Sulla vertenza Entrate riprende il dibattito politico serio: gli interventi di ieri di Soru, Maninchedda e La Spisa

29 luglio 2010 08:0910 commentiViews: 18

102Ieri, a fine serata, il Consiglio regionale è tornato ad essere ciò che deve essere: il luogo della costruzione di una strategia nazionale dei sardi. Sul tema delle Entrate fiscali questi ultimi tre interventi hanno segnato, forse, l’inizio di un percorso di mobilitazione unitaria non banale.

SORU (P.D.). Grazie signora Presidente. Avevo capito che mi toccava parlare un pochino più tardi. Sono venuto oggi in quest’Aula perché sentivo il dovere di essere qui in questa discussione, anche dopo… Mi scusi se la disturbo onorevole Campus, se la sto disturbando taccio!
Sto cercando di dire che sono venuto qui in quest’Aula, perché ritengo che oggi sia un appuntamento importante; nel momento in cui oggi in Italia, nel 2010, dopo quello che leggiamo sui giornali, si discute in Sardegna di una manovra di assestamento!
Credo che sia importante; e sono venuto, nonostante dopo l’asprezza del dibattito di ieri, magari un po’ di riposo avrebbe fatto bene anche a me.
Sono venuto non per fare propaganda; non tutte le volte che l’opposizione parla, lo fa per fare propaganda, onorevole Pittalis; sono venuto per dare un mio contributo responsabile, per cercare di portare quello che so e quello che ho da dare, se può essere utile, e spero che possa essere utile, spero che ci ascoltiamo, perché ognuno di noi ha qualcosa da dare, me compreso.
Io credo che farebbe bene a schermare l’aula Presidente, credo che farebbe bene a schermarla!
Noi stiamo cercando di dire, chi mi ha preceduto, Chicco Porcu e altri, che vorremmo sapere dove stiamo andando, nel momento in cui nelle aule parlamentari, in Commissione, il Governo in tutti i modi ci dice che l’articolo numero 8 del nostro Statuto non viene rispettato; nel momento in cui il Governo prima non pone la posta in bilancio, cercando di truccare le carte dicendo: “Siete all’interno di questo capitolo vastissimo, quindi le recupereremo”, poi dice e non dice, poi dice che effettivamente le poste non ci sono e poi dice che d’altronde il Governo della Regione lo sa perché si è concordato di fare la Norma di attuazione; di fatto il Governo taglia dal vostro bilancio, dal nostro bilancio, anzi dal bilancio di tutti i sardi, il 20 per cento di tutte le nostre risorse finanziarie. Il 20 per cento di tutte le risorse finanziarie! Vorrei sapere qual è la famiglia in questa Regione, oggi, a cui si può sottrarre il 20 per cento del suo stipendio senza che il capo famiglia, senza che marito, moglie e tutti stiano lì a discutere, a dire che cosa fare e parlassero esattamente del punto in questione.

Il punto è questo: il Governo è in difficoltà. Certamente. Propone una manovra finanziaria, chiama a raccolta tutti gli enti locali e tutte le regioni e a ciascuno fa pagare qualcosa; se fossimo una regione come le altre noi dovremmo pagare circa 100-120 milioni di euro, in realtà noi siamo chiamati a pagare forse un miliardo e mezzo? Un miliardo e 600? La nostra regione viene chiamata a pagare 15 volte quello che dovrebbe pagare, e allora se volete parliamo di tecnicismi, di come modificare la norma finanziaria, la legge di bilancio, io credo che sia più opportuno non perdere neanche un momento e parlare invece di come fare per difendere le nostre risorse, anzi le risorse più importanti di quelle che siamo chiamati a presentare.

Come fare? Come facciamo domani? Cosa facciamo dopodomani? Cosa mettiamo effettivamente in campo? Non penseremo di cavarcela con un ordine del giorno! Non penseremo di spaventare qualcuno con un ordine del giorno.
Innanzitutto: abbiamo consapevolezza di quello che sta accadendo o no? Francamente poiché ieri avete confermato che c’è un Presidente della Regione mi sarei aspettato di vederlo qui e che non delegasse nessun altro in cose di questa importanza, che fosse qui a dirci che cosa ha in mente di fare, a dirci e a spiegarci che cosa può fare, a chiedere il nostro aiuto e a chiedere il contributo di tutti su questo argomento. Io l’ho seguita onorevole Capelli, ho cercato anche di comprendere; io non faccio parte di questa Commissione, non ho partecipato ai lavori di quella Commissione, alcune cose mi sfuggono nelle vostre argomentazioni, nel vostro riproporvi; io credo che questa sia l’Aula parlamentare, non è la Commissione, non si tratta di rapporti uno a uno, così, facilitati dai banchi più vicini e dalla modalità della Commissione; qui siamo in un’Aula e se c’è da discutere un testo diverso, si prenda questo testo e lo si riporti subito in Commissione e prendiamo il tempo, da domani mattina, per discutere qualunque testo, partendo da qualunque testo, dalla vostra mozione per esempio, perché no? Per dire cosa abbiamo in mente di fare, per dare tempo a questa Giunta di chiedere l’aiuto che a noi in altri tempi è capitato di dare e di ricevere dal Consiglio regionale, di ricevere dai sindaci, di ricevere dalle organizzazioni sindacali, di ricevere da tutta la società sarda. E’  ora che il nostro Presidente della Regione venga lì e chieda aiuto a noi e chieda aiuto a tutti i sardi, si presenti domani a Roma e dica anche che cosa farà nel caso in cui la sua domanda non venisse accolta. Perché deve essere chiaro a tutti che le famiglie sarde sono chiamate a pagare 15 volte il conto che sono chiamate a pagare le famiglie lombarde, venete e calabresi.

Credo che dobbiamo andare a questo confronto con tutte le poste finanziarie attive intatte, non sottrarrei nemmeno 100 mila euro, non sottrarrei nemmeno 100 milioni e nemmeno 400 milioni; questo è il nostro bilancio, da questo partiamo. Prima dateci tutti i soldi che ci dovete e poi vediamo se effettivamente l’Irpef, il PIL è sceso, e le imposte sui redditi delle persone fisiche percepiti sono diminuite e magari, alla fine, troveremo che non c’è 1 miliardo e 800 ma c’è 1 miliardo e 600, 1 miliardo e 500, 1 miliardo e 400. Ma non inizio facendo gli sconti da subito! Quindi proporrei: riportate questo testo in commissione, prendete quello che serve se pensate che ci sia l’urgenza di modificare la legge di contabilità, io non credo, ma fatelo se è importante; venga la Giunta e ci racconti il suo punto di vista. E’ vero che ha accettato che occorre la norma finanziaria per avere i soldi? Perché il governo nazionale questo dice e quindi se non è così ditecelo! In altri mesi, qualche mese fa, ho assistito ad una assemblea solenne dove c’era tutta la Sardegna, i sindacati, l’abbiamo fatto per difendere Alcoa. Per difendere il 20 per cento del bilancio della Regione che riguarda tutti i sardi, pensiamo di cavarcela con un ordine del giorno fatto fra noi, stancamente, in fretta, prima di andare in ferie? Io carissimi colleghi veramente vi richiamo a questo, richiamo me stesso innanzitutto e tutti noi. E’ un momento straordinario è stato detto, cerchiamo di avere anche una maturità straordinaria tra di noi, una capacità veramente di aiutarci a vicenda e tutti insieme aiutare la Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (P.S.d’Az.). Io vorrei mantenere e rispettare il tono accorato e di concentrazione dell’ultimo intervento perché l’argomento e la modalità con cui è stato posto lo meritano.

Penso di poter dire, come relatore di maggioranza, che non c’è un consigliere regionale che non si riconosca in una battaglia che non lasci allo Stato neanche un euro di quello che ci spetta. C’è un percorso fatto che purtroppo, è vero, non è noto, non è stato socializzato. C’è un duro lavoro politico che si è svolto dentro il palazzo e di cui nessuno parla. E’ vero. Si è iniziato in Commissione Bilancio a ragionare di Entrate facendo audizioni importanti; si è lavorato, soprattutto, ad approfondire il tema del federalismo fiscale, che incombe, perché nell’ultima relazione fatta dal Governo al Parlamento si vedono criticità e opportunità per noi; ma certamente l’appuntamento incombe, e il paradosso è che l’agenda dell’incontro bilaterale a cui il Governo è obbligato dalla legge numero 42 con la Regione Sardegna non la stiamo tenendo noi. E’ stata chiusa l’intesa con il Trentino, si sta chiudendo con il Friuli mi pare, o con la Valle d’Aosta, arriveranno anche a noi. Si è parlato a lungo di come arrivare a questo appuntamento. Che facciamo? Teniamo l’articolo 8 o giochiamo una nuova partita? La decisione unanime di cui non ha parlato nessuno è che si parte dall’articolo 8. L’articolo 8 non si molla se non si trova una posizione più avanzata. Di tutto questo lavoro, durissimo, non è uscito nulla, e devo dire che probabilmente dobbiamo far conoscere perché abbiamo fatto questa scelta.
Le criticità della posizione della nostra Regione emerse durante questo lavoro sono state espresse anche in una risoluzione, votata all’unanimità dalla Commissione bilancio, che questo Consiglio attende di discutere.

Non appena sono emerse le dichiarazioni a cui hanno fatto riferimento i colleghi dell’opposizione, per ultimo l’onorevole Soru, e che sono certamente allarmanti, la Giunta ha comunicato la sua posizione: alzare il tiro, contestare le dichiarazioni del Sottosegretario e sollevare il conflitto di attribuzione. Su questo abbiamo condiviso tutti l’impostazione; io penso che sia vero che non ci sia governo regionale che abbia capacità di incidere se non chiama il proprio popolo alla battaglia, però il momento non è ancora quello delle truppe ben schierate. E secondo me avremmo in questi giorni e in queste settimane il dovere di legare due questioni: la questione di prenderci i nostri soldi e la questione del potere che abbiamo di disciplinare come prenderceli.

Noi il 7 settembre iniziamo la discussione sulle riforme istituzionali: proviamo a ragionare, d’estate, perché si fanno tanti convegni, per vedere se troviamo dei punti di contatto per creare questo clima di popolo, per cominciare a dire che le tasse le riscuotiamo noi! Perché ciò che ha detto l’assessore La Spisa, quando ha affermato: “La nostra non è finanza derivata”, significa che potremmo applicare tranquillamente il modello siculo in cui la regione riscuote le tasse e ne dà quota parte allo Stato. Questa cosa noi dobbiamo mettercela nello Statuto, e dobbiamo farlo bene, con molto potere alla Sardegna e badando molto al denaro.

Si ritiene che tutti questi argomenti oggi avrebbero meritato una rilevanza maggiore rispetto a quella attribuita a un disegno di legge quale quello che stiamo discutendo. Il problema, lo dico con scoramento, è che non si riesce a mettere all’attenzione del popolo sardo i grandi argomenti se il sistema politico non riprende a dialogare come stiamo cercando di fare oggi. Perché, se fuori di qui si pensa che noi bisticciamo su tutto, tutto vale zero, tutto! Anche il tono dell’ultimo intervento dell’onorevole Soru per me è significativo, perché è quel tono che ci consente di iscrivere le cose importanti all’ordine del giorno, ed è un tono che personalmente intenderei applicare sempre. E con questo tono do giustificazione del perché siamo venuti in Aula con un provvedimento di questo tipo: non per annichilire la grandezza e la portata del tema delle Entrate, ma per svolgere un ragionamento che vi vorrei sottoporre, poi ditemi se è sbagliato però è un ragionamento di buon senso.

La finanziaria 2010 è stata fatta nel settembre 2009, lo ricorderete; la stima delle entrate avveniva su dati non consolidati 2008. E’ antipatico nelle aule consiliari scendere al dettaglio, però magari non lo sappiamo tutti da che cosa nasce il saldo del Bilancio, e può rimanere il dubbio che siamo qui veramente a fare cosmesi, come diceva il collega Porcu. Però, dopo che mi sarò spiegato, con piccoli conti, mi direte se quello di oggi è buon senso oppure se è veramente cosmesi di bilancio.

Siamo nel 2009, le stime vengono fatte dagli Uffici sul gettito 2008, non consolidato, quindi – mentre tutti siamo animati dalle preoccupazioni espresse anche qui dentro, anche ultimamente, sulle entrate, poi però abbiamo il dovere di seguire questi aspetti -, facciamo una stima, poi cosa succede? Succede che lo stesso Ministero dell’economia ci dice che il consuntivo 2008 – cito la fonte perché noi dobbiamo abituarci qui dentro a citare le fonti, perché all’esterno poi escono numeri come fuochi d’artificio, le mie fonti sono queste: il Ministero dell’economia, Dipartimento delle finanze – il Ministero dell’economia ci dice, ce lo dice però a gennaio 2010, “badate che il consuntivo 2008 – quello su cui, perché era l’unico dato disponibile, è stata calcolata per esempio l’IVA – ha uno scostamento tra il preconsuntivo e il consuntivo in diminuzione del 7 per cento”. Quindi il Ministero mi sta cominciando a dire: bada che la tua stima non funziona. Poi c’è un altro elemento. Lo dico ai colleghi, noi tutti sappiamo (forse non lo sappiamo bene, lo sa sicuramente chi ha partecipato al negoziato per l’articolo 8 la scorsa volta, ma molti colleghi non lo sanno) come si calcola la nostra compartecipazione all’IVA: è una frazione: si prende il gettito nazionale IVA, si tolgono i rimborsi, si tolgono le quote della CEE, e lo si divide per l’incidenza dei consumi delle famiglie sarde sull’intero dei consumi delle famiglie italiane, che è intorno al 2,3 per cento, se mi sbaglio correggetemi ma mi pare di ricordare che sia questo. Cosa ci dice il Ministero delle finanze al 2010? Ci dice: “Badate che nel 2009 abbiamo fatto molti rimborsi”, quindi il numeratore è sceso. Non solo, quando, sempre nel 2010, la Banca d’Italia ci dice: “Signori, in Sardegna c’è un crollo dei consumi, state attenti perché accadrà che quell’indicatore avrà un valore differente”, allora, un padre di famiglia che aveva stimato di avere 150 e invece comincia a capire che avrà 100, cosa fa? Cerca di aggiustare i suoi conti, e cerca di farlo in modo condiviso,  cerca di non intaccare aspetti strategici; poi cosa cerca di fare, però? Dice: si, vabbè, ma se stiamo mettendo mano al portafoglio cerchiamo di spendere meglio, e modifica la legge di contabilità.

Perché, che cosa sta succedendo? Io lo vorrei dire ai colleghi, sta succedendo questo – ne parlavo prima con l’onorevole Cuccureddu -, che il Governo sta tirando il collo alla Sicilia sulla sanità (gli darà 1 miliardo o 1 miliardo e mezzo in meno) mentre a noi non può toccarci perché siamo abbastanza protetti dalla situazione attuale, se la sappiamo far valere, allora cosa fa con noi? Ci tira il collo con il Patto di stabilità. Il Patto di stabilità divarica il bilancio di competenza da quello di cassa e noi veniamo sommersi da un mare di carta, cioè dal bilancio falso di cui parla sempre Luciano Uras. Allora si è pensato di fare un po’ di manutenzione del bilancio, e di inserire delle modifiche alla legge di contabilità che ci consentano di avere un risultato di amministrazione buono, magari di abbattere un bel po’ il disavanzo e di avere quindi una possibilità di spesa maggiore.

La tensione morale sulle Entrate e questa piccola operazione sono incomparabili, io sono d’accordo, sono incomparabili, però penso che sia stato opportuno fare questa piccola operazione e contemporaneamente dire: onorevoli, questo tema (le Entrate) è centrale. Ma questo tema noi lo dobbiamo far diventare un tema che ci unisce in una strategia che deve essere molto efficace, e che noi abbiamo il tempo di costruire da qui a settembre.

La relazione sul federalismo fiscale che il Governo ha fatto alle Camere, e che io mi auguro venga letta dalle persone che hanno fatto la precedente trattativa, perché sarebbe molto utile, dice quali sono i livelli di imbarazzo del Governo, perché il Governo dice: “Vorremmo caricare alla Sardegna e alla Sicilia il costo degli enti locali – lo dice il Governo – però abbiamo difficoltà con il quadro normativo attuale, bisogna negoziare con la Sardegna”. C’è un riquadro intitolato proprio “Il caso Sardegna e Sicilia”. Quindi, anche il Governo ha un problema con i nostri poteri, se riusciamo a creare il clima politico che ci consente di realizzare l’unità necessaria e strutturiamo bene la nostra posizione con dati forti (per esempio, molti colleghi, ultimo l’onorevole Campus mi hanno detto: “Abbiamo fatto bene a non sciogliere l’agenzia delle entrate perché ci serve un pensatoio che quando andiamo a trattare con Calderoli abbia dati e non ci costringa a chiederli al governo, che è controparte), noi possiamo vincere la partita.

Noi siamo in questa posizione, lo dico per tutta la maggioranza, è una maggioranza che sta cercando di trovare una posizione di buon senso, non eroica ma efficace; con l’assestamento abbiamo fatto un’operazione incomparabile rispetto all’altra battaglia, che vogliamo combattere, sulle Entrate; ma anche l’assestamento non è senza senso, avrà degli effetti positivi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda, ha chiesto di parlare la Giunta è irrituale perché dovrebbe parlare alla fine, però l’articolo 60 consente agli Assessori tecnici di intervenire in qualunque momento.

Ha facoltà di parlare l’Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

LA SPISA. Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Sì, ho chiesto di parlare, ringrazio la Presidenza e l’Aula per questo, perché la discussione su questo disegno di legge effettivamente si sta concentrando su una questione di fondo una questione di fondo importantissima e credo che sia opportuno e giusto che la posizione della Giunta non sia ad un livello inferiore rispetto a questa discussione; perché sia chiaro che la pericolosità di una posizione che il Governo centrale, ma permettetemi di dire soprattutto la sua burocrazia, la Ragioneria centrale dello Stato, la Ragioneria generale dello Stato assume, ha assunto e continua permanentemente ad assumere pur con il cambio dei governi con il cambio dei Presidenti del Consiglio o dei ministri dell’economia ma continua, ha assunto sempre e continua ad assumere nei confronti delle autonomie locali, autonomie regionali in materia di finanza pubblica è arrivata ad un punto che richiede ormai un chiarimento decisivo.

È importante che si distingua quindi però l’importanza di questo disegno di legge che nasce, lo ripeto, dall’esigenza e anche da una richiesta forte fatta da alcuni consiglieri, da molti consiglieri, da tutta la Commissione bilancio anche da numerosi consiglieri dell’opposizione che hanno chiesto alla Giunta più volte durante questa primavera: diteci come sono i conti, a che punto siamo, facciamo chiarezza sul bilancio regionale, esattamente questo è lo scopo di questo disegno di legge, fare chiarezza sui conti non rinunciando minimamente a quanto è dovuto a favore della Sardegna. Questo credo che sia il punto assolutamente irrinunciabile è assolutamente chiaro.

Noi non abbiamo rinunciato neanche ad un euro, non stiamo rinunciando neanche ad un euro e vorrei ricordarvi che abbiamo iscritto in bilancio nel 2009, presentando il bilancio 2010, tutte le somme correlate alle quote di compartecipazione spettanti alla Sardegna a valere sull’articolo 8 novellato nel 2007, è stato chiarissimo e in quel momento eravamo forti, vi ricordo in questa Aula, di un ordine del giorno accettato dal Governo presentato dai deputati sardi di tutti gli schieramenti in cui il Governo rassicurava sulla disponibilità di quelle risorse in un fondo indistinto, che però, dicevano, è abbastanza capiente, quindi state tranquilli, hanno detto ai nostri parlamentari e quindi abbiamo fatto quel bilancio.

Quel bilancio, quello di questo esercizio non è stata impugnata dal Governo nazionale, altro punto importante. Ancora le spese sulla sanità sono coperte proprio da trasferimenti che derivano dalla quote di compartecipazione sull’IVA calcolata esattamente secondo i parametri dell’articolo 8 novellato nel 2007; abbiamo molti punti a nostro favore rispetto all’interpretazione che noi fino ad alcune parole fino a quando alcune parole del sottosegretario all’economia pronunciate alla camera ci hanno allarmato, fino a quel momento ritenevamo che le cose andassero nella giusta direzione e che le risorse per la Sardegna ci fossero. L’unica cosa che non era, e a questo punto la preoccupazione è forte, era che quelle risorse non sono nel bilancio dello Stato esplicitamente destinate alla Regione, ma contenute solo in un fondo indistinto.

Le parole del sottosegretario a seguito di un’interpellanza sono allarmanti, da quel momento in poi noi in tutte le sedi di confronto con lo Stato nella conferenza delle Regioni, nella conferenza Stato – Regioni, nei confronti, negli incontri diretti con il Ministro dell’economia che si sono svolti alcune settimane fa, noi abbiamo ripetuto queste cose fino ad arrivare a dire, spero che questo lo si possa riconoscere lealmente, fino ad arrivare a dire subito che noi siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti giuridici conflittuali con lo Stato per difendere questo diritto.

Stiamo, come ha detto il Presidente ieri, abbiamo anche fatto una sostanziale diffida, perché, perché non può essere impugnato con la speranza di poter vincere un ricorso una dichiarazione del sottosegretario rilasciata alla camera. Abbiamo bisogno per un conflitto che possa avere speranza di successo, e il successo è fondamentale in un conflitto davanti alla Corte costituzionale, di un punto, di una chiarezza di un punto di chiarezza: qual è la vera posizione formale dello Stato su questo punto. E’ stata fatta una diffida sostanzialmente, molto dura credetemi, e da questa risposta noi pensiamo di avere la possibilità effettivamente di poter arrivare ad un conflitto oppure speriamo anche ancora non possiamo escludere una possibile risposta positiva. Certo visto l’andamento della finanza dello Stato mi sembra molto difficile.

Io credo che davvero, e questa è la posizione di tutta la Giunta e lo ha detto ieri il Presidente, è molto probabile che noi siamo costretti ad ottenere una sentenza per poter aver riconosciuto il nostro diritto a tutte le entrate spettanti secondo lo statuto e ci arriveremo, ci arriveremo tutti.

Le modalità di coinvolgimento, il Consiglio regionale decida, maggioranza, opposizione, la Commissione bilancio, i sindacati, le rappresentanze sociali, gli amministratori locali, sono dinamiche che possono essere attivate in qualunque momento, io quello che vorrei che fosse chiaro è che dal primo momento immediatamente con estrema chiarezza la Giunta regionale ha preso una posizione netta e forte riguardo a questo problema. Riconoscendo innanzitutto, anche di questo si deve dare atto, riconoscendo che la modifica dell’articolo 8 dello Statuto ha effettivamente dato la possibilità di ascrivere a vantaggio della Regione maggiori entrate. E’ un dato di fatto, un dato di fatto che dimostra la lealtà di questo Governo regionale, la lealtà di questa maggioranza e la volontà di intraprendere insieme un’azione forte, se necessario fortissima per difendere questo diritto. Credo che fosse necessaria una precisazione anche in questo momento del dibattito.

PRESIDENTE. Grazie. I lavori si concludono qui, riprenderanno domani alle ore 10 e 30, il primo iscritto a parlare è l’onorevole Marco Espa. La seduta è tolta.

10 Commenti

  • Con l’entrata in vigore di alcuni decreti delegati, autonomia impositiva per i Comuni per alcune imposte, poteri ai Comuni per quanto riguarda l’accertamento sui redditi fondiari: cessione di fabbricati e terreni e la “cedolare “al 20% sui contratti di locazione nonchè la disposizione che premia i Comuni con il 50% di quanto riscosso dall’Agenzia delle Entrate sulle segnalazioni effettuate dai Comuni, entra nel vivo ed in modo concreto la lotta all’evasione fiscale con la collaborazione essenziale dei Comuni ed il Federalismo fiscale.
    Ritengo che il Partito Sardo D’azione non possa restare silenzioso su questi avvenimenti in quanto:
    – Viene data attuazione ad alcuni aspetti del programma storico del Psdaz riguardante il federalismo fiscale con la partecipazione dei Comuni, con la partecipazione dei cittadini , con la l’equazione : federalismo = responsabilità, equità, partecipazione dei cittadini alla vita civile della comunità.
    – È un momento importante in quanto l’attuazione del federalismo fiscale supera alcuni “concetti” propagandati dalla sinistra : un sindacalismo “ irresponsabile “ che ha vanificato alcune conquiste importanti del mondo operaio – lavoro dipendente”: che si sono trasformati in abusi : maternità rischio, invalidità civile, uso smodato della legge 104. Mi si racconta di un ospedale della Sardegna con circa 600 dipendenti e circa 100 malati (ricoverati) : non si riescono ad organizzare i turni del personale e si spendono una marea di soldi in straordinari in quanto oltre un terzo dei dipendenti risulta essere o invalido ( non può sollevare pesi superiori o a tre chili o a cinque chili) , o ha le agevolazioni della legge 104 , usufruisce di giorni di malattia del tutto ingiustificati o vicino a festività etcc… Su questi abusi e sulla mancanza di”responsabilità” da inculcare nella morale dei cittadini la sinistra, il centro sinistra, il sindacato hanno fallito.
    – Ritengo che una forza politica che ponga al centro della propria attività e del proprio programma l’attuazione di alcune regole, con alto significato morale , quale la partecipazione alla vita economica della comunità : “pagare tutti per pagare poco” , debba divulgare, con tutti i mezzi possibili, questi valori . Da ciò dovrebbe discendere un ampio coinvolgimento popolare avente la finalità di indicare “ i furbi” ch non pagano le imposte come cittadini disonesti e non meritevoli di partecipare alla vita politica , amministrativa etcc ( naturalmente solo per i casi più gravi: omessa presentazione di dichiarazione dei redditi in presenza alto tenore di vita : villa ,auto, imbarcazioni e con l’omesso pagamento di ticket sanitari per l’inesistenza del reddito) e premiare, incentivare , elogiare tutti coloro , e sono tanti, che sono ligi nell’adempimento fiscale.
    – Altro aspetto da studiare è il cosiddetto “Federalismo Solidale”. In Sardegna le maggiori entrate si potranno avere nelle città e nei Comuni costieri. Sarà scarso se non nullo un maggiore introito nei Comuni dell’interno. Questi ultimi dovranno essere aiutati per salvaguardar l’identità storica, culturale, economica . Si dovrebbe pensare al trasferimento di uffici amministrativi: statali, regionale etc.. nei Comuni dell’interno per evitare che spariscano . con servizi di trasporto adeguati molti problemi potrebbero essere risolti invece che urbanizzare nuovi quartieri ( vedasi Cagliari )..
    – È da valutare l’utilizzo dell’Agenzia per le Entrate ( Regionale) per verificare se potrebbe essere un valido strumento di supporto all’attività accertativa dei Comuni. Molto ci sarebbe da proporre e da scrivere sull’argomento.
    E’ una prima traccia , bisognerà sentirci e dare organicità a questi argomenti.

  • Paolo Maninchedda

    Per Angela. Il mio giudizio sulle ombre del nuovo articolo 8 non è mutato. Io avrei fatto diversamente. Oggi, però, l’art. 8 è il punto di partenza da difendere e di questo anche La Spisa è convinto e lo è più di ampi settori del Pd. Sarebbe da folli distinguersi oggi sull’art. 8 quando il governo tende a non applicarlo. Io con Soru non ho bisticciato. Ho avuto un serissimo scontro politico sul suo modello politico più che su quello programmatico. Oggi, mi pare che, pur mantenendo ognuno le proprie posizioni, almeno si riesce a illustrarle con meno tensione politica e personale.

  • Gli uomini che possono portare la Sardegna al traguardo tanto aspirato della sovranità, ci sono.
    In questo momento sono con idee e posizioni “quasi” uguali, ma in schieramenti e gruppi diversi.
    Io non so se possa essere fattibile, nel prossimo futuro, una associazione temporanea o duratura di persone che per il bene della Sardegna, si mettono a lavorare per creare quel partito, unione o quello che vogliono che permetta di focalizzare le necessità che abbiamo di sviluppo e di autodeterminazione.
    Non vorrei ritrovarmi costretto ad alleanze tradizionali PDL , PD ,UDC,(vedi Provinciali) e non andare più a votare! cosa deve succedere ,perché qualcuno si muova in questo direzione?
    Che le aziende chiudano?
    Che diventiamo tutti cassaintegrati?
    Che i nostri figli saltino la loro generazione per mancanza di tutto?
    La prima centrale nucleare di 8à generazione a Oristano?
    Che ci mandino l’esercito per calmarci i bollori?
    Che i biglietti per imbarcarci per Civitavecchia bisogna richiederli a Palermo?

    Ci stiamo arrivando…………..

  • Angela Nonnis

    Sulla vertenza entrate l’ex presidente Soru assieme all’assessore Pigliaru avevano condotto una battaglia seria, ovviamente col supporto di tutta la società civile sarda. Ricordo benissimo che quando litigò con Soru pur di andargli contro disprezzò quel risultato. Sono contenta che nel frattempo sia rinsavito. Con simpatia

  • Stefano De Candia

    vorrei solo segnalare a tutti che nelle parole espresse sia da Soru che da Paolo e in un certo qualmodo corroborate dall’intervento dell’unico vero membro della giunta davvero di peso, La spisa, ( non me ne voglia Angelo il nostro assessore ma credo che La spisa sia una spanna sopra tutti per competenza e serietà…)l’unica strada per ottenere qualcosa al di là delle parole e dei tecnicismi è di chiedere essendo uniti e pronti anche a clamorose azioni ritorsive, sempre pacifiche sia chiaro!, nei confronti di un governo italiano che sembra incattivirsi sempre più nei confronti della Sasrdegna.
    Dico questo perchè appare palese che su temi come questo, le entrate ed i tagli sui trasferimenti ecc, oggi nessuno dei consiglieri, nemmeno il più vicino al governo Berlusconi, deve pensare di tirarsi indietro e di non fare la lotta dura e senza paura per la sua terra e per il suo popolo.
    bisognerebbe ascoltare anche la posizione dell’opposizione sul tema e accoglierne parte delle richieste l’importante è non cadere nell’errore di strumentalizzare la questione in chiave pro o contro Berlusconi, i consiglieri oggi devono dare dimostrazione di senso di responsabilità verso i sardi e mettere da parte le beghe inutili che li vedono troppo spesso protagonisti indegni della politica sarda.
    Mi auguro che la gente comune, la società civile tutta, venga mobilitata sul tema e che si cerchi un riavvicinamento con la gente su temi che riguardano in primis il popolo…
    La discussione che si farà il 7-09 prossimo è per noi sardisti fondamentale ma non ha senso rischiare di comprometterla e di compromettere la lotta per la difesa dei diritti acquisiti mischiando le due cose… anche se una cosa non si può fare finta di nulla, l’essere indipendenti avrebbe risolto moltissimi dei nostri problemi circa la carenza delle entrate avendo potuto programmare il tutto per tempo e soprattutto non dovendo accettare di essere più colpiti di altri senza sapere nemmeno perchè…

  • Mi compiaccio che in Consiglio finalmente, la buona volontà di qualcuno stia determinando le condizioni per “lavorare per noi” (e quando dico per noi intendo davvero per la nostra terra e per noi e per i nostri figli). Paolo Maninchedda faceva riferimento nel suo intervento ai convegni che di qui a Settembre saranno anche l’occasione di animare le argomentazioni produttive su materia fiscale, sovranità e quant’altro. Vi chiedo di segnalarmi qualcuno di questi appuntamenti che davvero possono essere un punto di riferimento importante. Grazie

  • Enea Dessì

    Paolo, è o non è da qui, dalle considerazioni tue, di Soru e anche da quelle di La Spisa che può partire il progetto di partito dei sardi? Sbaglio o state dicendo tutti la stessa cosa? Il 7/09 parte la discussione sulla mozione sardista, quale occasione migliore per dare sostanza al progetto di unire le forze che rivendicano una “strategia nazionale dei sardi”? Quale occasione migliore per dimostrare che gli uni e gli altri (destri e sinistri, PD e PDL) non possono ergersi a tutori degli interessi dei sardi e della Sardegna? A Nino non mi rimane da dire che la sua posizione purtroppo non porta a un bel niente se non alla riaffermazione di uno scontro che non giova proprio a nessuno e men che meno ai sardi.

  • Il discorso del Signore di Funtanazza e di Scivu non mi intenerisce neanche un po’, quando poi parla di soldi ancora meno.Ha patteggiato con Prodi subendo uno stralcio immediato (il 50% circa di quanto lo Stato Italiano di destra e di sinistra, con il sardo Macciotta sottosegretario al Tesoro complice, ci ha rubato in 10 anni) ed un saldo rateizzato che non verrà mai onorato. La modifica dell’art. 8 dello Statuto è stata una presa in giro per indorare la pillola,tanto è vero che invochiamo la Corte Costituzione.
    Soru, Paolo, non è moneta spendibile. La rivendicazione, dura, si può portare avanti senza di lui. E’ un tentativo farisaico per ricuperare su un tema che lo ha visto soccombere e dipendere da Prodi al quale doveva e deve la candidatura a Presidente della Regione, vincendo la concorrenza di un altro candidato all’epoca vezzeggiatissimo. Tusacciu di Calangianus!
    Vagone si, locomotore no.

  • Bachisio Morittu

    Sandro, parole sante!!
    Incassare in Sardegna tutti i contributi,compresi anche quelli che spettano alla Sardegna, maturati qua e pagati fuori dall’isola. Saremo poi noi a “dare” allo stato quanto concordato. Comunque positivi i segnali di unità in consiglio regionale. Ricerchiamo adesso anche l’unita’ della gente di Sardegna. (ricordiamoci anche tutto il pregresso)

  • Sandro Iglesias

    Onorevole Maninchedda vorrei segnalarle che a forza di parlare dell’articolo 8 dello statuto, vi siete dimenticati che l’articolo successivo, il n°9, è ben più importante!!
    Art.9) “La Regione PUO’ affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi”…
    …quel “PUO'” ha valenza di legge costituzionale, e indica chiaramente che la R.A.S. può in qualunque momento revocare allo stato la funzione di riscossione dei tributi.
    Il nodo cruciale è questo. Da oggi dovremo essere noi sardi ad accertare e RISCUOTERE i tributi…ed ogni tanto potremmo anche permetterci il lusso di scordarci di passare la quota parte allo stato…

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