Tagliagambe risponde a Faggioli (Indire): Il Miur dice una cosa alle Regioni e ne fa un’altra con la sola Regione Sardegna

17 agosto 2012 08:154 commentiViews: 88

Riportiamo la risposta di Silvano Tagliagambe al commento di Massimo Faggioli inserito a proposito dell’articolo “La posta in gioco nel progetto Scuola digitale”. L’intervento di Faggioli, per chi volesse rileggerlo, è riportato di seguito.

 

TAGLIAGAMBE: Ringrazio Massimo Faggioli dell’approccio garbato a questa vicenda in cui non sono certo mancati i colpi bassi. Prendo atto della sua precisazione sull’assenza di partecipazione dI INIDIRE allo sviluppo della piattaforma che il MIUR ha stabilito di destinare alla Sardegna. Per quanto riguarda invece l’assegnazione all’INDIRE della gestione del Centro di competenza per l’erogazione, al sistema scolastico sardo, dei servizi di eccellenza, confermo che si tratta di una soluzione prevista in un documento che il direttore generale della Pubblica Istruzione dell’omonimo Assessorato regionale mi ha fatto leggere e che (per fortuna) non ho visto solo io, in quanto è stato oggetto di (ristretta) consultazione sia all’interno dell’Assessorato medesimo, sia con qualificati funzionari dell’Assessorato degli Affari Generali. Quando ho chiesto spiegazioni su questo specifico punto mi è stato risposto, testualmente, che “il Ministero (entità astratta, dietro la quale mi piacerebbe sapere una volta per tutte chi si muove) teneva molto a questa ipotesi, per garantire, al solito, l’omogeneità e l’uniformità delle innovazioni da introdurre all’interno del sistema scolastico nazionale. Il fatto che, come attesta il dott. Faggioli (e gli credo sulla parola), l’Indire non sia a conoscenza di questa proposta non fa che rendere ancora più oscuri ed enigmatici i contorni di questa vicenda.

Per quanto riguarda le questioni relative all’editoria digitale, sulle quali il mio cortese interlocutore dice di non volersi esprimere, mi limito a osservare, in aggiunta alle considerazioni già fatte, che l’incondizionato “inno al mercato”, contenuto nella delibera n.33/1 assunta dalla Giunta regionale nella seduta del 31 luglio u.s.  è contraddetta, nel suo acritico entusiasmo, dal “Piano Scuola Digitale- Iniziativa Editoria Digitale Scolastica”, elaborato dal Miur, nel quale si legge, testualmente, che questa “iniziativa si propone anche come azione di impulso al mondo dell’editoria per la realizzazione di prodotti editoriali innovativi”. Se questi prodotti, come sostenuto perentoriamente dalla delibera citata, ci fossero già e si trattasse solo di acquisirli, che bisogno ci sarebbe di questo impulso al mondo dell’editoria?.

Un’ultima (e qui necessariamente schematica e sommaria) osservazione generale sul dibattito in corso. Alcuni sembrano convinti che per poter parlare di “scuola digitale” sia necessario e sufficiente introdurre nelle aule apparati tecnologici (Lim, tablet per studenti e docenti, banchi rivoluzionari) senza curarsi di contenuti, di metodologie, di ambienti di apprendimento, del nesso tra processi di insegnamento e processi di apprendimento, della problematica relazione tra conoscenze e competenze, della formazione dei docenti, dei nuovi sistemi di valutazione per renderli coerenti con una concezione, non più esclusivamente trasmissiva, della didattica. Ecco perché si può dire, come sostiene qualcuno, che questa rivoluzione è ormai in corso ovunque e che il progetto “Semid@s-Scuola digitale” non presenterebbe alcun effettivo elemento di innovazione rispetto a ciò che già circola un po’ dappertutto. Ed ecco per quale motivo si può impunemente (?) proporre di smontare l’intera organizzazione sistemica di ciò che è stato progettato qui in Sardegna (imperniata sul nesso inscindibile tecnologie-metodologie-contenuti-servizi) per ridurre il tutto alla sola elargizione dall’alto di lavagne interattive e di device per gli studenti.

Se le cose stessero come affermano questi arguti critici di Semid@s non si capirebbe per quale motivo il dibattito in corso nella scuola italiana (e non solo italiana) e le richieste di aggiornamento che provengono diffusamente dai docenti del nostro paese riguardino molto più le metodologie che le tecnologie, alle quali ci si appassiona solo in quanto siano veicolo di innovazioni significative sul piano di un reale “rovesciamento di prospettiva” nel rapporto tra docenti e studenti e tra il mondo della scuola nel suo complesso e l’ambiente sociale di riferimento. Il fatto che si mantenga la stessa denominazione generica (“Scuola digitale”) per approcci così eterogenei e difformi tutto è, allora, fuorché garanzia di affinità e di continuità con l’impostazione originaria del progetto.

 

FAGGIOLI: In molte occasioni, sia nelle mie attività di ricerca che nel lavoro che svolgo da anni all’INDIRE, ho imparato ad apprezzare la competenza e la chiarezza di pensiero di Silvano Tagliagambe. Ho letto quindi con un certo stupore il suo scritto sul progetto di “Scuola Digitale” in Sardegna, non tanto per le questioni relative all’editoria digitale, sulle quali non voglio esprimermi (anche se mi piacerebbe discuterle in altra sede) quanto sulle illazioni su un supposto ruolo di INDIRE nello sviluppo di una piattaforma di erogazione alle scuole sarde dei contenuti didattici. Qui mi sento costretto a fare qualche doverosa precisazione:
1 – sul punto 1: INDIRE non sta lavorando in alcun modo allo sviluppo di una piattaforma con HP che sarebbe destinata alla Puglia e che il MIUR imporrebbe alla Sardegna
2 – sul punto 4: qui a Firenze non risulta che la gestione del Centro di competenza per l’erogazione, al sistema scolastico sardo, dei servizi di eccellenza sarebbe in corso di affidamento all’INDIRE, sarebbe quindi quanto meno curioso che documenti che circolano nelle “segrete stanze” a Cagliari parlassero di incarichi di cui l’istituto non è a conoscenza!
Penso che più che di documenti, che (se esistono) ci piacerebbe vedere, si tratti di illazioni incontrollate e di insinuazioni messe in giro da qualcuno (non certo Tagliagambe) per tirare INDIRE dentro polemiche a cui è del tutto estraneo.
Per chiarire ogni dubbio in merito, voglio anche precisare, perchè probabilmente è da qui che nascono i fraintendimenti, che INDIRE, insime a HP ES Italia, Olivetti, InnovaPuglia, Interattiva Media, Links MT, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università del Salento, CETMA, ENEA, partecipa al progetto PON Ricerca denominato ”
Modelli e Tecnologie per la SMART EDUCATION”, un progetto di formazione in cui l’istituto non si occupa di piattaforme ma di Modelli Pedagogici/Didattici.
Per finire, l’unico ruolo per il quale INDIRE si è proposto nel progetto Scuola Digitale in Sardegna riguarda la formazione dei formatori (compito “storico” dell’istituto): per questo intervento il MIUR metterebbe a disposizione i fondi necessari, non gravando sui fondi della Regione ma incrementandoli con un apporto ad hoc.
Non dirò niente invece sulle argute dietrologie espresse da Satta, si commentano da sole. Le mie osservazioni critiche espresse a Roma erano pubbliche, limpide e lineari e sarò ben lieto, quando incontrerò di nuovo Silvano Tagliagambe, di continuare a confrontarmi con lui come abbiamo spesso e molto costruttivamente fatto in passato.

 

 

4 Commenti

  • Le nouvel observateur

    Il nostro blogger è in ferie.
    Lo avevamo capito, che non ne poteva più.
    Voci di popolo lo davano afflitto dai seguenti sintomi di stress: vistoso rigonfiamento in zona cavallo pantaloni (sacca scrotale formato zaino alpino), cuoio capelluto ormai canuto al 100% (le sue foto quando ancora aveva i capelli scuri si trovano ormai nelle bancarelle dell’antiquariato, fra le copie della Domenica del Corriere e i giornalini di Capitan Miki).
    Per le ferie, il nostro blogger, pare abbia scelto il mare.
    Un reporter free-lance lo ha “cassato” mentre usciva di casa alle ore 11.30 (a punta ‘e sole) per dirigersi verso Giorgino; nell’evidente intento di celare le sembianze (ed evitare paparazzate) abbigliavasi con: maglietta di spugna gialla, sombrero finto-Messico preso alla festa di SS. Cosma e Damiano a Suni, occhiali da sole 24 pollici, bermuda grigio – verde in viscosa presi dai cinesi, scarpe da tennis all-star rosse taglia 47, ancora recanti il sudore dell’ultima memorabile sfida a basket di V^ liceo.
    Sempre dal free – lance, che ha avuto l’ardire di seguire la macchina nella canicola agostana, apprendiamo che il blogger, accompagnato dalla famigliola, recava in macchina: regolare ombrellone con pubblicità del Caffè Paulista, sedie-sdraio-varie-posizioni, telo mare effigiato 4 mori, borsa frigo stipata di cocacola e bottiglia di vino con gazzosa, porta vivande formato famiglia che spandeva abbondante fragranza di malloreddus a sa campidanesa e melanzane alla (finta) parmigiana (in realtà al fiore sardo di Ovodda).
    Prima di arrivare al mare la vettura ha dovuto superare alcuni inconvenienti: file siderali ai semafori, aria condizionata guasta, scampato pericolo allo scattare del verde, allorchè un’ autoblu, bruciando il giallo-semi-rosso del semaforo, ha costretto il blogger a frenata improvvisa e scarto di lato tipo Bufalo Bill; al capacitarsi che l’occupante dell’ autoblu aveva le sembianze di un ghignante Cappellacci presidente Ugo, al nostro blogger è sgorgato dal cuore e dall’ugola un “Cunnemmammarùa!!!!!” schietto e quanto mai sardo.
    Ma il nostro è avvezzo alle avversità, al mare o al monte o in città, e le sopporta così come le prese in giro degli amici.
    Se vuole relaxarsi ci riuscirà, perché quando vuole qualcosa generalmente la ottiene. Buone ferie, Paolo.

  • Antonello M

    Paolo, compatibilmente con i tuoi impegni quando ci si potrebbe vedere avrei tante cose da dirti e da proporre, si tratta di cose fattibili, “ora”, subito.
    Saludos President.

  • Mi pare di capire che sia stato costruito uno strampalato dossier al quale il sig. Faggioli ha preso parte a sua insaputa.
    I fatti, anche qui riportati dal Prof. Tagliagambe, hanno il sapore di gossip estivo. Come dire, era tutta un’invenzione?

  • La scuola-scuola eccita tanti e tali appetiti? Che sia invece un business? I risultati sposerebbero il secondo degli interrogativi.

Invia un commento