Sulla vicenda dei fondi dei gruppi consiliari, una proposta: pubblicate gli estratti conto dei conti correnti della passata legislatura

18 dicembre 2011 08:549 commentiViews: 10

prigioneIeri l’on. Mario Floris ha chiesto sulla Nuova Sardegna perché l’inchiesta sui fondi del Gruppo Misto della scorsa legislatura si è fermata al Gruppo misto e non ha coinvolto gli altri gruppi. Penso che il magistrato avrà pronta la risposta tecnica e punto. Inutile cercare di capire la testa dei magistrati. Non si può essere tutti esperti di procedura penalei, ma si può essere tutti un po’ più uomini. Una proposta: se è tutto vero quello che oggi si dichiara sui giornali, i capigruppo forniscano alla stampa gli estratti conto dei movimenti dei conti correnti dei gruppi della scorsa legislatura e, se è possibile, anche di quelle passate. Alcuni Gruppi, immagino, non avrebbero difficoltà a farlo; altri, forse, avrebbero qualche imbarazzo. I latini dicevano: res non verba. Facciamo così: si pubblichino gli estratti conto (non i bilanci) e poi si apra il dibattito.

9 Commenti

  • Personalmente estenderei la richiesta di obbligarietà alla trasparenza a tutte le organizzazioni che godono di contributi pubblici e/o volontari degli iscritti.Quindi non solo gruppi consiliari ma anche partiti politici(Psdaz compreso),sindacati,onlus etc. etc….Per non parlare poi delle varie feste di fine anno oppure della partecipazione alle varie fiere di tutto il mondo per esportare le ns. bellezze e convogliare grossi flussi turistici nel ns. paese (sic!).Mai che si conosca il dettaglio -voce per voce-delle spese effettuate e che allegata esista “la pezza giustificativa” per ognuna .Sicuramente ne vedremmo delle belle.Per anni, invano, ho combattuto all’interno di un sindacato territoriale per avere questa trasparenza.Le risposte svariate: lo fanno a Cagliari quindi va bene ! Noi dobbiamo solo approvarlo così com’è.Ecco, iniziamo tutti a richiedere queste cose :sono certo che qualche “addetto ai lavori” inizierebbe a preoccuparsi……..e porremmo fine ad un andazzo “vergognoso”.

  • Gentilissimo AAA (quanto mi piacerebbe chiamarLa per nome!), io, tanti anni fa ho scritto un libretto di racconti. Si intitolava: Non toccate la gramigna. Io, la gramigna, la sento dentro di me. Può pensare che io possa essere disinvolto e feroce nel giudicare altri uomini, per di più del mio partito? No, non lo sono.

  • Gentile On. Maninchedda, visto che è stato così dispononibile mi permetto di replicare:

    – Sulla questione Atzei – Piredda dovrebbe indagare, anche solo perchè coinvolge un dirigente del partito in cui milita.

    – Lei dice “penso che se gli studenti vengono non puniti pur colpevoli, si realizza un’ingiustizia. Però vede, nella fattispecie, io sono tra quelli che non hanno fatto nulla”. Ma io sono convinto che lei non abbia fatto nulla e non volevo certo insinuare il contrario.

    – Io non chiedo l’amnistia per tutti e dinanzi a chi cerca di fare giustizia e chiarezza mi tolgo il cappello e cerco anche di dare una mano. Semplicemente, poichè odio la demagogia del “sono tutti dei magnaccioni: destra sinistra e centro”, cerco di distinguere i politici validi anche all’interno degli stessi partiti. In poche parole io non riesco a capire cosa lei ci faccia in quel partito.

  • Caro compatriota,ecco magari come ci sentiamo!!
    Qualcuno più qualcuno meno!!
    Arisempre saluti
    Luciano
    Homepage > BLOG di Andrea Scanzi

    di Andrea Scanzi | 16 dicembre 2011

    Commenti (2)

    EIW: gli Eterni Incazzosi da Web

    Sono tanti e sono arrabbiati. A prescindere. È la nuova razza, in servizio permanente sul web: quella degli eterni incazzati. Gli internauti lividi, pronti a insultare tutto e tutti. Soprattutto chi è – anche solo – appena più noto di loro. Meglio ancora se c’è l’anonimato a proteggerli. La Rete ha tanti pregi e qualche controindicazione. Sfugge a censure e filtri embedded, ma la possibilità del “dibattito aperto” tracima puntualmente nella cagnara. Ora da Bar Sport, ora da curva e suburra. Nessuno può salvarsi. Clemente Mastella, quando era ministro, provò a bloccare il suo sito per tutelarsi. Un disastro: coniarono lo spazio con nomi improbabili (Clemente Pastella, Demente Ma-stella) e gli sfottò aumentarono. Vasco Rossi, tra un clippino e uno strale, si è scagliato contro Nonciclopedia: voleva ridimensionare quel finto spazio enciclopedico, l’ha reso definitivamente celebre.

    Gli Eterni Incazzati hanno però un altro luogo di elezione: il blog altrui. Due settimane fa, su Slate, Katie Roiphe si è chiesta chi siano mai questi provocatori che si sfogano nei commenti. Secondo la Roiphe, si tratta di persone umilissime nella vita di tutti i giorni: gente che fa la spesa, con lavori tranquilli e forse frustranti, che aiuta la vecchietta a salire sul tram e poi, nel buio delle sue stanze o tra una pausa e l’altra al lavoro, esonda davanti al monitor.

    Una doppia vita, la prima grigia e vera, la seconda feroce e virtuale. La versione aggiornata di Doctor Jekyll & Mister Hyde. Ovviamente nessuno di loro pronuncerebbe mai quelle parole se dovesse firmarsi, ma l’anonimato rende palpabile il miraggio del turpiloquio. Della lesa maestà. Dello spregio del vip (o giù di lì). La Rete ha peraltro generato il bizzarro cortocircuito secondo cui, se ricevi un insulto nel tuo blog, o addirittura nella bacheca privata su Facebook, “devi” pubblicarlo. Se ti azzardi a rimuoverlo, passi per censurante. L’accusa, a quel punto, si ripete: «Criticavate tanto Berlusconi, ma poi fate lo stesso».

    Il dubbio che ci sia una differenza sostanziale tra dettare le regole basilari in casa propria (quali in fondo sono un blog o un profilo Fb) e imporre le idiosincrasie personali in tivù (pubbliche) e sui giornali (teoricamente equidistanti), sembra un distinguo pleonastico. Capita così che Beppe Grillo venga attaccato perché filtra i commenti e chiede una pre-iscrizione. E la stampa bipartisan tuonò con Daniele Luttazzi quando nel suo defunto blog non pubblicò (giustamente) commenti di neofascisti e negazionisti. Evidentemente, per assurgere a “paladini della libertà”, devi porgere l’altra guancia e ospitare nella tua dependance virtuale qualsiasi rumenta.

    L’ulteriore paradosso è che, con i loro commenti, i provocatori generano una pressoché infinita catena di commenti. Agitando le acque e aumentando il numero finale dei commenti, che sancisce il successo tangibile di questo o quel post. Quindi: se cancelli, sei censurante e pure stupido. La policy (paroletta di moda tra i webmaster) diventa allora quella del permissivismo smodato. Un esempio è il cliccatissimo sito del Fatto Quotidiano, dove la moderazione c’è, ma è minima. E gli insulti frequentissimi. Ne sa qualcosa Luca Telese, massacrato per giorni e giorni dopo la sostituzione di Luisella Costamagna con quel gran figaccione di Nicola Porro su La 7.

    È possibile stilare un identikit. La politica c’entra poco: sono di sinistra e destra. Idem il sesso: uomini e donne, qui, pari sono. Gli « Eiw » (Eterni Incazzosi da Web) appartengono a precise sottocategorie. La prima è quella del Fan-boy. Spesso giovani, ma non necessariamente, si incarogniscono se osi criticare l’idolo di riferimento: la squadra per cui tifano, il musicista, il gruppo. Se avessi picchiato la loro madre, si sarebbero arrabbiati di meno. La seconda sottocategoria è quella dell’Invidioso. Accusa sempre il proprietario del blog di «scrivere così perché sei invidioso». L’idea che si possa avere delle idee non agiografiche senza per questo tradire rancore è inimmaginabile: persino se critichi Ghedini, «lo fai perché sei invidioso» (pensateci: esiste qualcuno in grado di invidiare Ghedini? No). La terza è il Tipaganopure. Tono del commento tipo: «Per scrivere ‘ ste cazzate ti pagano pure?». Quarta sottocategoria: Duroepuro. Magari di lavoro costruisce mine antiuomo e si prostituisce, ma quando commenta i pareri altrui è sempre più duro e puro. Rinfacciando chissà quali incongruenze politico-morali. Quinta: la Zecca. Ovvero la tipologia di commentatori che segue un autore in ogni cosa che fa, denigrandolo a prescindere, che esso parli di Casa Pound o Maccio Capatonda. Sesta: il Fuorilegge. Vorrebbe essere un Black Bloc, ma ha paura anche della sua ombra. Così, in mancanza di meglio, si accontenta di (non) firmare parole da arresto seduta stante. E se una bomba esplode, lui scrive: «Bene così, peccato che non ne siano morti di più». Settima: il Troll. Interviene unicamente per seminare zizzania (e poi se ne va, per vedere l’effetto che fa). Ottava: Saisolocriticare. Da un articolo di dieci righe, si aspettano analisi esaustive, capaci di spaziare dai presocratici al Kit Kat bianco: se non le trovano, lamentano l’incapacità dell’autore di elaborare teorie propositive valide. Nona: i Noncicapisciniente. Quelli che puntano sulla incompetenza del blogger. Decima: i Nonsochefare. Quelli che stanno in Rete perché non hanno prospettive migliori. E forse odiano i blog altrui perché, puntuali, gli ricordano le troppe pagine bianche nella loro vita.

    ….E questa è anche autocrtica ,non saccenza…

  • Antonio Satta Tola

    Mi pare molto verosimile che la Piredda abbia appreso alcuni meccanismi di Funzionamento dei Gruppi Consiliari proprio quando, in passato, lavorò in altri Gruppi. Ergo…

  • Egregio AA (??????), rspondo:
    – conosco veramente poco o nulla la questione Atzei – Piredda, e come per tutte le cose che non conosco a fondo, mi regolo coll’astenermi dai giudizi;
    – penso di sì, anche il Pci dai tempi di Berlinguer e la Dc dai tempi di Zaccagnini;
    – penso che se gli studenti vengono non puniti pur colpevoli, si realizza un’ingiustizia. Però vede, nella fattispecie, io sono tra quelli che non hanno fatto nulla.
    Adesso faccio io una domanda: cosa pensa Lei di quelli come Lei che dinanzi a chi cerca di fare giustizia e chiarezza chiedono l’amnistia per tutti perché così fan tutti?

  • E io aggiungo: estratto conto non criptato tipo assegno n., bonifico, prelievo. Insomma causale chiara e “processo” vero, dove non vi sarebbero tre gradi di giudizio e capacità della difesa di portare a prescrizione sicura. Occhio però ai puristi della privacy e dello stato di diritto!

  • On. Maninchedda, poichè ritengo che lei sia un politico stimabile mi permetto di farle alcune domande:

    – Cosa ne pensa della questione Atzei-Piredda ?

    – Pensa che il partito sardo d’azione, come qualità della classe dirigente, sia cambiato dai tempi di Lussu (e poi Melis) fino al periodo dei vari Serrenti, Trincas, Sanna e Atzei ?

    – Cosa ne pensa degli studenti che beccati in classe a fare qualcosa di sbagliato si difendono così: “Perchè riprende solo me ?, e tutti gli altri !!! perchè non sgrida anche gli altri compagni ?”

  • che rompiballe ! :-) :-)))

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