Sulla scuola troppa pavidità: non basta una strategia politica

4 agosto 2010 19:426 commentiViews: 36

074Premessa: se l’Assessore regionale alla Pubblica istruzione pro tempore brevi avesse rispettato e applicato la L.R. 3/ 2009, art. 9 commi 3 e 4, l’Ufficio Scolastico regionale non avrebbe svolto le funzioni che sta svolgendo e usurpando alla Regione sulla gestione dei precari, sul dimensionamento e sull’organico di diritto.
La sanzione politica di questa violazione di legge (è gravissimo che un assessore non applichi le leggi della Regione) è materia dei partiti, ovviamente memori del detto latino ars longa, vita brevis (cioè, ci vuole molto tempo ad imparare un mestiere e la vita è troppo breve) e pertanto pronti ad abolire l’apprendistato in Giunta; tuttavia anche i privati hanno delle armi che mi permetto di suggerire.
Ogni insegnante precario o ogni insegnante perdente posto per effetto delle decisioni dell’USR dovrebbe scrivere all’assessore la seguente lettera (ovviamente rivista da legali di fiducia). Può essere una sorta di class action che potrebbe avere effetti salutari. Ecco un’ipotesi di lettera.

ALL’ASSESSORE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
S E D E

Il sottoscritto _________________________ è un insegnante (di ruolo/precario) che prestava servizio presso _______________________ e il cui rapporto di lavoro a tempo determinato non è stato più rinnovato, non essendovi disponibilità di posti in organico a seguito dei noti tagli posti in essere dagli organi statali.
Ciò non sarebbe avvenuto qualora codesto assessorato avesse provveduto a porre tempestivamente in essere quanto di propria competenza, previsto dalla L.R. 3/2009, art. 9, commi 3 e 4.
Risulta pertanto evidente che detta omissione ha gravemente pregiudicato non solo l’interesse pubblico che il Consiglio regionale della Sardegna ha voluto tutelare con quanto disposto dalla suddetta legge, ma pure l’interesse dello scrivente che si è visto, in conseguenza di tale scelta omissiva, pregiudicare l’opportunità di svolgere un lavoro (interesse che, è bene ricordarlo, è costituzionalmente protetto).
Mi riservo pertanto la facoltà di agire giudizialmente nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna per il risarcimento dei danni arrecatimi ed anche nei confronti dei soggetti responsabili.
Per il futuro, La diffido formalmente a provvedere all’adempimento di quanto prescritto dalal richiamata disposizione di legge, invitandoLa a riscontrare la presente entro 30 gg dal suo ricevimento ai sensi della Legge 241/1990, della Legge Regionale 40/1990 e dell’art. 328 c. p.

6 Commenti

  • Andrea Dettori

    Il nuovo organico del personale docente della Sardegna per l’anno scolastico 2010/ 2011, secondo i dati del Ministero, verrà decurtato di 1037 unità, realizzando in assoluto la seconda percentuale di taglio più elevata in campo nazionale, – 5,18%, seconda solo alla Calabria, e ingiustificato rispetto alla riduzione ( -2,26% ) del numero degli alunni.

    I collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici subiranno un taglio dell’8% rispetto all’organico del corrente anno scolastico, pari – 670 posti.
    Le immissioni in ruolo per il 2010/211, assegnate alla Sardegna dal Ministero dell’Istruzione, saranno pari a 421 ( 291 docenti e 130 ATA), il 31,8% dei posti vacanti (914). Semplicemente vergognoso per la scuola sarda che è se non la prima, sicuramente fra le prime “industrie” in Sardegna a perdere posti di lavoro senza destare le proporzionali preoccupazioni della classe politica nazionale e regionale.
    Lavoratori quelli della scuola, che lo Stato ha formato, specializzato, usato e per fare cassa , licenzia.
    Lavoratori che non hanno la possibilità di essere riconvertiti (questo non si dice mai) ma che sono necessari per il funzionamento delle scuole italiane e sarde. E’ certo infatti che se domani i precari della scuola non andassero a lavorare, le scuole non aprirebbero.
    Che dire degli studenti a cui formalmente lo Stato garantisce il diritto allo studio ma di fatto lo nega formando prime classi con 30 alunni e oltre ( al cui interno sono magari presenti uno o più alunni diversamente abili) ? E’ certo, infatti, che gli alunni con maggiori carenze non saranno in grado “seguire” l’insegnante, non potranno usufruire delle necessarie spiegazioni e quindi ( di fatto) di raggiungere il proprio successo formativo ( è impensabile pensare di poter condurre una attività didattica seria in presenza di 30 alunni per di più in prima, ossia nel momento in cui la scuola dovrebbe accogliere “il potenziale futuro” e condurlo “in atto” ).
    Loro a cui la scuola dovrebbe dedicare maggior tempo e impegno didattico, vengono dalla scuola “respinti”.
    Occorre una forte presa di posizione del governo regionale contro le scelte del governo nazionale per intervenire a tutela degli studenti e dei lavoratori della scuola sarda anche in virtù dell’autonomia di cui costituzionalmente gode.
    La Provincia di Cagliari ha fatto la sua parte, votando all’unanimità il 2 agosto ( e deliberando, successivamente, di conseguenza ) un documento presentato dal sottoscritto che impegna il Presidente della Provincia, la Giunta e il Consiglio Provinciale a richiedere , al più presto, un tavolo tecnico con la Regione Sardegna, volto a ribadire il valore dell’Istruzione contro la logica dei tagli fini a se stessi ed avanzare proposte fattive ( contenute nella Delibera 58, appunto ) al fine di evitare il durissimo e gravissimo attacco rivolto sia ai lavoratori della scuola sarda che al diritto allo studio degli studenti.
    Il documento prevede:
    – revoca dei tagli previsti dal Ministero dell’ Istruzione ( -1037 posti di personale docente e -670 posti fra collaboratori, assistenti amministrativi e tecnici) in virtù della “specialità” della Regione Sardegna”;
    – immissione in ruolo del personale docente rispetto ai posti disponibili;
    – un numero massimo di 25 alunni per classe;
    – un numero massimo di 20 alunni per classe in presenza di un solo alunno diversamente abile;
    – rapporto 1/1 fra alunno diversamente abile e docente di sostegno indipendentemente dalla diversabilità (appare assolutamente incomprensibile il decurtamento delle ore in presenza di “lieve deficit dell’apprendimento”. Sono questi infatti i casi in cui è maggiore la possibilità dell’alunno di raggiungere il successo formativo rispetto alle sue potenzialità);
    – assunzione di personale non docente( collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici ) in base alle reali e necessarie esigenze di sicurezza, igiene, sorveglianza e funzionamento dei servizi;
    – ripristino delle “ore a disposizione” per impedire che gli alunni , in assenza del docente, perdano migliaia di ore di lezione durante l’anno scolastico dato che il supplente può essere nominato solo dopo 15 giorni di assenza del titolare e comunque le scuole non ricevono adeguati finanziamenti dal Ministero dell’Istruzione;
    – rimodulazione della “Delibera 41”, in cui i contratti a progetto, a prestazione d’opera ed occasionale siano sostituiti con quelli a tempo determinato al pari di quelli stipulati con gli altri supplenti;
    – monitoraggio costante degli abbandoni scolastici attraverso un rapporto diretto ( se necessario giornaliero) con le famiglie;
    – vera lotta alla dispersione scolastica (non con i soliti progetti proposti a più riprese, assolutamente inutili se non per arrotondare lo stipendio ai soliti noti o per acquistare i materiali necessari per permettere la prosecuzione del’attività didattica);
    – richiamare i Dirigenti Scolastici al rispetto della legge sulla sicurezza che normativamente richiede non più di 26 alunni per classe (1,80 metri quadri netti, ad alunno, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado, 1,96 metri quadri netti, ad alunno, per la scuola secondaria di II grado e 2,00 metri quadri netti, ad alunno inclusi docente e tecnico, secondo quanto stabilito dai D.M. 18 Dicembre 1975 e D.M. 26 agosto 1992, DPR 81/2009, Legge 133/2009) e verificarne l’operato in merito;
    – porre in atto, in accordo e in un’ottica di integrazione e raccordo fra strutture e sistemi che si
    occupano degli stessi destinatari, cioè Scuole, Enti ed Istituzioni, piani di orientamento degli alunni
    in uscita dalla scuola secondaria di I grado che non siano semplici proiezioni ( “l’orientamento” si
    riduce in banali e, spesso, tecnicamente pessimi percorsi multimediali sulla scuola ) descrittive degli indirizzi presenti nella struttura scolastica , ma facendo leva sulle attitudini, sull’impegno, sugli
    interessi degli alunni (accoglienza, autoconsultazione, consulenza informativa, servizi di
    documentazione, di produzione, aggiornamento, classificazione, erogazione delle informazioni
    relative agli ambiti di competenza; consulenza individuale, supporto ai docenti delle scuole per il
    potenziamento delle funzioni orientative) con l’obiettivo di accompagnare lo studente a definire un
    proprio progetto di scelta ed un piano di azione per realizzarlo;
    – individuare uno stanziamento di fondi necessario a fornire un sussidio per gli alunni di famiglie non abbienti (rimborso abbonamento mensile treno, bus….) a garanzia dell’accesso e della frequenza al sistema scolastico;
    – programmare e monitorare, attività corsuali e non corsuali di Formazione Permanente finanziate
    destinate alla popolazione adulta e finalizzate all’adeguamento delle competenze ed all’acquisizione di una cittadinanza attiva;
    – dotare gli Istituti Scolastici dei fondi necessari per soddisfare tutte le richieste per la fornitura dei
    libri di testo in comodato d’uso;
    E’ proprio in questa fase che deve nascere una forte azione di proposta.
    Occorre partire dal riconoscimento della necessità, per la classe politica sarda di un maggior impegno concreto per la riqualificazione della scuola pubblica.
    Andrea Dettori

  • Interessante lettera, i precari, me compresa, non se la faranno sfuggire…
    Mi chiedo però chi avrebbe dovuto vigilare maggiormente sull’operato dell’assessore Baire…i precari che stanno manifestando da mesi in tutte le salse e in tutte le modalità consentite dalla legge e ai quali l’assessore ha concesso giusto un incontro, guarda un po’, alle 13.30 del fatidico 27 luglio – durante la manifestazione “Un treno per la cultura”, organizzato dal Coordinamento precari di Sassari e dal Movimento per la difesa della scuola pubblica – cui è seguito ancora una volta il nulla (starà facendo le valigie?), oppure il Consiglio regionale?
    E’ da un anno che vanno avanti le proteste anche contro una giunta e un assessore ciechi muti e sordi nei confronti degli operatori e fruitori della scuola sarda, non sarà che l’errore è stato non avere questa lettera? Abbiamo sbagliato tutto, potevamo aspettare tranquilli fino al 4 agosto, a stalla vuota, e chiudere il cancello e sigillarlo con questa lettera, ora che il consiglio va in ferie e l’assessore sbaracca, e chi s’è visto s’è visto, come dice bene Marika.
    Comunque grazie per il suggerimento, non è mai troppo tardi.

  • Antonietta

    C’è qualcosa da dire? ….. Dopo 33 anni di servizio mi ritrovo perdente posto e trasferita d’ufficio in DOP.. posso dire solo una cosa: POLITICI VERGOGNATEVI!

  • A proposito di correttezza, funzioni amministrative e ACCESSO AGLI ATTI, come mai nel sito della Regione le delibere non sono più accessibili?

    Il caldo nei server? Il gatto vi ha mangiato la lingua?

  • Veronica Cazzaniga

    ecco come si muovono le altre regioni.

    Apcom – Via libera dalla Giunta regionale del Piemonte ai 10 milioni di euro stanziati a sostegno della scuola piemontese nell’ambito del Piano straordinario per l’occupazione. Sono risorse regionali che, come stabilito dall’amministazione guidata dal leghista Roberto Cota, serviranno ad aumentare l’organico e “garantire l’apertura delle scuole dei piccoli comuni, delle aree montane e metropolitane disagiate”.

    “Questa misura non solo garantisce più scuola e più istruzione al Piemonte – dichiara l’assessore all’istruzione Alberto Cirio – ma allo stesso tempo interviene a contrastare il precariato del personale scolastico. I fondi stanziati ci permetteranno di assumere tra le 300 e le 350 persone”.
    “Per quest’anno – spiega Cirio – visto il ritardo sia dell’assegnazione degli organici di fatto da parte del Ministero che dell’approvazione della legge finanziaria regionale, per ripartire le risorse non lanceremo un bando rivolto alle scuole, ma stipuleremo una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale e le organizzazioni sindacali che darà risposta alle situazioni di maggiore criticità segnalateci dagli Uffici Scolastici Provinciali.
    “Sono soddisfatto – conclude l’assessore – perché queste risorse permetteranno di risolvere buona parte delle criticità segnalateci dalle comunità locali e sotto il profilo politico è un primo concreto passo verso una gestione federalista e autonoma della scuola, con cui potremo in futuro affrontare in modo più adeguato le specifiche esigenze del nostro territorio”.

  • Marika Puddu

    Mica pagherà il conto l’assessuora Baire dopo che presenteremo questa lettera. Naturalmente graverà tutto sul già esangue bilancio regionale che l’attuale maggioranza pare non intenzionata a tutelare nelle sedi dovute. A menzus bidere

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