Sulla legge per le province ci sono in giro frettolosi censori

2 novembre 2012 08:5010 commentiViews: 14

Leggo oggi sulla Nuova Sardegna che l’esame dei Progetti di legge sul riordino delle province comincerebbe oggi in Commissione. Oggi la Commissione non si riunisce. Ma l’esame è iniziato il 25 ottobre con l’audizione del Consiglio delle Autonomie Locali e dell’Anci. È già sostanzialmente conclusa la discussione generale. Si è deciso di procedere all’esame congiunto delle proposte di legge presentate. Sono stati già focalizzati i problemi principali (elezione diretta o elezione di secondo grado; proroga o meno degli organi attuali fino al compimento dell’iter istitutivo delle nuove e, nel caso si prorogasse , se commisssariare oppure no). Nel frattempo la Commissione ha già concluso la discussione generale anche sui provvedimenti relativi all’abolizione dei consigli di amministrazione degli enti e delle società regionali e per l’istituzione dell’assemblea costituente. Ha inoltre approvato la risoluzione sulle zone franche, che mira a indurre la Giunta a procedere ben prima della scadenza del giugno 2013. Tutto questo è stato fatto in poco più di una sola settimana, l’unica lasciata libera alla Commissione dai lavori del Consiglio regionale. Capisco che vi sono e vi saranno sempre quelli che per esistere devono demolire il lavoro altrui; capisco che in questo clima di disordine politico, culturale e morale, ci sia chi corre a gridare che tutto va male anche se qualcosa va bene;  capisco che vi sia chi sta preparando una posizione politica priva di programmi ma gonfia di proteste; capisco tutto, ma qui, in Commissione,  il lavoro c’è e a me spetta difenderlo semplicemente  con la verità dei fatti.

10 Commenti

  • Lettera al P.M.
    Al Pubblico Ministero? No! A Paolo Maninchedda.

    Paolo, un eminente professore universitario, ad un recente convegno del CAL, ci ha spiegato che il termine con il quale in gergo, si definisce l’insieme delle manovre poste in essere dal Governo, salva, cresci Italia, si riassumono in una locuzione tecnica “affamare la bestia”, dove la bestia è l’apparato della pubblica amministrazione, tutta, nel suo insieme di servizi utili e di sprechi.
    Ridurre la bestia alla fame, quindi, per questi abusivi della politica, mascherati da tecnici, significa svolgere azioni concrete, come stanno di fatto facendo, per togliere tutto ciò di cui l’immondo animale ha bisogno per sopravvivere, dapprima il cibo, poi l’habitat in cui si muove, infine, quand’anche riuscisse a stenti a tirare a campare, minare le sue abitudini, utilizzando qualsiasi arma lecita o illecita.
    Per quanto qui ci riguarda, l’infame animale ha, oggi, le sembianze delle Province sarde, ci aspettavamo che il guardiacaccia della suprema Corte, il 6 novembre ultimo scorso, esercitasse il suo ruolo super partes, se non altro per consentire alla bestia ed ai bracconieri un attimo di necessaria riflessione.
    Quasi un regalo è parso, un tributo, nella ricorrenza del 1° anno dalla nomina di senatore a vita e a presidente del consiglio del sobrio Bocconiano, io naturalmente non ci credo, ma qualcuno ha fatto osservare: come potevano tra i 15, i 5 giudici nominati dall’uomo del Colle, sentenziare contro un decreto, poi convertito con la fiducia, voluto dall’uomo nominato dallo stesso Colle?
    Ad altra data, è stato ermellinamente detto.
    E neppure la guardia campestre del nostro tribunale di contrada, ha avuto il necessario coraggio, per sterminarla o mossa da umana compassione, salvarla, questa bestia. La stagione venatoria sarda continua e, come appreso dalla stampa, si chiuderà, forse, ad animale decomposto, cioè il 24 aprile 2013.
    In questa settimana, all’interno del reame, si confronteranno diversi pregoni e quasi editti. Cavalieri più o meno templari lanceranno i loro guanti in nome del re o della regina. Alcuni di questi, si dice, hanno un palese interesse a radere al suolo, possibili competitori provinciali in erba, già delle prossime giostre, raduni e tornei.
    Paolo, la via del buon senso, è l’unica via possibile, tenuto conto che:
    1. Non si possono sciogliere organi democraticamente eletti, prima della loro naturale scadenza.
    2. Qualsiasi nuova architettura istituzionale, non può esplicare i suoi effetti, se non a decorrere dalla prossima consiliatura.
    3. La nomina di commissari comunque denominati o l’esautorazione degli esecutivi, determinerà ricorsi giurisdizionali il cui esito, a detta di tutti i costituzionalisti, è perlomeno incerto.
    4. Attendere prudenzialmente il pronunciamento della suprema corte anche in ordine al tipo di elezione, e del ricorso UPS al Tribunale sull’ammissibilità dei quesiti referendari, è una necessità e non solo una possibilità, indipendentemente dal clima di frettolosa ansia, che ha partorito la L.R. 11/2012.
    Tutte le altre strade portano a maggiore confusione, cessazione di servizi in essere, impreparazione, costi aggiuntivi, caos ed anarchia insorgente.
    Paolo, di bestie da affamare ce ne sono tante e zoologicamente diverse, purtroppo molte di queste che hanno sempre la tana in via Roma 25, nel Villaggio di Sant’Efisio martire, hanno impiantato delle androidi plastiche facciali.
    piapiapia

  • E no, Chiarezza mascherata, io prendevo il caffé dopo essere stato in assessorato dalle 8 meno un quarto, guarda un po’, e a parlare di che? Del tetto dei pagamenti che sta strozzando le imprese, guarda un po’. Se lo stipendio sia misero oppure no facciamolo decidere ai cittadini, io so che le due legislature in cui io sono stato consigliere regionale sono le uniche due in cui lo stipendio dei consiglieri regionali è stato abbassato e sensibilmente: non altrettanto è accaduto con alcune categorie di dipendenti regionali. Le Commissioni non potevano riunisrsi perché si riuniva il Consiglio, come è ovvio e come avevo già spiegato in modo tale da essere compreso anche dai meno dotati. Te l’ho detto, hai sbagliato persona. Se stavi cercando il politico su cui scaricare il tuo qualunquismo, hai selezionato quello sbagliato. Riprova. Intanto dicci chi sei e che cosa fai.

  • Adesso ho capito, non vi hanno permesso di lavorare, per il vostro misero stipendio sino al 31 ottobre non avete avuto la possibilità di riunirvi. Tutto molto chiaro.
    Fatto stà, comunque, che in quel bar quella mattina a vedere tutte le persone che chiaccheravano c’era Lei e non io e su questo non tempo smentite. Forse però si stava riposando.

  • Egregio Giorgio, ma perché quando sei così coraggioso sei anche così vigliacco da non mostrare il tuo volto. Per il resto, mi prendo le responsabilità che ho, non le altre. Quanto alla poltrona, sapessi quanto me la sono tenuta non stretta ma molto, molto larga. Quanto all’essere ‘umano’, lo sono con le persone che hanno dignità e con i più deboli, ma non con i cecchini anonimi. Con me, caro Giorgio, la gente come te dovrà sempre combattere.

  • Mi sorge un dubbio,Onorevole, sulla Sua completa estraneità da tutte le questioni che riguardano questa maggioranza di centro destra.
    Lei, che di questa maggioranza è parte fondamentale, Lei che minaccia ogni giorno di farla cadere e che allo stesso tempo tiene stretta una poltrona consegnatagli dalla sua maggioranza.
    Ci spieghi, si tira sempre fuori dai problemi che riguardano l’esecutivo.
    Si prenda le sue responsabilità, dica, almeno una volta :”scusate ho sbagliato”; sia piu’ umano e meno spocchioso.
    Saluti
    Giorgio

  • Vedi Chiarezza, c’è un piccolo problema ed è il seguente: le Commissioni non possono riunirsi quando è convocato il consiglio e quando sono convocate le altre commissioni. Solo la scorsa settimana, la Prima Commissione ha avuto la deroga a riunirsi in concomitanza con le altre commissioni. In queste condizioni, è stato superato il termine. Ma quando Lei chiede spiegazioni, io le do, non sto a lamentarmi dell’andazzo, a dire che ‘sono stanco, molto stanco’. Quanto al guadagno, io sono l’unico che ha reso pubblica la sua busta paga, ma vorrei rendere pubblico anche quante ore lavoro al giorno, di che cosa mi faccio carico, quali responsabilità mi assumo e poi vorrei mettere tutto questo a confronto con ciò che fa Lei, con i suoi orari, ovviamente tanto opprimenti da renderla terribilmente stanco. L’altro giorno sono entrato alle nove e un quarto in un bar vicino ad un assessorato. Dentro ho trovvato metà assessorato a chiaccheirare amabilmente nei tavolini all’uopo predisposti. Altro che stanchezza!

  • E se fosse stato un funzionario, anzi meglio un burocrate, a non rispettare un termine previsto da una legge come sarebbe stato giudicato e apostrofato in questo sito sia dall’amministratore che dalla maggior parte degli utenti sempre pronti a scagliarsi contro i burocrati sulla scia del pensiero dell’autore degli articoli? Se poi consideriamo quanto guadagnano i politici e quanto i funzionari… quale mancanza è più grave in termini di meritocrazia? Teniamo infine anche conto che il mancato rispetto di un termine da parte di un funzionario non solo può essere impugnato davanti al TAR ma potrebbe anche essere motivo di contestazione da parte del dirigente. Per i politii niente di tutto questo. Non si rispetta un termine, disattendendo anche la volontà popolare? Nessuna conseguenza. Siamo stanchi ma tutti veramente molto stanchi di questo andazzo.

  • So bene che lavori tanto. Ma un termine è un termine.

  • Caro Antonello, nel frattempo è stata fatta la leggina sulla rete ospedaliera. Comunque sul mio lavorare abbastanza, come dici tu, accetto volentieri verifiche per accertare se lavro più o meno dell amedia sarda. A disposizione dei sardi, ovviamente, per gli accertamenti, non di tribunali borghesi improvvisati e inutilmente feroci (come sempre sono stati nella storia).

  • Si Paolo, però il termine di fine ottobre è saltato. Il termine era stato posto dal Consiglio non da me. Sarebbe bastato lavorare un po’ di più (non tu, che lavori abbastanza, ma gli altri, che lavorano molto meno), ma a prescindere un termine è un termine.

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