Sulla sanità il buco è della Giunta precedente. Fonte: Ministero dell’economia e delle finanze

27 marzo 2012 22:4616 commentiViews: 88

saniteuroLa Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese taglia la testa al toro sull’origine del mostruoso debito della sanità. Il buco è nato nel 2008, durante le elezioni e si ripercuote sul saldo del 2009 (gli impegni e i pagamenti disinvolti dell’anno precedente vengono registrati definitivamente nel marzo dell’anno successivo). Nel 2010 si frena l’incremento ma non si torna ai livelli 2008. I commenti sono superflui per chi ha generato l’inpennata del debito e per chi non vi ha posto rimedio. Trovate i dati alla pag.162 (164 del totale) della Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese

16 Commenti

  • Credo che continuare a dire “è colpa di questo è colpa di quello” sia un’inutile perdita di tempo.
    Piuttosto sarebbe utile confrontarsi e dire: come salviamo la barca che sta affondando? A prescindere dai responsabili della falla, che poi individueremo o meno, l’emergenza ci impone di fare qualcosa per evitare di colare a picco.
    Lo spirito con cui si dovrebbe partire è: quali atti mi permettono di risparmiare, di recuperare i soldi che permettano di non far saltare il banco, di impedire che a settembre/ottobre prossimo io non abbia i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti delle aziende sanitarie?

  • Giustissimo Marco, con Soru c’era una idea di sardegna, un progetto adesso è il nulla. La crisi economica è maggiore ma non deve essere un alibi.
    La Maddalena cosa è adesso?

  • Comunque aldilà di tutto era Meglio Soru. Poi i numeri lasciamoli ai tecnici.

  • Barranu alla caccia di farfalle. Indica il disavanzo del 2008/9 ma non dice che la Sanità era nelle mani salvifiche di Soru e Dirindin, oltre le sue. È ancora inebriato dall’accordo Soru-Prodi del 2007 sulla modifica dell’art.8 dello Satatuto, alias aumento delle entrate regionali di 1.500 milioni ancora in mente Dei,più che sufficienti a ripianare il disavanzo, al cospetto risibile, di un servizio da allora a totale carico della regione. Enfatizza dati previsionali in aumento forniti da Cappellacci per dire: vedete che aumentano tutti? Insomma un dato negativo di un colore si giustifica con un dato negativo di colore avverso. Questo il Barranu-pensiero che si intende di economia. Suvvia!
    Il PSD’AZ dice e sollecita da tempo che bisogna porre rimedio ad una spesa sanitaria fuori controllo che ci mangerà anche le mutande. Sono però in cinque e i restanti 75 consiglieri regionali a parole sono daccordo ma nei fatti remano contro. Perché?
    Barranu: a coddare a casinu!

  • Ecco la risposta dell’onorevole Barranu.
    Le chiacchere mi pare che stiano a zero adesso aiutateci a capire.

    http://www.sardegnademocratica.it/sociale/le-bugie-sulla-sanita-1.26593

    Benedetto Barranu 29/03/2012 16:32
    Ringrazio coloro che hanno letto le mie osservazioni sulla spesa sanitaria e rispondo volentieri alle richieste di chiarimento.
    I dati della spesa sanitaria regionale esposti nella relazione sullo stato di attuazione allegata al bilancio di previsione 2012-2014 e predisposta dalla giunta regionale di centrodestra confermano esattamente quanto ho scritto.
    Infatti a pagina 17 in calce all’affermazione da me già citata testualmente, anche nella sua disinvoltura lessicale, “La tabella seguente….mostra come il 2010, come già il 2009, rappresenti un’inversione di tendenza rispetto ad una tendenza di consolidamento nel processo di riequilibrio della gestione sanitaria”, viene pubblicata una tabella contenente costi, ricavi e risultati di esercizio dal 2001 al 2010: si passa dai 179 milioni netti di disavanzo del 2008 (peraltro, in crescita rispetto al 2007) ai 264 milioni di euro del 2009 e ai 272 milioni di euro del 2010.
    A pagina 14 della stessa relazione si afferma che il fabbisogno lordo della Regione Sardegna nella riunione della Conferenza permanente Stato-Regioni del 18 novembre 2010 è stato determinato in 2 miliardi 843 milioni. Il disavanzo effettivo, cioè quanto si spende in più rispetto a quanto dovremmo spendere,va calcolato non su quanto si stanzia nel bilancio (il fatto che dal 2010 la copertura della spesa sanitaria sarda sia a totale carico della Regione non autorizza lo sperpero di risorse), ma tra quanto dovremmo spendere (2 miliardi e 843 milioni di euro) e quanto spendiamo fra finanziamento iniziale e copertura del disavanzo.
    Nel 2011 la differenza fra la spesa totale e il fabbisogno è ulteriormente aumentata nella misura indicata nell’articolo.
    La giunta Cappellacci prevede nel bilancio pluriennale un ulteriore aumento della spesa nel 2013 e nel 2014, fino ad arrivare ad uno scostamento rispetto al fabbisogno di quasi 500 milioni di euro.
    Naturalmente si può obiettare sulla correttezza della determinazione del fabbisogno per una regione come la Sardegna, ad esempio in rapporto alle distanze, alla distribuzione della popolazione, alla presenza di piccoli paesi e cosi via.
    Questo è, però, un problema che la politica deve affrontare nelle sedi e nel momento opportuno (Conferenze permanente), ma non incide sulla correttezza dei dati. Le tabelle contenute nella relazione generale sulla situazione economica del Paese nelle pagine 162 e163 confermano esattamente lo stesso trend di crescita, anche se con valori assoluti più bassi.
    Infatti , a pagina 163, dalla tabella emerge che nel 2008 il risultato di esercizio riporta un disavanzo di 130 milioni di euro, nel 2009 tale disavanzo cresce fino a 229 milioni di euro e nel 2010 si conferma tale crescita a con un disavanzo pari a 228 milioni e 700mila euro. In calce alla tabella viene chiarito che i dati esposti sono quelli conosciuti alla data del 25 marzo 2011.
    Ritengo che le cifre esposte dalla Regione Sardegna nell’allegato al bilancio siano più precise in quanto desunte dai bilanci delle Aziende sanitarie approvati tra aprile e giugno del 2011. Tali bilanci ricomprendono anche le spese verificate nei primi mesi dell’anno successivo, ma di competenza dell’anno precedente.
    In ogni caso sia dalle tabelle fornite dalla giunta regionale di centrodestra nell’allegato al bilancio sia dalla relazione sulla situazione economica del Paese si conferma quanto ho detto nel mio articolo: la spesa tende a crescere.
    Naturalmente le valutazioni vanno fatte in relazione alla crescita globale della spesa, ma soprattutto esaminando quali sono le voci fondamentali che la determinano.
    Per entrambi questi aspetti rinvio all’articolo precedente. Allego sia le pagine 14 e 17 della relazione sullo stato di attuazione allegata al bilancio regionale 2012-2014, sia le pagine 162,163 e 164 della relazione generale sulla situazione economica del Paese.

    http://www.sardegnademocratica.it/polopoly_fs/1.26712.1333024463!/menu/standard/file/Stato%20attuazione%20spesa%20sanitaria%201.pdf

    http://www.sardegnademocratica.it/polopoly_fs/1.26713.1333024599!/menu/standard/file/Stato%20attuazione%20spesa%20%283%29sanitariapagina17.pdf

    http://www.sardegnademocratica.it/polopoly_fs/1.26714.1333024690!/menu/standard/file/Stato%20attuazione%20%282%29spesa%20sanitariapagina14-2.pdf

  • On. Le partecipate per non avere defict di bilancio aumentano le tariffe e la regione (leggi giunta) autorizza.
    Come fa ad essere in pareggio La TOSSILO spa ? Con impianti fermi? aumenta le tariffe semplice .
    Adesso è la tariffa più alta dell’Italia.
    E qualcuno si chiede dove finiscono i rifiuti che vanno a Tossilo con impianti fermi?
    saluti peppino

  • Barranu dixit.
    http://www.sardegnademocratica.it/sociale/le-bugie-sulla-sanita-1.26593
    Benedetto Barranu29/03/2012 08:34Saranno inseriti in quest’articolo i PDF delle Tabelle e delle Relazioni dello stato di attuazione allegato al bilancio regionale 2012-2014 e le pagine della relazione generale sulla situazione economica del Ministero dell’Economia citate da alcuni interventi e nel blog dell’on. Maninchedda, che confermano quanto da me affermato nell’articolo. Benedetto Barranu

  • Gentile Sommo Marco, si vede che Lei non solo pretende che io le semplifichi la lettura degli atti e delle notizie, ma anche supplisca alla sua poca voglia di informarsi, visto che non sa neanche che il Psd’az la scorsa legislatura era all’opposizione.

  • Mi scuso per la mia ignoranza, Lei da sommo professore in queste quattro righe ha evidenziato la cattiva gestione della precedente giunta e di quella attuale. Ma, mi chiedo, il psdaz dov’era?
    Poi, non Le sembra riduttivo fare riferimento a delle fredde tabelle seppur autorevoli, non sarebbe più semplice scrivere questa giunta ha fatto questo e per fare questo la spesa sanitaria è tot… oppure scrivere questa giunta non ha fatto nulla e la spesa sanitaria è tot…
    Sa… giusto per renderci conto.
    saluti

  • È la certificazione di ció che tutti sapevano ossia che al termine della legislatura Soru, con la campagna elettorale prima alle porte, poi durante e infine subito dopo, il centrosinistra, con la compiacenza di molti se non tutti i Direttori Generali delle ASL, ha “sbancato” la Sanità sarda. Il danno economico generato non è stato solo temporaneo, perché in gran parte le assunzioni inutili e le altre spese non appropriate hanno generato un deficit strutturale. Di cui è difficile liberarsi. Si è avuta l’impressione che “le spese pazze” siano continuate con il primo insediamento della Giunta di centro destra, dove per ognuna che si faceva a sinistra ne facevano magari due a destra, nel tentativo da parte di alcuni Direttori di salvarsi la poltrona. Se si dovesse fare un analisi di quale ASL ha “sbancato” di più, a naso, troveremmo ai primi posti Cagliari e Sassari, con gli altri a seguire. Adesso è molto difficile invertire il trend, a meno che non si intervenga con un rigido controllo del turn over del personale, con un attenta verifica del migliore utilizzo dello stesso ( oggi fra invalidità e limitazioni fisiche tutte da verificare, per non parlare delle 104) dal 25 al 40 % del personale non produce come dovrebbe. L’altra strada passa per il rigoroso controllo della spesa farmaceutica, non solo dei prescrittori ma anche all’ interno degli ospedali; in entrambi i caso si dovrebbero adottare linee guida che prevedano l’utilizzo dei farmaci di costo inferiore a parità di efficacia. Con le dovute attenzioni sui farmaci “generici” nei campi delle patologie più serie, sono infatti sempre più insistenti le voci di tossicità maggiore e intolleranze fra i chemioterapici “generici” appunto. La verità è che l’Italia è schiava delle multinazionali del farmaco che fanno cartello e che la regione Sardegna non è ancora riuscita a fare la “Macroarea” unica, che potrebbe servire a spuntare prezzi migliori nell’acquisizione dei farmaci tre che dei servizi e quant’altro.

  • Il titolo su Sardegna e libertà è incredibilmente calzante: le bugie sulla sanità. Questa volta l’errore che ha fatto Sardegna democratica è quello di pensare di confrontarsi con degli sprovveduti. oppure il problema è che il sito si rivolge solo a quelli inquadrati: si vota PD qualunque cosa capiti anche turandosi il naso (secondo i famosi dettami). Oggi la gente non è più dispobile a delegare completamente sulla base di un simbolo e tanto meno a delegare la capacità di pensare. forse se siamo in queste condizioni è perchè abbiamo tifato per i partiti e gli schieramenti come se fossero squadre di calcio. é ora di rimettere in moto i neuroni e lo spirito critico.

  • Peppino fai bene a parlare di Consorzi: realtà che hanno evitato che Cagliari ed hinterland finissero come Napoli (ovvero sommersa dai rifiuti) e che ben 8 Comuni e 2 ampie Aree industriali scaricassero in un unico grande impianto di depurazione efficiente.

  • Soru ovviamente non sa nulla, figuriamoci la Prof.ssa Dirindin da lui fortemente voluta, assenti i due Soru/vigilantes Dadea e Gianvalerio Sanna. Barranu poi da direttore generale ASL in quel di Carbonia(ci dirà che lui non ha contribuito ad alimentare i costi) era impegnato ad eseguire gli ordini ed ora non legge neanche, farfuglia. E Silvio Lai che all’epoca, salvo errore, era responsabile del settore sanità del suo partito ne saprà qualcosa? E come non aspettarsi le difese di tal Gesuino Muledda, aedo del Sorismo. Semprechè non gli sfugga la notizia al pari della notifica della famosa legge 44, smarritasi nel viaggio da Cagliari a Bruxelles.

  • Peppino: il dato sulla sanità è incontrovertibile e io non ho concorso, come molti altri, al picco elettorale del 2008. La correttezza della gestione, cioè la misura del disavanzo, non significa che il disavanzo finanziario non sia drammaticamente aumentato. Sui piccoli ospedali hai ragione: ne consegue che neanche la giunta precedente ha messo in atto una strategia adeguata (il piano di riordino è stato cassato dal Tar). Sul Consorzio industriale di Macomer sei male informato, sia sul numero e la qualità delle imprese allocate, sia sui costi: non è in passivo e non grava sulle casse regionali: si campa da solo. Inoltre, non è un Consorzio industriale vecchia maniera, ma un consorzio tra enti locali, cioè quella fattispecie auspicata dal tuo amato governo Monti. La Gst è in liquidazione: dal 31.12 2012 non esisterà più. Le poltrone regionali sono state ridotte: da 80 consiglieri a 60. Costi della politica: il taglio delle retribuzioni dei consiglieri regionali è sceso tra gli ultimi anni della scorsa legislatura e i primi di questa di oltre il 30%. I vitalizi sono stati aboliti e con loro tutti le agevolazioni di altra natura (delel quali non tutti decidevano di valersi. Io, per esempio, non le ho mai utilizzate). Sulle partecipate: proprio un nostro emendamento impedisce il ripiano delle perdite delle partecipate e il finanziamento ulteriore delle aziende in liquidazione. Adesso tira tu le conclusioni: io non lo faccio per non accondiscendere alla parte peggiore del mio carattere.

  • Ho letto i dati: mancano, per avere un quadro più attento, i dati del 2006 e 2005 per capire l’andamento
    Ricordo che la sanità Sarda non è stata commissariata proprio per la correttezza della gestione.
    I dati sono schizzati in alto certamente ma tutti concorrono a questo. Quando si aumentano il numero delle ASL (basterebbe una ASL regionale) si raddoppiano i costi delle gestioni.
    Piccoli ospedali, nessuno li vuole chiudere e tutti sanno che costano. Sono solo riserve clientelari ora di questo e ora di quello. Lo sappiamo tutti.
    Come i consorzi industriali, che dovevano rimanere un numero esiguo e invece si grida alla vittoria quando si ripristinano. Vedi quello di Macomer, vero carrozzone negli anni di clientele e poche iniziative industriali. Adesso A Macomer si specializzano nella moltiplicazione degli enti: Consorzio Industriale, Tossilo, SGT, tutti a interessarsi dei rifiuti e nel territtorio adesso abbiamo la tariffa di smaltimento piu cara d’ITALIA. Dobbiamo sostenere troppi enti e nessuno rinuncia ai suoi. Ma quale autonomia… Se non dovessero arrivarci degli Input esterni (vedi Governo Monti) non avremmo mai discusso di revisione delle province, chi le ha proposte le altre 4? qualcuno se lo ricorda? di riduzione delle poltrone regionali e, sopratutt,o delle riduzioni dei costi della politica che non sono solamente quelle dei consiglieri regionali ma degli enti consortili e delle partecipate. Quante sono e servono tutte?
    Saluti
    Peppino

  • Gentile Paolo
    sono intervenuto su Sardegna Democratica ponendo una domanda precisa. Come tutti i sardi vorrei solo capire come stanno le cose.
    Vorrei sapere se alla fine hai ragione tu, ha ragione Barranu o in parte avete ragione entrambi.
    http://www.sardegnademocratica.it/sociale/le-bugie-sulla-sanita-1.26593

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