Sull’energia rinnovabile: legge per il consumo nazionale sardo

29 marzo 2012 07:0215 commentiViews: 27

energiaLeggo oggi sul giornale che il gruppo Saras ha presentato domanda per fare un impianto eolico a Tossilo, prevalentemente nei terreni del comune di Borore, ma anche, per una parte, in quelli del comune di Macomer. Vedranno gli amministratori del capoluogo del Marghine quale atteggiamento assumere. Intanto, però, bisogna cominciare a dire due cose. La prima: noi abbiamo sole e vento, ma chi lo sta “estraendo” dalla Sardegna non sono certo i sardi. Mi spiegava Soru qualche giorno fa che ormai un impianto è una macchina da soldi a prescindere, solo perché esiste. A fronte di questa realtà e delle ingiustizie amministrative consumate nel pasticcio che si è generato dopo la confusione eolica di un anno fa (per cui, per esempio, all’E.On è stato consentito di fare i campi in aree non industriali, trasformate da agricole in industriali ad hoc dai comuni di Sassari e Porto Torres per prostrazione coloniale; viceversa, ad alcuni sardi che volevano realizzare il campo in aree limitrofe e il cui diritto è stato sancito dal Tar, è stato invecce impedito di realizzare l’opera), nonché della fortuna che è stata garantita, con questa stupidaggine delle serre elettriche,  a un capellone che confonde il marketing con la politica, l’ipnotismo con la psichiatria; a fronte di tutto questo c’è un dato: i sardi sono stati dei fessi. L’energia che la Natura regala loro se la stanno portando via gli altri. Allora, i rimedi: penso di presentare la prossima settimana una proposta di legge (che è più o meno definita, manca un dettaglio sui rapporti col Gestore) con la quale si eliminano tutte le autorizzazioni per l’autoconsumo, con una disciplina migliore di quella, minima ma sufficiente a complicare la vita a tanta gente, che avevamo previsto per i pastori. Due condizioni: autoconsumo e proprietà dell’impianto, con premi alle imprese che si associano per realizzare impianti e abbattere il loro fabbisogno energetico; premi alle famiglie.

15 Commenti

  • ENERGIA RINNOVABILE E RISPARMIO ENERGETICO

    RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI AMBIENTI

    POMPE DI CALORE
    http://www.geotermiaitalia.it/catalogo/prodotti.html

    Sono sistemi completi di riscaldamento e raffrescamento energeticamente efficiente che assicurano una climatizzazione interna economica e al tempo stesso eco-sostenibile.
    Questa tecnologia è disponibile per installazioni residenziali mono/plurifamiliari ed edifici industriali e commerciali di grandi dimensioni.

    Pompe di calore geotermiche;
    Pompe di calore aria-acqua;
    Pompe di calore ad aria esausta.

    La pompa di calore geotermica utilizza come fonte di calore il sottosuolo o l’acqua di falda e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 80%.
    Non è necessario risiedere in una zona termale per usufruire dei benefici del calore sotterraneo: a partire da 10 mt di profondità fino ai 100 mt le temperature si attestano intorno ai 10-12°C per tutto l’anno costituendo una fonte di calore ottimale per il funzionamento della pompa di calore.

    La pompa di calore aria-acqua utilizza come fonte di calore l’aria esterna e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50-60%.
    Questa pompa di calore ha un’efficienza straordinaria; ad esempio possono produrre acqua calda per riscaldamento o usi sanitari fino a temperature di 65°C con il solo compressore e lavorare fino a temperature esterne di -25°C!!!

    La pompa di calore ad aria esausta utilizza come fonte di calore l’aria viziata presente nella casa, consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50%.

  • come mai queste multinazionali delle rinnovabili sono riuscite con tanta facilità a convincere ed ottenere le autorizzazioni necessarie da molte amministrazioni comunali? la sottoscrizione di questi contratti, palesemente poco convenienti, da parte degli amministratori pubblici è stata indotta da un superiore interesse collettivo della comunità? la comunità è stata edotta su tutte le “controindicazioni”? (ovviamente sono domande retoriche!)

  • Chissa perchè, a naso, sono convinto che l’affare lo fanno solo le ditte che vendono ed installano le apparecchiature, e poi chi si è visto si è visto, sia per il fotovoltaico chne per le pale eoliche.
    Basta guardare il disastro che hanno fatto sul monte arci, ora occorre spendere altri soldi per smontarle, smaltirle e bonificare i siti.
    Ho idea che tenere in produzione un parco eolico costi di più del ricavato dall’energia prodotta, perciò non c’è alcun tornaconto a tenerlo in funzione.
    peraltro, non ho mai capito perchè l’energia elettrica in continente costa meno che in sardegna, dove se ne produce di più di quel che serve, e perciò viene esportata.
    Su questo quesito l’allora presidente palomba ci fece un convegno, ma i “poteri forti” ebbero la meglio, su di lui e su di noi.
    ad oggi nulla è cambiato, ormai veniamo colonizzati anche dai cinesi (produttori mondiali dei pannelli fotovoltaici).
    Come disse qualcuno, RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.
    e forza paris

  • Antonello M

    Vorrei porvi all’attenzione questo link “http://www.youtube.com/embed/00UfTDa7gAE”, che dimostra come un piccolo comune della Liguria (regione con ventosità inferiore alla nostra) possa fare tesoro della ricchezza VENTO e farla ricadere, come giusto che sia, a favore delle comunità. Bell’esperimento riuscito quello di Stella, ma se ci avvaliamo della collaborazione delle nostre Università, si potrebbero avere le soluzioni contrattuali migliori e ricadute monetarie alle popolazioni superiori per intervenire fattivamente al contrasto dell’emergenza occupazionale. Un’impianto come quello del video produce circa 6.000.0000 di KW annui, moltiplichiamoli per circa 25/30 centesimi di € cifra pagata dal GSE ente gestore, ci rendiamo conto che stiamo parlando di milioni di euro, senza considerare gli introiti derivanti dagli incentivi dei certificati verdi. Se ogni comunità con progetti propri o intercomunali, con sistemi di partenariato pubblico privato o di consorzio, in project finance o quant’altro, riuscisse a sviluppare un progetto tipo, sarebbe un modello rappresentativo utile da adottare anche da altri paesi. Il mondo richiede energia pulita noi saremo in grado con vento e sole, di adempiere a questo dovere planetario in linea con il protocollo di Kioto e con le direttive dell’Unione Europea 20/20/20. Una cosa da fare sarebbe quello di vietare urgentemente nel territorio della Sardegna l’installazione di mega-impianti, azione questa in favore delle comunità locali, affinchè il vento torni ad essere fonte di ricchezza per noi Sardi. Moratti si da podet pigare fincese in cuddu logu, non di bastada s’impiantu eolicu de Ussassai cun is 40 miliones de euros a s’annu ci di rendede, po si ddu comprare in giogadores po s’isquadra sua? Stiamo ripetendo l’errore della svendita delle Coste degli anni 50/60 quando ci dicevano che per acquisire quei luoghi, ci avrebbero dati i miliardi e noi rispondevamo che volevamo i milioni. I miliardi non li conoscevano, come noi non conosciamo i milioni potenziali che ci garantirebbero due tre o quattro mulini a vento per comunità, senza “guastare” i monti, cummente funti sighinno a faere is furisteris.

  • Antonio Satta Tola

    E la Società della Regione “Sardegna Energia” che fine ha fatto? Gli Amministratori regionali come hanno reagito alla decisione del Tar? Cosa hanno deciso di fare per impedire che i predatori energetitici si portino via il profitto derivato dagli impianti di energia alternativa prodotto in Sardegna? Non posso credere che non ci sia una maniera affinché il profitto dell’energia alternativa, il petrolio sardo, possa rimanere in Sardegna e ai Sardi.

  • Gian Paolo Marras

    Scusa Paolo se dico Finalmente… ma credo che si vada nella giusta direzione in quel settore, ottima iniziativa: sostengo da due anni che il sole e il vento sono il nostro petrolio; non avremo i petroldollari di alcune nazioni del sudafrica, ma le risorse sono nostre e non dobbiamo lasciarcele rubare: devono contribuire allo sviluppo industriale delle nostre aree e devono alleviare le spese delle famiglie.

  • Lucia Nieddu

    Tra il mio paese, Alà dei Sardi e Buddusò, è stato installato un gigantesco parco eolico in grado di fornire energia elettrica a 450.000 famiglie, da parte di una ditta tedesca. Indotto lavorativo? Si, una persona del mio paese come guardiano… 600 milioni all’anno al comune. La bolletta continuiamo a pagarla cara e salata all’Enel o a chi per lei, tanto si dice sulla posa dei cavi interrati senza tutti i criteri di salvaguardia della salute pubblica e degli animali che pascolano sotto i pali eolici, il territorio è irrimediabilmente deturpato… che dire. Il solito affare… degli altri.

  • Gian Piero Zolo

    Quoto Gian Piero Meloni in toto… anche nel mio paese succede qualcosa… noi stiamo prendendo le misure…

  • Marco Sias

    Spero tanto che si sia ancora in tempo a fermare questi. PRENDITORI; che ci piazzano queste serre deturpano il nostro ambiente e si pigliano i soldi senza nulla lasciare. Anzi lasciano i pannelli da smaltire.
    Mi chiedevo: Giovanni scriveva giorni fa di serre che sono autorizzate solo se si dimostra che almeno il 50 % del redditto deriva dall’attivitta Agricola, Concordando con lui che sotto le serre fotovoltaiche al massimo ci si coltivano funghi o frutti di bosco, mi chiedo, e se è lecito chiedo a lei che un pò più potere di me dovrebbe averlo. La forestale questi controlli li fa?
    Secondo me no..
    Sono troppo presi da ascoltare i discorsi telefonici delle gente

    Saludos

  • Ottima iniziativa, soprattutto concreta.

  • Ma la Regione conosce il problema dei Comuni che hanno ottenuto il finanziamento per la costruzione di impianti fotovoltaici su scuole,palestre,Casa Comunale e cc. ecc .???
    Non possono realizzarli , benché tutti sappiamo che danno reddito e abbattono i costi energetici.
    La colpa : IL PATTO DI STABILITÀ’
    Non ti permette di contrarre mutui e tutto si ferma .
    Questo è autolesionismo,ci vorrebbe una leggina che tiene fuori questi investimenti dal patto di stabilità .Quindi gli enti possano accedere a leasing,mutui e realizzare queste opere che non sono vuoto a perdere.!!!

  • Giovanni Piras

    Caro Paolo il problema del fotovoltaico nelle campagne, (negli ovili, nelle aziende agricole o agro-zootecniche), è infrastrutturale, manca l’elettrificazione rurale, c’è solo la luce di sempre, quella del sole che madre natura ci ha regalato, che gli altri ci stanno rubando, come giustamente affermi.
    Quando un imprenditore agricolo fa domanda di allaccio alla rete E.N.E.L. passano almeno quattro anni, se è fortunato.
    Ti saluto, ma fai in fretta, siamo in tanti a confidare nelle tue azioni, come giustamente afferma l’ottimo intervento di Meloni

  • Si, è proprio il caso di rendere pubblica la fregatura che sta dietro l’energia verde così com’è attualmente strutturata la filiera: indisponibilità del territorio e profitto per il cessionario.
    Vedasi ciò che sta accadendo in nord Africa.

  • Giampiero Meloni

    Buongiorno Onorevole,
    sono in tanti a ben sperare in questa proposta di legge e ancor di più a vederla trasformata in legge. Le ricordo che nel frattempo le tariffe incentivanti del IV° conto energia stanno pian piano diminuendo e che nel 2016, sicuramente, termineranno ( si raggiungerà il livello di autosufficienza energetica da fonti rinnovabili e termineranno conseguentemente gli incentivi ).
    È cosa nota a tutti che i mega impianti FV ( a terra o su serre agricole – Veda Milis, Villasor, Giave, Chilivani e ora Narbolia ) realizzati sono finiti nelle mani di società straniere ( Indiane, Americane, fondi di investimento sovrani Arabi, Tedesche e Spagnole ). A noi che rimarrà? Se continuiamo cosi, niente… solo briciole. Vengono prospettati centinaia di posti di lavoro e ritorni per l’indotto; tutte cazzate. Sa che ci è rimasto? Solo rogne, mi creda…… crediti da incassare, contenziosi con le committenti ( che abilmente creano pur di pagare in ritardo o addirittura non pagare ) relativi alla gestione di questi lavori (vi è sempre una complessa rete di società appaltanti, a volte pure straniere, con le quali è difficilissimo interloquire e districarsi con successo nel caso di contestazioni e quanto altro) ritardi nei pagamenti dei contributi INPS, degli stipendi ecc ecc ecc – gliene aggiungo delle altre ? Al contrario, nelle casse di queste società (finali o intermediarie) andranno milioni di euro ogni anno, per 20 anni.
    Faccia in modo che almeno un pò di polpa possiamo/possano gustarla…
    Bisogna essere celeri, rapidi e concreti nel proporre, modificare, decidere e fare in modo che il tutto si trasformi in fatti concreti.
    Io confido nelle sue azioni ed interventi in materia… ma faccia in fretta, molto in fretta perchè il treno è già partito dalla stazione e noi non ci siamo saliti.

    Con tanta stima e cordialità La saluto.

  • Ottima iniziativa una proposta di legge regionale che regolamenti la materia e dia la possibilità ai Sardi di realizzare impianti per l’energia alternativa e eviti la cessione in uso, agli speculatori, delle aree.
    Per le famiglie è importante favorire la realizzazione del fotovoltaico senza necessariamente dover produrre maggiore energia del proprio fabisogno, da cedere all’ENEL, per contenere la spesa, visto che i costi si mantengono alti.
    Per il gestore si potrebbe mettere a gara la scelta per avere benefici dalla concorrenza.

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