Sulla manifestazione di ieri con un p.s. sul risveglio improvviso del project di di Nuoro

8 novembre 2012 07:359 commentiViews: 21

Ieri c’è stata la manifestazione della Consulta rivoluzionaria. Primo dato: affluenza al di sotto delle attese. Secondo dato: la Consulta non fa distinzioni e si qualifica per essere alternativa a tutta la rappresentanza politica attuale. Terzo dato: è evidente una competizione di leadership (che si è esplicitata anche nella mobilitazione per gli applausi) tra Felice Floris e Gavino Sale. Quarto dato: dopo la manifestazione di ieri la Consulta ha scelto di andare da sola alle elezioni.
Credo che sia giusto, come vado ripetendo da tempo, che si vada a elezioni anticipate. Non per la spinta della Consulta, ma per consentire anche alla Consulta di misurarsi elelttoralmente con le altre forze politiche e con le altre proposte di governo. Io rimango dell’idea che non sia vero che tutte le vacche sono grigie e che non basti avere delle idee e dei principi per avere una proposta di governo. Gli anni che ci attendono sono anni molto difficili che richiedono leadershhip coese, competenti, oneste, capaci di essere ascoltate in Sardegna e altrove, determinate a guidare una stagione di riforme molto dolorose. È giusto che il popolo sia chiamato a scegliere. Ieri, tra i diversi schieramenti, se n’è aggiunto uno.
Leggo sulla stampa di un animato convegno a Nuoro sul project della sanità. Improvvisamente vi è chi scopre che c’è il project e che ha delle criticità.
Io ho un rapporto difficile con la città di Nuoro. Non mi riconosco nel suo impasto di parassitismo borghese e di violenza barbaricina nei rapporti sociali, per cui evito di frequentare la città e frequento solo i miei amici, che mi rimproverano l’allontanamento politico. Ma, vorrei che mi si capisse: una città non può aspettare che qualcuno la liberi dai suoi vizi e dalle sue abitudini. O trova la strada per un cambiamento profondo, educativo, culturale, amministrativo, sociale, o qualsiasi tentativo dall’esterno produce l’effetto dell’arroccamento degli interessi consolidati e dei poteri esistenti (sia di quelli formali che di quelli infromali), cioè esattamente ciò che ho patito io. In quei mesi mi sembrò di vivere in quel mondo ovattato ma duro che Sciascia ha spesso descritto nei suoi romanzi, nel quale si prendono colpi da tutte le parti (da destra a sinistra, amorosamente unite dal gusto di pestare insieme) senza capire bene chi li stia dando.
Sulla contestazione del project vorrei però mantenere un copyright culturale di primogenitura che è garantito dagli atti depositati in più sedi e che è ben precedente la nomina a commissario del dott. Succu. Vorrei mantenerlo per la storia, non per altro. Si scopre oggi che l’istruttoria Sfirs aveva dichiarato che era più vantaggioso, sebbene per poco, un prestito alla Cassa depositi e prestiti? Incredibile: fu l’oggetto di uno scontro fra me e Francesca Barracciu, che sosteneva il contrario, nel dibattito alla Camera di Commercio organizzato dalla Cgil. Si scopre oggi la debolezza del rischio d’impresa e la discutibilità dei canoni di disponibilità (peraltro poi corretti in istruttoria dai funzionari della Asl e limitati ai soli edifici su cui si sono realizzati interventi)? Anche questo è stato argomento largamente indagato: se n’è parlato per mesi. O vogliamo parlare della presenza nella società di progetto di Inso e delle questioni del Consorzio Etruria? Buongiorno, ben svegliati, il sole è alto nel cielo. E allora che sta succedendo? Una faida nuorese rossa o rosa ? Allora siamo alle solite: è una tipica questione nuorese in cui non voglio entrare, una questione sollevata per barrosare a petto gonfio in Corso Garibaldi. Nuoro non è Firenze e non vedo all’orizzonte un Dante che possa sublimare in cultura le rivalità di censo e di potere di una piccola città senza bussola morale.
Oggi però registro anche che gli ambienti che in precedenza erano schierati per una difesa a oltranza del project cominciano ad avere almeno la disponibilità a discuterne.  Speriamo che se ne possa parlare serenamente. Chissà che un clima disteso favorisca il cambiamento e la riforma più di un clima acceso.

 

9 Commenti

  • Giovanni Piras

    Caro Nino, la tua risposta mi ha fatto tornare alla mente le elezioni regionali del 1974, che sicuramente tu ricorderai, fu una vera disgrazia, venne eletto un solo consigliere regionale nella persona di Givanni Battista Melis, Tittino per i sardisti, mori poco dopo e gli subentro’ Bruno Fadda che era già passato con L’edera, “Gli ederasti” li sopranominammo. Ero allora molto giovane e pieno di speranze, mi imposero la candidatura da studente universitario, conscio di non poter andare in giro a cercare consensi, ma accettai per spirito di servizio, perchè di li a poco dovevo discuttere la tesi nella facoltà di Agraria di Sassari. Riuscii a collezionare, però, una denuncia per affissione di manifesti sardisti fuori dagli spazi, venne Mario Melis in pretura e fece un comizio in mia diffesa, offendendo anche il brigadiere dei carabinieri che mi aveva denunciato, dandogli della testa di ca….zzzo.
    (OMISSIS).
    Un abbraccio dall’agronomo sardista.

  • audiocardo@gmail.com

    Onorevole, Cagliari città ricca?
    Ma mi faccia il piacere: a Cagliari sono poche le case in mano ai cagliaritani (che peraltro sono non piu’ di 25.000), la maggior parte sono di altri sardi che acquistano per centinaia di migliaia di euro senza batter ciglio.
    Come mai in tanti hanno tanta disponibiltà è chiaro: costo della vita minore e spese contenute portano ad accumulare veri e propri capitali.
    Vivere a Bortigali non è come vivere a Cagliari: costa molto meno!
    Inoltre io non ho scritto che Cagliari è mafiosa ma semplicemente che è la stanza dei bottoni dove vengono prese ANCHE DA NUORESI, OLBIESI, IGLESIENTI ecc le maggiori decisioni riguardanti la micro e macroeconomia isolana.

  • Nonostante cerchi in ogni modo di convincermene, caro Giovanni, non risco ad immaginarti, quale sardista sopravvissuto alla morte del Partito , nelle file di IRS, Sardigna Natzione, Progres, Rosso Mori e da ultimo la Consulta rivoluzionaria, che parrebbe comprenderli tutti per fusione. A freddo! Pensa, nello stesso giorno: a Roma si decide per legge di insegnare a scuola l’inno di Mameli per rafforzare il sentimento di unità nazionale, prova provata che quel sentimento non c’è; a Cagliari la Consulta rivoluzionaria parla di “sovranità”; in Consiglio regionale il PSD’AZ presenta la mozione “Proclamiamo la Sardegna indipendente”. I simboli in politica contano!
    Io e te, che cominciamo ad essere i militanti più longevi nel Psd’Az, abbiamo assistito enne volte a vaticini di morte del Partito; gli hanno allungato la vita fino a 91 anni e non ha nessuna intenzione di abbandonare la scena. Anzi!
    Fai a buon titolo l’agronomo, non mi risulta che abbia deciso di cimentarti nell’attività di impresario di pompe funebri. Ad ogni buon conto tocco ferro.
    Ci vedremo ancora per lunghi anni sotto la stessa bandiera. La tua sortita? Unu isprone! Un abbraccio.

  • Giovanni Piras

    In attesa di sapere chi verrà nominato dall’innominato quale nuovo segretario nazionale del P.S.D’az, mi risulta che al partito viene attribuita, dai sondaggi, una percentuale da prefisso telefonico.
    Risultato: nessun eletto, morte del Partito ma non dei sardisti

  • Rivoluzionario

    Discorsi triti e ritriti, urlati e anche infarciti di male parole. Qualcuno chiede perchè la consulta non è decollata? è semplice: perchè non hanno un leeader che al di la del folklore sia in grado di fare il Presidente della regione. L’idea è quella di raccattare qualche posto di consigliere regionale: iniziativa legittima, ma che avrebbe un senso solo se si qualcosa di più. Peccato. È un’occasione persa per il popolo sardo.

  • Egregio geko, io non ho parlato di mafia. Sul ruolo di Cagliari come sede della Spectre non sono d’accordo. Cagliari è ‘soltanto’ la città più ricca della Sardegna.

  • Da anni ho la sensazione che la mafia in Sardegna esiste e la fa da padrona.
    Puo’ avere origini e connotati culturali differenti da quella sicula ma non vi è dubbio che questa operi agli alti livelli di governo dell’isola e delle sue strutture fondamentali.
    Esiste una mafia locale, che gestisce l’affaire Nuoro (ma la cosa non è dissimile dal Sulcis-Iglesiente come da Olbia) e una regionale, di stanza a Cagliari, dove operano le figure provenienti da tutta la Sardegna e da dove vengono impartite le disposizioni e gli indirizzi per gli ambiti locali.

  • Nel sondaggio che ho visto io, Grillo non raggiunge il 5%.

  • per la prima parte della nota: consulta rivoluzionaria.
    non erano in 20.000 come dichiarato ai quattro venti per settimane. Non erano presenti neanchè i tanti intellettuali a “cache”. si voleva anticipare la discesa di Grillo, che in tutti i sondaggi che si fanno in Sardegna, e i “grandi partiti” si stanno operando in questo, viene dato dal 18 al 20%. Altro che consulta rivoluzionaria!! mi viene da chiedere che cosa ci fa Doddore Meloni con la rivoluzione? quello serve solo ad un editore per tirare la corsa a Pili alle prossime regionali o per se. Forse è arrivata l’ora di parlare di nuovo progetto di sviluppo e di nuova classe dirigente, anche perchè il fondo non l’abbiamo ancora toccato.
    salude.

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