Sulla crisi non ci siamo

27 marzo 2013 07:235 commentiViews: 14

La crisi che l’Italia e la Sardegna stanno attraversando ha bisogno di misure molto serie e altrettanto praticabili. Bisognerebbe intervenire su due fronti: sui redditi e sul credito. Infatti, la gente non ha reddito perché non ha lavoro; le imprese sono sottocapitalizzate e senza cassa e le banche non erogano più un euro, finanziando solo se stesse o operazioni formalmente ineccepibili, ma sostanzialmente, dato il momento per la Sardegna, veramente discutibili (penso, per esempio, alla trasformazione “da fido a scadenza a fido a revoca‘  – che vuol dire trasformare un fido, cioè un prestito, dato a tempo determinato, in un fido dato a tempo indeterminato – fatta dal Consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna il 24.02.2012 alla Alba Leasing SpA – società di Leasing della Bper -per un ammontare di 200.000.000. Per cui, in buona sostanza, è facile sospettare che i 200 milioni non saranno mai resi….).
Io non credo che le due misure previste in Finanziaria 2013 e più propagandate sulla stampa saranno efficaci.
Mi riferisco all’utilizzo della moneta complementare Sardex e alla violazione unilaterale del Patto di stabilità.
Nel primo caso, sebbene sia vero che la moneta complementare in altri contesti ha aiutato e non poco a superare le difficoltà degli scambi di beni e servizi, non riesco a capire come la Regione possa, senza un bando, spendere nel circuito Sardex 20 milioni di euro. Il bando non deve ovviamente riguardare gli utilizzatori finali della moneta complementare ‘prodotta’ dall’intervento regionale, in una parola i disoccupati, ma inevitabilmente la società Sardex che dovrebbe ricevere nel circuito le somme che poi i disoccupati potrebbero spendere. Non so, mi pare una procedura esposta e rischiosa per tutte le parti. Non solo: per fare uscire 20 milioni di euro in Sardex dalle maglie del Patto di stabilità, la Regione deve sottrarli alle spese obbligatorie: dove taglierà? Non può produrre sardex con una sola delibera d’impegno. I soldi veri devono uscire veramente dalle casse regionali. La coperta è corta e il tetto dei pagamenti è pericolosamente vicino al tetto delle spese fisse.
Sul Patto di stabilità è presto detto: non è possibile violarlo unilateralmente sul fronte dei pagamenti, perché nel marzo 2012 è nata la tesoreria unica con la quale lo Stato si è appropriato della cassa della Regione Sardegna e degli enti locali. Ogni fuga in avanti è impossibile. L’unica strada da percorrere è il taglio dei costi di funzionamento per liberare risorse verso lavoro, ambiente, istruzione e sgravi fiscali. Bisogna stare a questa concretezza, poco retorica, molto dolorosa, ma molto efficace.

5 Commenti

  • Caro Pippo, io non ho solo ‘detto’; ho fatto molte cose, tutte alla luce del sole e non credo che tu le conosca tutte per poterle valutare complessivamente. Non tutti i politici hanno le stesse responsabilità; io ne ho alcune, altri ne hanno più di me. Le mie sono quelle di uno che siede in un Parlamento regionale, dove può rappresentare problemi e svrivere leggi. Io certo non ho responsabilità esecutive: non ho il potere di risolvere problemi, posso scrivere le regole che altri devono applicare per risolverli. Tutti facciamo politica, anche nei rapporti interpersonali e sveliamo anche in questo i valori a cui ci ispiriamo. Non c’è contraddizione tra la mia vita privata e la mia vita pubblica: i valori sono gli stessi. Non tutti, politici e non, possono dire la stessa cosa. Per tutto il resto, ognuno ha, grazie a Dio, le sue idee e le sue predilezioni.

  • Parlate di tutto quello che volete, ma evitate di parlare della crisi e delle possibili risoluzioni, tutti sappiamo cosa è una crisi economica, molti hanno imparato a conoscerla sulla loro pelle, la difficoltà di arrivare alla fine del mese, ormai riguarda molte persone che lavorano per le aziende private, riguarda perfino gli imprenditori, che vivono una condizione di incertezza lavorativa uguale se non peggiore di quella dei propri dipendenti.
    Ma la politica, ed i politici che hanno una grande responsabilità in questo cosa fanno?, tu che in Sardegna sei stato fino a ieri consigliere di maggioranza, cosa hai fatto?, i tuoi alleati di governo cosa hanno fatto?.
    Molte volte i politici confondono il “FARE con il DIRE”, guarda che sono due cose molto differenti, in genere non è detto che chi dice poi faccia, ma è sicuro che chi fa non ha bisogno di dire, è sotto gli occhi di tutti, ma per fare ci vuole coraggio, bisogna farsi il culo e rischiare personalmente, essere pronti a vedere gli errori commessi, normale sbagliare per chi fa, e quindi pronti a cambiare direzione, ma non fermarsi mai.
    Ma tu che hai detto tanto, cosa hai fatto?, io sono in Sardegna da molto tempo , ma di cose serie fatte per affrontare la crisi non ne ho viste molte, ho visto alcuni tentativi, partiti anche male e mai arrivati, e progetti intrapresi dalla classe politica attuale di cui tu fai parte e mai portati a compimento.
    Mi ero ripromesso di non scrivere più su questo blog, ma oggi per caso sono entrato e non ho potuto esimermi dallo scrivere. Comunque tu sei tra i politici che io reputo onesti, onesto in tutti i sensi anche intellettualmente, figurati gli altri. Ti devo confessare io non ho mai votato a sinistra, ma oggi auspico per il bene della Sardegna che ritorni il Presidente Soru, lui sicuramente può fare meglio della banda di cialtroni che erano con te in maggioranza fino a ieri.
    Caro Paolo, buona giornata, buone feste a te e alla tua famiglia. Sempre disponibile per qualsiasi confronto a presto, Pippo.

  • Una riflessione: i fidi sono tutti, e nei confronti di tutti, a scadenza, rinnovabili salvo revoca e quindi, in teoria, non rimborsabili. La revoca è sinonimo di “malattia” economico-finanziaria (più tardi arriva, o non arriva, e meglio è),non garanzia di tranquillità per la continuità del sostegno finanziario. Sono a revoca, per patologia, persino i mutui con scadenza sancita da bolla notarile. L’auspicio della banca e degli operatori, che con essa intessono rapporti, è che non scatti mai la revoca. Le banche sono talmente “generose” (!) che intercedono finanche (e non è da escludere con buoni risultati data la forza della pecunia) per una ottima salute fisica dei propri clienti.
    Il mestiere delle banche è fare investimenti nella economia reale e sono , per definizione, senza tempo. O se si vuole fino alla prossima profezia Maya. Purtroppo fanno finanza (non il loro mestiere) e spesso e volentieri male. Mai come oggi abbondano gli esempi.
    Per BPER scadenza o revoca pari sono. Non esistono perchè i servi non osano!
    Ah, il credito!

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