. Un po’ riduttivo per Maninchedda non ti sembra? O per dirla con Totò: “ma mi faccia il piacere!!”

  • Gianni Benevole

    Adesso Egr. Sig. RR inizia ad essere un pó più esaustivo e dettagliato nelle sue enunciazioni di principio che, ribadisco, ricadono nei soliti luoghi comuni, laddove, genericamente e senza alcun prospetto costruttivo, si continua a fare riferimento a “politici distanti dal popolino”. Sarebbe opportuno iniziare a distinguere e con spirito critico saper valutare chi effettivamente è distante o magari più attento nel recepire le istanze del popolo, chi è onesto da chi è invece disonesto, chi amministra nell’interesse della collettività da chi al contrario amministra nel proprio interesse. È dovere di ogni cittadino partecipare, capire, studiare, andare oltre l’apparenza, per poi ribellarsi e indirizzare al meglio le proprie scelte, piuttosto che fondarle sulle solite logiche propagandistiche, vuote di contenuti. Se senza rigore votiamo politici dai quali sentirci dire: “speriamo che mi rieleggano perché devo estinguermi il mutuo della casa”, allora siamo corresponsabili almeno quanto loro del nostro disfacimento e degrado! Grazie comunque per il confronto.

  • Per Gianni Benevole: ma di quali luoghi comuni parla?
    Ritengo di aver parlato chiaramente:
    1) Sono indipendentista e quindi aspiro a vivere in una Sardegna Nazione.
    2) Ritengo che persone come Maninchedda, Murgia, Sale, Sedda costituiscano delle valide persone e mi fa piacere siano portavoce delle mie istanze di indipendenza.
    3) Se alle Consultazioni regionali 2014 le varie sigle parteciperanno (come sembra) distinte e disunite esprimeranno pochi consiglieri, poco uniti, poco incisivi.
    4) Tutte le sigle parlano di:
    4a) “indipendenza della Sardegna dall’Italia”.
    4b) “autodeterminazione del popolo sardo”.
    4c) “pieno controllo e gestione dei trasporti”.
    4d) “rispetto della lingua e della cultura sarda”.
    4e) “rivendicazione di interlocuzione diretta nella CE”.
    Non le sembra che siano accomunati da un’unico intento?
    Ora le chiedo: quali sono i luoghi comuni?
    Non vorrà che scenda personalmente in campo a candidarmi con l’ennesima sigla e qualche manciata di voti?
    I politici ci sono già pertanto dal momento che devono essere l’espressione di un popolo e non delle varie correnti di un popolo è bene che non sprechino quest’ultima carta.
    Come hanno insegnato (purtroppo per la nostra pessima figura) i trentini e i tirolesi.
    E questo non lo dico all’esperto Maninchedda (che vedrei bene come Presidente) ma anche alla inesperta e dilettantesca Murgia.

  • Gianni Benevole

    Egr. Sig. RR troppo semplici i suoi luoghi comuni e soprattutto il nascondersi dietro l’anonimato, mentre ognuno di noi dovrebbe iniziare ad assumersi piena responsabilità delle proprie azioni e anche delle proprie parole. Sù, non abbia timore dei concetti che esprime. Libertà è partecipazione ma anche coraggio!

  • Professore
    Mi dispiace che si sia arrabbiato, ma forse non mi sono spiegato bene: il popolo in genere ha delle ambizioni e delle aspettative.
    Talune sono di tipo personale, altre sono di tipo molto più generale.
    Fra le ambizioni di tipo generale, ma fortemente radicate in una persona come me vi è il desiderio DA SEMPRE dell’indipendenza della Sardegna nel mondo.
    Se vi sono persone come lei, Michela Murgia, Gavino Sale, Franciscu Sedda ecc. che sono sulla scena politica regionale con grande forza e un piglio indipendentista, risulta ovvio che divengano figure di spicco e di speranza. Persone come me si aspettano che voi vi parliate e superiate quelli che appaiono come insormontabili barriere, e sperano che il noto malunidos divenga finalmente un “unidos”.
    Difficile sicuramente e anche tanto.
    Genera, tale situazione, l’ennesima delusione per una persona che coltiva il sogno indipendentista e non fa altro che propagandarlo.
    Non scendo in campo in senso stretto, nel mio piccolo mi muovo e sono stato al nuraghe Losa a Luglio e ad ascoltare Michela Murgia a Cagliari: in sintesi avete espresso gli stessi concetti.
    Gli stessi!!!!
    Gli stessi concetti!!!!
    La forma di governo che dovesse essere scelta una volta raggiunta l’indipendenza sicuramente vi dividerebbe ma per ora l’obiettivo – se è vero ciò che finora ho ascoltato dalle vostre labbra – è affrancare il processo decisionale dall’Italia e autodeterminare il proprio futuro – nel bene e nel male – nel Mondo.
    Questo il motivo per cui non dovreste andare a videolina a scannarvi, nell’arena mediatica che tanto piace ai vostri stessi competitors ma che nuoce alla nostra causa.
    E si ricordi che non sempre il popolino è quello che fa i propri porci comodi, ma è anche quello che la società ha creato e ora critica; Sulcis docet!

  • E bravo RR. La colpa è sempre degli altri. La colpa è dei politici. I politici devono mettersi d’accordo anche se la pensano diversamente. Che cavolo ne sa lei di come io vivo la mia vita, con chi la condivido, dove passo il mio tempo, come trascorro le mie giornate? Non ne sa niente, no sa con chi parlo, cosa faccio, a chi mi dedico, di che problemi mi occupo senza fare tanto baccano, ma giudica perché Lei è il popolino. Ma di quale popolino parliamo? Di quelli che lavorano sodo, non rubano, si impegnano, rispettano gli altri e si dedicano agli altri, o di quel popolino furbastro, pronto sempre a farsi i suoi comodi? Il popolino non è mai stato santo, lo sa?, ‘voi poitici’, ma per favore, su……. Vadi, signor RR, vadi, come Le direbbe Totò.

  • Sa com’è:
    un tempo lei non parlava piu’ con Soru e ora ci parla,
    Un tempo non vi parlavate con GV Sanna e ora vi parlate,
    ma non mi fraintenda, non lo dico solo per lei,
    la necessità di perseguire il medesimo fine potrebbe almeno portare a condividere un intento programmatico comune con liste distinte ma condividendo una unica sigla di coalizione.
    E’ cio’ che il popolino, di cui sono un degno rappresentante, si aspetta da voi politici.
    Lei mi chiede dove vivo: vivo la vita di tutti i giorni, che non è interessata ai vostri match su videolina ma ai muggini di Su Siccu e il casino della Marina.
    Non ve ne rendete conto ma voi politici siete distanti mille miglia dalla nostra vita. E, mi creda, io non sto criticando lei ma il sistema che lei stesso e Michela Murgia criticate e vorreste cambiare.

  • Dove vivi RR? Dopo il match di Videolina, non credo a possibilità di dialogo.

  • Professore, ci ritento: cosa pensa di Michela Murgia, dei suoi intenti, dei suoi programmi.
    Sarebbe possibile una vostra condivisione dei programmi?

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